Nucleare
Blinken: Iran vicino alla bomba nucleare
L’Iran potrebbe essere in grado di costruire un’arma nucleare nel giro di poche settimane o addirittura giorni, ha avvertito il Segretario di Stato americano Antony Blinken. Teheran ha aumentato le sue scorte di uranio quasi di grado militare da quando Washington si è ritirata unilateralmente dall’accordo storico sul nucleare iraniano nel 2018.
In un’apparente frecciatina al candidato repubblicano alla presidenza Donald Trump, che ha guidato il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo, venerdì Blinken ha dichiarato all’Aspen Security Forum che l’Iran ha ridotto drasticamente il tempo necessario per produrre il materiale fissile necessario per realizzare una bomba nucleare.
Dopo che «l’accordo nucleare è stato respinto, invece di essere almeno a un anno di distanza dall’avere la capacità di produrre materiale fissile per un’arma nucleare, [l’Iran] è ora probabilmente a una o due settimane dal riuscirci», ha affermato il principale diplomatico statunitense.
Blinken ha sottolineato che l’Iran non ha ancora «prodotto un’arma propria, ma è qualcosa che ovviamente monitoriamo con molta, molta attenzione».
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Il segretario ha osservato che l’Iran potrebbe dimostrare di fare sul serio con gli Stati Uniti sulle questioni nucleari «riducendo il lavoro che sta facendo» sul suo programma atomico, aggiungendo che Washington continua ad aumentare la pressione delle sanzioni su Teheran nel tentativo di cambiare il proprio comportamento.
Secondo un rapporto di maggio dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) delle Nazioni Unite, l’Iran ha più di 140 chilogrammi di uranio arricchito al 60%. Per essere utilizzato in una bomba nucleare, deve essere arricchito a più del 90%. A titolo di paragone, in base all’accordo nucleare del 2015 che l’Iran ha firmato con diverse potenze mondiali, tra cui gli Stati Uniti, Teheran si è impegnata a mantenere l’arricchimento dell’uranio al 3,67%.
Trump ha detto di essersi ritirato dall’accordo, che ha definito un «disastro», perché non è riuscito a impedire all’Iran di ottenere armi nucleari. Teheran, tuttavia, ha costantemente sostenuto di non avere piani in tal senso e che il suo programma nucleare è solo per scopi pacifici.
L’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha cercato per mesi di rilanciare l’accordo storico, ma i colloqui sono in stallo. In particolare, l’Iran ha chiesto garanzie dagli Stati Uniti che non si allontanerà dall’accordo in futuro.
Il programma nucleare iraniano fu fermato anni fa da un’operazione congiunta israelo-statunitense di guerra informatica detta Olympic Games, che finì per liberare per il mondo un virus informatico chiamato Stuxnet, che devastò sistemi elettronici in tutto il pianeta.
Come riportato da Renovatio 21, il programma nucleare iraniano è stato in seguito sabotato da omicidi di scienziati di cui sono ritenuti responsabili gli israeliani. In uno dei casi più noti, per uccidere un fisico atomico di Teheran sarebbe stato utilizzato un robot killer mitragliatore a guida satellitare.
Negli ultimi mesi l’Iran ha dichiarato a più riprese di disporre ora di armi ipersoniche. L’anno scorso Teheran ha accusato Israele di aver ordito un complotto per sabotare i suoi missili.
L’Iran tre mesi fa ha lanciato un avvertimento allo Stato Ebraico dicendo di sapere dove sono nascoste le sue armi nucleari.
Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato il premier israeliano Beniamino Netanyahu aveva rivendicato il diritto di attaccare le strutture nucleari iraniane. L’impianto nucleare di Natanz subì un attacco tre anni fa; l’Iran accusò subito Israele.
Tre mesi fa il canale online Elaph News aveva scritto che Israele sarebbe stato pronto ad attaccare i siti atomici di Teheran qualora gli iraniani avessero risposto al bombardamento dell’ambasciata a Damasco. La reazione di Teheran si era avuta ma poi l’escalation pare essersi fermata.
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Immagine di Nanking2012 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Nucleare
Medvedev: siamo a pochi secondi dalla fine del mondo
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Nucleare
Il Parlamento lituano voterà sulla possibilità di autorizzare la presenza di armi nucleari sul territorio
Ieri il Seimas, il Parlamento lituano, ha aperto la sessione autunnale. Tra i punti all’ordine del giorno figurano l’abrogazione del divieto costituzionale di armi nucleari sul territorio lituano e l’approvazione di una Strategia di sicurezza nazionale aggiornata. Lo riporta LRT.
Il presidente del Parlamento, Juozas Olekas, ha detto che per «adottare questo specifico articolo della Costituzione» occorrerà allungare un po’ la sessione autunnale, eventualmente fino al 13 gennaio 2027. A suo avviso, per via di quel vincolo costituzionale la Lituania «spicca come un pugno in un occhio nel contesto della NATO».
Il Seimas dovrà votare l’emendamento costituzionale due volte, a tre mesi di distanza. Serve una maggioranza qualificata: 94 deputati su 141.
L’agenzia di Stato russa TASS scrive che il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, aveva già avvertito che la disponibilità degli Stati baltici, Lituania inclusa, a ospitare armi nucleari non renderebbe la regione più sicura. Al contrario, ha detto Peskov, una scelta del genere spingerebbe la Russia a prendere contromisure per tutelare la propria sicurezza.
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Come riportato da Renovatio 21, parlamentari lituani avevano avanzato un emendamento alla Costituzione per eliminare il divieto nazionale di ospitare armi nucleari due mesi fa.
Il presidente Gitanas Nauseda aveva sottolineato che la Lituania è ormai praticamente l’unico membro della NATO a mantenere un veto autoimposto sull’ospitare armi nucleari, citando la vicina Finlandia, anch’essa membro della NATO e dell’UE, che ha recentemente revocato il proprio divieto sulle armi nucleari, consentendone ora l’importazione, la produzione, lo stoccaggio e il dispiegamento sul proprio territorio.
«Sarebbe davvero un peccato se diventassimo l’anello debole o una zona grigia all’interno della NATO», aveva affermato il Nausėda.
Come riportato da Renovatio 21, quattro anni fa il vicesegretario del Consiglio di sicurezza russo Dmitrij Medvedev aveva detto che se Svezia e Finlandia avessero aderito alla NATO, la Russia non avrebbe più aderito allo status non nucleare della regione del Baltico. Le dichiarazioni furono poi ridimensionata dal portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov. Tuttavia un avvertimento era stato lanciato anche dal viceministro degli Esteri russo Alexander Grushko.
«È chiaro che il nostro confine con la Finlandia è lungo 1.300 km. Ciò significherà un cambiamento radicale nella situazione militare e politica ed è comprensibile che saremo costretti ad adottare misure di sicurezza e difesa che riterremo necessarie», aveva detto il Grushko all’agenzia TASS.
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Immagine di Saeima via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Nucleare
Gli USA potrebbero lanciare un attacco nucleare contro l’Iran in caso di stallo
Joe Kent, former National Security Advisor says Trump administration is close to using nuclear weapons on Iran.
He says the Trump administration doesn’t want to dedicate US troops to a ground invasion (similar to Japan during WWII) so nuclear weapons are their only remaining… pic.twitter.com/oihWdJdIeL — Shadow of Ezra (@ShadowofEzra) August 28, 2026
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