Guerra cibernetica
A un mese dal blackout la Spagna subisce anche l’interruzione delle telecomunicazioni
La Spagna è stata colpita da una diffusa interruzione delle comunicazioni, poche settimane dopo che un enorme blackout elettrico ha colpito l’intera penisola iberica. Il guasto della rete si è verificato a causa di un aggiornamento della compagnia di telecomunicazioni Telefónica, che ha interrotto i servizi di emergenza, le linee fisse e internet.
L’interruzione, iniziata martedì mattina, ha interessato regioni come Madrid, Catalogna, Valencia, Andalusia, Aragona e Paesi Baschi. In diverse zone, l’accesso al numero di emergenza 112 è stato interrotto, costringendo le autorità locali a fornire numeri di contatto alternativi per i servizi di emergenza.
Telefónica, il più grande operatore di telecomunicazioni spagnolo, ha confermato di aver effettuato «alcuni lavori di aggiornamento della rete che hanno interessato i servizi di comunicazione fissa di alcune aziende (voce e internet)». L’azienda ha affermato che i sistemi interessati sono stati isolati e che sono stati inviati team di assistenza per ripristinare le operazioni.
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Secondo Telefónica, l’origine di questi problemi sarebbe da ricercare nei lavori di ammodernamento della rete e l’accesso ai servizi sarebbe stato «completamente ripristinato» entro le 12.30.
Il ministero per la Trasformazione Digitale ha dichiarato di essere rimasto in contatto con Telefónica per tutta la giornata e di aver richiesto un rapporto dettagliato sull’incidente.
L’interruzione si verifica a meno di un mese da quando un’ampia interruzione di corrente ha colpito Spagna e Portogallo il 28 aprile, colpendo reti di trasporto, telecomunicazioni e infrastrutture pubbliche. La causa del blackout è ancora oggetto di indagine, sebbene le valutazioni preliminari suggeriscano che un’anomalia nella tensione abbia causato disconnessioni automatiche di sicurezza.
Il ministro dell’Energia spagnolo Sara Aagesen ha dichiarato che Madrid non ha trovato prove che il blackout sia stato causato da un attacco informatico ai centri di controllo della produzione di energia.
Attiva principalmente in Spagna e America Latina, Telefónica è tra le principali aziende globali di telecomunicazioni fisse e mobili, quarta per numero di clienti e quinta per valore di mercato. Fondata nel 1924, Telefónica è stata l’unico operatore telefonico in Spagna fino alla liberalizzazione del mercato nel 1997, mantenendo nel 2004 una posizione dominante con oltre il 75% del mercato.
L’azienda spagnola ha rivestito un ruolo molto importante nelle telecomunicazioni italiane dell’ultimo ventennio come socio di TIM
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Immagine di Luis García via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported; immagine tagliata
Guerra cibernetica
Airbus molla Google per problemi di sicurezza
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Guerra cibernetica
Paesi NATO valutano la guerra cibernetica contro Mosca
Stati europei dell’Alleanza Atlantica stanno esaminando l’opportunità di lanciare azioni cibernetiche offensive coordinate contro Mosca, come indicato da due alti esponenti governativi dell’UE e tre addetti diplomatici. Lo riporta Politico.
La testata ha precisato che le cancellerie d’Occidente stanno ponderando soluzioni cibernetiche e di altra natura come replica ai supposti «assalti ibridi» perpetrati dal Cremlino.
La titolare della diplomazia lettone Baiba Braze ha confidato a Politico che la NATO è chiamata a «mostrarsi più incisiva nell’offensiva cibernetica» e a sincronizzare con maggiore efficacia i propri apparati di Intelligence. «Non sono le dichiarazioni a trasmettere un monito, bensì le azioni concrete», ha puntualizzato.
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Sul finire del 2024, l’Alleanza Atlantica aveva annunciato l’avvio di un innovativo polo unificato per la difesa cibernetica all’interno della propria sede belga, previsto in funzione entro il 2028. S
I partner della NATO avevano in precedenza attribuito alla Russia l’infiltrazione di server istituzionali, l’interferenza sui segnali GPS di velivoli e l’intrusione di droni nei loro cieli territoriali. Il governo russo ha rigettato le imputazioni come belliciste, qualificando invece le restrizioni e gli apporti occidentali a Kiev come «aggressione ibrida».
A giudizio di RED Security, nel corso di quest’anno gli strike informatici contro la Federazione Russa sono cresciuti del 46%. Tra gli episodi di spicco, a luglio ha avuto luogo la violazione del database dell’Aeroflot, l’aviolinea nazionale russa, attribuita da due collettivi pro-ucraini.
Come riportato da Renovatio 21, nelle ore successive all’attacco contro la compagnia aerea di bandiera russa, il Roskomnadzor ha bloccato lo strumento di misurazione delle prestazioni di Internet Speedtest, gestito dalla società statunitense Ookla, citando minacce all’infrastruttura digitale nazionale.
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Guerra cibernetica
Internet down in tutto il mondo a causa del crash del sistema di Cloudfare
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