Nucleare
Colpita centrale nucleare iraniana di Bushehr
La centrale nucleare iraniana di Bushehr è stata colpita da un attacco questa mattina. Lo riporta la stampa del Paese.
Secondo l’agenzia di stampa legati ai pasdaran Tasnim, un proiettile ha colpito la recinzione perimetrale dell’impianto, uccidendo un membro del personale e causando danni a un edificio.
La struttura principale non ha subito danni. Secondo quanto riportato dai media del Golfo, oltre 150 dipendenti dello stabilimento sono stati evacuati in Russia «tramite un ponte aereo accelerato».
Bushehr è l’unico reattore nucleare iraniano operativo. È entrato in funzione nel 2011, con un significativo coinvolgimento di scienziati ed esperti russi. La costruzione di altre due unità è stata interrotta nel 2016.
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Due settimane fa si erano avuti attacchi contro l’impianto di arricchimento dell’uranio di Natanz, che era stata uno dei principali obiettivi dell’Operazione Midnight Hammer nell’estate del 2025, insieme agli impianti di Fordau e Isfahan.
Nello stesso giorno degli ultimi attacchi all’impianto, l’Iran ha attaccato Dimona, nel Sud di Israele, sede di uno dei più importanti centri di ricerca nucleare del Paese, e, secondo una voce diffusissima, luogo delle armi atomiche dello Stato Ebraico.
In seguito agli attacchi su Natanz e Dimona, il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi, ha invitato alla moderazione, avvertendo che il conflitto con l’Iran avrebbe potuto portare a una pericolosa catastrofe nucleare.
«Non possiamo escludere una possibile fuoriuscita radioattiva con gravi conseguenze, tra cui la necessità di evacuare aree di dimensioni pari o superiori a quelle delle principali città», ha affermato Grossi.
Tra le altre nazioni con siti nucleari nella regione figurano gli Emirati Arabi Uniti, che possiedono quattro reattori nucleari, la Giordania e la Siria.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Nucleare
Il Pentagono sta valutando un mega-raid per rubare le scorte nucleari dell’Iran
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Nucleare
Ex generale tedesco: ci stiamo avvicinando a una guerra nucleare che distruggerà la civiltà
In un’intervista su YouTube, il generale tedesco Harald Kujat ha messo in guardia contro l’escalation militare contro la Russia con le seguenti parole.
Il generale Kujat è un generale a quattro stelle in pensione dell’aeronautica militare tedesca, ex capo di stato maggiore delle forze armate tedesche e presidente del Comitato militare della NATO dal 2002 al 2005.
«Abbiamo a che fare con una potenza nucleare, ovvero la più grande potenza nucleare sulla Terra. ttraverso l’uso di armi nucleari, siamo in grado di provocare la fine del mondo. E se questo non è un incentivo a prevenire un’escalation verso una guerra con la più grande potenza nucleare, allora non so cos’altro potrebbe esserlo» ha detto il generale.
«Come minimo, significherebbe che qui in Europa, l’uso di armi nucleari scatenerebbe un inverno nucleare di almeno 50 anni. Come dovrebbe sopravvivere questo continente europeo in caso di guerra? Abbiamo assistito alla distruzione della Seconda Guerra Mondiale. Una guerra futura la supererebbe di gran lunga. Dove è finita questa conoscenza storica tra i nostri politici?” Dove è finita la consapevolezza dei pericoli a cui siamo esposti oggi?» ha dichiarato l’ex alto ufficiale germanico.
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Il generale in passato aveva avvertito dei pericolo riguardo ad un ritorno al periodo precedente al Trattato di Vestfalia.
Già in passato il generale Kujat ha parlato della fragilità della situazione geopolitica attuale. Alla fine del 2024 il Kujatto aveva parlato di una «catastrofe centrale del XXI secolo» dicendo che mai l’umanità è stata così prossima alla Terza Guerra, arrivando a definire l’escalation dell’Occidente con la Russia come un «punto di non ritorno».
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa fa in un’intervista alla radio Berlino-Brandeburgo (RBB), il generale tedesco aveva definito un’«assoluta assurdità» l’idea che l’Ucraina sarebbe in grado, solo con più munizioni, di respingere le truppe di Mosca, aggiungendo per soprammercato che le forze armate russe sono «più forti che negli anni Ottanta».
L’anno precedente il generale aveva messo in guardia dalla minaccia di guerra se la Germania dovesse soccombere alle pressioni NATO e consegnare missili da crociera Taurus all’Ucraina.
Come riportato da Renovatio 21, il nome del generale Kujat appariva in un appello da parte di generali germanici che si opponevano alla fornitura di carrarmati Leopard all’Ucraina.
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Nucleare
Gli Stati Uniti pronti a consentire all’Arabia Saudita di arricchire l’uranio
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