Oligarcato
Folla di persone testa la forza ondulatoria sull’auto di Bill Gates e ne chiede l’arresto
Bill Gates era in questi giorni a Londra per incontrare il premier britannico Boris Johnson e altri miliardari in una esclusiva cena a Downing Street 10, la tradizionale residenza del primo ministro d’Albione.
Alcuni cittadini si sono avvicinati all’auto del «filantropo» patron di Microsoft per, come direbbe il ministro dell’Interno italiano Lamorgese, testarne la forza ondulatoria.
An angry crowd chants arrest Bill Gates after his global Britain meeting with Boris Johnson and other major political figures pic.twitter.com/VtO46UVbA9
— Luke Rudkowski (@Lukewearechange) October 18, 2021
Bill Gates welcomed by chants of “Arrest Bill Gates” and “Murderer” before his dinner with Boris Johnson on Downing Street. pic.twitter.com/soanhBvrYj
— Francesco (@Frances40996115) October 18, 2021
Protesters waiting outside Downing Street for Bill visit tonight chanting ‘Arrest Bill Gates’. pic.twitter.com/HooEEYufoV
— Americanka???????????????????? (@Americanka4) October 18, 2021
I cori che chiedevano l’arresto del magnate informatico-vaccinale si sono sentiti praticamente ovunque il Gates abbia messo piede
London, Inggris 19.10.2021
“Arrest Bill Gates. Arrest Bill Gates”pic.twitter.com/c437PkDEpi— As The Bio Says (@jenckol) October 19, 2021
I canti «Arrest Bill Gates» erano peraltro udibili anche nelle manifestazioni inglesi di qualche giorno fa.
LONDON: Protestors chanting “Arrest Bill Gates” outside of the Bill & Melinda Gates Foundation.@KanekoaTheGreat pic.twitter.com/ydYtoDlyL0
— Tan (@Tannomanno) October 15, 2021
Già nel 2020, in USA e in Australia la ripetizione di questo slogan era ben presente.
The crowd has broken into chants of “arrest Bill Gates” at the anti-lockdown protest at Parliament House in Melbourne @theage. The crowd has grown considerably since midday. pic.twitter.com/T13u3s7Ld7
— Rachael Dexter (@rachael_dexter) May 10, 2020
La cena tenuta a Downing Street, sul tema di una «Britannia Globale», prevedeva la presenza, oltre che del Gates, anche del CEO di JP Morgan Jamie Dimon. Erano presenti anche Stephen Schwarzman, co-fondatore della società di private equity Blackstone (che gestisce circa 650 miliardi di dollari), il CEO di Barclays Jes Staley e il presidente di Banco Santander (che avrebbe legami con l’Opus Dei) Ana Botin, secondo quanto riportato dal quotidiano Telegraph.
Sulle interessanti cene di Gates del passato – per esempio quelle con Rockefeller, Soros, Buffet nelle quali si parla di riduzione della popolazione – Renovatio 21 ha già scritto in passato.
Oligarcato
Il massacro di studentesse è un sacrificio umano alla «setta di Epstein»: parla un ambasciatore dell’Iran
L’attacco a una scuola iraniana, in cui sono morti almeno 160 studenti e insegnanti preadolescenti il primo giorno dell’operazione di cambio di regime tra Stati Uniti e Israele, assomiglia ai rituali satanici presumibilmente resi possibili dal finanziere pedofilo americano Jeffrey Epstein, ha affermato un diplomatico iraniano.
L’attacco a Minab, di cui le forze statunitensi e israeliane non hanno ancora riconosciuto la responsabilità, è avvenuto sabato scorso, mentre il Pentagono e le IDF colpivano obiettivi in tutto l’Iran nel tentativo di decapitare e paralizzare il suo governo.
Alireza Sanei, ambasciatore iraniano in Bielorussia, ha affermato mercoledì che Epstein faceva parte di una setta mistica e che le stesse forze avevano preso di mira la scuola Minab in «un rituale di sacrificio di bambini» destinato a garantire il successo dell’operazione militare tra Stati Uniti e Israele.
«Bambini provenienti da diversi Paesi venivano trafficati verso l’isola di Epstein», ha detto il diplomatico, riferendosi al famigerato isolotto del finanziere nelle Isole Vergini americane. «Ci sono stati abusi, stupri, poi sacrifici. Hanno sacrificato i bambini allo spirito del diavolo».
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Vi è il sospetto che lo Epstein fosse coinvolto con i servizi segreti, tra cui la CIA e il Mossad israeliano, e che potesse fornire materiale di ricatto ai governi statunitense e israeliano.
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha descritto in modo analogo l’incidente di Minab come un «sacrificio alle forze del male» in un messaggio in cui condannava la presentazione della guerra con l’Iran da parte dell’UE, come una «nuova speranza» per gli iraniani di determinare il loro futuro. Questo atteggiamento è «satanismo allo stato puro», ha affermato Zakharova.
Secondo le lamentele dei militari statunitensi citate dalla Military Religious Freedom Foundation (MRFF), un’organizzazione no-profit, alcuni comandanti hanno detto alle truppe che l’attacco all’Iran fa parte del piano di Dio ed è concepito per innescare la seconda venuta di Gesù attraverso l’Armageddone, come descritto nel Libro dell’Apocalisse.
In un suo incisivo monologo di pochi giorni fa, il conduttore televisivo conservatore statunitense Tucker Carlson, critico accanito della campagna iraniana e sostenitore dei valori cristiani, ha denunciato quella che ha definito la «sete di sangue demoniaca» dei neoconservatori statunitensi che celebrano morte e distruzione. «La sete di sangue non si sazia mai. Come qualsiasi altro tipo di desiderio, non si sazia mai. Niente è mai abbastanza», ha avvertito.
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Immagine da Twitter
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Bill Clinton dichiara di «non aver fatto sesso» con una donna misteriosa nella jacuzzi di Epstein
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Il presidente del WEF Børge Brende si dimette per i legami con Epstein
Børge Brende, presidente e CEO del World Economic Forum (WEF), si è dimesso dopo che il WEF ha avviato un’indagine sui suoi legami commerciali con il trafficante di sesso Jeffrey Epstein.
«Dopo un’attenta riflessione, ho deciso di dimettermi dall’incarico di Presidente e CEO del World Economic Forum», ha scritto Brende in una dichiarazione di giovedì, riportata dal quotidiano britannico Guardian. «Il mio periodo qui, durato 8 anni e mezzo, è stato profondamente gratificante». «Credo che ora sia il momento giusto perché il Forum continui il suo importante lavoro senza distrazioni», ha concluso. Il responsabile del WEF era stato ministro degli Affari Esteri della Norvegia dal 2013 al 2017. Anche il già primo ministro norvegese e presidente del Comitato Norvegese per il Nobel Thorbjørn Jagland, i cui legami coll’Epsteino sono usciti nell’ultima tornata di desecretazioni, è finito nella polvere, e travolto dallo scandalo avrebbe cercato il suicidio.
La recente pubblicazione dei file su Epstein da parte del Dipartimento di Giustizia (DOJ) ha rivelato che Brende ha incontrato Epstein per tre cene di lavoro nel 2018 e nel 2019 e ha scambiato con lui messaggi di testo ed e-mail, nonostante Brende avesse negato a novembre di aver avuto contatti con Epstein.
Il WEF ha confermato a Politico di aver avviato un’indagine indipendente sulla relazione di Brende con Epstein, che ha affermato essere stata «richiesta da Brende e con cui sta collaborando».
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Prima della prima cena di Brende con Epstein, i due hanno discusso dell’importanza del WEF per il mondo intero, con il suo CEO che ha dichiarato che «abbiamo bisogno di una nuova architettura globale» e che Davos (il WEF) è «in una posizione unica» per contribuire a realizzarla.
«Davos può davvero sostituire l’ONU», ha scritto Epstein. «Cyber, criptovalute, genetica. Coordinamento internazionale. Come il mio incarico alla Commissione trilaterale». Il finanziere e trafficante sessuale ha descritto parte della missione della Commissione Trilaterale come «coinvolgere i decisori di tutto il mondo con l’obiettivo di trovare soluzioni alle grandi sfide geopolitiche, economiche e sociali del nostro tempo».
L’Epsteino aveva quindi suggerito che Davos avrebbe contribuito a «portare tutto questo nel XXI secolo».
Gli scambi tra i due indicano che Brende era affezionato al Jeffrey . «Mi manchi, signore», scrisse il CEO del WEF a Epstein in un messaggio del 2018, meno di un mese dopo la sua «cena molto interessante» con lui.
Tuttavia, Brende ha affermato di essere stato «completamente all’oscuro del passato e delle attività criminali di Epstein» e che avrebbe rifiutato qualsiasi invito se ne fosse stato a conoscenza. «Riconosco che avrei potuto condurre un’indagine più approfondita sulla storia di Epstein, e mi pento di non averlo fatto», ha affermato, secondo Politico.
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Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic
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