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Epidemie

Con il dottor Amici, contro il Farmamaccartismo

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Il canale TV La 7 – una sorta di Pravda privata al servizio del governo del nulla –  qualche sera fa ha toccato il fondo mandando in onda lo spettacolo più rivoltante visto sinora dentro il kolossal pandemico. Dopo avergli teso una squallida imboscata per mezzo di un agente provocatore, nella trasmissione Piazzapulita hanno approntato, in onore di un medico reo di avere curato e guarito dal supervirus tutti i suoi numerosi pazienti, un plotone di esecuzione che in tempi normali si sarebbe definito caricaturale. Ma oggi rientra tra le cronache di ordinaria repressione. Vedere per credere.

 

Il dottor Mariano Amici, che gestisce una rete di circa seimila assistiti, ha salvato dal COVID tutti i malati che ha curato, non ha registrato alcun decesso, nemmeno alcun ricovero. Mentre negli ospedali avveniva la strage. Questo è un dato di fatto, oggettivamente e agevolmente verificabile.

 

Quando il dottore ha osato ricordarlo in studio, il bravo conduttore gli ha risposto: «e checc’entra». E si capisce: per la regia, l’importante non è salvare vite umane, ma rispettare protocolli fallimentari, e i sopravvissuti ai protocolli vaccinarli a tappeto

Quando il dottore ha osato ricordarlo in studio, il bravo conduttore gli ha risposto: «e checc’entra». E si capisce: per la regia, l’importante non è salvare vite umane, ma rispettare protocolli fallimentari, e i sopravvissuti ai protocolli vaccinarli a tappeto, e andare avanti a tutta velocità senza voltarsi indietro, nonostante quegli strani focolai e tante strane morti contrassegnate da una strana coincidenza temporale. Bizzarre casualità.

 

Quella di mettere in discussione con dati empirici e argomenti scientifici il fideismo scientista, apodittico e inderogabile, sposato dai programmi di Stato, non può che essere una colpa inestirpabile. Ancor peggio è ottenere risultati dirimenti, perché allora la gente comincia a farsi qualche domanda e a darsi qualche risposta, e sono guai.

 

 

Plotoni di esecuzione

Ecco dunque la triade di prodi giustizieri convocati per l’operazione di pulizia etnica televisiva.

 

Il conduttore, Corrado Formigli è un signore premiato dal sistema televisivo per comprovata obbedienza, dote emersa grazie al lavoro nell’antico latifondo TV dell’ex padrone Michele Santoro. Dopo essersi allenato facendo la posta a Previti, teatrini come quello dell’altra sera gli vengono facili. Come gli viene facile sparare raffiche di accuse all’ospite per poi fargli togliere l’audio appena gli toccherebbe la replica. Prima lo invita, e poi «io non è che le do la tribuna così».

Una serie di offese alternate a minacce messe lì in favore di telecamera, senza veli e senza vergogna. Compresa la chiamata in causa del presidente dell’Ordine dei medici di Roma affinché intervenga esemplarmente con sollecitudine contro il pericoloso dissidente (quello che li ha guariti tutti)

 

Nel plotone era rappresentato ovviamente anche lo Stato, in persona del viceministro della salute che, per marcare la propria pretesa superiorità sull’interlocutore e sul popolo bue in ascolto, ha subito ricordato a tutti il suo triplo titolo di medico, di professore universitario e di uomo delle istituzioni, così spalancando in un colpo solo un abisso su tutte e tre le categorie.

 

Con la stessa gran classe, Sileri, duettando col padrone di casa secondo copione, ha rivolto una serie di insulti e di avvertimenti al dottor Amici: quello incommentabile, quello che va bene per far tagliate di frutta, quello che nemmeno Vesalio nel 500 scriveva stupidaggini del genere, quello che non stiamo parlando con un medico ma con uno studentello di medicina, quello che ancora non ha aperto manco un libro, quello che non sa neanche cos’è un ribosoma né sa come funziona un vaccino, quello che se mia mamma va su Wikipedia ne sa di più di lui; soprattutto, quello che di sicuro rimarrà ancora per poco al suo posto di medico di base; e che, qualora provasse a denunciare qualcuno, attenzione, ne pagherebbe tutte le conseguenze.

 

Una serie di offese alternate a minacce messe lì in favore di telecamera, senza veli e senza vergogna. Compresa la chiamata in causa del presidente dell’Ordine dei medici di Roma affinché intervenga esemplarmente con sollecitudine contro il pericoloso dissidente (quello che li ha guariti tutti). Alla faccia del diritto e dei suoi inutili orpelli.

 

Si manifestano ancora una volta, pornograficamente, le mirabolanti capriole dei saltimbanchi pentastellati – di cui Sileri è esponente – che sulla libertà vaccinale avevano costruito una decisiva porzione del loro consenso

La violenta denigrazione orchestrata e scatenata contro il dottor Amici investe le sue posizioni critiche, oltre che sulla gestione della emergenza e sulla attendibilità dei tamponi, anche sull’efficacia e sulla sicurezza degli ultimi vaccini.

 

Si manifestano ancora una volta, pornograficamente, le mirabolanti capriole dei saltimbanchi pentastellati – di cui Sileri è esponente – che sulla libertà vaccinale avevano costruito una decisiva porzione del loro consenso: circolano ancora in rete i commenti trionfali di Bonafede che si autocelebra presso il mentore Grillo (Beppe) per avere ottenuto per un bambino autistico un risarcimento di un danno da vaccino col suo studio professionale, o i cinguettii della Grillo (Giulia) sulla correlazione tra autismo e vaccini, la bestemmia imperdonabile (o forse no) contro lo spirito santo farmaceutico. 

 

Quanto a Sileri, lo vogliamo ricordare, è lo stesso tenerone che durante il primo periodo di chiusura rilasciava l’indimenticata intervista in cui lodava gli amici e ne piangeva la forzata lontananza, perché «a un amico puoi dire cose che non dici a tua moglie quando torni a casa»; e li includeva quindi, ex auctoritate, nella creativa nozione di «congiunti», cioè quelli che si potevano andare a trovare, purché però – attenzione – non fossero semplici amici, ma «amici amici, amici veri». Non è uno scherzo, è tutto vero. Ora il summenzionato cantore dell’amicizia, nella tenzone col dottor Amici, vive una curiosa nemesi onomastica.

 

Infine nella terna inquisitoria non poteva poi mancare, in quota rosa, il prodotto di laboratorio massmediatico che va sotto il nome di Selvaggia Lucarelli; una che non più tardi di un anno fa, nello stesso identico studio di Formigli, trangugiava involtini primavera per fermare il virus del razzismo contro i cinesi. Folgorata sulla via di Wuhan, oggi come niente fosse, mostrando in rete un breve video, probabilmente girato dal balcone di casa sua, che immortala la polizia mentre ferma l’unica persona presente in un parco deserto, esulta: «Bene così Milano». Nessuna sorpresa, fa tutto parte del mestiere che fa.

Lo Stato di diritto, quello stupido impianto che ciancia di giusto processo, di diritto di difesa, di principio del contraddittorio, nell’ora presente non vale più una cicca: siccome ho il potere in mano, ti rendo persona non grata, ti tolgo il lavoro, ti distruggo le finanze, ti ridicolizzo in diretta TV

 

 

Il sicofante come modello di virtù

Il tema della delazione, tuttavia, non è affatto peregrino. Sia Sileri sia Formigli ammiccavano con beffarda insistenza all’Ordine dei Medici, e personalmente al presidente della sezione romana, Antonio Magi. L’indomani il profilo Twitter della trasmissione Piazzapulita riportava in maiuscolo trionfale la notizia che l’Ordine dei Medici si era già preso in carico il caso Amici. Come dire, c’è chi può: la macchina del fango istituzionale funziona a meraviglia e produce sempre i frutti sperati.

 

Lo Stato di diritto, quello stupido impianto che ciancia di giusto processo, di diritto di difesa, di principio del contraddittorio, nell’ora presente non vale più una cicca: siccome ho il potere in mano, ti rendo persona non grata, ti tolgo il lavoro, ti distruggo le finanze, ti ridicolizzo in diretta TV. Un servizio veloce e pulito, bando alle formalità.

 

La delazione, del resto, rientrava tra le luminose raccomandazioni del governo (Speranza lo disse apertamente da Fazio) contro gli assembramenti sediziosi tipo le cene in famiglia. Allora fu la polizia a prendere le distanze dalla trovata ministeriale, ricordando che precedenti del genere erano forse ravvisabili nella Germania degli anni Trenta.

 

La delazione, del resto, rientrava tra le luminose raccomandazioni del governo (Speranza lo disse apertamente da Fazio) contro gli assembramenti sediziosi tipo le cene in famiglia

Ma ciò non ha impedito che la pratica delatoria, specie se esercitata al buio, all’insaputa di chi la subisce, si stia affermando come nuova virtù civica.

 

E pensare che era ritenuta condotta talmente ripugnante da fare schifo perfino ai bambini («Chi fa la spia non è figlio di Maria non è figlio di Gesù quando muore va laggiù»), per gli antichi il sicofante era annoverato tra i tipi umani più spregevoli. Non poteva che esserne questa l’evoluzione, nell’epoca invertita dove l’onore non vale più nulla perché la virilità è considerata sostanza tossica. 

 

 

La damnatio memoriæ dell’ora presente

Ora, per capire bene edificanti spettacoli come questo, è opportuno che prendiamo dimestichezza con un neologismo coniato oltreoceano per indicare la damnatio memoriae delle voci alternative: deplatforming.

 

È opportuno che prendiamo dimestichezza con un neologismo coniato oltreoceano per indicare la damnatio memoriae delle voci alternative: deplatforming

Traslitterato, sta per «de-piattaformazione». Si moltiplicano i casi di commentatori, aziende, siti, improvvisamente cancellati da Twitter, da YouTube, da Facebook, e su su verso l’app store di Apple e Google (senza i quali non si può arrivare ai telefoni e quindi alle persone), fino all’apoteosi: all’indomani del Campidoglio, Amazon elimina i server che ospitavano Parler, la piattaforma alternativa a Twitter e Facebook, che d’improvviso sparisce dalla faccia della Terra. 

 

In realtà, non è che ti tolgono solo la voce: vediamo banche che chiudono, senza spiegazioni, i conti delle aziende di Trump; grandi distributori che annunciano la rescissione dei rapporti con imprenditori che si sono esposti a suo sostegno; i fondatori del social Gab che si vedono annullare dalla Visa le carte di credito proprie e perfino dei propri ai loro famigli.

 

Negli USA, la patria delle libertà, coloro che hanno simbolicamente occupato il Campidoglio (ricevendone in cambio pallottole) sono demonizzati e criminalizzati sotto la definizione nuova di zecca di «domestic terrorist».

 

Quanto stiamo vivendo non è altro che la riproposizione su scala più ampia della catastrofe sanitaria derivata dal capolavoro della Lorenzin sulla obbligatorietà vaccinale, in conformità all’accordo stipulato a Washington insieme a Ranieri Guerra (il giro è sempre lo stesso) con GAVI, cioè Bill Gates, grazie al quale l’Italia veniva eletta paese cavia delle vaccinazioni selvagge

Ma i ribelli dell’Epifania non sono che una sineddoche: il problema vero– e l’apparato non lo nasconde – sono tutti i patrioti vecchi e nuovi, i vecchi e nuovi sostenitori del candidato disallineato. Cioè una ottantina di milioni di persone: la più enorme quantità di consensi della storia americana, escludendo ovviamente il presidente in carica, uno talmente popolare da essere votato, come noto, anche dai morti. Vale a dire che una porzione enorme della popolazione, in molti Stati totalmente maggioritaria, riferita dalle istituzioni centrali come un nemico – paragonato nientemeno che ad Al Qaeda sia dal generale McChrystal sia dall’ex capo della CIA Brennan – da sterminare se necessario col pugno duro dell’esercito più forte del mondo e qualche drone assassino. Per non parlare dei discorsi che girano su progetti di deprogrammazione degli elettori trumpiani – concetto psichiatrico familiare a chi combatte le sette e i radicalismi – o su eventuali campi di rieducazione.

 

 

Nihil sub sole novi

Va poi considerato come il trattamento riservato al dottor Amici non sia una novità.

 

Chi ha visto colpire proditoriamente i dottori Gava, Miedico, Rossaro, Lesmo, sa perfettamente cosa tenteranno di infliggere al dottor Amici e agli altri medici liberi che onorano il loro giuramento e la loro coscienza

L’opera di demonizzazione e successiva radiazione dei medici non allineati ai dogmi ufficiali dettati dalle multinazionali del farmaco e dai filantropi del mestiere era cominciata ben prima dell’emergenza

 

Quanto stiamo vivendo non è altro che la riproposizione su scala più ampia della catastrofe sanitaria derivata dal capolavoro della Lorenzin sulla obbligatorietà vaccinale, in conformità all’accordo stipulato a Washington insieme a Ranieri Guerra (il giro è sempre lo stesso) con GAVI, cioè Bill Gates, grazie al quale l’Italia veniva eletta paese cavia delle vaccinazioni selvagge.

 

Le pedine era già tutte al loro posto da allora. Chi ha visto colpire proditoriamente i dottori Gava, Miedico, Rossaro, Lesmo, sa perfettamente cosa tenteranno di infliggere al dottor Amici e agli altri medici liberi che onorano il loro giuramento e la loro coscienza.

 

Chi quattro anni fa ha già visto calpestato l’articolo 32 della Costituzione («Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario…») non può stupirsi della voglia matta di imporre TSO permanenti e generalizzati, o dell’orgia di provvedimenti amministrativi monocratici con cui sono state soppresse le libertà fondamentali e sono stati conculcati i diritti costituzionali, a partire da quello al lavoro garantito all’art. 1; non può non capire cosa ci sia dietro l’incredibile divieto di praticare autopsie e dietro l’obbligo disumano di cremare i cadaveri. 

Chi quattro anni fa ha già visto calpestato l’articolo 32 della Costituzione («Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario…») non può stupirsi della voglia matta di imporre TSO permanenti e generalizzati, o dell’orgia di provvedimenti amministrativi monocratici con cui sono state soppresse le libertà fondamentali e sono stati conculcati i diritti costituzionali

 

Le prove generali erano già state fatte e il terreno era bello che pronto.

 

Uno per tutti, tutti per uno

 Né si fermeranno al dottor Amici. Verranno a cercare anche voi. Sanno cosa pensate e vi staneranno perché pensate e quindi siete pericolosi. Ciò che succede negli USA succederà anche nelle colonie dell’impero.

 

Il potere mondialista non vuole convincervi, vuole schiacciarvi. Non vuole ascoltarvi, vuole zittirvi. Non vuole comprendervi, vuole annientarvi. I lacché di questa macchina infernale stanno nei media e al governo, diade unita oggi come non mai.

 

Noi stiamo con il dottor Amici, e non con la sozzura dell’establishment, perché il dottor Amici ha curato migliaia di persone senza che gliene morisse una.

 

Noi stiamo con il dottor Amici perché crediamo in quello che dice sulla psicopandemia, sui tamponi, sulle cure, sul vaccino.

 

Il potere mondialista non vuole convincervi, vuole schiacciarvi. Non vuole ascoltarvi, vuole zittirvi. Non vuole comprendervi, vuole annientarvi. I lacché di questa macchina infernale stanno nei media e al governo, diade unita oggi come non mai

Stiamo con il dottor Amici, e con i medici liberi e perseguitati, con i giornalisti indipendenti, con chiunque stia combattendo la sua personale battaglia contro un sistema liberticida e criminale, perché quel sistema vorrà anche la nostra pelle.

 

Stiamo con ogni «strega» che il farma-maccartismo vuole bruciare. Perché se ci salveremo, ci salveremo insieme.

 

Perché vogliamo riprenderci la vita e la libertà.

 

 

Roberto Dal Bosco

Elisabetta Frezza

 

 

 

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Epidemie

Il dipartimento dell’Agricoltura e l’Esercito USA iniziano la costruzione di un impianto contro un parassita carnivoro

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Le autorità statunitensi hanno dato il via ai lavori per la costruzione di un impianto in Texas per la produzione di mosche sterili della Mycoplasma cynoplasma (NWS), un parassita che si nutre di carne e che si è diffuso in tutto il Messico, rappresentando una seria minaccia per il bestiame, la fauna selvatica e la salute pubblica degli Stati Uniti.

 

Situata nella base aerea di Moore, a Edinburg, la struttura «è in fase di costruzione con una tempistica serrata, progettata per espandere rapidamente la capacità di produzione nazionale di mosche sterili», ha dichiarato il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) in un comunicato del 17 aprile.

 

L’avvio delle operazioni iniziali è previsto per novembre 2027, con una produzione di 100 milioni di mosche sterili a settimana. «La costruzione proseguirà immediatamente dopo la fase operativa iniziale per portare la piena capacità produttiva a 300 milioni di mosche sterili a settimana», ha aggiunto il dipartimento.

 

Le mosche femmine della specie NWS depongono le uova negli orifizi o nelle ferite degli animali a sangue caldo, dalle quali in seguito si schiudono le larve. La larva si insinua in profondità nelle ferite, nutrendosi della carne dell’ospite.

 

La ferita si allarga man mano che si schiudono altre uova e altre larve si nutrono della carne, portando infine l’animale alla morte. Una singola mosca femmina può deporre fino a 3.000 uova nel corso della sua vita. Grandi sciami di questi parassiti provenienti dal Messico rappresentano una seria minaccia per l’industria zootecnica americana.

 

Attualmente, i casi attivi più vicini al confine tra Stati Uniti e Messico sono stati segnalati nello stato messicano di Nuevo León, situato a meno di 70 miglia dal confine.

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È possibile contrastare gli sciami di mosche NWS rilasciando maschi sterili nel gruppo. Quando i maschi si accoppiano con le femmine, depongono uova non fecondate. Col tempo, lo sciame si riduce, allontanando la minaccia.

 

Nella sua recente dichiarazione, l’USDA ha affermato di produrre già mosche sterili in uno stabilimento a Panama che produce 100 milioni di insetti a settimana. Inoltre, l’agenzia ha investito 21 milioni di dollari in uno stabilimento messicano, che dovrebbe entrare in funzione quest’estate.

 

L’impianto della base aerea di Moore, con una capacità produttiva massima di 300 milioni di mosche sterili a settimana, rafforza gli sforzi americani per contrastare la minaccia del NWS (Sindrome della mosca della frutta e della sabbia).

 

A partire dal 2 aprile, gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni all’importazione di animali vivi (bovini, cavalli e bisonti) dal Messico a causa del parassita NWS. Oltre che negli animali, il virus NWS è noto per infettare anche gli esseri umani in rari casi.

 

Secondo un rapporto del 14 aprile dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie CDC), sono stati segnalati numerosi casi di questo tipo al di fuori degli Stati Uniti. «Nel 2023, Panama e Costa Rica hanno identificato un focolaio di NWS. Da allora, tutti i paesi dell’America Centrale e del Messico, dove la NWS era stata precedentemente tenuta sotto controllo, hanno identificato casi negli animali e nell’uomo», ha affermato il CDC. «Al 14 aprile 2026, questi paesi hanno segnalato quasi 168.000 casi di NWS negli animali e oltre 1.700 casi nelle persone».

 

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, un caso confermato di infezione da NWS è stato riscontrato in una persona rientrata nel Paese da El Salvador.

 

L’infezione da Cocciniglia del Nuovo Mondo nell’uomo è generalmente non fatale se diagnosticata e trattata precocemente. Tuttavia, se non individuate e trattate precocemente, le infestazioni possono causare danni estesi ai tessuti e un dolore intenso e persistente in caso di lesioni ai nervi. Inoltre, se le larve penetrano negli organi vitali, possono insorgere complicazioni.

 

Nell’uomo, i sintomi includono dolore, sanguinamento della ferita, odore sgradevole intorno alla zona infetta e mancata guarigione naturale, con l’individuo che tende a percepire il movimento delle larve nella zona ferita.

 

Il CDC ha chiarito che le mosche NWS non sono state rilevate negli Stati Uniti e che non vi è «alcun rischio immediato di infestazione per le persone».

 

Come noto al lettore di Renovatio 21, la sterilizzazione via immissione di insetti geneticamente modificati è un tipo di operazione già programmata nel caso delle zanzare OGM, il cui uso dal controllo della popolazione parassitica si è esteso a quello della popolazione umana, con progetti di vaccinare le persone tramite zanzare bioingegnerizzate.

 

Le zanzare OGM sono state rilasciate in varie parti del pianeta, dall’Africa alle Hawaii alla Caliornia alla Florida al Brasile – dove la dengue, in seguito, è aumentata del 400%.

 

Anche nel caso delle zanzare è sensibile la presenza dell’esercito USA, oltre all’onnipresente Bill Gates.

 

Renovatio 21 da almeno un lustro ritiene la storia delle zanzare bioingegnerizzate – alle quali, ricordiamo en passant, lavorava anche il neo-onorevole professor Andrea Crisanti – come uno dei temi centrali del futuro prossimo.

 

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Epidemie

Avanzamenti della Commissione COVID. Intervista al dottor Giacomini

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La Commissione parlamentare COVID sta andando avanti. Mercoledì alla Camera dei Deputati vi è stata un’udienza riguardante i danni da vaccino. Vi ha partecipato il dottor Dario Giacomini, presidente dell’associazione ContiamoCi!, che si è spesa sin dall’inizio per riportare il dibattito pubblico nell’alveo di una corretta comunicazione scientifica, tutelando al contempo i diritti costituzionali calpestati durante il biennio pandemico.   Dottor Giacomini, di cosa si è parlato ieri in Commissione? Abbiamo portato della documentazione che dimostrava che le istituzioni, nello specifico il ministero della Salute, già dal 2021 conoscevano il problema degli eventi avversi. Le circolari ministeriali già riconoscevano l’esistenza della questione.   Quali effetti avversi erano già noti al ministero della Salute? Oltre alle possibili reazioni allergiche legati alla composizione del siero, erano note alcune patologie quali la sindrome da perdita capillare, la sindrome di Guillain-Barré, le miocarditi, le pericarditi, la sindrome trombotica trombocitopenica.   Può farci un esempio di un documento che già conteneva questa informazione? La circolare del ministero della Salute del 4 agosto 2021. Siamo ad otto mesi dal lancio della vaccinazione nazionale.   E cosa ha fatto il ministero? Il ministero conosceva queste cose. Ma diceva che la vaccinazione doveva andare avanti: semplicemente, suggeriva di cambiare marca di vaccino. In pratica, le reazioni ai sieri non implicavano la sospensione della vaccinazione, ma il cambio di etichetta del siero: se ti ha fatto male il Pfizer, fai il Moderna.   Perché non si sono fermati? Posso dire che il ministero sembrava più preoccupato dal garantire inderogabilmente la continuazione della campagna vaccinale nazionale invece che la salute del singolo cittadino a cui pure veniva riconosciuto ufficialmente un danno da vaccino. La stessa questione si è avuta con le donne in gravidanza. Si decise di proseguire con le donne incinte nonostante l’assenza totale di studi riguardo gli effetti su questa popolazione. La stessa circolare insiste che qualora il soggetto fosse guarito dalla malattia, cioè avesse l’immunità naturale, il titolo anticorpale non va ritenuto un parametro di esclusione dalla vaccinazione COVID.   Cioè secondo la circolare se avevi fatto la malattia dovevi comunque fare il vaccino? Sì, dovevi farti il vaccino per avere gli anticorpi – anticorpi vaccinali, quindi indotti artificialmente su un frammento del patogeno – e invece gli anticorpi prodotti dall’immunità naturale non possono essere presi in considerazione. La sensazione è che bisognava vaccinare davvero tutti.   Perché? Il sospetto che mi viene è che non bisognava avere una popolazione di controllo, cioè un gruppo di persone non vaccinate – parliamo di decine di milioni di cittadini che erano guariti e quindi avevano l’immunità naturale. Essi avrebbero dimostrato che si poteva sopravvivere al virus senza il siero. La politica invece doveva dimostrare la qualità salvifica della vaccinazione. Senza gruppo di controllo dei guariti, che sono stati inoculati anche loro, non è possibile nessun raffronto e quindi si può portare avanti la narrazione del vaccino unico strumento per uscire dalla pandemia.

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Quali altri elementi vi sono in questo processo? Un altro elemento che ci fa capire come potrebbe esserci stata consapevolezza dei possibili eventi avversi anche letali è lo scudo penale stabilito con l’articolo 3 del DL 44/2021: si normava il fatto che qualora vi fosse un evento avverso anche mortale il medico vaccinatore sarebbe stato esentato da qualsiasi responsabilità, era sufficiente che avesse rispetto per le linee guida e le circolari ministeriali.   A cosa ha portato tutto questo? Tutto questo ha portato ad una profonda sfiducia da parte del cittadino nei confronti delle istituzioni e della scienza medica, perché la regia politica ed ideologica diviene evidente, così come l’omissione di informazioni che pure erano presenti nella comunicazioni all’interno delle istituzioni. Ricordiamo com’erano quei mesi: c’era la censura e se dicevi le stesse cose contenute nella circolare ministeriali venivi etichettato come pericoloso «no-vax».   Quindi i sieri sono «sicuri ed efficaci»? Questi farmaci per la loro stessa composizione possono avere effetti avversi: l’mRNA può raggiungere tutti i tessuti e non conosciamo le diverse reazioni di questi alla sostanza. Tutto questo era noto ma non si poteva comunicare all’esterno perché non si doveva spegnere quello che il ministro Speranza avrebbe definito, in una registrazione della riunione del CTS a seguito della morte di Camilla Canepa, l’«entusiasmo vaccinale».   Cosa è successo durante l’udienza? Dopo la relazione mia e del vicepresidente di ContiamoCi! Marco Cosentino, vi è stato l’intervento della senatrice del PD Ylenia Zambito. Ha avuto il coraggio di dire che non c’era alcun obbligo vaccinale. Mi è toccato ricordarle, insieme all’onorevole Bagnai, che non solo l’obbligo c’era, ma c’era pure sanzioni amministrative, sproporzionate ed irragionevoli, che avevano portato alla fame milioni di cittadini che non potevano più lavorare. Tantissimi si sono piegati a questa «coercizione amministrativa», che per quanto mi riguarda era solo un enorme «ricatto».   Solo un ricatto? Di più. Per me quello che c’è stato è stata una guerra civile. Per la prima volta, lo Stato ha disconosciuto milioni dei suoi cittadini e li ha perseguitati solo perché volevano liberamente decidere riguardo al proprio corpo – cosa peraltro sancita dall’articolo 32 della Costituzione.   Dicono che la vaccinazione ha salvato milioni di vite. Quand’anche fosse vero, il salvare le milioni di vite non può passare attraverso il sacrificio coatto di una minoranza che viene mandata a morire. Lo Stato non lo può fare. La Costituzione su questo è chiara. Dovevi assumerti il rischio, di una malattia da reazione avversa o perfino della morte, senza alternativa. Dovevi accettare la roulette russa. Tutto questo facendoti pure firmare un consenso informato che informato non era.   I politici vaccinisti stanno cambiando idea? Ho avuto l’impressione che le forze politiche che in quegli anni hanno avallato la discriminazione e la coercizione oggi non possono più difendere queste posizioni, cercando di mettere nel dimenticatoio quella stagione. Del resto sono posizioni indifendibili: la letteratura scientifica, i casi sanitari in tutto il Paese, la Costituzione – di cui si sono detti paladini nell’ultimo referendum – violata in tantissime sue parti. Rispetto al 2024 quando andammo in Commissione COVID la prima volta, quando erano belli agguerriti, mi sono parsi più sulla difensiva, più remissivi. Hanno le armi spuntate: di fronte a relazioni rigorose e pacate non hanno la possibilità di controbattere nulla.   Quale valore ha la Commissione in questo momento? I lavori della Commissione continuano ad essere silenziati dalla grande stampa. Invece un evento che ha sconvolto la vita di tutti gli italiani, comunque la si pensi, non può essere messo in un cassetto da chiudere per sempre. Abbiamo un obbligo civile, morale di analizzare tutto quello che è successo e far emergere le verità che sono state taciute, al fine di dare ai cittadini gli elementi. Se siamo ancora in una democrazia, dobbiamo avere il coraggio di cercare la verità. Qualsiasi siano le conclusioni che arriveranno alla fine di questo percorso.   Cosa vuole dire ai lettori di Renovatio 21? Che il perno deve essere il lavoratore, l’uomo che fa, che crea il proprio destino. Quindi invitiamo tutti a sostenere l’azione del sindacato DI.CO.SI. ContiamoCi! per difendere il diritto al lavoro che non deve mai più essere calpestato nel nome di una spinta emergenziale, che, guarda caso, oggi si sta riproponendo in altre forme. Perché il fine ultimo metapolitico di tutto questo è quello di spogliare l’uomo della sua libertà. Togliere il lavoro significa togliere la libertà, e quindi avere un popolo facilmente controllabile di schiavi.  

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Immagine della Presidenza della Repubblica Italiana via Wikimedia; fonte Quirinale.it; immagine modificata
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Pfizer vuole il vaccino contro il Lyme, mentre aumentano le zecche e le allergie alla carne dalla sindrome alfa-gal

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Pfizer sta cercando l’approvazione normativa per un nuovo vaccino che, a suo dire, preverrebbe la malattia di Lyme, mentre diversi Stati si preparano alla peggiore stagione delle zecche di sempre, in un contesto di aumento delle allergie alla carne legate alla sindrome alfa-gal.

 

Il mese scorso, l’azienda ha pubblicato i dati della sperimentazione di fase 3 sull’efficacia del suo nuovo vaccino VALOR («Vaccino contro la malattia di Lyme per gli appassionati di attività ricreative all’aperto»), affermando che «ha dimostrato un’efficacia superiore al 70% nella prevenzione della malattia di Lyme in individui di età pari o superiore a cinque anni».

 

«Data l’efficacia clinicamente significativa (…) Pfizer è fiduciosa nel potenziale del vaccino e prevede di presentare la documentazione alle autorità regolatorie», si legge in un comunicato stampa.

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Secondo quanto riportato, quando una persona viene immunizzata con PF-07307405, il suo corpo produce anticorpi contro sei sierotipi di Borrelia OspA. Quando la zecca si nutre del sangue della persona vaccinata, questi anticorpi vengono ingeriti dalla zecca stessa durante il pasto di sangue. Il legame degli anticorpi indotti dal vaccino con la proteina OspA della Borrelia all’interno della zecca inibisce la capacità del batterio di fuoriuscire dalla zecca, impedendone la trasmissione all’ospite umano.

 

LYMErix, un vaccino simile per la prevenzione della malattia di Lyme, fu introdotto nel 1998 e ritirato dal mercato nel 2002 dopo che le segnalazioni di artrite e altri gravi problemi a lungo termine scatenarono cause legali e ne fecero crollare la domanda.

 

La notizia del prossimo vaccino contro la malattia di Lyme giunge mentre i residenti di gran parte degli Stati Uniti orientali vengono avvertiti che quest’estate potrebbe essere una delle peggiori stagioni per le zecche degli ultimi anni, con un forte aumento dei casi di malattia di Lyme e di sindrome alfa-gal, attribuiti rispettivamente alle zecche a zampe nere e alla zecca stella solitaria.

 

La Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health afferma che lo scorso maggio si è registrato un aumento del 30% degli accessi al pronto soccorso per malattie trasmesse dalle zecche rispetto all’anno precedente.

 

Mentre la malattia di Lyme può causare sintomi debilitanti come febbre, affaticamento e dolori articolari, l’intossicazione da alfa-gal è una condizione potenzialmente letale che può scatenare reazioni ritardate come l’anafilassi in seguito al consumo di carne rossa.

 

Ad esempio, la sindrome alfa-gal è stata indicata come causa din un caso degli anni scorsi. La saliva della zecca contiene una molecola di zucchero chiamata alfa-gal. Questa stessa molecola si trova nella carne di molti mammiferi, tra cui maiali e bovini. Il morso della zecca può scatenare una risposta immunitaria eccessiva, che porta a reazioni allergiche quando l’alfa-gal viene nuovamente a contatto con l’organismo. Alcune persone sviluppano orticaria, diarrea o vomito dopo aver mangiato un hamburger o della pancetta, o dopo aver consumato latticini.

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Alcuni stati stanno ora procedendo al monitoraggio della sindrome alfa-gal; il Massachusetts ha recentemente iniziato a consentire ai residenti di segnalare i casi, e un disegno di legge in Missouri sta seguendo il suo iter legislativo. Nel frattempo, altri stati stanno chiedendo un monitoraggio simile.

 

A chi pratica attività ricreative all’aperto viene raccomandato di prendere precauzioni quando si trova in aree boschive, tra cui coprirsi il collo, indossare abiti di colore chiaro, camicie a maniche lunghe, pantaloni lunghi e calze, e controllare regolarmente la presenza di zecche. La rivista TIME è arrivata a consigliare agli escursionisti di «considerare la possibilità di fissare con del nastro adesivo l’apertura degli scarponi o delle scarpe alle calze».

 

Esperti affermano che infilare i pantaloni nei calzini può sembrare ridicolo, ma non è una cattiva idea.

 

Come riportato da Renovatio 21, anni fa aveva destato scalpore la proposta di un bioeticista legato al WEF di bioingegnerizzare esseri umani con intolleranza alla carne in nome della lotta al cambiamento climatico.

 

Nella sua proposta il dottor Matthew Liao, direttore del Centro per la bioetica del College of Global Public Health presso la New York University, nominava specificatamente la zecca Lone Star.

 

«La gente mangia troppa carne. E se dovessero ridurre il loro consumo di carne, allora aiuterebbe davvero il pianeta», aveva dichiarato il professor Liao.

 

«Quindi ecco un pensiero. Quindi si scopre che ne sappiamo molto: abbiamo queste intolleranze», ha continuato il Liao. «Per esempio ho un’intolleranza al latte. E alcune persone sono intolleranti ai gamberi. Quindi forse possiamo usare l’ingegneria umana per dimostrare che siamo intolleranti a certi tipi di carne, a certi tipi di proteine ​​bovine».

 

«C’è questa cosa chiamata zecca Lone Star che se ti morde diventerai allergico alla carne. Quindi è qualcosa che possiamo fare attraverso l’ingegneria umana. Possiamo forse affrontare problemi mondiali davvero grandi attraverso l’ingegneria umana».

 


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Le zecche insomma, come le zanzare, potrebbero rientrare in un vasto programma eugenetico mondiale.

 

Le inquietanti dichiarazioni del bioeticista legato al WEF sono da collegarsi con recenti rivelazioni, sempre più credibili, di programmi di guerra biologica tramite le zecche: secondo alcuni, la malattia di Lyme potrebbe quindi essere uscita da un laboratorio americano che utilizzava le zecche come vettore epidemico-militare.

 

Va notato come le zecche, e la malattia di Lyme, si stiano diffondendo ora in tutta Europa, Italia compresa, così come ossessivi programmi vaccinali portati innanzi dalla regioni – si tratta, tuttavia, dell’encefalopatia, non del Lyme, per cui la protezione offerta è quantomeno limitata.

 

Lo scorso anno, un po’ a scoppio ritardato, il governatore della Florida Ron DeSantis ha pubblicamente respinto l’idea che gli esseri umani possano essere modificati geneticamente per sviluppare un’allergia alla carne rossa come un modo per limitare il consumo di carne e proteggere l’ambiente.

 

 

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