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Buon equinozio di primavera cari lettori. Aiutate Renovatio 21 a vedere un’altra rinascita
Come suo costume, Renovatio 21 fa ai suoi lettori i migliori auguri per questo giorno di trapasso cosmico: è arrivato, infatti, è l’equinozio di primavera. Il giorno in cui luce e tenebra sono in equilibrio, il giorno che segna la natura che riparte.
In altri anni abbiamo pubblicato articoli sul mistero degli equinozi e la loro precessione, versi di Clemens Brentano (1778-1842), scrittore romantico tedesco che conobbe Santa Caterina Emmerick – Heilige Nacht, heilige Nacht!, poesia poi divenuta lieder con Richard Strauss).
Quest’anno vogliamo celebrare con un componimento dedicato all’inizio della primavera scritto dalla poetessa americana Emily Dickinson (1830-1836), intitolata An altered look about the hills, tradotta in Italiana (nel volume edito da Mondadori del 1958) come L’aria mutata delle colline.
An altered look about the hills
A Tyrian light the village fills
A wider sunrise in the morn
A deeper twilight on the lawn
A print of a vermillion foot
A purple finger on the slope
A flippant fly upon the pane
A spider at his trade again
An added strut in Chanticleer
A flower expected everywhere
An axe shrill singing in the woods
Fern odors on untravelled roads
All this and more I cannot tell
A furtive look you know as well
And Nicodemus’ Mystery
Receives its annual reply!
Un’aria mutata delle colline
una luce tiria riempie il paese
un’aurora più ampia di mattina
un tramonto più profondo sul prato
un’orma di piede vermiglio
un dito purpureo sul pendio
una mosca beffarda alla finestra
un ragno di nuovo all’opera consueta
un passo più energico del galletto
un fiore atteso dappertutto
un’ascia che suona forte nei boschi
odore di felci su strade solitarie
tutto ciò e altro che non so dire
uno sguardo furtivo che conosci bene
e il mistero di Nicodemo
l’annuale replica riceve!
Il riferimento a Nicodemo è ad un passaggio preciso del Vangelo di San Giovanni (Gv 3, 3-5): «Gesù gli rispose: “In verità, in verità ti dico che se uno non nasce di nuovo, non può vedere il regno di Dio”. Nicodemo gli domandò: “Come mai può un uomo nascere, quando è già vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel seno di sua madre e nascere di nuovo? Gesù rispose: “In verità, in verità ti dico che se uno non rinasce dall’acqua e dallo Spirito Santo, non può entrare nel regno di Dio».
Chi non percepisce la gloria eterna della rinascita, che la primavera rappresenta, forse può dirsi perduto quasi del tutto.
Buon equinozio cari lettori. Ci permettiamo di chiederVi di sostenere Renovatio 21 acciocché essa veda il prossimo equinozio, affinché esista per vedere ancora un ulteriore ciclo di rinascita, che è il motivo per cui Renovatio è qui.
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Dall’officina della musica italiana alle arpe laser. Renovatio 21 intervista Maurizio Carelli
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L’Ucraina metterà al bando la letteratura russa: parla il ministro della Cultura di Kiev
Le autorità ucraine stanno preparando un progetto di legge volto a rimuovere dalla circolazione tutti i libri in russo e di autori russi, come dichiarato dal ministro della Cultura ucraino Tatyana Berezhnaya in un’intervista rilasciata a Interfax-Ucraina e pubblicata giovedì scorso.
Mosca ha più volte indicato nelle politiche discriminatorie di Kiev nei confronti della minoranza russa etnica, nonché nella repressione della lingua e della cultura russa, alcune delle cause profonde del conflitto in corso.
Secondo la Berezhnaya, l’autorità ucraina per i media (in particolare il Comitato statale per la televisione e la radio) sta elaborando un disegno di legge per vietare i libri russi, con il sostegno del suo ministero. Non ha chiarito se la misura si limiterà alla rimozione dai punti vendita o includerà anche la confisca da collezioni private o biblioteche.
Già nel 2016, sotto la presidenza di Petro Poroshenko – il predecessore di Volodymyr Zelens’kyj uscito dal golpe di Maidan del 2014 –, era stata vietata l’importazione di libri dalla Russia e dalla Bielorussia, ben prima dell’escalation del conflitto nel 2022. Da allora, Kiev ha progressivamente eliminato la letteratura russa dai programmi scolastici statali e ha accelerato la rimozione di monumenti, memoriali e iscrizioni legate alla storia russa o sovietica.
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Inoltre, sono state introdotte restrizioni severe sull’uso della lingua russa nella sfera pubblica, nei media e in ambito professionale. Nonostante ciò, il russo resta la lingua madre o principale per una parte significativa della popolazione ucraina, specialmente nelle grandi città e nelle regioni orientali.
A dicembre, il parlamento ucraino ha revocato la protezione della lingua russa prevista dalla Carta europea delle lingue regionali o minoritarie. In quell’occasione, la Berezhnaya aveva affermato che la decisione avrebbe «rafforzato l’ucraino» come lingua di Stato.
Mosca ha sottolineato che tali misure repressive sono state largamente ignorate dai sostenitori occidentali di Kiev. «I diritti umani, che l’Occidente proclama inviolabili, devono valere per tutti. In Ucraina assistiamo al divieto totale della lingua russa in ogni ambito della vita pubblica e alla messa al bando della Chiesa ortodossa ucraina canonica», ha dichiarato mercoledì il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, criticando l’Unione Europea e la Gran Bretagna per non aver affrontato la questione nelle loro proposte di pace.
Il destino della cancellazione culturale per motivi geopolitici è inflitto anche allo storico balletto Lo Schiaccianoci del compositore Pëtr Il’ič Tchaikovskij, un grande classico internazionale per le famiglie che vanno a teatro prima di Natale.
Come riportato da Renovatio 21, la campagna dell’Ucraina contro la musica russa in tutto il mondo coinvolge anche cantanti di altissimo livello, come il soprano Anna Netrebko, la cui presenza è stata contestata in varie città europee.
Il livello più grottesco è stato forse toccato all’inizio del 2024, quando la direttrice Keri-Lynn Wilson, moglie del direttore generale del Metropolitan Opera di Nuova York Peter Gelb, ha annunciato che la sua «Ukrainian Freedom Orchestra» avrebbe modificato la famosa nona sinfonia di Beethoven (conosciuta anche come An die Freude, cioè Inno alla gioia) sostituendo nel testo la parola «Freude» con «Slava». «Slava ukraini» o «Gloria all’Ucraina» era il famigerato canto delle coorti ucraine di Hitler guidate dal collaborazionista Stepan Bandera durante la Seconda Guerra Mondiale. Da allora è stato conservato come canto di segnalazione dalle successive generazioni di seguaci di Bandera, i cosiddetti «nazionalisti integrali», chiamati più semplicemente da alcuni neonazisti ucraini o ucronazisti.
Vi è poi stata la vicenda dell’artista australiano Peter Seaton, costretto a cancellare un suo grande murale soprannominato «Peace Before Pieces», che mostrava un soldato russo e uno ucraino che si abbracciano, dopo le pressioni della comunità ucraina locale e dell’ambasciatore in Australia che aveva bollato il lavoro come «offensivo».
Come riportato da Renovatio 21, la censura ucraina si è vista anche in Italia: è il caso del Teatro Comunale di Lonigo, dove due anni fa, dopo lo scoppio della guerra ucraina, doveva andare in scena Il lago dei cigni, altro capolavoro di Tchaikovskij.
La furia censoria ucraina ha pure spinto le piattaforme di streaming ad eliminare gli episodi della quarta stagione di Game of Thrones (in italiano noto come Il trono di spade) che includono l’attore russo Yurij Kolokolnikov, la cui fama internazionale è cresciuta negli ultimi anni.
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Immagine di I, Sailko via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
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