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Sanità

I malori della 5ª settimana 2025

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Castelletto sopra Ticino, provincia di Novara: «Malore fulminante, muore a 24 anni il giovane carabiniere siciliano». Lo riporta DirettaSicilia.

 

Grumo Nevano, città metropolitana di Napoli: «Ucciso da un malore improvviso: lascia una figlia piccola. Una folla commossa ha partecipato al funerale del giovane papà di 41 anni». Lo riporta NapoliToday.

 

Maserada sul Piave, provincia di Treviso: «Miocardite fulminante, il sorriso si spegne a soli 23 anni. Figlia unica di genitori originari dell’Albania, le sue condizioni di salute sono precipitate in pochi giorni». Lo riporta TrevisoToday.

 

Chivasso, città metropolitana di Torino: «Bambino di nove anni ha un malore durante un allenamento di basket, morto. Inutili il trasporto in ospedale e un intervento chirurgico, fatale un’emorragia cerebrale». Lo riporta TorinoToday.

 

Carasco, città metropolitana di Genova: «Mamma di 39 anni, stroncata da un malore improvviso. Si trovava a casa con il marito e la figlia di 13 anni quando ha iniziato ad accusare difficoltà respiratorie». Lo riporta GenovaToday.

 

Santa Margherita Ligure, città metropolitana di Genova: «Croce Rossa Santa Margherita Ligure in lutto, addio al volontario della pubblica assistenza scomparso improvvisamente all’età di 49 anni nel sonno». Lo riporta GenovaToday.

 

Motta di Livenza, provincia di Treviso: «Malore fatale, perde la vita a 47 anni: “Motta di Livenza in Lutto”». Lo riporta TrevisoToday.

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Parigi, Francia: «Malore improvviso, muore a soli 20 anni. Si trovava a Parigi dove studiava Chimica all’università. La studentessa si trovava nella sua camera nel campus». Lo riporta PordenoneToday.

 

Avellino: «Anziana stroncata da un malore davanti al Tribunale. L’episodio è avvenuto al centro della carreggiata». Lo riporta AvellinoToday.

 

Pontecchio Polesine, provincia di Rovigo: «Muore per un malore improvviso: l’ex infermiera aveva 51 anni». Lo riporta Il Gazzettino.

 

Villa Verucchio, provincia di Rimini: «Anziana muore in piazza stroncata da un malore». Lo riporta TeleRomagna.

 

Rapallo, città metropolitana di Genova: «Malore fatale al casello, vani i soccorsi. Un uomo, che viaggiava su un’auto come passeggero, è morto nei pressi dell’uscita autostradale, pare per cause naturali». Lo riporta GenovaToday.

 

Felina di Castelnovo ne’ Monti, provincia di Reggio Emilia: «Malore nella notte, muore giovane di 37 anni». Lo riporta Il Resto del Carlino.

 

Bologna: «Lutto improvviso per la pallavolo Bologna: è morta la storica presidentessa. Aveva 55 anni. Un malore l’ha colpita mentre si trovava al lavoro». Lo riporta Il Resto del Carlino.

 

Chiusi, provincia di Siena: «Muore a 53 anni ispettore di Polizia colpito da malore: la famiglia dona gli organi». Lo riporta Gazzetta di Siena.

 

Roma: «Ostia, colpito da un malore: i colleghi del Grassi lo trovano morto in casa. Scompare improvvisamente, lavorava da 40 anni all’ospedale del Lido di Roma». Lo riporta RomaToday.

 

Alpago, provincia di Belluno: «Trovata morta in strada vicino a casa, l’autopsia: nessun segno di violenza. Il mistero del decesso: tra le ipotesi, un malore». Lo riporta Il Gazzettino.

 

Imperia: «Morto per un malore l’ex segretario comunale di Mendatica. Lascia moglie e due figlie. Aveva 77 anni» Lo riporta Prima La Riviera.

 

Serravalle Pistoiese, provincia di Pistoia: «Operaio stroncato da un malore nel cantiere ferroviario. L’uomo, 54 anni, era padre di due bambini». Lo riporta La Nazione.

 

Monterosso al Mare, provincia di La Spezia: «Malore in casa a Monterosso, muore a 48 anni: la piccola comunità in lutto. Da qualche tempo l’uomo curava la broncopolmonite a casa, per non lasciare da solo il fratello minore disabile». Lo riporta Il Secolo XIX.

 

San Giorgio delle Pertiche, provincia di Padova: «Malore durante la partita di calcetto, muore a 46 anni. Sposato, lascia un figlio di 9 anni. Il padre: “Non aveva mai avuto problemi di salute”». Lo riporta Il Mattino.

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Messina: «Un malore improvviso poi la morte, addio al promoter musicale. E’ stato trovato in fin di vita nella stanza di un hotel messinese dove si trovava per motivi di lavoro«. Lo riporta CataniaToday.

 

Vicchio, città metropolitana di Firenze: «Malore improvviso, muore giovane mamma. Aveva 39 anni e lascia due figli. Disposta l’autopsia. La tragedia: sconvolta l’intera comunità». Lo riporta La Nazione.

 

Castel di Sasso, provincia di Caserta: «Stroncato da malore durante battuta di caccia: muore 56enne. Il dramma si è consumato domenica. A trovare il suo corpo è stato il fratello». Lo riporta CasertaNews.

 

Valmadrera, provincia di Lecco: «Pilastro della Croce Rossa, stroncato da un malore». Lo riporta Prima Lecco.

 

Ortona, provincia di Chieti: «Muore a 45 anni: improvviso malore in auto, trovato senza vita dopo l’allarme degli amici». Lo riporta Il Messaggero.

 

Scandicci, città metropolitana di Firenze: «Trovato morto nel suo appartamento, l’allarme dei vicini. Mistero sulle cause. Scandicci, l’uomo di 84 anni viveva in un condominio». Lo riporta La Nazione.

 

San Giuseppe Jato, città metropolitana di Palermo: «Malore dopo l’operazione di routine: militare muore a 49 anni. Lascia moglie e due figlie. L’uomo dopo Pordenone era tornato in Sicilia: qui la tragedia». Lo riporta Il Messaggero.

 

Ascoli Piceno: «dramma in un appartamento di Piazzarola: malore fulminante, trovato morto a 51 anni». Lo riporta il Corriere Adriatico.

 

Ripatransone, provincia di Ascoli Piceno: «Il papà rientra in casa e trova la figlia di 19 anni morta: Ripatransone, un’intera comunità sotto choc». Lo riporta il Corriere Adriatico.

 

Asolo, provincia di Treviso: «Malore fatale nel sonno, 65 enne trovato morto nel suo letto. L’uomo non rispondeva né al telefono né al campanello». Lo riporta TrevisoToday.

 

Arco, provincia autonoma di Trento: «Trovata morta in casa dalla figlioletta. Aveva 41 anni. La piccola, comprendendo che qualcosa non andava, ha chiamato subito i vicini di casa; inutili, purtroppo, tutti i soccorsi». Lo riporta TrentoToday.

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Manila, Filippine: «Malore improvviso in vacanza, muore l’ingegnere. Il professionista pescarese di 71 anni era alle Filippine con la moglie e alcuni amici: si è accasciato all’aeroporto di Manila per un aneurisma addominale». Lo riporta Il Messaggero.

 

Lancenigo di Villorba, provincia di Treviso: «Malore alla fermata dei bus, soccorsa ragazzina». Lo riporta Quotidiano del Piave News.

 

Spoleto, provincia di Perugia: «Muore sul camion dopo essere andato fuori strada: ipotesi malore. La vittima dell’incidente, 58 anni, lascia moglie e tre figli grandi». Lo riporta Umbria24.

 

Mar dei Caraibi: «Malore durante la crociera, muore ai Caraibi«. Lo riporta Gazzetta di Parma.

 

Asti: «Stroncato da un malore era stato presidente dell’Ordine degli ingegneri. Lavorava all’Agenzia delle Entrate. Aveva 52 anni». Lo riporta La Stampa.

 

Orciano Pisano, provincia di Pisa: «Uomo trovato morto in casa per malore. Sul posto soccorritori e carabinieri». Lo riporta La Nazione.

 

Luino, provincia di Varese: «Luino, malore al dormitorio: muore 65enne». Lo riporta La Prealpina.

 

Porto San Giorgio, provincia di Fermo: «Malore in casa a Porto San Giorgio, muore a 32 anni. Aperta un’inchiesta sul decesso». Lo riporta il Corriere Adriatico.

 

Lodi: «La città piange lo storico commerciante Diego De Capitani, stroncato da un malore a 60 anni. L’uomo è stato trovato senza vita ieri sera nella sua abitazione». Lo riporta Il Cittadino.

 

San Secondo di Pinerolo, città metropolitana di Torino: «Stroncato da un malore, 81enne trovato morto da unità cinofila e carabinieri». Lo riporta L’Eco del Chisone.

 

Vercelli: «Pallavolista di 17 anni di Vercelli muore dopo un malore. Era in rianimazione da alcuni giorni. Sembrava un malanno di stagione». Lo riporta Repubblica Torino.

 

Gatteo, provincia di Forlì-Cesena: «Tragedia in mattinata, era in bicicletta per andare al lavoro: stroncato da un malore. Inutili tutti i tentativi di rianimare il 60enne». Lo riporta CesenaToday.

 

Lucca: «Morto l’imprenditore, addio al presidente del gruppo. È stato stroncato da un malore. Avrebbe compiuto 65 anni». Lo riporta La Nazione.

 

Albenga, provincia di Savona: «Malore mentre è al motoraduno: è morto rivano doc, aveva 63 anni e da circa un anno era in pensione. Inutile la corsa in ospedale con l’elicottero». Lo riporta TrentoToday.

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Piombino, provincia di Livorno: «Malore improvviso al ristorante: infermiera muore davanti al marito e ai figli: aveva 47 anni». Lo riporta Il Tirreno.

 

Pesaro: «Malore all’ultimo piano, task force con l’autoscala. Intervento in via Ponchielli». Lo riporta Il Resto del Carlino.

 

Darfo Boario Terme, provincia di Brescia: «Malore improvviso davanti a casa: uomo muore a 58 anni. Vano ogni tentativo di soccorso». Lo riporta BresciaToday.

 

Cormons, provincia di Gorizia: «Scooterista in preda ad un malore, esce di strada e muore vicino a casa. Fatale lo schianto contro il guardrail e la rovinosa caduta sull’asfalto. L’uomo aveva 64 anni». Lo riporta Il Gazzettino.

 

 

Campeglio di Faedis, provincia di Udine: «Addio per un malore improvviso. Oggi i funerali. Per anni nella Dc, ricoprì il ruolo di segretario della sezione di Chiavris». Lo riporta Cafè24.

 

Selva di Val Gardena, provincia di Bolzano: «Malore in pista in val Gardena, salvato dai carabinieri. Un turista tedesco di 60 anni è stato soccorso con il defibrillatore sulla “Spaccaossi” a Selva». Lo riporta Alto Adige.

 

Roma: «Anziana accusa malore in treno, ritardi sulla Roma-Viterbo». Lo riporta il Corriere di Viterbo.

 

Provincia di Lecco: «Malori improvvisi, diversi interventi in poche ore. Sono successi in stazione a Olgiate Molgora, all’Esselunga di Cernusco Lombardone e in via Brusadelli a La Valletta Brianza». Lo riporta Prima Merate.

 

Crotone: «Colta da malore a Crotone, ma l’ambulanza deve arrivare da Cirò Marina. È quanto accaduto a una giovane donna. I due medici soccorritori hanno optato di trasportare subito la giovane donna in ospedale con un’auto privata». Lo riporta La Provincia Crotonese.

 

Vasto, provincia di Chieti: «Accusa malore in casa, anziano soccorso da vigili del fuoco e sanitari del 118». Lo riporta Vastoweb.

 

Ancona: «Colto da un malore si accascia a terra al supermercato». Lo riporta YouTVRS.

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Saronno, provincia di Varese: «Automedica alla stazione di Saronno centro per un grave malore». Lo riporta Il Saronno.

 

Monaco di Baviera-Napoli: «Malore sul volo Monaco-Napoli: paura tra i passeggeri. La donna ha poi ripreso conoscenza in pochi minuti». Lo riporta Il Mattino.

 

Viadana, provincia di Mantova: «Viadana, malore in azienda: 56enne finisce all’ospedale». Lo riporta Mantovauno.

 

Brescia: «Massaggiatrice accusa malore, Brescia Under 17 si rifiuta di continuare e perde a tavolino». Lo riporta Calcio Bresciano.

 

Ariano Irpino, provincia di Avellino: «Avverte un malore alla guida e si schianta contro due auto in sosta». Lo riporta Otto pagine.

 

Vinovo, città metropolitana di Torino: «Autista colto da malore alla guida, scuolabus fuori strada: per fortuna nessuno si è fatto male. Il pulmino con a bordo i primi 12 bambini e 2 accompagnatori è scivolato nel fosso». Lo riporta TorinoSud.

 

Portici, città metropolitana di Napoli: «Bimbo sta male, il papà chiede disperatamente aiuto: lo salva la polizia». Lo riporta NapoliToday.

 

San Mauro a Mare di San Mauro Pascoli, provincia di Forlì-Cesena: «Soccorso a San Mauro Mare: Anziano colpito da malore e il suo cane salvato». Lo riporta GiornaleSM.

 

Lavarone, provincia autonoma di Trento: «Esce dal coma il fotoreporter dopo il malore in acqua a Lavarone». Lo riporta RaiTG Regione Trento.

 

Barzanò, provincia di Lecco: «Malore in azienda, soccorso un uomo». Lo riporta Prima Merate.

 

Siderno, provincia di Reggio Calabria: «Giovane donna colta da malore nel pieno centro di Siderno: interviene l’elisoccorso». Lo riporta TeleMia.

 

Guarene, provincia di Cuneo: «Donna residente in paese accusa malore ed esce di strada a bordo della propria auto». Lo riporta Targato CN.

 

Merate, provincia di Lecco: «Malore in chiesa e per strada, doppio intervento dei soccorsi in città in due differenti zone di Merate: a Sabbioncello e sulla Statale». Lo riporta Prima Merate.

 

Ancona: «Accusa un malore al volante riuscendo ad accostare e fermarsi: 60enne trasportata in ospedale». Lo riporta AnconaToday.

 

Lecce: «Malore in Tribunale a Lecce: avvocato di Galatina soccorso e ricoverato. Si è accasciato al suolo, davanti agli occhi di numerosi colleghi». Lo riporta Buonasera24.

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Nibionno, provincia di Lecco: «Malore improvviso, soccorso un uomo. 79enne è stato portato in ospedale». Lo riporta Prima Merate.

 

Monte Urano, provincia di Fermo: «Accusa un malore, il farmacista attiva il protocollo di telemedicina e le salva la vita». Lo riporta La Nuova Riviera.

 

Fano, provincia di Pesaro e Urbino: «Anziano finisce contro un’auto parcheggiata e si ferisce: non si esclude il malore». Lo riporta Vivere Fano.

 

Trani, provincia di Barletta-Andria-Trani: «Malore mentre è a lavoro a Trani, operaio 61enne in codice rosso». Lo riporta l’agenzia ANSA.

 

Lucoli, provincia di L’Aquila: «Uomo colto da un malore per strada, trasportato cosciente in ospedale». Lo riporta Newstown.

 

Oltre il Colle, provincia di Bergamo: «Malore nella zona del rifugio Capanna 2000, intervento in notturna del soccorso alpino». Lo riporta L’Eco di Bergamo.

 

Eboli, provincia di Salerno: «Bimbo di 2 anni colto da malore al mercato: corsa in ospedale». Lo riporta SalernoToday.

 

Aprilia, provincia di Latina: «Accusa un malore e va fuori strada con l’auto, interviene l’elicottero del 118». Lo riporta Studio 93.

 

Roccaraso, provincia di L’Aquila: «Tragedia sulle piste di Roccaraso: una donna colpita da malore e trasportata in elisoccorso. Sessant’anni colpita da un’emorragia cerebrale». Lo riporta Gaeta.it.

 

Trebisacce, provincia di Cosenza: «Calabria, 62enne perde la vita colto da malore: l’elisoccorso arriva con due ore di ritardo perché impegnato in altro intervento». Lo riporta ReggioTV.

 

Montesilvano, provincia di Pescara: «Ha un malore al volante e si scontra prima con un’auto e poi travolge ciclista». Lo riporta IlPescara.

 

Argenta, provincia di Ferrara: «Argenta, anziana non dà segni di vita ma il tam tam tra gli amici permette di salvarla. La donna non rispondeva da ore: una coppia sul posto ha dato l’allarme. Ora è grave all’ospedale Sant’Anna». Lo riporta La Nuova Ferrara.

 

Ghiffa, provincia di Verbano-Cusio-Ossola: «Ciclomotore si ribalta forse a causa del malore del conducente». Lo riporta Eco Risveglio.

 

Paderno d’Adda, provincia di Lecco: «Accusa un malore sul cancello di casa, gravissima un’anziana. La donna è stata poi caricata in ambulanza e trasportata in condizioni disperate al Pronto soccorso«. Lo riporta Prima Merate.

 

Roma: «Dino Giarrusso ricoverato in ospedale, come sta? “Ho avuto un malore improvviso e molto potente”». Lo riporta Il Sussidiario.

 

Montalcino, provincia di Siena: «Accusa un malore mentre è a caccia, trasportato alle Scotte». Lo riporta il Corriere di Siena.

 

Bagnacavallo, provincia di Ravenna: «Vittima di un malore, finisce con la macchina nel fosso: automobilista di passaggio chiama i soccorsi». Lo riporta RavennaToday.

 

Venezia: «Malore in una calle: un giovane lo salva con il defibrillatore guidato dai medici al telefono. L’uomo, un settantenne, si è improvvisamente accasciato al suolo davanti alla moglie. È stato salvato da un turista con il defibrillatore di un hotel». Lo riporta Il Corriere del Veneto.

 

San Paolo, Brasile: «Patti Smith, malore sul palco durante lo show a San Paolo. Poi torna in scena in sedia a rotelle». Lo riporta Il Giornale.

 

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Sanità

Ospedale riutilizza le siringhe e infetta centinaia di bambini con l’HIV

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Almeno 331 bambini sono risultati positivi all’HIV tra novembre 2024 e ottobre 2025 in un ospedale di Taunsa, città situata nella provincia centrale del Punjab, in Pakistan. Lo riporta un’inchiesta della BBC Eye.   Le infezioni sembrano riconducibili a un’unica struttura, il THQ Taunsa Sharif, un ospedale pubblico gestito dalle autorità provinciali. A seguito di un’operazione di riprese sotto copertura durata appena 32 ore, la BBC ha individuato 10 casi distinti in cui la stessa siringa è stata riutilizzata per la stessa fiala di farmaco multidose. In quattro di questi casi, la stessa fiala è stata somministrata a bambini diversi. Se anche solo uno di questi bambini risultasse sieropositivo, gli altri tre potrebbero facilmente diventare portatori del virus debilitante.   «Hanno riempito la stessa siringa e l’hanno data a un bambino, poi l’hanno riempita di nuovo e l’hanno data a un altro», ha detto all’agenzia di stampa un familiare di un bambino sieropositivo. In altre parole, il personale ospedaliero utilizzava la stessa siringa su più pazienti, contaminando così a sua volta il flaconcino multidose.

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«Anche se hanno usato un ago nuovo, la parte posteriore, che chiamiamo corpo della siringa, contiene il virus, quindi la trasmissione avverrà anche con un ago nuovo», ha dichiarato alla BBC Altaf Ahmed, uno dei maggiori esperti pakistani di malattie infettive.   Sebbene un precedente amministratore dell’ospedale fosse stato licenziato dopo che una clinica privata aveva scoperto la pratica alla fine del 2024, Qasim Buzdar, il nuovo direttore sanitario, ha affermato che il filmato potrebbe essere «inscenato», secondo quanto riportato dalla BBC.   Interrogato su quale sarebbe la sua risposta a qualsiasi genitore preoccupato per le accuse, Buzdar ha affermato: «Posso dire loro con certezza e sicurezza che dovrebbero farsi curare presso il THQ di Taunsa».   Dato che non è la prima volta che gli amministratori ospedalieri vengono scoperti a facilitare questa pratica pericolosa, resta da vedere quali provvedimenti, se ce ne saranno, verranno presi dalle autorità. Per ora, centinaia di bambini saranno costretti a convivere con uno dei virus più letali al mondo, un destino che si sarebbe potuto facilmente evitare con poche semplici precauzioni.

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Epidemie

Avanzamenti della Commissione COVID. Intervista al dottor Giacomini

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La Commissione parlamentare COVID sta andando avanti. Mercoledì alla Camera dei Deputati vi è stata un’udienza riguardante i danni da vaccino. Vi ha partecipato il dottor Dario Giacomini, presidente dell’associazione ContiamoCi!, che si è spesa sin dall’inizio per riportare il dibattito pubblico nell’alveo di una corretta comunicazione scientifica, tutelando al contempo i diritti costituzionali calpestati durante il biennio pandemico.

 

Dottor Giacomini, di cosa si è parlato ieri in Commissione?

Abbiamo portato della documentazione che dimostrava che le istituzioni, nello specifico il ministero della Salute, già dal 2021 conoscevano il problema degli eventi avversi. Le circolari ministeriali già riconoscevano l’esistenza della questione.

 

Quali effetti avversi erano già noti al ministero della Salute?

Oltre alle possibili reazioni allergiche legati alla composizione del siero, erano note alcune patologie quali la sindrome da perdita capillare, la sindrome di Guillain-Barré, le miocarditi, le pericarditi, la sindrome trombotica trombocitopenica.

 

Può farci un esempio di un documento che già conteneva questa informazione?

La circolare del ministero della Salute del 4 agosto 2021. Siamo ad otto mesi dal lancio della vaccinazione nazionale.

 

E cosa ha fatto il ministero?

Il ministero conosceva queste cose. Ma diceva che la vaccinazione doveva andare avanti: semplicemente, suggeriva di cambiare marca di vaccino. In pratica, le reazioni ai sieri non implicavano la sospensione della vaccinazione, ma il cambio di etichetta del siero: se ti ha fatto male il Pfizer, fai il Moderna.

 

Perché non si sono fermati?

Posso dire che il ministero sembrava più preoccupato dal garantire inderogabilmente la continuazione della campagna vaccinale nazionale invece che la salute del singolo cittadino a cui pure veniva riconosciuto ufficialmente un danno da vaccino. La stessa questione si è avuta con le donne in gravidanza. Si decise di proseguire con le donne incinte nonostante l’assenza totale di studi riguardo gli effetti su questa popolazione. La stessa circolare insiste che qualora il soggetto fosse guarito dalla malattia, cioè avesse l’immunità naturale, il titolo anticorpale non va ritenuto un parametro di esclusione dalla vaccinazione COVID.

 

Cioè secondo la circolare se avevi fatto la malattia dovevi comunque fare il vaccino?

Sì, dovevi farti il vaccino per avere gli anticorpi – anticorpi vaccinali, quindi indotti artificialmente su un frammento del patogeno – e invece gli anticorpi prodotti dall’immunità naturale non possono essere presi in considerazione. La sensazione è che bisognava vaccinare davvero tutti.

 

Perché?

Il sospetto che mi viene è che non bisognava avere una popolazione di controllo, cioè un gruppo di persone non vaccinate – parliamo di decine di milioni di cittadini che erano guariti e quindi avevano l’immunità naturale. Essi avrebbero dimostrato che si poteva sopravvivere al virus senza il siero. La politica invece doveva dimostrare la qualità salvifica della vaccinazione. Senza gruppo di controllo dei guariti, che sono stati inoculati anche loro, non è possibile nessun raffronto e quindi si può portare avanti la narrazione del vaccino unico strumento per uscire dalla pandemia.

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Quali altri elementi vi sono in questo processo?

Un altro elemento che ci fa capire come potrebbe esserci stata consapevolezza dei possibili eventi avversi anche letali è lo scudo penale stabilito con l’articolo 3 del DL 44/2021: si normava il fatto che qualora vi fosse un evento avverso anche mortale il medico vaccinatore sarebbe stato esentato da qualsiasi responsabilità, era sufficiente che avesse rispetto per le linee guida e le circolari ministeriali.

 

A cosa ha portato tutto questo?

Tutto questo ha portato ad una profonda sfiducia da parte del cittadino nei confronti delle istituzioni e della scienza medica, perché la regia politica ed ideologica diviene evidente, così come l’omissione di informazioni che pure erano presenti nella comunicazioni all’interno delle istituzioni. Ricordiamo com’erano quei mesi: c’era la censura e se dicevi le stesse cose contenute nella circolare ministeriali venivi etichettato come pericoloso «no-vax».

 

Quindi i sieri sono «sicuri ed efficaci»?

Questi farmaci per la loro stessa composizione possono avere effetti avversi: l’mRNA può raggiungere tutti i tessuti e non conosciamo le diverse reazioni di questi alla sostanza. Tutto questo era noto ma non si poteva comunicare all’esterno perché non si doveva spegnere quello che il ministro Speranza avrebbe definito, in una registrazione della riunione del CTS a seguito della morte di Camilla Canepa, l’«entusiasmo vaccinale».

 

Cosa è successo durante l’udienza?

Dopo la relazione mia e del vicepresidente di ContiamoCi! Marco Cosentino, vi è stato l’intervento della senatrice del PD Ylenia Zambito. Ha avuto il coraggio di dire che non c’era alcun obbligo vaccinale. Mi è toccato ricordarle, insieme all’onorevole Bagnai, che non solo l’obbligo c’era, ma c’era pure sanzioni amministrative, sproporzionate ed irragionevoli, che avevano portato alla fame milioni di cittadini che non potevano più lavorare. Tantissimi si sono piegati a questa «coercizione amministrativa», che per quanto mi riguarda era solo un enorme «ricatto».

 

Solo un ricatto?

Di più. Per me quello che c’è stato è stata una guerra civile. Per la prima volta, lo Stato ha disconosciuto milioni dei suoi cittadini e li ha perseguitati solo perché volevano liberamente decidere riguardo al proprio corpo – cosa peraltro sancita dall’articolo 32 della Costituzione.

 

Dicono che la vaccinazione ha salvato milioni di vite.

Quand’anche fosse vero, il salvare le milioni di vite non può passare attraverso il sacrificio coatto di una minoranza che viene mandata a morire. Lo Stato non lo può fare. La Costituzione su questo è chiara. Dovevi assumerti il rischio, di una malattia da reazione avversa o perfino della morte, senza alternativa. Dovevi accettare la roulette russa. Tutto questo facendoti pure firmare un consenso informato che informato non era.

 

I politici vaccinisti stanno cambiando idea?

Ho avuto l’impressione che le forze politiche che in quegli anni hanno avallato la discriminazione e la coercizione oggi non possono più difendere queste posizioni, cercando di mettere nel dimenticatoio quella stagione. Del resto sono posizioni indifendibili: la letteratura scientifica, i casi sanitari in tutto il Paese, la Costituzione – di cui si sono detti paladini nell’ultimo referendum – violata in tantissime sue parti. Rispetto al 2024 quando andammo in Commissione COVID la prima volta, quando erano belli agguerriti, mi sono parsi più sulla difensiva, più remissivi. Hanno le armi spuntate: di fronte a relazioni rigorose e pacate non hanno la possibilità di controbattere nulla.

 

Quale valore ha la Commissione in questo momento?

I lavori della Commissione continuano ad essere silenziati dalla grande stampa. Invece un evento che ha sconvolto la vita di tutti gli italiani, comunque la si pensi, non può essere messo in un cassetto da chiudere per sempre. Abbiamo un obbligo civile, morale di analizzare tutto quello che è successo e far emergere le verità che sono state taciute, al fine di dare ai cittadini gli elementi. Se siamo ancora in una democrazia, dobbiamo avere il coraggio di cercare la verità. Qualsiasi siano le conclusioni che arriveranno alla fine di questo percorso.

 

Cosa vuole dire ai lettori di Renovatio 21?

Che il perno deve essere il lavoratore, l’uomo che fa, che crea il proprio destino. Quindi invitiamo tutti a sostenere l’azione del sindacato DI.CO.SI. ContiamoCi! per difendere il diritto al lavoro che non deve mai più essere calpestato nel nome di una spinta emergenziale, che, guarda caso, oggi si sta riproponendo in altre forme. Perché il fine ultimo metapolitico di tutto questo è quello di spogliare l’uomo della sua libertà. Togliere il lavoro significa togliere la libertà, e quindi avere un popolo facilmente controllabile di schiavi.

 

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Immagine della Presidenza della Repubblica Italiana via Wikimedia; fonte Quirinale.it; immagine modificata

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Sanità

Una «separazione delle carriere» per chi giudica i medici. Intervista al dottor Giacomini del sindacato DI.CO.SI.

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Ci sono in Italia alcuni «processi» che non verranno in alcun modo toccati dal referendum né dalle riforme votate in Parlamento: sono i «provvedimenti disciplinari» inflitti dagli Ordini ai medici stessi. Renovatio 21 oramai da lustri ha segnalato i casi di dottori radiati dagli albi, soprattutto dopo la legge Lorenzin per l’obbligo vaccinale pediatrico del 2017. Con molti di questi dottori abbiamo fatto articoli e conferenze, e quindi abbiamo contezza del peso che un procedimento disciplinare ordinistico comporta, dalle prime accuse alla radiazione finale. Questi «processi» subiti da medici – che processi veri non sono, ma hanno parimenti effetti concreti, talvolta devastanti, sulla vita delle persone – hanno dinamiche particolari, sconosciuti ai più. Abbiamo sentito in merito alla questione il presidente del sindacato DI.CO.SI ContiamoCi! dottor Dario Giacomini.   Dottor Giacomini, possiamo dire che c’è una magistratura anche per i medici? Non c’è una magistratura in senso stretto, ma ci sono delle commissioni per gli iscritti all’albo che presiedono procedimenti disciplinari. C’è poi un secondo grado di giudizio che è la Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie (CCEPS), che rappresenta un grado definitivo, salvo la Cassazione per violazione di legge o vizi di forma – la Cassazione non entra nel merito della questione, ma verifica se proceduralmente ci sono stati dei passaggi errati.   Come funziona un «processo» ad un dottore? Parte tutto a seguito di una segnalazione alla Commissione Albo Medici (CAM) della provincia, che è presieduta di solito dal presidente dell’Ordine dei Medici. C’è una parte istruttoria, dove c’è un consigliere istruttore nominato sempre dal presidente dell’Ordine (che poi collegialmente pronuncerà la sentenza), il quale valuta le prove. Poi il medico viene informato  dell’esistenza dell’istruttoria. Viene quindi invitato a comparire davanti alla commissione disciplinare. A quel punto, si apre il «processo»: da una parte il medico, accompagnato volendo dal suo avvocato, e dall’altra il presidente dell’Ordine, che però in quel momento veste il mantellino di presidente della Commissione d’Albo, composta dal presidente dell’Ordine e da alcuni consiglieri dello stesso.

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Chi giudica quindi? La commissione giudicante è fatta da consiglieri e presidente dell’Ordine. Questo è un problema: nelle elezioni ordinistiche si presentano e si votano delle liste. Non c’è voto nominale, ma voto di lista: se voti una lista dai il voto a tutti i suoi membri. Quindi quello che si ottiene è un Consiglio Direttivo monocolore, tutti sono provenienti dalla medesima lista. Lo stesso vale quindi anche per la commissione disciplinare, che è composta dagli stessi consiglieri che erano prima nella medesima lista. Sono tutti espressioni di una medesima forza sindacale che ha generato quella lista, perché le liste elettorali per l’Ordine sono espressioni di accordi sindacali. È un monolite: chi mai, nella commissione disciplinare, prenderà le parti dell’accusato o si metterà contro il presidente della commissione e dell’Ordine stesso – che peraltro ha messo in lista tutti?   Pare un problema che va molto oltre la separazione dei ruoli… Non c’è democrazia all’interno degli Ordini. Il meccanismo del voto per liste fu introdotto dal ministro Lorenzin nel 2018, a ridosso degli obblighi vaccinali dell’estate 2017. Si è creata una sorta di totalitarismo giudiziario, che ha blindato la discussione scientifica dentro gli Ordini. Se tu proferisci parola non gradita in ambito medico-scientifico rischi una procedura disciplinare da parte di un blocco che risponde ad ideologie e ad altri poteri. Ci sono casi che abbiamo tutti in mente, che si sono moltiplicati durante il dissenso su COVID e obblighi relativi.   In una situazione del genere, come è possibile difendersi? Anche il secondo grado, alla CCEPS, lo vinci difficilmente: perché l’organo è costituito in parte da alcuni presidenti di Commissione d’Albo a loro volta designati dalla FNOMCEO, che sono espressioni di un medesimo blocco politico-sindacale. Voglio ricordare che l’ENPAM, l’ente pensionistico dei medici, è controllato dagli stessi presidenti di Ordine, che ne eleggono il Consiglio di Amministrazione. L’ENPAM gode di un patrimonio di 30 miliardi di euro… la più grande cassa previdenziale privata in Europa, controllata dai sindacati tramite i presidenti di Ordine.   Quindi si tratta di un potere espressamente politico? Il sindacato tramite gli Ordini controllano la classe medica e ne fanno uno strumento politico. Fondamentalmente la politica entra negli Ordini attraverso il sindacato e delibera secondo logiche che non sono quelle della tutela e della salute del cittadino.   E quindi che senso ha il «processo»? La condanna è scritta ancora prima di andare al procedimento. Se ti arriva un provvedimento disciplinare, a meno che non salti fuori qualcosa di davvero imprevisto, sai già che sarai condannato. Sono organi interni: il presidente dell’Ordine è giudice e boia. Altro che carriere separate.

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Qualche aderente a ContiamoCi! ci è passato? Abbiamo almeno una decina di casi. Sto parlando non di casi che vengono da indagini dei NAS, ma da persecuzioni per motivi ideologici, come il rifiuto di accettare alcuni assunti fatti passare come consenso scientifico del momento. Si tratta di medici che curano secondo una letteratura scientifica consolidata. «La scienza non è quella degli studi, la scienza la decidiamo noi» mi disse in pratica un presidente di Ordine quando gli portai l’esempio di un articolo sul British Medical Journal, che ha un Impact Factor altissimo, di Peter Doshi sui dubbi riguardo la vaccinazione COVID. Se il dottor Doshi fosse in Italia, lo avrebbe radiato, mi disse. Su certi argomenti è proibito il dibattito scientifico in Italia. Gli Ordini sono il cane da guardia di questo sistema di potere.   Come è la vita di un medico che viene radiato praticamente senza possibilità di rispondere davvero? L’apertura di un provvedimento disciplinare stravolge e rovina la vita di un medico. Hai armi spuntate per difenderti, arrivano accuse pretestuose. Psicologicamente è impattante: una persona vede anni di studi e una carriera finita ingiustamente. Oltre al danno economico. Uno a cinquant’anni e dei mutui accesi dovrebbe reinventarsi un lavoro. Viene uccisa civilmente e professionalmente una persona. Dei colleghi che ti dicono: tu non lavorerai più, solo perché magari hai detto delle parole sulla vaccinazione che loro non condividono. Tutto questo fuori da un’aula di tribunale. Non credo che in Italia ci sia un organo con un potere così assoluto sulla vita di una persona.   L’avvocato di un medico che stava subendo la radiazione dall’Ordine ci confessò: «pensavo di andare ad un processo, invece era un plotone di esecuzione». Esattamente.

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Qualcuno in politica si sta rendendo conto di questo problema di «separazione delle carriere» anche negli Ordini professionali? No. Nessuno se ne sta rendendo conto. Sono completamente all’oscuro delle dinamiche ordinistiche. La politica si è sempre interessata molto poco della gestione dei corpi intermedi, e di quanto questi impattino nella vita privata delle persone e nel dibattito pubblico. Specie il centrodestra è completamente fuori dai corpi intermedi della sanità che sono colonizzati in toto dai partiti e dai sindacati di centrosinistra.   Il sindacato DI.CO.SI sta prendendo una posizione pubblica sulla materia? Sì, è dal 2021 che stiamo facendo, in solitaria, questa battaglia. Vogliamo una riforma degli Ordini. Vogliamo spiegare alle forze politiche quello che sta succedendo: per questo siamo attaccati da tutti gli altri sindacati, in particolare durante le elezioni ordinistiche recenti, dove abbiamo candidato alcuni membri con vere e proprie liste di liberi medici (la maggior parte nemmeno iscritti al nostro sindacato), che sono state combattute come si trattasse di una tremenda scalata dei no-vax, quando molti dei dottori nelle nostre liste erano vaccinati COVID. La nostra è una battaglia di libertà. Noi vogliamo solo aprire le porte degli Ordini al dibattito scientifico fuori da interessi partitici e farmaceutici, per tutelare sul serio la salute del cittadino.   Come è possibile uscire da questa situazione? Noi chiediamo che il giudizio sia esterno agli Ordini, una magistratura competente in ambito sanitario. Bisogna avere una vera difesa, una vera accusa, e un giudice terzo. L’Ordine non può essere autogiudicante, che con la lista unica bloccata ha di fatto creato un assetto sovietico. Invitiamo tutti i colleghi medici ad unirsi al nostro sindacato non per ripercorrere i giochi di potere degli altri, ma perché crediamo che solo in questo modo la politica sia forzata a cancellare la riforma Lorenzin per tornare all’elezione nominale dei singoli membri, per avere una pluralità di voci all’interno della classe medica e odontoiatrica: questo garantisce, in ultima analisi, l’interesse per la salute del cittadino.

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