Connettiti con Renovato 21

Nucleare

I bombardieri nucleari statunitensi saranno i primi obiettivi: la minaccia della Corea del Nord

Pubblicato

il

La Corea del Nord ha condannato il recente dispiegamento di bombardieri americani con capacità nucleare nel Sud, avvertendo che gli aerei diventeranno i suoi «primi obiettivi di distruzione» in caso di un conflitto reale.

 

Nei commenti pubblicati venerdì dall’agenzia di stampa centrale coreana (KCNA), Pyongyang ha criticato lo stazionamento di un bombardiere strategico B-52 Stratofortress in Corea del Sud all’inizio di questa settimana, dichiarando che «le provocazioni militari di Washington si stanno evolvendo verso una fase più pericolosa».

 

«Questa è una manovra intenzionale da parte degli Stati Uniti… per provocare una guerra nucleare», si legge nella dichiarazione riguardo allo schieramento e alle successive esercitazioni congiunte con le forze sudcoreane. «Gli Stati Uniti non ignoreranno il fatto che la penisola coreana è legalmente in uno stato di guerra e che le risorse strategiche che contribuiscono al territorio del nemico saranno i primi obiettivi da distruggere».

 

Il Pentagono ha organizzato una dimostrazione altamente visibile del B-52 dopo che l’aereo è arrivato a Seoul martedì, mostrandolo attraverso i cavalcavia insieme a molti altri aerei da guerra americani, inclusi i caccia F-22 e F-16. La divisione del Pacifico dell’aeronautica americana ha dichiarato che questa mossa ha dimostrato «l’impegno di Washington per la stabilità e la sicurezza della regione indo-pacifica» e ha anche rafforzato i legami militari con la Corea del Sud.

 

All’inizio di quest’anno, il presidente Joe Biden aveva affermato che l’esercito americano avrebbe aumentato la «visibilità regolare» delle risorse militari strategiche nella penisola, sperando che la mossa avrebbe migliorato la «deterrenza» contro la RPDC. Poco dopo, il Pentagono inviò un sottomarino con missili balistici nucleari in Corea del Sud per la prima volta dal 1981, suscitando anche la dura condanna del Nord.

 

Pyongyang ha osservato di aver codificato in legge una nuova dottrina sulle armi nucleari lo scorso settembre, dichiarando che l’acquisizione della bomba era «irreversibile», e autorizzando il primo utilizzo delle armi nucleari se un attacco nemico fosse «giudicato imminente».

Sostieni Renovatio 21

«Il tempo in cui gli Stati Uniti detenevano un “monopolio” sul diritto all’attacco preventivo è già giunto al termine», continua la dichiarazione, aggiungendo che il dispiegamento dei B-52 di questa settimana è stata «una seria mossa militare di attacco preventivo nucleare mirato all’eliminazione fisica del nostro Paese».

 

La Corea del Nord ha intensificato i test missilistici negli ultimi anni, insistendo sul fatto che si tratta di misure puramente difensive. Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud sostengono che queste azioni sono illegali secondo il diritto internazionale e aumentano le tensioni nella regione.

 

Come riportato da Renovatio 21, sei mesi era emersa la volontà degli USA di inviare in Corea del Sud sottomarini con missili balistici e bombardieri nucleari B-52 Stratofortress e B-2 Spirit.

 

Il Carrier Strike Group 11 della Marina degli Stati Uniti, guidato dalla sua nave ammiraglia, la portaerei USS Nimitz, è arrivato in un porto militare sudcoreano alla fine di marzo, poco dopo che Pyongyang ha svelato le sue nuove e più piccole testate nucleari, che presumibilmente possono essere montate su missili balistici a corto raggio.

 

Alla fine di giugno, un bombardiere strategico statunitense B-52 ha preso parte alle esercitazioni congiunte con la Corea del Sud.

 

Solo due settimane dopo, l’America aveva anche schierato il suo sottomarino missilistico balistico di classe Ohio, l’USS Kentucky, in Corea del Sud. Armato con 20 missili balistici Trident II, il sommergibile trasporta un totale di 80 testate nucleari.

 

Mesi fa, durante un ulteriore capitolo dell’escalation, la Corea del Nord aveva lanciato il suo primo missile balistico intercontinentale a combustibile solido.

 

Ancora più preoccupante, specie per gli USA sono i ripetuti test da parte della Corea del Nord di armi in grado di provocare tsunami radioattivi in grado di affondare la flotta nemica e distruggere basi e città costiere.

 

«Ora, la domanda non è se scoppia una guerra nucleare nella penisola coreana, ma chi e quando inizia» ​​ha avvertito il ministro della Difesa nordcoreano, generale Kang Sun-nam, in una dichiarazione resa pubblica ad agosto e presentata alla XI Conferenza internazionale sulla sicurezza di Mosca.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21



 Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

Continua a leggere

Nucleare

Peskov: Russia e Stati Uniti devono affrontare la questione delle testate nucleari e della stabilità strategica

Pubblicato

il

Da

In vista dell’incontro odierno tra il presidente russo Vladimir Putin e l’inviato speciale del presidente statunitense Donald Trump, Steve Witkoff, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha anticipato ai giornalisti quelli che potrebbero essere diversi colloqui preliminari all’incontro tra Putin e Trump a novembre.   Riguardo alla possibilità che Stati Uniti e Russia affrontino la questione della riduzione degli arsenali nucleari, Peskov ha sottolineato: «Abbiamo ripetutamente ribadito e riaffermato la nostra comprensione della necessità di una ripresa urgente del dialogo sulla stabilità strategica e sul disarmo nucleare».   Come riportato dall’agenzia stampa governativa russa TASS, Peskov ha evidenziato che la questione della stabilità strategica e del disarmo nucleare «è un tema di estrema importanza. Attualmente, di fatto, ci manca un quadro giuridico in questo ambito. Per la prima volta da molto tempo, il mondo si trova senza un tale quadro giuridico. Questo è estremamente pericoloso».   Peskov ha aggiunto che «riteniamo necessario, in particolare per noi e gli americani, dialogare» sulle questioni del disarmo nucleare, ma «a questo proposito, vorrei ricordarvi l’osservazione di Putin e, naturalmente, noi [Russia e Stati Uniti] non potremo prendere le distanze dalle capacità nucleari dei paesi europei, principalmente Gran Bretagna e Francia, nel corso di questo dialogo».   Interrogato sul potenziale effetto delle misure statunitensi relative alle petroliere sanzionate, Peskov ha deviato la domanda: «Dovreste rivolgere la vostra domanda alla controparte americana, al Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti». Ha aggiunto che «la Russia è stata, è e continuerà ad essere un fornitore affidabile di risorse energetiche per i mercati energetici globali». Sulla de-escalation nell’Artico, Peskov ha affermato: «Siamo irremovibili sul fatto che l’Artico non debba essere una zona di confronto. Al contrario, l’Artico dovrebbe essere un territorio di cooperazione reciprocamente vantaggiosa. Per garantire ciò, è necessario il dialogo. E la Russia è aperta a questo dialogo».   Tuttavia, su questo punto l’Europa si rifiuta di impegnarsi. Il portavoce del Cremlino ha citato l’Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, la quale ha «ripetutamente affermato di essere contraria a qualsiasi dialogo… I diplomatici europei dovrebbero chiarire la propria posizione e forse spiegarsi a vicenda come intendono instaurare qualche forma di cooperazione senza avviare un dialogo. Dal nostro punto di vista, è impossibile».   «Vediamo che il presidente Trump è molto sincero e coerente nel suo desiderio di facilitare una soluzione pacifica e di avviare il percorso verso un accordo di pace… Witkoff ha portato alcune idee, soprattutto alla luce degli incontri che ha avuto a Oslo con Zelensky e i rappresentanti dei paesi europei. Naturalmente, tutte queste proposte saranno esaminate e valutate dal presidente. Vedremo cosa succederà» ha dichiarato il portavoce.   «Molto, ovviamente, dipende dagli ucraini, compresa la loro disponibilità a un accordo di pace. Trump ha chiarito che se avessero accettato un accordo di pace uno o due anni fa, avrebbero potuto raggiungere un’intesa a condizioni più vantaggiose per loro. La loro posizione è peggiorata. E anche la situazione sul campo è peggiorata, con condizioni che si aggravano di giorno in giorno». Ha aggiunto: «In teoria è possibile fare un importante passo avanti» verso un accordo. «Putin è aperto a cercare modi per raggiungere un accordo di pace».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di Steve Jurvetson via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic  
 
Continua a leggere

Cina

La Cina ha commissionato ufficialmente il Tokamak BEST

Pubblicato

il

Da

Il Tokamak superconduttore sperimentale a plasma (BEST) di Hefei, in Cina, è stato ufficialmente inaugurato il 1° ottobre.

 

Contemporaneamente, la struttura principale è entrata nella fase cruciale di assemblaggio dei «quattro anelli concentrici». Questi quattro anelli sono costituiti dalla camera a vuoto, dallo schermo termico, dal magnete toroidale e dai componenti interni di precisione, che vengono assemblati sequenzialmente dall’interno verso l’esterno.

 

Il BEST dovrebbe essere completato entro la fine del 2027, con una dimostrazione di produzione di energia da fusione deuterio-trizio prevista intorno al 2030.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

L’obiettivo è raggiungere un guadagno di fusione Q maggiore o uguale a 1, criterio per il «punto di pareggio» (il momento in cui l’energia o la potenza prodotta dalle reazioni di fusione è pari a quella somministrata dall’esterno per riscaldare e confinare il plasma), e mantenerlo per oltre 1000 secondi. Il successo del BEST convaliderà tecnologie come il ciclo del combustibile al trizio, il riscaldamento del plasma ad alta potenza e la manutenzione a distanza, in preparazione per la futura centrale a fusione dimostrativa CFEDR (Fusion Engineering Demonstration Reactor).

 

Come riportato dfa Renovatio 21, a gennaio la Cina aveva annunciato un’altra svolta nello sviluppo dell’energia termonucleare con il successo di un esperimento pubblicato su Science Advance snel progetto per il «Sole Artificiale» (Experimental Advanced Superconducting Tokamak, EAST Tokamak).

 

Come riportato da Renovatio 21, nel 2025 è stata inaugurata nella megalopoli cinese di Chengdu, in Cina, la seconda riunione ministeriale del World Fusion Energy Group dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), con 1.000 partecipanti.

 

Come riportato da Renovatio 21, nell’estate 2025 fa scienziati cinesi avevano introdotto un nuovo dispositivo di prova per la produzione di fusione.

 

Nel marzo dello scorso anno la Cina aveva fatto sapere che costruirà un reattore ibrido a fusione-fissione entro il 2030, con l’obiettivo di generare 100 megawatt di elettricità continua e connettersi alla rete nazionale entro la fine di questo decennio.

Iscriviti al canale Telegram

Come riportato da Renovatio 21, la Cina sta portando avanti le ricerche sulla fusione da anni. La Cina ha accelerato con i suoi studi per la fusione dopo che negli scorsi anni un team di scienziati cinesi aveva affermato di aver trovato un metodo nuovo e più conveniente per il processo.

 

Una volta scoperto un processo stabile per ottenere la fusione, potrebbe entrare in giuoco l’Elio-3, una sostanza contenuta in grande abbondanza sulla Luna, dove la Cina, come noto, sta operando diverse missioni spaziali di successo. Da qui potrebbe svilupparsi definitivamente il ramo cosmico dello scacchiere internazionale, la geopolitica spaziale che qualcuno già chiama «astropolitica», e già si prospetta come un possibile teatro di guerra.

 

Un esperto di fusione, direttore del Plasma Science and Fusion Center del politecnico bostoniano MIT è stato assassinato l’anno scorso in un’oscura vicenda che ha visto il presunto sicario, che avrebbe ucciso altri studenti in un’altra università, trovato morto suicida pochi giorni dopo.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di Eye Steel Film via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

 

Continua a leggere

Militaria

Mosca adotterà tutte le misure necessarie contro le testate nucleari in Lituania. Truppe estoni muovono verso il confine

Pubblicato

il

Da

Interrogato sulle recenti mosse della Lituania per autorizzare il dispiegamento di armi nucleari statunitensi sul proprio territorio, al confine con la Russia, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha avvertito oggi che le azioni lituane «non possono essere percepite se non come un passo verso un’escalation delle tensioni, così come non può esserlo il dispiegamento di armi nucleari in un paese confinante. Lo riporta l’agenzia stampa governativa russa TASS.   «Nessuno di questi sviluppi contribuirà alla stabilità e alla prevedibilità nel continente europeo. Al contrario, con nostro rammarico, segneranno un’ulteriore e significativa escalation delle tensioni. Quanto alla Russia, naturalmente, Mosca sarà costretta ad adottare tutte le misure necessarie per garantire la propria sicurezza» ha detto il portavoce. Le parole di Peskov fanno eco a quelle già rilasciate dal presidente Putin e da altri alti funzionari russi in risposta a una serie di provocazioni contro il Paese, tra cui quella su Kaliningrad.   Nell’ambito della spinta occidentale a posizionare missili nucleari lungo tutto il confine occidentale della Russia, la Lituania sta modificando la propria Costituzione per assecondare questa provocazione. Ieri il Seimas, il Parlamento lituano, ha superato a larga maggioranza la seconda delle tre votazioni necessarie per abolire la disposizione costituzionale (articolo 137) che vieta il dispiegamento di armi nucleari e di basi militari straniere sul territorio nazionale.

Sostieni Renovatio 21

Il voto è stato di 106 a 18, al primo turno il risultato era stato di 99 a 13. Per entrare in vigore, la legge dovrà essere approvata definitivamente dal Seimas il 12 gennaio 2027 con almeno 94 voti favorevoli. Il presidente del parlamento, Juozas Olekas, ha dichiarato: «L’abolizione del divieto di dispiegamento di armi nucleari elimina le restrizioni legali in materia di sicurezza che differivano da quelle in vigore in altri paesi dell’UE e della NATO».   Il governo spinge inoltre per la creazione di una base militare statunitense. Oggi il primo ministro lituano Mindaugas Sinkevičius ha aggiunto che pagherà Washington per la costruzione di una base militare nel Paese. Su Facebook ha pubblicato l’idea proposta a Washington: «Questa è una garanzia di deterrenza e sicurezza di fondamentale importanza. I nostri partner devono solo prendere la decisione politica di stazionare permanentemente le truppe, e la Lituania è pronta a coprire i costi».   Movimenti inquietanti si stanno registrando anche in un ulteriore Paese baltico. Come riportato da Renovatio 21, l’Estonia si sta aggiungendo al tentativo di accerchiamento strategico della Russia.   «L’Estonia sposta le truppe più vicino alla Russia in un’offensiva di “difesa attiva”», ha riportato il Financial Times il 5 ottobre, aggiungendo che «lo Stato baltico si prepara a condurre attacchi in profondità nel territorio del suo vicino in caso di attacco». «Difesa attiva» significa «spostare le unità di combattimento principali da Tapa, nel Nord dell’Estonia, a Johvi, a 50 chilometri dal confine con la regione di Leningrado», ha spiegato il quotidiano russo in lingua inglese Moscow Times, noto per le posizioni anti-Cremlino. «Il Paese sta anche acquisendo droni e missili balistici in grado di colpire fino a 300 chilometri all’interno del territorio russo».   Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha minimizzato la questione nel briefing quotidiano con la stampa. «Non ci dovrebbero essere dubbi sul fatto che il nostro Ministero della Difesa e gli altri servizi competenti possiedano le informazioni necessarie per monitorare e valutare adeguatamente la situazione lungo i nostri confini».   Tutto ciò va ben oltre al Baltico e si inserisce però in un’offensiva su vasta scala dell’UE volta ad accerchiare la Russia a Ovest, dispiegando capacità di attacco, comprese armi nucleari della NATO, dalla Finlandia a Nord fino alla Polonia e alla Romania a Sud.   Questa strategia provocatoria include anche l’ipotesi di strangolare e persino di conquistare l’exclave russa di Kaliningrad, il che ha suscitato i più gravi avvertimenti da parte dei vertici della Federazione Russa, che pure di difendere la città hanno fatto capire di essere pronti alla guerra atomica.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
 
Continua a leggere

Più popolari