Militaria
Il capo della NATO Rutte paragonato al «dipendente del mese di McDonald’s»
Il segretario generale della NATO Mark Rutte è stato bollato come un servile «dipendente del mese di McDonald’s» da un’importante eurodeputata francese, in una dura critica al suo atteggiamento ossequioso nei confronti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
L’attacco è stato lanciato su X dall’ex presidente della sottocommissione Difesa del Parlamento Europeo Nathalie Loiseau, membro del partito di centrodestra francese Horizons, in reazione alla diffusione di un messaggio privato in cui Rutte si rivolgeva a Trump chiamandolo «caro Donald», ne lodava i «successi incredibili» e gli garantiva il proprio impegno a trovare una «soluzione» riguardo all’ambizione del presidente americano di acquisire la Groenlandia.
«Mark Rutte non dirige la NATO; è l’equivalente del dipendente del mese di McDonald’s», ha scritto Loiseau martedì su X.
Il suo sarcasmo colpisce un pattern ormai consolidato. Il mandato di Rutte è stato segnato da una strategia costante di elogi pubblici generosi e ripetuti verso Trump, derisa dai detrattori come puro servilismo, ma difesa dal segretario generale come una forma di diplomazia realistica e pragmatica.
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Questo stile è emerso in modo particolarmente evidente durante il vertice NATO dello scorso anno. Nei messaggi preparatori al summit, Rutte aveva scritto a Trump che stava «volando verso un altro grande successo», dopo che i membri europei avevano accettato di aumentare la spesa per la difesa. In una successiva conferenza stampa congiunta, quando Trump ha paragonato le tensioni in Medio Oriente a una scazzottata tra bambini in cortile, Rutte ha rincarato la dose affermando che «a volte papà deve usare un linguaggio forte per farli smettere».
Il riferimento al «papà» e i toni entusiastici sono stati largamente stigmatizzati dai media europei come «imbarazzanti» e come una «umiliazione orchestrata». La metafora di Loiseau del «dipendente del mese» – premio aziendale tipico per chi si distingue nel servizio zelante – ritrae Rutte non come un leader autonomo, ma come un subordinato che si adopera per guadagnarsi il favore del capo.
La polemica esplode nel pieno di una grave crisi transatlantica scatenata dal progetto di Trump di annettere la Groenlandia, territorio autonomo danese e membro della NATO. Di fronte al rifiuto unanime dei leader europei, Trump ha minacciato pesanti dazi doganali su diverse nazioni del continente, spingendo l’UE a preparare contromisure.
Le tensioni sono aggravate dalle vecchie recriminazioni di Trump verso i partner europei della NATO, accusati di non aver mai rispettato gli impegni sulla spesa per la difesa e di dubitare persino che l’alleanza difenderebbe gli Stati Uniti in caso di attacco, sostenendo che senza la potenza americana il blocco sarebbe debole e inefficace.
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Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
Militaria
Il capo della difesa tedesca fa un discorso motivazionale con le «scoregge felici» di Lutero
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Militaria
Le start-up militari israeliane traggono profitto da due anni di guerra
I dirigenti di start-up israeliane riferiscono un forte aumento della domanda estera per l’acquisto delle loro armi e dei sistemi tecnologici correlati. Lo riporta il Washington Post. Gli attacchi condotti da Israele a Gaza e in Libano, insieme alle operazioni contro il gruppo militante Hezbollah, avrebbero contribuito a stimolare l’interesse internazionale per le tecnologie e gli armamenti impiegati dalle forze armate israeliane.
Secondo Startup Nation Central, le start-up israeliane hanno attirato investimenti per un valore record di 15,6 miliardi di dollari nel 2025, superando i 12 miliardi del 2024. Gli esperti del settore prevedono che questa crescita proseguirà, come sottolineato dal WaPo.
Questo boom della domanda di tecnologia militare israeliana si contrappone nettamente alla posizione di diversi governi europei, che hanno criticato duramente la condotta di Israele a Gaza e, in alcuni casi, hanno deciso di sospendere o restringere le esportazioni di armi verso lo Stato Ebraico, temendo possibili violazioni del diritto internazionale umanitario. Tra i Paesi che hanno imposto divieti o limitazioni figurano Gran Bretagna, Spagna, Canada, Belgio, Paesi Bassi e anche l’Italia.
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«Ci sono governi che pubblicamente lanciano segnali virtuosi su Gaza per rassicurare l’opinione pubblica, mentre allo stesso tempo inviano i loro responsabili della difesa a incontrare aziende israeliane per tutelare proprio quella stessa strada», ha dichiarato al WaPo Aaron Kaplowitz, fondatore di 1948 Ventures, società di venture capital con sede a Miami specializzata in investimenti nella tecnologia militare israeliana.
Pochi giorni prima, lo stesso quotidiano aveva rivelato che Google avrebbe violato le proprie policy interne – che proibiscono l’uso dell’Intelligenza Artificiale per scopi militari o di sorveglianza – nel 2024, collaborando con un appaltatore della difesa israeliana per l’analisi di filmati ripresi da droni. Secondo un ex dipendente di Google, la tecnologia Gemini dell’azienda sarebbe stata impiegata dall’apparato militare israeliano proprio mentre la società prendeva pubblicamente le distanze dall’esercito del Paese, in seguito alle proteste interne dei dipendenti contro un contratto con lo Stato Giudaico.
Fonti giornalistiche riportano che alcuni dipendenti di Google avrebbero fornito direttamente alle Forze di difesa israeliane accesso agli strumenti di intelligenza artificiale subito dopo l’attacco di Hamas contro Israele dell’ottobre 2023, evento che ha scatenato la risposta israeliana con bombardamenti e invasione terrestre di Gaza.
Secondo le autorità sanitarie locali, dall’inizio dell’offensiva delle Forze di difesa israeliane a Gaza sono morte oltre 71.000 persone palestinesi e gran parte della popolazione dell’enclave è stata costretta ad abbandonare le proprie abitazioni.
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Immagine di IDF Spokesperson’s Unit via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Intelligenza Artificiale
Il Pentagono vuole un’intelligenza artificiale killer senza garanzie
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