Gender
Agente di polizia tedesco si identifica come donna per ottenere una promozione
Un poliziotto tedesco di circa trent’anni di Düsseldorf è accusato di tentata frode per aver cambiato legalmente il suo genere da maschile a femminile, presumibilmente con l’intento di ottenere una promozione più rapida. Lo riporta LifeSite.
L’agente, che a maggio ha modificato il suo nome da Peter a Maria, ha sfruttato la nuova legge tedesca sull’autodeterminazione di genere – entrata in vigore a novembre 2024 – per completare la procedura con semplici pratiche burocratiche all’ufficio anagrafe locale. In seguito ha comunicato il cambiamento al dipartimento di polizia, che ha aggiornato i suoi dati personali.
La normativa, approvata per facilitare il cambio di identità legale a persone transgender, intersessuali o non binarie, si basa su un’autodichiarazione senza necessità di certificazioni mediche o valutazioni esterne, suscitando forti critiche per la sua eccessiva permissività. Le associazioni LGBT hanno bollato tali obiezioni come «transfobiche».
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Tuttavia, l’agente della Polizei è ora sospettato di aver adottato l’identità femminile unicamente per accelerare la carriera: il passaggio di genere lo ha fatto balzare di 43 posizioni nella graduatoria per le promozioni, con un potenziale aumento stipendiale tra i 247 e i 472 euro mensili. Secondo l’Irish Times, il datore di lavoro ha sporto denuncia per tentata frode appena sei giorni dopo la transizione.
Le commissioni di reclutamento della polizia di Düsseldorf sono obbligate, in caso di candidate con qualifiche equivalenti, a privilegiare le donne. Gli inquirenti riportano che Peter avrebbe ammesso esplicitamente, in più contesti e con colleghi, di aver cambiato genere per «trarne vantaggio professionale».
L’avvocato del poliziotto, Christoph Arnold, ha reagito con indignazione, definendo le dichiarazioni del suo assistito «ironiche», volte a rimproverare i «colleghi insensibili». Nel frattempo, l’agente è stato promosso da assistente a commissario a pieno titolo. «Nessuno prende una decisione così drastica per un motivo del genere», ha affermato Arnold al quotidiano Kölner Stadt-Anzeiger.
Come riportato da Renovatio 21, in base ad una nuova legge proposta nel 2022 i cittadini della Repubblica Federale Tedesca potranno cambiare legalmente sesso una volta l’anno.
L’Irish Times – che si riferisce all’uomo con pronomi femminili per correttezza – ha tuttavia evidenziato che l’agente aveva confidato ai colleghi l’intenzione di tornare maschile prima del matrimonio con una donna. Attualmente, per la legge tedesca, il poliziotto è considerato «lesbico» e può varcare il confine di genere a piacimento.
«La nuova legge è singolare perché non richiede giustificazioni per il cambiamento», ha osservato l’avvocato. «Dunque, è impossibile configurare una frode». Intanto, l’agente ha sporto controdenuncia contro il dipartimento di polizia per «ostilità verso le persone queer» e discriminazione nei confronti dei transgender.
Il caso di Peter non è isolato: da tempo, maschi criminali sfruttano l’autoidentificazione di genere per ottenere condanne più miti e trasferimenti in prigioni femminili, esponendo popolazioni vulnerabili a prevedibili episodi di violenza sessuale. Una vittima di stupro è stata persino accusata di transfobia per aver denunciato l’accaduto.
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Esempi più grotteschi abbondano: nel 2018, un canadese ha cambiato il suo documento d’identità in femminile per risparmiare oltre 1.000 dollari mensili sull’assicurazione auto, dichiarando: «Sono un uomo al 100%. Legalmente, sono una donna. L’ho fatto solo per un’assicurazione più economica». Un uomo del Michigan, invece, si è infuriato scoprendo che la «transizione» femminile gli avrebbe fatto lievitare il premio di quasi 1.000 dollari al mese.
Come riportato da Renovatio 21, la palma per la transfurbizia era detenuta fino a poco fa dal 64enne cittadino della città svizzera di Lucerna che si è dichiarato donna per incassare la pensione un anno prima. Nel suo cantone le donne possono andare in pensione un anno prima degli uomini, cioè a 64 anni invece che a 65, con pensioni piuttosto alte: dipendentemente da fattori come età e genere, possono variare dai 13 mila ai 24 mila euro.
L’uomo ha quindi investito 75 franchi svizzeri (circa 72 euro) in burocrazia anagrafica, sfruttando una nuova legge svizzera che permette ai cittadini elvetici di cambiare sesso senza dover procurare alle autorità alcuna documentazione medica. In pratica, se ti alzi al mattino e decidi che vuoi essere donna, basta andare all’ufficio pubblico preposto, e sei «ufficialmente» una donna. Così ha fatto il signore – o signora – in questione. Il quale, raggiunti i 66 anni, potrà semplicemente andare all’anagrafe e cambiare di nuovo sesso e continuare magari a godere di una pensione più elevata.
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Immagine d’archivio di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Gender
Religioso canadese arrestato per essersi rifiutato di scrivere delle scuse al bibliotecario della «Drag Queen Story Hour»
Canadian Pastor, Derek Reimer was arrested yesterday after refusing a court ordered apology for protesting a kid friendly drag queen story hour. He was hauled off in handcuffs while his son screamed. Free speech is not under attack anymore, it is being dragged away. pic.twitter.com/6jMtoqNMPH
— Chad Prather (@WatchChad) December 4, 2025
Canada: Pastor Derek Reimer was arrested in Calgary for refusing to apologize to a Leftist librarian.
The librarian had arranged a drag queen story hour for children. Pastor Reimer protested the evil event. Pray for him and his family. pic.twitter.com/hQgQ151LYX — Christian Emergency Alliance (@ChristianEmerg1) December 4, 2025
An entire video leading to Pastor Derek Reimer’s arrest! December 3, 2025!
Street Church Calgary! We meet on the streets three times a week and inside the building, every Saturday 9:30 AM. On the streets, in front of Calgary City Hall: Wednesday 11:30 AM, Friday 5:00 PM, Sunday… pic.twitter.com/wyfj97fHqz — Artur Pawlowski (@ArturPawlowski1) December 4, 2025
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Calgary Pastor Derek Reimer found not guilty of mischief! Charges stem from an incident occuring during a drag queen story hour.
Reimer was forcibly ejected from the event after calling attendees perverts. Drag queen story time has now been discontinued @calgarylibrary . https://t.co/W5uAJa4j58 pic.twitter.com/cDDw7GCs37 — Without Papers Pizza (@wopizza4) September 25, 2024
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Gender
Le femministe britanniche espungono i membri transgender (nel senso, agli affiliati transessuali)
Due tra le più importanti organizzazioni britanniche riservate a donne e ragazze, il Girlguiding (l’equivalente delle Girl Scout) e il Women’s Institute, hanno deciso di chiudere le porte ai membri transgender, nel senso degli affiliati transessuali.
Martedì il Girlguiding ha reso noto che «le ragazze e le giovani donne trans non potranno più iscriversi» come nuove socie. Il giorno successivo, mercoledì, il Women’s Institute, fondato oltre 110 anni fa, ha annunciato che «l’iscrizione sarà riservata esclusivamente alle persone di sesso femminile alla nascita».
Entrambe le associazioni hanno sottolineato che la scelta non era quella auspicata, ma è diventata inevitabile per evitare possibili contenziosi legali dopo la sentenza emessa ad aprile dalla Corte Suprema del Regno Unito. I giudici hanno stabilito che, ai sensi dell’Equality Act 2010, i termini «donna» e «sesso» si riferiscono esclusivamente al sesso biologico e non all’identità di genere.
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La pronuncia era arrivata al termine di un ricorso presentato da For Women Scotland contro una norma del governo scozzese che includeva i transgenderri (munite di certificato di riconoscimento del genere) nel calcolo delle quote femminili nei consigli di amministrazione pubblici.
Un sondaggio realizzato subito dopo la sentenza ha mostrato che il 59% dei britannici concorda sul fatto che una persona transgender non sia legalmente una donna (dati Electoral Calculus). Tra chi ha accolto favorevolmente la decisione c’è anche J.K. Rowling, da tempo sostenitrice di For Women Scotland.
Sempre quest’anno, la Federazione calcistica inglese (FA) e British Rowing (l’ente per il canottaggio) hanno adottato politiche analoghe: dal 1º giugno 2025 i transgender non potranno più competere nelle categorie femminili del calcio in Inghilterra, mentre nel canottaggio britannico l’accesso alla gara femminile è limitato a chi è «assegnato di sesso femminile alla nascita»; per tutti gli altri resta aperta la categoria Open.
Secondo le ultime indiscrezioni, anche il Comitato Olimpico Internazionale starebbe valutando di escludere i transessuali dalle competizioni femminili olimpiche.
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La battaglia tra femministe e transessuali va avanti oramai da un pezzo, al punto che il mondo transessualista ha trovato un acronimo per definire le femministe che non accettano il dogma transgenderro imposto ora all’intera società occidentale: le chiamano TERF, trans-exclusionary radical feminists ossia femministe radicalo trans-escludenti.
Il caso più celebre di persona definita TERF per aver espresso dubbi sul fatto che maschi biologici possano essere definiti «donne» è stata la scrittrice di Harry Potter JK Rowling, che è peraltro la donna più ricca del Regno Unito.
In Europa si era avuto il caso della norvegese Christina Ellingsen, dell’organizzazione femminista globale Women’s Declaration International (WDI), è sotto indagine della polizia per aver fatto la denuncia in un tweet in cui ha criticato il gruppo di attivismo trans FRI. «Perché insegna ai giovani che i maschi possono essere lesbiche? Non è una terapia di conversione?» avrebbe twittato la Ellingsen.
Il caso si replicò in Norvegia con l’attrice e cineasta Tonje Gjevjon, una lesbica nota nella cultura popolare del Paese, che osò scrivere su Facebook che «è semplicemente impossibile per gli uomini diventare lesbiche quanto lo è per gli uomini rimanere incinti. Gli uomini sono uomini indipendentemente dai loro feticci sessuali». L’attrice fu quindi informata di essere sotto indagine e di rischiare tre anni di carcere per l’espressione delle sue opinioni.
Come riportato da Renovatio 21, a fine 2020 la Norvegia ha adottato una nuova legge penale che punisce le persone per aver detto qualcosa di considerabile come incitamento all’odio nei confronti di persone transgender anche nel contesto della propria casa o conversazioni private.
Più recente il caso dell’attivista brasiliana per i diritti delle donne Isabella Cepa, la quale ha ottenuto lo status di rifugiata in un Paese europeo non specificato, dopo essere stata accusata di reati penali in Brasile per aver definito un politico transgender da uomo a donna come un uomo.
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Immagine: The Girl Guides Association in Britain 1914-1918; un gruppo di Guide posa per una fotografia nel Regno Unito durante la Prima Guerra Mondiale.
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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La donna più forte del mondo in realtà era un uomo
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