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Politica

Monsignor Viganò: «Pregate contro questo colossale broglio elettorale»

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Renovatio 21 pubblica la lettera ai fedeli americani sulla drammatica situazione elettorale negli Stati Uniti. La lettera è apparsa sulla testata canadese Lifesitenews e sul sito Accademia Nuova Italia.

 

 

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MESSAGGIO

DELL’ARCIVESCOVO CARLO MARIA VIGANÒ

AI CATTOLICI AMERICANI

E A TUTTI GLI AMERICANI DI BUONA VOLONTÀ

 

 

 

Carissimi Fratelli e Sorelle,

 

Notizie di brogli elettorali vanno moltiplicandosi, nonostante i vergognosi tentativi dei media mainstream di censurare la verità dei fatti

come devoti Cristiani e fedeli cittadini degli Stati Uniti d’America, avete intensamente a cuore le sorti della vostra amata Patria, mentre sono ancora incerti i risultati delle elezioni presidenziali.

 

Notizie di brogli elettorali vanno moltiplicandosi, nonostante i vergognosi tentativi dei media mainstream di censurare la verità dei fatti, a vantaggio del loro candidato. Vi sono Stati in cui il numero dei voti è superiore a quello dei votanti; altri in cui il voto per corrispondenza pare esclusivamente a favore di Joe Biden; altri in cui lo spoglio delle schede viene sospeso senza motivo o dove sono scoperte clamorose manomissioni: sempre e solo contro il Presidente Donald J. Trump, e sempre e solo a vantaggio di Biden.

 

Da mesi, in verità, assistiamo ad un continuo stillicidio di notizie sfalsate, di informazioni manipolate o censurate, di crimini taciuti o nascosti dinanzi a prove eclatanti e a testimonianze inoppugnabili.

Vi sono Stati in cui il numero dei voti è superiore a quello dei votanti; altri in cui il voto per corrispondenza pare esclusivamente a favore di Joe Biden

 

Abbiamo visto il deep state organizzarsi, con largo anticipo, per portare a termine la più colossale frode elettorale, per fare in modo che venisse sconfitto colui che negli Stati Uniti d’America si oppone strenuamente all’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale voluto dai figli delle tenebre. In questa battaglia voi non avete rinunciato, com’è vostro sacro dovere, a dare il vostro contributo schierandovi dalla parte del Bene. Altri, schiavi dei vizi o accecati dall’odio infernale contro Nostro Signore, si sono schierati dalla parte del Male.

 

Non pensate che i figli delle tenebre agiscano con onestà, e non scandalizzatevi se operano con l’inganno. Credete forse che i seguaci di Satana siano onesti, sinceri e leali? Il Signore ci ha messi in guardia contro il diavolo: «Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna» (Gv 8, 44).

 

Abbiamo visto il deep state organizzarsi, con largo anticipo, per portare a termine la più colossale frode elettorale, per fare in modo che venisse sconfitto colui che negli Stati Uniti d’America si oppone strenuamente all’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale voluto dai figli delle tenebre

In queste ore, mentre le porte degli Inferi sembrano prevalere, permettetemi di rivolgermi a voi con un appello, al quale confido vorrete rispondere prontamente e con generosità. Vi chiedo un atto di fiducia in Dio, un gesto di umiltà e di filiale devozione al Signore degli eserciti.

 

Recitate tutti, se possibile in famiglia o con i vostri cari, i vostri amici, i vostri confratelli, i vostri colleghi, i vostri commilitoni, il Santo Rosario.

 

Pregate con l’abbandono dei figli, che sanno ricorrere alla loro Santissima Madre per implorarLa di intercedere presso il trono della Maestà divina. Pregate con l’animo sincero, con il cuore puro, nella certezza di essere ascoltati ed esauditi. Chiedete al Lei, Auxilium Christianorum, di sbaragliare le forze del Nemico; a Lei, terribile come un esercito schierato in battaglia, di concedere la vittoria alle forze del Bene e di infliggere un’umiliante sconfitta alle forze del Male.

 

Fate pregare i fanciulli, con le parole sante che avete loro insegnato: quelle preghiere fiduciose saliranno a Dio e non rimarranno inascoltate.

 

Fate pregare gli anziani e i malati, perché offrano le loro sofferenze in unione con i patimenti che Nostro Signore soffrì sulla Croce, quando versò il Suo prezioso Sangue per la nostra Redenzione.

 

Recitate tutti, se possibile in famiglia o con i vostri cari, i vostri amici, i vostri confratelli, i vostri colleghi, i vostri commilitoni, il Santo Rosario.

Fate pregare le ragazze e le donne, affinché si rivolgano a Colei che è loro modello di purezza e di maternità.

 

Pregate anche voi, uomini: il vostro coraggio, il vostro onore, la vostra fierezza ne sarà rinfrancata e fortificata. Impugnate tutti quest’arma spirituale, dinanzi alla quale Satana e i suoi satelliti si ritirano furiosi, perché temono più la Vergine Santissima, l’Onnipotente per Grazia, dello stesso Iddio Onnipotente.

 

Non lasciatevi scoraggiare dagli inganni del Nemico, a maggior ragione in quest’ora terribile, mentre la sfrontatezza della menzogna e della frode osa sfidare il Cielo. I nostri avversari hanno le ore contate, se pregherete, se pregheremo tutti con Fede e con vero ardore di Carità.

 

Non lasciatevi scoraggiare dagli inganni del Nemico, a maggior ragione in quest’ora terribile, mentre la sfrontatezza della menzogna e della frode osa sfidare il Cielo

Volesse il Signore che una sola voce devota e fiduciosa si levasse dalle vostre case, dalle vostre chiese, dalle vostre strade! Quella voce non rimarrà inascoltata, perché sarà la voce di un popolo che grida, nel momento della tempesta, «Salvaci, Signore: siamo perduti!» (Mt 8, 25).

 

I giorni che ci attendono sono un’occasione preziosa per tutti voi, e per quanti si uniscono spiritualmente a voi da ogni parte del mondo. Voi avete l’onore e il previlegio di poter partecipare alla vittoria di questa battaglia spirituale, di impugnare l’arma potente del Santo Rosario, come i nostri padri fecero a Lepanto per respingere le armate nemiche.

 

Pregate con la certezza della promessa di Nostro Signore: «Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto» (Lc 11, 9). Il Re dei re, al quale chiedete la salvezza della Nazione, ricompenserà la vostra Fede. La vostra testimonianza, ricordatelo, toccherà il Cuore di Nostro Signore, moltiplicando le Grazie celesti quantomai indispensabili per conseguire la vittoria.

 

Voi avete l’onore e il previlegio di poter partecipare alla vittoria di questa battaglia spirituale, di impugnare l’arma potente del Santo Rosario, come i nostri padri fecero a Lepanto per respingere le armate nemiche

Possa questo mio appello, che rivolgo a voi e a tutte le persone che riconoscono la Signoria di Dio, trovarvi generosi apostoli e coraggiosi testimoni della rinascita spirituale del vostro amato Paese e con esso del mondo intero. Non praevalebunt.

 

 

God bless and protect the United States of America!

 

 

Carlo Maria Viganò

Arcivescovo

 

4 Novembre 2020

San Carlo Borromeo

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Politica

I filoeuropei vincono le elezioni armene

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Secondo i risultati definitivi della Commissione elettorale centrale (CEC), il partito Contratto Civile del primo ministro armeno uscente Nikol Pashinyan, sostenuto dall’UE, ha ottenuto il 49,81% dei voti nelle elezioni parlamentari di domenica. Lo riporta RT.

 

Pashinyan ha rivendicato la vittoria mentre lo spoglio era ancora in corso, quando il vantaggio del suo partito era persino maggiore, affermando che sarebbe stato in grado di formare un nuovo governo senza dover ricorrere a una coalizione.

 

Le elezioni sono state presentate dai media occidentali come un punto di svolta nella traiettoria moderna del paese, ma sono state segnate dagli arresti di candidati dell’opposizione, da un’offerta di 50 milioni di euro da parte di Bruxelles, da forti pressioni sulla Chiesa apostolica armena e dal deterioramento degli scambi commerciali tra Russia e Armenia.

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Quattro partiti e blocchi hanno superato la soglia di sbarramento per ottenere seggi nel nuovo parlamento. Armenia Forte, fondato da Samvel Karapetyan, si è classificato secondo con il 23,29%. Karapetyan è sotto processo per presunto complotto di colpo di stato durante le proteste antigovernative del 2024-2025, mentre sei candidati del suo movimento sono stati arrestati nel fine settimana. Ha affermato che il suo partito è vittima di persecuzione politica.

 

L’Alleanza Armena dell’ex presidente Robert Kocharyan ha ottenuto il 9,94% dei voti, mentre Armenia Prospera, guidata dall’imprenditore Gagik Tsarukyan, ha superato di poco la soglia del 4%. La Commissione elettorale centrale dovrebbe pubblicare il suo rapporto finale sul voto entro la settimana, dopo aver esaminato le possibili irregolarità, che i partiti di opposizione hanno dichiarato di voler contestare.

 

I gruppi di opposizione hanno accusato il governo di Pashinyan di utilizzare tattiche scorrette per indebolire i suoi rivali. Oltre agli arresti inaspettati di candidati di Armenia Forte, un partito minore ha cercato di ottenere la squalifica definitiva del movimento di Karapetyan.

 

«Quando hanno visto che i risultati calavano drasticamente di minuto in minuto, hanno interrotto il conteggio e non abbiamo idea di quali cifre presenteranno domattina», ha dichiarato Karapetyan durante una conferenza stampa d’emergenza domenica sera. Ha affermato che le autorità hanno continuato a compiere «azioni illegali» durante lo spoglio e ha aggiunto che il suo blocco rilascerà una dichiarazione una volta che i risultati finali saranno stati riassunti.

 

Karapetyan ha anche affermato che Strong Armenia ha subito forti pressioni nell’ultimo mese, sostenendo che circa 75 membri del suo gruppo sono stati arrestati e oltre 700 sostenitori sono stati fermati.

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I seggi elettorali sono rimasti aperti solo in Armenia, poiché la legge elettorale del Paese non prevede il voto all’estero per le elezioni parlamentari. Tale misura esclude la diaspora, che supera di gran lunga la popolazione del paese. Tra i cinque e i sette milioni di armeni vivono all’estero, principalmente in Russia, negli Stati Uniti e in Francia. La popolazione residente in Armenia è di circa tre milioni di abitanti.

 

Per poter votare, i cittadini residenti all’estero devono essere presenti in Armenia il giorno delle elezioni. A marzo, Yerevan ha ulteriormente inasprito le regole, vietando il voto a coloro che hanno vissuto all’estero per più di 10 anni.

 

Le autorità armene hanno dichiarato che i cittadini maschi in età di leva che arriveranno dall’estero per votare saranno tenuti a frequentare l’addestramento militare, pena il perseguimento penale.

 

Sono state inoltre segnalate situazioni in cui ai giovani cittadini armeni di ritorno dalla Russia veniva richiesto di verificare la propria idoneità al servizio militare prima di poter votare. L’Armenia non consente il voto dall’estero e impone requisiti di residenza agli elettori. La Russia è il partner commerciale più importante per questo Paese post-sovietico senza sbocco sul mare e ospita circa 2 milioni di armeni, rispetto ai 3 milioni che vivono in Armenia.

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Le elezioni sono state anche interpretate come un referendum sul percorso geopolitico dell’Armenia. I critici sostengono che la svolta di Yerevan verso l’Occidente non sia riuscita a fornire garanzie di sicurezza significative, danneggiando al contempo le relazioni con la Russia, tradizionale alleato e principale partner economico del Paese.

 

La campagna si è svolta in un clima di crescenti tensioni tra Yerevan e Mosca. La Russia ha avvertito che una maggiore integrazione con l’UE sarebbe incompatibile con la permanenza dell’Armenia nell’Unione Economica Eurasiatica (UEE). Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato a maggio che l’uscita dal blocco potrebbe costare all’Armenia fino al 14% del PIL.

 

All’inizio di questo mese, l’ex presidente armeno Robert Kocharyan ha accusato il governo di Pashinyan di aver trasformato artificialmente l’Armenia in un nemico della Russia e di aver condotto il paese su una strada simile a quella dell’Ucraina.

 

Secondo il quotidiano francese Le Journal du Dimanche, i servizi segreti francesi avrebbero aiutato il governo armeno a bloccare le pubblicazioni online critiche nei confronti di Pashinyan.

 

Pashinyan ha ammesso di aver avuto una conversazione telefonica con il presidente francese Emmanuel Macron prima di proclamare pubblicamente la vittoria.

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Politica

Candace Owens appoggerebbe Tucker Carlson per la Casa Bianca

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La commentatrice conservatrice statunitense Candace Owens appoggerebbe il giornalista Tucker Carlson se si candidasse alla presidenza degli Stati Uniti, ma si candiderebbe lei stessa solo se gli elettori la accettassero come «dittatrice».   In un’intervista esclusiva al Forum economico internazionale di San Pietroburgo (SPIEF) con Rick Sanchez, già giornalista CNN passato alla testata governativa russa RT, alla Owens è stato chiesto delle speculazioni negli Stati Uniti secondo cui un giorno potrebbe candidarsi alla Casa Bianca.   «Dico sempre ai miei ascoltatori che non mi candiderei mai alla presidenza. Mi candiderei solo a dittatore», ha affermato Owens. «Non ho a che fare con il Congresso, non ho a che fare con le lobby, non ho a che fare con Lindsey Graham che invoca un’altra guerra».   Candace ha scherzato dicendo che se gli elettori la volevano, avrebbero dovuto accettare la condizione che lei sarebbe diventata «dittatrice degli Stati Uniti», aggiungendo di non avere alcun interesse a breve termine per una carica politica a causa dell’«inautenticità» di Washington.   L’attivista ha affermato che sarebbe invece disposta a fare campagna elettorale per qualcuno come Tucker Carlson, qualora decidesse di candidarsi, aggiungendo che sarebbe pronta a girare il Paese per conto di Carlson, paragonando l’idea alla sua precedente collaborazione politica con Charlie Kirk.

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La Owens ha quindi affermato che Carlson, insieme a Megyn Kelly, era stata anche una delle poche voci conservatrici di spicco disposte a parlare onestamente del cambiamento di opinione di Charlie Kirk verso la fine della sua vita.   Owens si è inizialmente fatta conoscere alla fine degli anni 2010 esortando gli elettori afroamericani a smettere di sostenere i Democratici. In seguito è diventata una delle voci più autorevoli dei media conservatori, prima di rompere con il Daily Wire, diretto dall’ebreo Shapiro, a seguito di una disputa pubblica sulla guerra di Israele a Gaza e per aver usato l’espressione «Christ is King» («Cristo è Re»), considerata incredibilmente come slogan «antisemita»da tutti i supporter di Israele, pagati e non.   La Owens, sotto gli auspici del marito George Farmer, figlio di un Lord ed ex ministro britannico, si è convertita al cattolicesimo e sembra attenersi ad una linea di pensiero vicina a quella del tradizionalismo francese, che vede la Francia derivata dalla rivoluzione come uno Stato retto dalla perversione, con la pedofilia che impazza tra le élite occulte e nemmeno occulte.   Con estrema pervicacia Candace aveva raccontato in una serie del suo podcasto la storia di Brigitte Macron nata uomo, servendosi dei lavori di Xavier Poussard, giornalista e scrittore francese riparato a Milano, stranamente non oggetto di una denuncia diretta da parte della coppia presidenziale, come lo sono invece altri personaggi che hanno sostenuto l’incredibile tesi in questi anni. Una fra costoro ha scelto di chiedere l’asilo politico alla Russia.   I Macron hanno denunziato la Owens negli USA – dove sono fortissime le leggi a protezione della libertà di parola – asserendo che porteranno prove inconfutabili del sesso femminile della première dame di Francia.   Le voci erano state respinte da Macron, noto per le sue smentite, ancora due anni fa.    

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Politica

I democristiani tedeschi vogliono che gli anziani vendano le loro case per pagare l’assistenza

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Un influente parlamentare della CDU, il partito democristiano germanico che esprime il cancelliere Friedrich Merz, ha proposto di obbligare i cittadini tedeschi a utilizzare la propria abitazione per finanziare l’assistenza agli anziani, scatenando un acceso dibattito politico sul welfare in un contesto di crescenti pressioni fiscali per il Paese.

 

La proposta di Albert Stegemann, vicepresidente del gruppo parlamentare CDU/CSU al Bundestag, inasprirebbe i criteri di accesso agli aiuti pubblici per le case di riposo, potenzialmente costringendo i proprietari di immobili a impiegare il proprio patrimonio immobiliare prima di poter ricevere il sostegno dello Stato.

 

«Chi possiede beni deve prima utilizzarli, compresa la propria casa, prima che la collettività paghi», ha dichiarato Stegemann al tabloide Bild giovedì.

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Il sistema tedesco di assistenza a lungo termine si articola in tre fasi. L’assicurazione obbligatoria copre una parte dei costi delle strutture di cura, mentre i pazienti devono pagare la quota restante con la pensione, i risparmi o altri beni. Se tali risorse si esauriscono, interviene l’assistenza sociale statale a coprire la differenza.

 

Lo Stegemann sostiene che i proprietari di casa dovrebbero essere obbligati a ricorrere al proprio patrimonio immobiliare prima di accedere all’ultimo livello di sostegno finanziato dai contribuenti.

 

La proposta arriva mentre Berlino si prepara a una profonda riforma del finanziamento dell’assistenza a lungo termine. La ministra della Salute Nina Warken ha avvertito che il sistema di assicurazione sanitaria pubblica tedesco potrebbe accumulare deficit superiori a 22 miliardi di euro nei prossimi due anni, senza adeguate riforme.

 

Il dibattito si inserisce nel quadro delle crescenti difficoltà del modello di welfare tedesco. La maggiore economia europea ha attraversato anni di stagnazione dopo lo shock energetico provocato dal conflitto in Ucraina. Sebbene la Germania sia uscita ufficialmente dalla recessione nel 2025, la crescita è prevista appena allo 0,5% nel 2026, dopo che una nuova crisi energetica di origine mediorientale ha colpito ulteriormente il suo settore industriale.

 

Ciononostante, la Germania continua a destinare ingenti risorse sia all’Ucraina sia al proprio riarmo. Dal 2022 ha stanziato oltre 96 miliardi di euro in aiuti militari e civili a Kiev, annunciando al contempo un piano di riarmo interno da 100 miliardi di euro.

 

Le affermazioni dello Stegemanno hanno subito attirato critiche dai partner di coalizione e dalle organizzazioni di assistenza sociale, che temono che la misura possa costringere gli anziani a vendere le case di famiglia prima di ricevere aiuto.

 

Christos Pantazis, esperto di sanità dell’SPD, ha messo in guardia sul fatto che molte famiglie temono di «perdere la casa o il lavoro di una vita», definendo l’idea «assurda». I Verdi, all’opposizione, hanno accusato il governo di portare avanti politiche socialmente irresponsabili.

 

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