Animali
I ricchi stanno spendendo fino a 150 mila dollari per un cane da guardia
I ceti abbienti di Los Angeles sono arrivati a spendere fino a 150 mila dollari per un cane da guardia. Lo riporta il Los Angeles Times.
I cani da protezione come pastori tedeschi, malinois belgi, dobermann, cane corso o mix di queste razze vengono venduti dalla Delta K9 Academy a North Hollywood per un massimo di 70.000 dollari, scrive il quotidiano losangeleno. Alcuni addestratori tuttavia vendono quadrupedi per oltre 150.000, il prezzo di un’auto sportiva.
La motivazione è da ricercarsi nell’oramai incontrovertibile, innegabile collasso delle città della California come Los Angeles e San Francisco, piagate da un aumento innarrestabile di criminalità e senzatetto. La decadenza è certamente causata dalle politiche liberali degli eletti, dal governatore Newsom ai sindaci ai procuratori distrettuali.
Il comune di San Francisco aveva passato una legge che di fatto riduceva a reato minore il furto nei negozi per meno di 1000 dollari, e il risultato sono stati assalti continui.
Il procuratore distrettuale di Los Angeles, George Gascon, è invece sotto tiro per la sua mancata volontà di perseguire taluni reati e per la velocità con cui vengono rimessi in libertà criminali anche pericolosi.
Secondo i critici, il recente aumento dell’8% dei crimini violenti a Los Angeles coincide proprio con il mandato di George Gascon, il procuratore distrettuale dedito alla cultura e alla politica woke. Le politiche giudiziarie del Gascon incoraggiato i criminali e suscitato grande ansia tra i proprietari di case, ricchi e poveri. Ci sono stati picchi di furti con scasso e crimini contro il patrimonio, furti con scasso e rapine in casa, lasciando alcuni a credere che Los Angeles si stia trasformando in un Paese del Terzo mondo.
Non è quindi un caso che molti californiani abbienti stiano lasciando lo Stato per andare a vivere in Stati repubblicani come il Texas e la Florida. L’esempio più classico è il celeberrimo podcaster e commentatore UFC Joe Rogan, che ha lasciato con la famiglia Los Angeles sconvolto dal degrado e dalla pericolosità della città dove era cresciuto professionalmente.
Non sorprende che chi invece resta si barrica in casa, armato e dotato del cane più adatto alla protezione dell’abitazione.
Il Los Angeles Times ha parlato con Arteom Bulgadarian, il presidente di una società di produzione aerospaziale, che vive in una casa multimilionaria a Sherman Oaks. Possiede diverse pistole e recentemente la sua casa è stata cablata con telecamere di sorveglianza, ma sentiva che il livello di sicurezza non era sufficiente.
Quindi Bulgadarian ha contattato Delta K9 e ha acquistato un pastore tedesco di 2 anni e mezzo da 70.000 dollari allevato come cane da protezione d’élite. Innanzitutto, il cane è un animale domestico di famiglia ma è altamente addestrato a proteggere la casa. «Qual è il prezzo che daresti per la sicurezza della tua famiglia, soprattutto quando quella particolare casa è stata svaligiata? (…) Settantamila dollari: li ammortizzi in 10-15 anni, qualunque sia la vita del cane, e non è un prezzo così grande», ha detto il manager dell’aerospazio al giornale.
Un altro addestratore sentito dal quotidiano arriva a dire che «per essere sinceri, i nostri cani nati nel 2022 vengono venduti al prezzo di 150.000 dollari… È un prodotto ambito».
Come riportato da Renovatio 21, la polizia dell’altra principale città californiana in via di degrado irreversibile, San Francisco, poche settimane fa ha ottenuto il permesso di usare in strada robot killer. Non sappiamo dire quando vedremo robocani assassini difendere le ville dei paperoni. Altro che pastori tedeschi e malinois belgi.
Per avere un’idea della decadenza di Los Angeles e il ruolo del procuratore Gascon bisogna guardare il documentario di Tucker Carlson Suicide of Los Angeles.
Animali
Enorme boa constrictor in fuga
Un intero quartiere di una cittadina americana è in stato di massima allerta dopo che un boa constrictor domestico è riuscito a fuggire.
Il rifugio per animali Hoke County Animal Shelter (HCAS) di Raeford, nella Carolina del Nord, ha comunicato lunedì 6 ottobre tramite un post su Facebook che un serpente lungo dai 1,8 ai 2,1 metri era fuggito dai suoi proprietari e si trovava nella zona vicino all’incrocio tra Calloway Road e Summer Lane.
L’HCAS non ha specificato come il boa constrictor domestico sia riuscito a scappare, ma ha precisato che chiunque avvisti il serpente dovrebbe contattare il servizio di controllo animali e che, in caso di avvistamento, il proprietario verrà contattato.
«No, non è uno scherzo», ha dichiarato il rifugio, secondo quanto riportato dal Charlotte Observer. «Il proprietario ha affermato che l’animale è molto docile ed è molto preoccupato».
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Il rifugio per animali ha inoltre avvertito le persone di «mantenere una distanza di sicurezza» dal serpente e di «tenere bambini e animali domestici lontani dalla zona». L’HCAS ha chiesto a chiunque avvisti il rettile di «fornire la posizione e una descrizione» del luogo in cui è stato visto e di «non tentare di catturarlo o contenerlo da soli».
Diverse persone hanno commentato il post sui social media, tra cui una signora che ha dato consigli su come trovare la creatura. Ha detto che il serpente «rallenterà al calar del sole, quindi controllate gli angoli delle case, i garage… Cercherà al più presto un posto caldo».
Un altro utente ha aggiunto: «È molto probabile che si trovi nelle vicinanze, all’interno della proprietà. Non si allontanano molto. Metri, non chilometri».
Originari dell’America Centrale e Meridionale, i boa constrictor non sono velenosi. Possono sopravvivere in molti ambienti, ma prosperano nelle foreste pluviali tropicali, secondo il National Zoo and Conservation Biology Institute (NZCBI) dello Smithsonian.
«I disegni e i colori dei boa constrictor variano per consentire loro di mimetizzarsi», ha aggiunto l’istituzione.
Il boa constrictor non uccide soffocando la preda, come si crede spesso. Dopo aver afferrato la vittima con un morso rapido, la avvolge nelle spire e stringe a ogni espirazione, impedendo al torace di riespandersi. La morte arriva soprattutto per arresto circolatorio: la pressione sanguigna crolla, il flusso al cervello e agli organi si interrompe e il cuore cede in pochi minuti. Gli studi sui serpenti constrictor mostrano che la compressione agisce in fretta, e la preda perde coscienza quasi subito.
Per gli esseri umani il rischio reale è molto basso. Un boa adulto, che di solito misura da due a tre metri e mezzo, può essere pericoloso per un bambino o per una persona indifesa, ma gli attacchi a adulti sono rarissimi e quasi sempre legati a esemplari tenuti in cattività o a manipolazioni imprudenti. I casi mortali documentati riguardano in genere proprietari rimasti da soli con animali grandi. Il morso, invece, è doloroso ma non velenoso. Specie più grandi, come il pitone reticolato o l’anaconda, sono considerate più pericolose.
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Animali
La Russia affronta il problema degli orsi
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Animali
Squalo sulle strade alluvionate di una città
Alla fine è successo: come in un film di serie B, o di serie Z, abbiamo finalmente le immagini di uno squalo che nuota in città. Cioè, esattamente per strada. L’idea di tante storie trash per cui per rendere lo squalo un pericolo urbano viene immesso nelle fogne o fatto sfogare contro gli esseri umani perché contenuto in una tromba d’aria ambulante – la trama del leggendario Sharknado (2013)– è ora divenuta realtà incontrovertibile.
Si tratta di Surf City, cittadina del Nuovo Jersey da 1200 abitanti. Si tratta di una località turistico-balneare, e il nome dice tutto: ma qui c’è ben poco da surfare di questi tempi. La tempesta ha battuto tutta la costa del Nuovo Jersey nelle ultime ore, causando un morto e allagando le vie della città neocesarea (aggettivo di derivazione latina che impieghiamo per non dire New Jersey).
Nell’inquietante filmato il pescecane sguazza libero tra le case, avvicinandosi pericolosamente ad un garage ed a un porticato dove garrisce la bandiera statunitense.
Shark 🦈 on the Streets of Atlantic City New Jersey 😳 pic.twitter.com/vtMFT6OZt6
— Wake Up NJ 🇺🇸 New Jersey (@wakeupnj) September 27, 2026
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Fino a ieri gli squali in strada dopo un’alluvione costituivano una leggenda metropolitana. Durante gli uragani Irene (2011), Harvey (2017) e Florence (2018) circolarono foto virali di squali su autostrade e vie allagate: dissero che erano montaggi o immagini riciclate. Lo stesso vale per il presunto squalo nelle strade di Fort Myers dopo l’uragano Ian (2022). Come no.
Un caso innegabile riguardò lo squalo toro (Carcharhinus leucas), specie capace di risalire i fiumi e vivere in acqua dolce. Nel gennaio 2011, durante le alluvioni di Brisbane, in Australia, alcuni residenti di Goodna segnalarono uno squalo toro in una strada sommersa. Diversi esperti ritennero la segnalazione plausibile, anche se le prove restano limitate. Dopo Katrina (2005) si parlò di squali a New Orleans, ma senza conferme.
Vi sono tuttavia vicende verificate in cui le alluvioni hanno portato in città altre bestie predatrici, specie se anfibie come i loricati. Nel 2019, con le alluvioni di Townsville (Queensland), coccodrilli e serpenti furono avvistati in strade e quartieri allagati. Nel dicembre 2023, dopo il ciclone Jasper, le autorità del Far North Queensland avvertirono la popolazione di coccodrilli nelle acque di piena, anche in aree urbane. Con l’uragano Harvey (2017) a Houston e con Florence (2018) in Nord Carolina furono ripresi alligatori in strade e giardini. Stessa situazione in Louisiana dopo Katrina.
Va segnalato l’ingegno delle creature: sempre con Harvey, le formiche di fuoco formarono zattere galleggianti sulle acque cittadine e i serpenti cercarono rifugio nelle case.
Non va escluso tuttavia che gli squali neocesarei presentino comportamenti anomali e altamente pericolosi: la specie di recente è divenuta celebre per la sua tossicodipendenza.
Come riportato da Renovatio 21, ricercatori americani hanno ipotizzato che gli squali del Golfo del Messico potrebbero consumare cocaina gettata nell’oceano dai trafficanti di droga. Gli scienziati hanno condotto un test in cui hanno messo in acqua un finto cigno accanto a un pacco di dimensioni e aspetto simili a un pacco di cocaina che sarebbe stata gettata nell’oceano dai trafficanti di droga. Con sorpresa del ricercatore, gli squali non hanno attaccato i cigni e invece si sono diretti direttamente verso le il pacco di cocaina, cercando di morderle. Uno squalo ha persino afferrato l’intera confezione e ha nuotato via portandosela dietro, probabilmente per farne «uso personale».
L’eliminazione degli squali costituisce un’altra grande promessa infranta da Donald Trump.
Come riportato da Renovatio 21, la pornostar Stormy Daniels, accusatrice nel processo che ha portato alla condanna presso il tribunale di Nuova York, sostiene di aver avuto un rapporto con Trump durante mentre in TV passava la Shark Week,– una settimana in cui il palinsesto del famoso canale Discovery è interamente dedicato ai pescecani in onda dal 1988 – e di aver sentito il presidente dire che odia gli squali e che dovrebbero sparire.
Come per tanti altri temi, nessuna vera mossa è stata intrapresa da The Donald per risolvere lo squallida minaccia degli squalidi.
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