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Esoscheletro per supersoldati a Taiwan

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Taiwan afferma di aver creato un esoscheletro alimentato a batteria che può consentire ai suoi soldati di correre più velocemente e trasportare oggetti pesanti con facilità. 

 

La tuta di prima generazione è stata progettata dal produttore di armi del paese, il National Chung-Shan Institute of Science and Technology, secondo il quotidiano di Hong Kong South China Morning Post.

 

La tuta fa parte di un progetto quadriennale soprannominato «programma Uomo di ferro Taiwan», con un modesto budget di 5,74 milioni di dollari e con l’obiettivo di fornire ai soldati di Taiwan un esoscheletro per la parte inferiore del corpo per migliorare la loro forza e resistenza. 

 

«Per ridurre l’affaticamento dei soldati nel trasportare strutture pesanti, abbiamo iniziato a sviluppare la tuta potenziata per i militari nel 2020», ha dichiarato Jen Kuo-kuang, capo sviluppatore del progetto, in un commento in una conferenza stampa ottenuta dall’SCMP

 

Jen ha detto ai giornalisti che la tuta riduce lo stress sulle articolazioni delle gambe e dell’anca, consentendo a chi la indossa di sollevare e trasportare oggetti più pesanti su distanze maggiori e a velocità fino a quattro miglia all’ora. 

 

«Possono essere utilizzati nelle operazioni sul campo e nel movimento di munizioni e armi pesanti e possono aumentare la mobilità e l’efficienza delle truppe nelle missioni di soccorso in tempo di guerra e post-catastrofe», ha affermato Jen alla conferenza.

 

Taiwan ha attualmente in programma di sviluppare una versione 2.0 della tuta, che si dice consentirà agli utenti di trasportare fino a 220 libbre di peso. Jen ha aggiunto che questo potrebbe risultare utile per aiutare a spostare i feriti durante la battaglia.

 

Tutto ciò avviene sullo sfondo delle crescenti tensioni tra Taiwan e la Cina continentale, che considera ancora l’isola come suo territorio.

 

Nonostante le dichiarazioni ufficiali degli Stati Uniti che sollecitano la pace, la Cina ha recentemente lanciato un certo numero di aerei da guerra nello spazio aereo di Taiwan

 

All’inizio di quest’anno, la testata di lingua inglese legata al governo cinese Global Times ha dato notizia che anche l’Esercito di Liberazione del Popolo ha presentato una tuta simile per l’uso dei suoi soldati.

 

Come già scritto da Renovatio21, molti degli eserciti che fanno capo alle potenze mondiali più tecnologicamente all’avanguardia – dalla Russia alla Gran Bretagna – stanno implementando le loro truppe con soldati robot o, come nel caso di Israele e dell’assassinio dello scienziato atomico iraniano Mohsen Fakhrizadeh, apparecchi di enorme complessità come automi cecchini robotizzati teleguidati assistiti dall’Intelligenza Artificiale.

 

 

 

Immagine screenshot da Youtube

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Sionismo cristiano militarizzato: i comandanti USA affermano che la guerra contro l’Iran è «sancita dalla Bibbia»

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Da quando sabato scorso hanno avuto inizio gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, un’organizzazione dedicata alla libertà religiosa in ambito militare riferisce di aver ricevuto più di 200 denunce da parte di soldati preoccupati perché alcuni comandanti dichiaravano con entusiasmo che la guerra contro l’Iran è «sancita dalla Bibbia» e offrivano motivazioni sioniste a sostegno dell’intervento armato. Lo riporta LifeSite.

 

Tali segnalazioni provengono dal presidente della Military Religious Freedom Foundation, Mikey Weinstein. Lo Weinstein è noto per essere un critico di Trump e sembra battersi più per la libertà dalla religione che per la libertà di religione, perciò la sua organizzazione va osservata con cautela. Tuttavia, si tratta di un ente no-profit attivo da molti anni e, quando militari in servizio attivo riferiscono che i superiori promuovono teologia sionista durante briefing ufficiali, queste lamentele meritano attenzione.

 

Sul sito web della MRFF, al momento in cui scriviamo, si legge che «da sabato l’MRFF ha ricevuto oltre 200 chiamate da più di 50 installazioni militari di tutti i rami delle forze armate, che segnalavano dichiarazioni analoghe e inquietanti da parte di comandanti cristiani fanatici».

 

Il sito della MRFF rinvia a un articolo pubblicato su Substack dall’ex giornalista di CNN e MSNBC Jonathan Larson, il quale sottolinea che la fondazione di Weinstein è stata «letteralmente inondata di disperate richieste di aiuto». Il denominatore comune, secondo Larson, è «l’euforia senza freni dei loro comandanti e delle loro catene di comando», che presentano la guerra come un segno «sancito dalla Bibbia» della «Fine dei Tempi» in chiave sionista.

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Lo Weinstein evidenzia in particolare i comandanti «particolarmente entusiasti di quanto sarà grafica questa battaglia» e di quanto «tutto questo debba diventare sanguinoso per realizzare… l’escatologia fondamentalista cristiana della fine del mondo».

 

Un caso specifico è giunto a Weinstein tramite un’e-mail inviata da un militare in servizio attivo con ruolo di comando (nome e unità omessi per motivi di sicurezza). L’autore scrive a nome proprio e di altri 15 commilitoni, in maggioranza cristiani, oltre a un ebreo e un musulmano. Durante il briefing sulla prontezza al combattimento del 2 marzo, il loro comandante avrebbe esordito invitando tutti a «non aver paura» perché le operazioni in Iran sono «tutte parte del piano divino di Dio», citando espressamente diversi versetti del Libro dell’Apocalisse relativi all’Armageddon e al ritorno imminente di Gesù Cristo.

 

Secondo il militare, il comandante ha aggiunto con un largo sorriso: «Il presidente Trump è stato unto da Gesù per accendere il fuoco di segnalazione in Iran per causare l’Armageddon e segnare il suo ritorno sulla Terra». Il mittente definisce il discorso «tossico e oltre ogni limite», sostenendo che mina il morale e la coesione dell’unità e viola il giuramento prestato alla Costituzione.

 

In una conferenza stampa del Segretario alla Difesa Pete Hegseth del 2 marzo, funzionari hanno ribadito che l’operazione è rigorosamente laica e difensiva. Il Segretario Hegseth ha affermato: «non abbiamo iniziato questa guerra, ma sotto la presidenza Trump la stiamo portando a termine», precisando che l’obiettivo è «focalizzato e preciso: distruggere i missili offensivi iraniani, distruggere la produzione missilistica iraniana, distruggere la loro marina e altre infrastrutture di sicurezza e non avranno mai armi nucleari». Ha insistito più volte su «niente guerre infinite» e «nessuna costruzione di una nazione», dichiarando che «questo è l’opposto».

 

Tuttavia, in un discorso pronunciato nel 2018 in Israele, il Segretario Hegseth si era mostrato un cristiano sionista convinto, esprimendo entusiasmo per il possibile «miracolo della ristabilimento del tempio sul Monte del Tempio» che potrebbe avvenire a breve:

 

 

Pochi giorni fa il pastore protestante sionista John Hagee ha dichiarato che i bombardamenti sull’Iran condotti da Israele insieme agli Stati Uniti rientrano in una profezia biblica. In un sermone recente ha pregato per la pace di Gerusalemme e ha ringraziato Dio per la vittoria sui nemici di Sion.

 

 

In questo frangente, la stampa sta menzionando con sempre maggiore insistenza l’influente movimento Chabad-Lubavitch, un gruppo ebraico ortodosso sostenuto con forza dal Presidente Trump, tanto che sua figlia Ivanka ha visitato la loro sinagoga. In certi ambienti Lubavitcher si ritiene che l’Armageddon sia necessario, inclusa la distruzione delle attuali strutture sul Monte del Tempio – in particolare la Cupola della Roccia islamica – per ricostruire il Tempio e accogliere il Messia atteso dagli ebrei, che secondo le parole di Sant’Ireneo dal Lione (122-202) nel suo Adversus Haereses («Contro le Eresie»), sarà l’anticristo, il quale secondo la Scrittura regnerà per 7 anni, durante i quali la Chiesa sarà perseguitata, per poi essere vinto dal ritorno di Cristo.

 

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr

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Un sottomarino affonda una nave da guerra iraniana al largo delle coste dello Sri Lanka

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Un attacco sottomarino ha fatto affondare una fregata iraniana al largo delle coste dello Sri Lanka.Lo riporta da Reuters, che cita fonti della marina e del ministero della Difesa di Colombo.   Precedenti rapporti indicano che la IRIS Dena, una fregata di classe Moudge appartenente alla flotta meridionale dell’Iran, ha trasmesso un segnale di soccorso mercoledì mattina dall’Oceano Indiano, a circa 40 miglia nautiche dalla città di Galle, nel sud-ovest dello Sri Lanka.   «Abbiamo ricevuto una prima chiamata di soccorso intorno alle 5:08 del mattino», ha dichiarato mercoledì il ministro degli Esteri Vijitha Herath. «Abbiamo immediatamente inviato due navi della Marina per assistere la nave della Marina iraniana. Successivamente, è stata condotta un’operazione congiunta dalla Marina e dall’Aeronautica per soccorrere le persone bisognose di aiuto. Trenta persone bisognose di aiuto urgente sono state immediatamente soccorse. Sono state ricoverate all’ospedale Karapitiya di Galle».

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Si ritiene che a bordo della nave da guerra ci fossero circa 180 persone. «Siamo tenuti, in base alla Convenzione internazionale sulla ricerca e il soccorso marittimo del 1979, ad aiutare qualsiasi nave in difficoltà, indipendentemente dalla sua nazionalità», ha aggiunto Herath.   Un portavoce della marina dello Sri Lanka ha inoltre dichiarato alla Reuters che le notizie secondo cui 100 marinai sarebbero dispersi in seguito all’affondamento non sono vere e che 32 persone ferite nell’incidente sono state salvate dalla marina dello Sri Lanka e sono in cura in ospedale.   I soccorritori hanno trovato diversi corpi che si sospetta appartengano al personale del vascello da guerra, ha dichiarato mercoledì ai giornalisti a Colombo il portavoce della Marina dello Sri Lanka, Buddhika Sampath. «Sospettiamo che i cadaveri appartengano anche allo stesso vascello che li abbiamo trovati nell’area delimitata», ha aggiunto.   Le operazioni di ricerca e soccorso sono ancora in corso, secondo Sampath.

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Immagine d’archivio di Mehr News Agency via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
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Nonnismo estremo nell’esercito tedesco

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Gli abusi e il nonnismo diffusi tra i soldati stanno minando le forze armate tedesche, mentre la Bundeswehr – l’esercito tedesco – fatica a raggiungere gli obiettivi di personale e ad attrarre reclute. Lo riporta la stampa germanica, citando un rapporto parlamentare.

 

La valutazione annuale del Commissario parlamentare tedesco per le forze armate, Henning Otte, pubblicata martedì, descrive casi di eccessiva severità e maltrattamenti durante l’addestramento, affermando che le reclute vengono regolarmente umiliate o la loro «integrità fisica» viene violata, a volte sotto l’effetto dell’alcol.

 

Il rapporto descrive casi in cui le reclute «hanno spinto la testa di un compagno nel water e tirato lo sciacquone», o hanno picchiato un altro soldato mentre era a letto prima di bagnarlo con acqua. In un altro episodio, un ufficiale di riserva ha ordinato a un soldato subordinato di sdraiarsi in una pozzanghera profonda 10 cm per 90 minuti a una temperatura di 7 °C durante un’esercitazione.

 

Il rapporto afferma che nel 2024 oltre il 23% dei soldati arruolati ha revocato il proprio impegno entro il periodo di prova di sei mesi.

 

Rileva inoltre che le soldatesse segnalano «comportamenti sessisti o commenti discriminatori» durante il loro servizio quotidiano. Secondo Der Spiegel, la quota di donne è aumentata di poco, passando dal 13,62% del 2024 al 13,71% lo scorso anno, mentre l’obiettivo legale è del 20% al di fuori del corpo medico.

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Le conclusioni giungono nel contesto di indagini su unità d’élite dell’esercito tedesco. Il Reggimento Paracadutisti 26 è indagato per accuse di clima misogino, abusi, bullismo, saluti nazisti e uso di droghe, mentre la Brigata Aviotrasportata 1 e la Divisione Forze Rapide sono sotto inchiesta a seguito di denunce da parte di soldatesse.

 

La Germania ha intrapreso un’importante campagna di reclutamento. Nel 2011, il Paese ha sospeso la coscrizione obbligatoria, riducendo la Bundeswehr da circa 255.000 a 185.000 soldati e trasformandola in una forza di volontari professionisti.

 

Il governo tedesco, tuttavia, ha citato una presunta minaccia russa per tutto il 2025 per giustificare i piani di aumentare il personale dagli attuali 186.000 a 260.000 soldati attivi e altri 200.000 riservisti entro la metà degli anni 2030.

 

Nel rapporto, Otte esprime chiari dubbi sulla possibilità di realizzare l’espansione pianificata senza un ritorno alla coscrizione obbligatoria. Se il modello volontario «non dovesse generare una crescita sufficiente, il ritorno al servizio militare obbligatorio è il logico passo successivo», scrive.

 

Il nonnismo grave nell’esercito italiano ha segnato tragedie come la morte di Emanuele Scieri (1999), parà della Folgore trovato senza vita sotto una torre di asciugatura dei paracaduti a Pisa dopo aver subito violenze per non aver accettato umiliazioni.

 

Nel 2025 le condanne per omicidio sono diventate definitive: 22 anni a un «nonno» e quasi 10 a un altro. Casi estremi includono pestaggi, ustioni con cera fusa, lesioni gravi e sospetti suicidi legati a vessazioni. Nonostante l’abolizione della leva, episodi di sopraffazione e molestie (anche su donne) persistono, spingendo a continui richiami disciplinari e processi.

 

In altri Paesi, come la Russia, il nonnismo è stato affrontato ancora negli anni Novanta, dopo la trasmissione in TV di un video con umiliazioni dei soldati.

 

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