Stragi
Centinaia, forse migliaia di persone sepolte vive nella frana in Nuova Guinea
L’Organizzazione internazionale per le migrazioni delle Nazioni Unite teme che la massiccia frana di venerdì in Papua Nuova Guinea, che ha sepolto un intero villaggio, abbia causato la morte di oltre 670 persone. Le autorità locali inizialmente avevano stimato che il disastro naturale avesse provocato 100 o più vittime.
La tragedia si è verificata quando un lato del Monte Mungalo, situato in una remota area settentrionale della nazione insulare del Pacifico meridionale, si è tagliato e ha completamente coperto il villaggio di Yambali con un mix di rocce, fango e alberi sradicati. Secondo una dichiarazione di sabato del Dipartimento degli Affari Esteri australiano, più di sei comuni sono stati in una certa misura colpiti.
La zona del disastro si trova a circa 600 chilometri (373 miglia) dalla capitale Port Moresby.
#BREAKING : Over 2,000 Buried Alive In Papua New Guinea Landslide.
Papua New Guinea informed the U.N. on May 27 that more than 2,000 people were buried in a massive landslide that swept over a remote village#PapuaNewGuinea #Landslide #Pogera pic.twitter.com/NV2VNFLBs5— upuknews (@upuknews1) May 28, 2024
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Parlando domenica all’Associated Press (AP), Serhan Aktoprak, capo della missione dell’agenzia per l’immigrazione in Papua Nuova Guinea, ha affermato che le autorità locali «stimano che più di 670 persone [si trovino] sotto terra al momento».
Ha spiegato che la cifra iniziale si basava sul presupposto che fossero state colpite un totale di 60 famiglie, mentre in realtà questo numero ammonta a più di 150.
Aktoprak ha avvertito che anche il bilancio delle vittime rivisto «non è solido», poiché si basa sui dati medi della popolazione per famiglia nella regione.
«È difficile da dire. Vogliamo essere abbastanza realistici», ha detto ai giornalisti il rappresentante dell’agenzia per l’immigrazione, aggiungendo che «non vogliamo fornire cifre che possano gonfiare la realtà».
Nel frattempo, le autorità locali hanno riconosciuto domenica che la popolazione del villaggio distrutto aveva superato i 4.000 residenti originariamente stimati, evitando tuttavia di azzardare una revisione del numero.
Horrific landslides due to heavy rains in rural Papua New Guinea covered 1000 homes in remote villages, killing 2000+ people, leaving almost no access to the disaster site.
The area has no road access, while gang violence threatens to hold up any aid that can get through.
???????? pic.twitter.com/Mxg3AfHlnO— Soly ???? (@solysolz) May 27, 2024
Over 2,000 People Buried Alive In Massive Landslide In Papua New Guinea#PapuaNewGuinea #Landslide #accident pic.twitter.com/N0xe91xorn
— The UnderLine (@TheUnderLineIN) May 27, 2024
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Secondo AP, finora i soccorritori che lavorano sul posto sono riusciti a recuperare solo cinque corpi e un arto appartenenti a una sesta vittima, mentre il primo escavatore si è unito alle operazioni solo da domenica. L’agenzia di stampa ha inoltre riferito che le squadre di ricerca non sperano più di trovare sopravvissuti sotto le macerie.
Anche il numero dei feriti e dei dispersi è ancora in fase di valutazione da domenica.
Citando funzionari locali, AP ha affermato che, oltre alle famiglie sepolte, circa 250 sono state ritenute inadatte all’abitazione umana a seguito della frana, lasciando almeno 1.250 persone senza casa.
Il governo ha iniziato a creare centri di evacuazione a una certa distanza dalla zona di pericolo, poiché le condizioni del terreno rimangono instabili nell’area colpita.
La fornitura di aiuti umanitari è ulteriormente aggravata dalle ostilità tribali nella regione, con il personale militare che protegge i convogli, ha aggiunto l’agenzia.
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Stragi
Incidente TAV in Ispagna: strage
Il presidente regionale Emiliano García-Page ha richiesto l’intervento dell’Unità di Emergenza Militare. Adif ha sospeso il servizio ad alta velocità tra Madrid e l’Andalusia, mentre Iryo ha dichiarato di aver attivato tutti i protocolli di emergenza. La tragedia di mercoledì si inserisce in una serie di gravi incidenti ferroviari verificatisi in Spagna quest’anno, che hanno sollevato preoccupazioni sulla sicurezza della rete. Il 18 gennaio due treni ad alta velocità si sono scontrati vicino ad Adamuz, in provincia di Cordova, causando 46 morti e oltre 150 feriti; gli inquirenti hanno individuato in un tratto di binario danneggiato la probabile causa, ma le indagini sono ancora aperte. Due giorni dopo un treno pendolare ha urtato un muro di contenimento crollato vicino a Barcellona, uccidendo il macchinista e ferendo decine di persone. Il 22 gennaio un treno passeggeri ha colliso con una gru vicino a Cartagena, ferendo sei persone, e a febbraio una collisione a un passaggio a livello avrebbe provocato un morto.BREAKING: 🇪🇸 The death toll from the train collision in Spain has risen to 50 At least 50 people were killed and 179 injured when two trains collided in Toledo, Antena 3 reported. The Iryo train was carrying 147 passengers and the AVE train 397. pic.twitter.com/8l4uJI7JgM
— Visegrád 24 (@visegrad24) October 28, 2026
WATCH: Sheer force of train collision between Los Yébenes and Urda in Toledo, Spain sends wheels flying far from the tracks; at least 46 killed https://t.co/Uy14KatRMd pic.twitter.com/32RoUdWDLT
— Klaxon Wire (@KlaxonWire) October 28, 2026
Gli episodi hanno alimentato i timori sulle infrastrutture e sulla manutenzione, spingendo a chiedere standard di sicurezza più rigorosi. Il sindacato dei macchinisti SEMAF ha indetto uno sciopero nazionale per giovedì 29 ottobre, accusando Renfe e il ministero dei Trasporti di non aver attuato i miglioramenti promessi dopo i disastri di gennaio. Renfe ha respinto le accuse, sostenendo di aver rispettato gli impegni assunti. L’entità definitiva delle vittime e le circostanze esatte della collisione di mercoledì restano oggetto di indagine.WATCH: Horrifying footage shows train car apparently torn in half after collision between Los Yébenes and Urda in Toledo, Spain; at least 179 injured https://t.co/1R8tyBfx7b pic.twitter.com/gY1zpqWSWh
— Klaxon Wire (@KlaxonWire) October 28, 2026
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Stragi
Strage in chiesa ad un funerale in Giordania
Almeno sette persone sono state uccise e circa 34 ferite in un attentato terroristico contro una chiesa greco-ortodossa in Giordania. Le autorità hanno descritto i sospettati come «estremisti» che sono fuggiti dal luogo dell’attentato e sono tuttora latitanti.
La strage si è consumata venerdì pomeriggio nel villaggio di Hmoud, nella parte occidentale del governatorato di Karak, che ospita una considerevole comunità cristiana in un Paese a maggioranza musulmana.
Un gruppo di almeno tre aggressori è arrivato alla chiesa locale di San Giorgio, dove era in corso una cerimonia funebre. Gli uomini armati hanno attaccato i presenti e la sparatoria sarebbe durata circa 15 minuti, prima che i sospetti si allontanassero indisturbati.
Nessun gruppo ha rivendicato l’attentato.
Ürdün’de klisede ibadete gelmiş Hristiyan cemaate silahlı saldırı…
%2-3 nüfus Hristiyan..
Ürdün’ün güneyindeki Karak vilayetindeki Hmoud (Humud/Hammoud) köyündeki St. George Rum Ortodoks Kilisesi..
Önüne geleni kafir ilan eden “tekfirci gruplar” saldırdı..
El Kaideyi, IŞİD’i… pic.twitter.com/xeaShhHLUN— Adelina Sfishta (@AdelinaSfishta) October 23, 2026
Images show the scene after a shooting at a Greek Orthodox Church in Jordan left seven dead.
At least 34 others were injured as gunmen opened fire on a church during a funeral in the village of Hmoud, in the Karak governorate. pic.twitter.com/1pn6A5Kk48
— Middle East Eye (@MiddleEastEye) October 24, 2026
Le immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano gli aggressori, due dei quali armati di pistole e il terzo di un fucile d’assalto, sparare contro le persone che cercavano disperatamente di fuggire, inciampando sui banchi della chiesa e tra di loro.
Le immagini, estremamente crude, mostrano i sospetti sparare ripetutamente alla testa delle vittime ferite, mentre giacciono a terra, apparentemente per finirle.
Il re giordano Abdullah II ha promesso di «condannare con la massima severità l’atto terroristico che ha colpito Karak». Il ministro dell’Interno del Paese, Mazen al-Faraya, ha confermato durante una conferenza stampa che i sospetti sono ancora a piede libero, descrivendo gli attentatori come un «gruppo di estremisti» senza fornire ulteriori dettagli.
Il sovrano giordano descritto l’attacco come «doloroso e orribile», affermando che «non ha precedenti nella storia del Regno Hascemita di Giordania», che raramente ha visto livelli di violenza simili. Il massacro ha provocato una massiccia reazione da parte delle autorità, con Hmoud invasa da diverse forze di sicurezza. Misure di sicurezza rafforzate sono state implementate anche nella città di Karak, dove è stata trasferita la maggior parte dei feriti per ricevere cure.
Venerdì, il re ha fatto visita alle vittime in ospedale per mostrare il suo sostegno, promettendo di punire i responsabili. Re Abdullah è stato visto arrivare alla struttura in uniforme militare, accompagnato da un nutrito contingente di sicurezza.
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Immagine screenshot da Twitter
Gender
Transessuale neonazista accusato di aver pianificato una strage in un tempio indù
19-year-old Alexandros Paporakis arrested in Illinois for plotting a mass shooting at a Hindu temple in Aurora, He targeted Indians, had an AR-style rifle, 300 rounds, body armor and a neo-Nazi manifesto, The attack failed when his gun jammed; a co-worker tipped off police.
When… pic.twitter.com/U3WSqhGjXa — Red Vanguard (@RedDeFacto) October 15, 2026
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