Geopolitica
I Paesi arabi rifiutano la proposta di Trump sui profughi di Gaza
Un gruppo di Paesi arabi si è espresso contro la proposta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di trasferire i palestinesi di Gaza nei vicini Egitto e Giordania.
Trump ha affermato la scorsa settimana che Gaza è stata trasformata in «letteralmente un sito di demolizione» dai combattimenti tra Israele e Hamas, e che la soluzione migliore è «semplicemente ripulire tutto», promettendo di «coinvolgere alcune nazioni arabe e costruire alloggi per la popolazione in un luogo diverso dove penso che potrebbero forse vivere in pace per una volta».
Secondo il presidente degli Stati Uniti, il trasferimento «potrebbe essere temporaneo» o «a lungo termine». La popolazione gazana conta circa di 2,3 milioni di persone.
A seguito di un incontro dei massimi diplomatici tenutosi al Cairo sabato, Egitto, Giordania, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, l’Autorità Nazionale Palestinese e la Lega Araba hanno rilasciato una dichiarazione congiunta, affermando di «respingere fermamente… lo spostamento dei palestinesi attraverso l’espulsione diretta o la migrazione forzata».
Tali azioni «minaccerebbero la stabilità della regione, rischierebbero di espandere il conflitto e comprometterebbero le prospettive di pace e coesistenza tra i suoi popoli», si legge nella dichiarazione.
Sostieni Renovatio 21
Le nazioni arabe hanno affermato di non vedere l’ora di lavorare con Trump per «raggiungere una pace giusta e globale in Medio Oriente, basata sulla soluzione dei due Stati» tra Israele e palestinesi, chiedendo alla comunità internazionale di contribuire a un piano di ricostruzione globale per Gaza, per garantire la permanenza dei palestinesi lì.
La scorsa settimana, il presidente egiziano Abdel Fattah el-Sissi ha sottolineato che il trasferimento dei palestinesi «non potrà mai essere tollerato o consentito». Anche il ministro degli esteri giordano, Ayman Safadi, ha espresso la «ferma e incrollabile» opposizione del suo Paese a tale mossa.
Poco dopo l’escalation tra Israele e Hamas nell’ottobre 2023, la precedente amministrazione del presidente statunitense Joe Biden suggerì che l’Egitto accogliesse i palestinesi di Gaza, ma le nazioni arabe respinsero l’idea.
Circa 47.500 palestinesi sono stati uccisi e oltre 111.500 sono rimasti feriti durante i 15 mesi di attacchi israeliani a Gaza, secondo gli ultimi dati del ministero della Salute dell’enclave. I dati delle Nazioni Unite suggeriscono che il 90% della popolazione di Gaza è stata sfollata a causa dei combattimenti.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine del 2014 di United Nations Photo via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 2.0
Geopolitica
«Annientare» l’Iran: la minaccia nel discorso all’ONU di Trump
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
L’Iran offre la riapertura di Ormuzzo
Lo Stretto di Ormuzzo potrebbe riaprire entro sette giorni se gli Stati Uniti riducessero la pressione militare e togliessero il blocco dei porti iraniani. Lo riporta la stampa iraniana, citando un alto funzionario della Repubblica Islamica.
Lo Stretto ormusino è una delle vie energetiche più rilevanti al mondo e in condizioni normali fa transitare circa un quinto delle spedizioni globali di petrolio e gas naturale liquefatto. Il traffico marittimo si è quasi fermato dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele con l’Iran alla fine di febbraio, con interruzioni nelle forniture e rialzo dei prezzi dell’energia.
Teheran ha chiesto che Washington dichiari la volontà di chiudere il conflitto per via diplomatica e definisca una tempistica per i passi successivi, ha detto martedì un funzionario a Reuters. La proposta è stata inoltrata agli Stati Uniti tramite mediatori la settimana scorsa, mentre i leader mondiali erano riuniti a Nuova York per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Sostieni Renovatio 21
L’evento rappresenta una «occasione d’oro per gli Stati Uniti per tornare alla diplomazia», ha detto il funzionario, precisando che la delegazione iraniana aveva pieni poteri per riavviare i negoziati. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato alla NBC che l’amministrazione era disposta a parlare con Teheran se i colloqui avessero avuto prospettive di un esito positivo.
Il funzionario ha sottolineato che non erano previsti incontri diretti tra il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il presidente statunitense Donald Trump all’Assemblea Generale, anche se Trump domenica aveva fatto intendere di essere aperto a un incontro del genere.
L’Iran ha avanzato condizioni più ampie per la fine del conflitto. Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, Mohsen Rezaei, ha detto sabato che Teheran ha trasmesso a Washington, tramite mediatori, sette richieste, tra cui la cessazione delle ostilità, lo sblocco dei beni iraniani congelati e la revoca del blocco navale.
I tentativi precedenti di fermare i combattimenti non hanno avuto successo. Un memorandum d’intesa raggiunto a giugno tra Stati Uniti e Iran è stato seguito da una ripresa delle ostilità e da luglio non risultano colloqui diretti.
Secondo i dati del governo americano, il flusso di petrolio attraverso Ormuzzo è sceso da 21,6 milioni di barili al giorno nell’ultimo trimestre del 2025 a 4,9 milioni nel secondo trimestre di quest’anno.
Le tensioni sono tornate a salire questa settimana dopo che Trump ha detto di essere in «fase decisionale» sull’Iran e di stare valutando ulteriori azioni militari, pressioni economiche o un accordo. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha risposto avvertendo che un nuovo attacco statunitense spingerebbe Teheran ad allargare il conflitto e a impiegare armi diverse.
Washington ha anche minacciato ulteriori pressioni economiche. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato lunedì che alle aziende che forniscono carburante, servizi aeroportuali o biglietti alle compagnie aeree iraniane potrebbe essere precluso l’accesso al sistema del dollaro statunitense.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Ali khodabakhsh via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported
Geopolitica
Trump valuta la possibilità di «far saltare in aria» l’Iran
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Politica2 settimane faSì, vogliamo i funerali di Stato per Emma Bonino
-



Vaccini7 giorni faIsraele e Pfizer sapevano che il vaccino COVID causava una patologia cardiaca fatale, ma hanno taciuto per mesi
-



Vaccini2 settimane faI dati sulla mortalità rivelano «segnali di allarme allarmanti» in seguito alla campagna di vaccinazione contro il COVID
-



Misteri2 settimane faStorie misconosciute dell’11 settembre
-



Politica2 settimane fa«Il tradimento dei chierici»: quelli che volevano la Bonino presidente
-



Pensiero4 giorni faLa superguerra è vicina. E non assomiglia a nulla di quello che abbiamo visto
-



Salute2 settimane fa«Non è la solita storia di coaguli»: gli scienziati chiedono di indagare sugli strani coaguli di sangue bianchi
-



Arte2 settimane faLa figlia di Stanley Kubrick parla dei «20 minuti mancanti» da Eyes Wide Shut












