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L’élite distrugge l’originale per sostituirlo con la contraffazione: mons. Viganò contro il restauro di Notre Dame

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Mons. Viganò ha scritto su X un suo commento sul restauro ultimato della Cattedrale di Notre Dame di Parigi, ora riaperta dopo anni di lavori dopo il rogo.

 

«Il modus operandi dell’élite globalista è sempre lo stesso: distruggere l’originale perfetto per sostituirlo con una contraffazione» scrive l’arcivescovo, che si interroga anche sulla presenza del presidente francese Macron alla riapertura.

 

Viganò scrive «del nuovo, orrido presbiterio», mostrato al vertice dello Stato francese «alla presenza di compiaciuti prelati modernisti».

 

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«Presto vedremo altri orrori imposti per sostituire le vetrate di Viollet-le-Duc, che si erano salvate dall’incendio» commenta il prelato lombardo, che infine fa un riferimento ad uno degli episodi più sconcertanti della Rivoluzione francese, che altro non fu che una grande guerra di sterminio verso i cattolici e la loro religione.

 

«Era dall’intronizzazione della “dea ragione” che non si vedevano simili orrori nella Cattedrale di Parigi» dice Viganò.

 

Il culto della «dea ragione» era una specie di religione illuminista senza Dio che aveva preso piede dai rivoluzionari, che utilizzavano questo spirito ateo per intensificare l’opera di scristianizzazione e secolarizzazione della Francia dei massacri rivoluzionari. Erano Adepti della dea ragione Jacques-René Hébert, Joseph Fouché e Pierre-Gaspard Chaumette.

 

Tra il 1792 e il 1794 il culto – considerato come una vera forma di «religione civile» anticlericale – venne diffuso in maniera organizzata. La religione della dea ragione venne in seguito limitata dal decreto della Convenzione nazionale sulla libertà di religione, voluto da Robespierre, il quale si diceva contrario all’ateismo e considerava tutte le manovre dell’Hébert come i programmi di scristianizzazione sottili tentativi delle spie britanniche per cagionare un rigetto popolare che sfociasse in una controrivoluzione.  Fu così istituita una grottesca religione «laica» (parola pudica per dire «massonica») ulteriore, cioè il culto dell’Essere Supremo, ispirato agli ideali deisti di certo illuminismo.

 

I primi eventi pubblici dedicati al culto della dea ragione ebbero inizio il 9 ottobre 1793 nelle province francesi, nei pressi di Parigi, e furono promosse in particolare dalla fazione degli hébertisti nella regione intorno a Lione. Queste celebrazioni assunsero una dimensione più radicale con la «Festa della Libertà», tenutasi il 10 novembre 1793 (20 brumaio per il nuovo calendario rivoluzionario) proprio nella Cattedrale di Notre-Dame a Parigi, sotto la direzione di Pierre-Gaspard Chaumette.

 

I rivoluzionari decisero quindi di trasformare Notre-Dame in un «Tempio della Ragione», eliminando ogni simbolo religioso, e di celebrare il culto della «dea ragione senza preti» con una festa repubblicana ogni dieci giorni. Durante queste cerimonie, alla presenza del sindaco e di funzionari pubblici, venivano letti la Dichiarazione dei Diritti e la Costituzione, commentati gli eventi gloriosi delle armate al fronte e le azioni significative del periodo, oltre a discutere temi di interesse pubblico. Le celebrazioni comprendevano anche esibizioni musicali e l’esecuzione di inni patriottici come La Marsigliese.

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Una prima festa simbolica si era svolta già il 10 agosto 1793 in Place de la Bastille, ma quella del 10 novembre a Notre-Dame rappresentò un evento particolarmente sconcertante. Il ruolo della dea ragione fu interpretato da Marie-Thérèse Davoux, conosciuta come mademoiselle Maillard, una cantante lirica parigina, mentre in altre occasioni la figura fu rappresentata dall’attrice Claire Lacombe, cofondatrice della Società delle Repubblicane Rivoluzionarie.

 

In pratica, nella cattedrale dedicata alla Beata Vergini avevano intronato una dea rappresentata da donne di spettacolo. Invece che Nostra Signora, i rivoluzionari aveva messo sull’altare un’attrice.

 

Il senso della diabolica inversione rivoluzionaria è tutto qua: distruggere l’originale, il sacro, per sostituirlo con la contraffazione, il demoniaco.

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«Fate regnare Cristo nei vostri cuori»: messaggio di mons. Viganò ai giovani cattolici americani

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Renovatio 21 pubblicata questo il testo dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò ai giovani Cattolici americani riuniti a Tampa, Florida, Stati Uniti d’America    

Cristo è Re

Messaggio ai giovani Cattolici americani riuniti a Tampa (Florida)

    Cari Amici, è per me una gioia potermi rivolgere a voi, riuniti a Tampa assieme a personalità del mondo cattolico tradizionale.   Molti di voi hanno ben chiara la situazione di gravissima crisi istituzionale che stiamo vivendo tanto nella sfera civile quanto in quella ecclesiastica. È infatti dai vertici delle massime autorità dello Stato e della Chiesa che parte l’attacco contro i cittadini e i fedeli, in un capovolgimento delle finalità che sono loro proprie. Altri tra voi vivono questi momenti con sgomento, ancora increduli che chi è costituito in autorità possa consapevolmente agire per distruggere le istituzioni che essi presiedono.   Vi è, specialmente tra i cosiddetti «moderati», chi ancora pensa che l’azione dei politici e dei vescovi sia frutto di inesperienza, di ingenuità, di fraintendimenti. Eppure, a distanza di pochi anni dall’inizio della farsa psicopandemica che ha segnato una fase determinante di questo attacco, emerge l’evidenza di un unico copione sotto un’unica regia, scritto da chi non fa mistero della propria volontà di depopolare il Pianeta e schiavizzare la parte restante di umanità.   Questo copione non distingue tra mondo laico e mondo ecclesiastico: esso coinvolge due sfere della vita di ciascuno di noi che proprio il pensiero liberale e anticattolico ha artificialmente separato. Nell’ordine sociale cristiano, infatti, Chiesa e Stato sono comunque sottoposti alla suprema autorità di Dio, autore della natura e della Grazia, il Quale ha stabilito che la Chiesa si occupi della santificazione dei propri membri in ordine alla salvezza eterna e che lo Stato assicuri ai propri cittadini una vita ordinata, prospera e sicura.   È infatti Cristo stesso, mediante i propri vicari in terra, ad esercitare la propria Regalità nella società civile e il proprio Sommo Sacerdozio nella società ecclesiastica.

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La Rivoluzione ha capovolto queste finalità: ci troviamo una Gerarchia cattolica che propaga errori dottrinali e morali mettendo a rischio la vita eterna dei fedeli; e governanti che demoliscono il tessuto sociale delle Nazioni e si accaniscono sui propri cittadini, favorendo l’immigrazione, la criminalità, la perversione dei costumi con l’omosessualismo e l’ideologia LGBTQ+, l’impoverimento delle famiglie e delle imprese, il controllo delle masse.   Questo tradimento è potuto avvenire solo per una ragione, che purtroppo la mentalità contemporanea non riesce a comprendere, essendo stata indottrinata da secoli di ideologie antiumane e anticristiane. La ragione è l’abbandono di Dio in nome di una fratellanza che nega e rifiuta la Sua divina Paternità; l’abbandono di Nostro Signore Gesù Cristo, che è Re e Pontefice, al Quale le società terrene – Stato e Chiesa – hanno strappato la corona e lo scettro, nell’illusione che vi possa essere pace, concordia e prosperità dove regna Satana.   Se volete agire come Cattolici e come Americani degni di questo nome, dovete aver ben chiara la responsabilità che avete dinanzi a Dio: combattere la vostra battaglia quotidiana per conquistare il Cielo. Una battaglia in cui il Signore vi assicura le armi spirituali che vi sono necessarie per vincere: la vita in stato di Grazia, la preghiera, la frequenza dei Sacramenti, il Santo Sacrificio della Messa, le buone opere.   Fate regnare Cristo nei vostri cuori. Siate Suoi fedeli guerrieri, pronti al sacrificio per servirLo e trionfare con Lui. Non lasciatevi inquinare la mente dagli errori del mondo, né la volontà dai compromessi morali con il male.   Se apparterrete totalmente a Dio, sarà grazie a voi che Egli si degnerà di far rinascere le vostre comunità e la vostra Patria. Viriliter agite, dice il Salmo: comportatevi da uomini. Siano la vostra rettitudine e il vostro onore a rendervi degni testimoni del Battesimo che avete ricevuto.   Vi benedico tutti: In Nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.   + Carlo Maria Viganò Arcivescovo   17 Gennaio MMXXVI S.cti Antonii Abbatis

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Immagine:Hans Memling (circa 1433–1494), Polittico delle vanità terrene e della redenzione celeste (circa 1485), Musée des Beaux-Arts, Strasbourgo Immagine di Rama via Wikimedia pubblicata su licenza CC-BY-SA-2.0-FR
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Papa Leone XIV inaugura l’Anno Giubilare per l’800° anniversario della morte di San Francesco

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Sabato 10 gennaio 2026, papa Leone XIV ha inaugurato ufficialmente un Anno Giubilare speciale per celebrare l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Questa commemorazione, che si estenderà fino al 10 gennaio 2027, è proposta dalla Santa Sede come tempo di grazia e rinnovamento spirituale per la Chiesa universale.

 

Con decreto della Penitenzieria Apostolica, il Santo Padre ha concesso l’indulgenza plenaria ai fedeli che soddisfano le consuete condizioni, allo scopo di presentare la figura del «Poverello» come modello di santità e rifugio di pace in un contesto internazionale segnato da violenza e incertezza.

 

Concessione dell’Indulgenza Plenaria e Condizioni del Giubileo

L’apertura di questo periodo giubilare consente ai fedeli di ottenere la remissione della pena temporale dovuta ai peccati secondo le disposizioni canoniche: i fedeli devono recarsi in pellegrinaggio a qualsiasi chiesa conventuale francescana o a un luogo di culto dedicato al santo di Assisi; e devono partecipare ai riti giubilari prescritti o dedicarsi alla preghiera e alla meditazione.

 

Le condizioni richieste per ottenere questa grazia sono quelle consuete: la confessione sacramentale, la Santa Comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice. Coloro che, per motivi di salute, età avanzata o altre gravi cause, non possono uscire di casa, possono unirsi spiritualmente alle celebrazioni offrendo a Dio le proprie sofferenze e preghiere per partecipare ai frutti spirituali del Giubileo.

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Lettera del Papa in occasione di questo Giubileo

Nell’ambito di queste celebrazioni, papa Leone XIV ha indirizzato una lettera ai Ministri Generali della Conferenza della Famiglia Francescana. In questo documento, datato 7 gennaio 2026, il Santo Padre sottolinea che la pace non è semplicemente il frutto di sforzi umani o accordi tecnici, ma un dono divino che deve essere accolto con umiltà.

 

La lettera evidenzia il tradizionale saluto francescano, «La pace sia con voi», come cuore di una grazia divina che assume oggi particolare importanza.

 

La lettera sottolinea l’eredità di San Francesco d’Assisi e ci ricorda che la pace comprende tre dimensioni inscindibili: la pace con Dio, la pace tra le persone e la pace con il creato. Questa visione è fondamentale in un’epoca segnata da quelle che il papa definisce «guerre apparentemente infinite» e da divisioni sociali che generano sfiducia.

 

A questo proposito, la Santa Sede ha annunciato che, dal 22 febbraio al 22 marzo 2026, il corpo di San Francesco sarà eccezionalmente traslato dalla sua cripta per facilitarne la venerazione dei fedeli durante questo centenario.

 

Apertura solenne delle commemorazioni ad Assisi

L’apertura ufficiale delle celebrazioni ha avuto luogo nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, alla Porziuncola, luogo in cui il santo morì nell’autunno del 1226. La cerimonia è stata presieduta da Fra’ Francesco Piloni, Ministro Provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, accompagnato dai sei Ministri Generali dei diversi rami dell’Ordine:

 

Massimo Fusarelli (Frati Minori), Fra’ Carlos Alberto Trovarelli (Frati Minori Conventuali), Fra’ Roberto Genuin (Frati Minori Cappuccini), Tibor Kauser (Ordine Francescano Secolare), Fra’ Amando Trujillo Cano (Terzo Ordine Regolare) e Suor Daisy Kalamparamban (Conferenza Francescana Internazionale).

 

Al termine delle cerimonie inaugurali, il papa ha recitato una preghiera dedicata a San Francesco d’Assisi, invocandolo come intercessore affinché i cristiani diventino «artigiani di pace» e «testimoni disarmati».

 

La preghiera invoca il coraggio di costruire ponti laddove il mondo erige confini e ci ricorda che la vera riconciliazione è quella che abbatte tutti i muri. Attraverso questa iniziativa, la Chiesa auspica che l’ottavo centenario della morte del santo non sia solo un evento storico, ma un catalizzatore di concordia e rispetto della dignità umana nella società contemporanea.

 

È auspicabile che la vita del santo di Assisi, profondamente trasformata dal Cristo crocifisso e manifestata nelle stimmate, non venga dimenticata, né che venga dimenticato lo zelo apostolico e missionario della Regola francescana, in netto contrasto con il «dialogo» proposto oggi dai suoi seguaci.

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.News

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Immagine: Cimabue (1240–1302), Frammento, Vergine in Maestà, con Bambino, quattro angeli e san Francesco (XIII secolo), Basilica inferiore di San Francesco, Assisi.

Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

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Mons. Viganò: «l’Unione Europea va rasa al suolo»

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L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha commentato su X la questione del Mercosur, che sta provocando proteste in tutta Europa.   Un’élite eversiva si è impadronita dei governi di quasi tutti i Paesi occidentali. I suoi emissari nei governi considerano i propri cittadini come nemici da estinguere mediante pandemie, guerre, carestie e criminalità.   Sono decenni che i globalisti orgogliosamente rivendicano la paternità dei progetti di depopolamento, nel silenzio complice della stampa mainstream e di tutte le istituzioni civili e religiose. E se i crimini della farsa psicopandemica e le frodi dell’emergenza climatica sono ormai innegabili, appare ormai evidente che il comparto da eliminare è proprio quello dell’agroalimentare, oggi troppo parcellizzato e quindi poco controllabile a livello globale.   Il Mercosur è un trattato di libero scambio con Argentina, Brasile, Bolivia, Paraguay e Uruguay a seguito del quale l’Europa sarà invasa da alimenti prodotti da coltivazioni o allevamenti non sottoposti alle nostre ferree regole sanitarie. La sua approvazione costituisce un attacco all’agricoltura, agli allevamenti, alla pesca e alla salute dei cittadini europei, che avrà come risultato la distruzione del tessuto socioeconomico di intere Nazioni e la dipendenza alimentare dalle multinazionali del settore, tutte riferibili ai fondi di investimento BlackRock, Vanguard e StateStreet che stanno saccheggiando le terre agricole.  

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  L’asservimento dei governanti agli interessi dell’élite globalista è ancor più evidente dinanzi alla pianificazione della sostituzione etnica, perseguita allo scopo di cancellare l’identità religiosa, culturale, linguistica ed economica degli Stati e poter meglio controllare le masse. Da Starmer a Macron, da Rutte a Sanchez, dalla von der Leyen alla Meloni, la sorveglianza totale è ormai in fase di realizzazione e diventerà irreversibile con l’introduzione della valuta digitale e l’obbligo dell’ID univoco per l’accesso ai servizi essenziali.   Esprimo quindi il mio pieno sostegno alle manifestazioni di protesta degli agricoltori e degli allevatori europei e britannici, in queste settimane fatti oggetto di una vera e propria persecuzione spietata e ingiustificata. Auspico che i cittadini diano pieno appoggio a queste categorie particolarmente colpite, anzitutto acquistando direttamente da loro ciò che producono, perché è grazie alla loro presenza che possiamo mangiare in modo sano ed evitare alimenti ultraprocessati o geneticamente modificati. Invito a boicottare le aziende della grande distribuzione che sostengono il Mercosur e penalizzano la produzione interna.   L’Unione Europea è un’associazione eversiva criminale: essa non può essere «cambiata dal di dentro», va semplicemente rasa al suolo.

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