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Vaccino COVID, i componenti della tecnologia mRNA «possono causare gravi eventi avversi in uno o più dei nostri test clinici», afferma un produttore

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Renovatio 21 offre la traduzione di questo pezzo di CHD per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

I vaccini mRNA in fase di test contro il coronavirus, incluso quello di Moderna, ricorrono a un «sistema di trasporto» basato su nanoparticelle contenenti una sostanza chimica denominata glicole polietilenico (PEG).

In sintesi:

 

  • I vaccini mRNA in fase di test contro il coronavirus, incluso quello di Moderna, ricorrono a un «sistema di trasporto» basato su nanoparticelle contenenti una sostanza chimica denominata glicole polietilenico (PEG).

 

  • L’uso di PEG in farmaci e vaccini è sempre più controverso a causa della documentata incidenza di reazioni immunitarie negative legate al PEG, tra cui anafilassi potenzialmente letali.

 

  • Quasi sette americani su dieci potrebbero già essere sensibilizzati alla PEG, che potrebbe ridurre l’efficacia dei vaccini e aumentare gli effetti collaterali.

Quasi sette americani su dieci potrebbero già essere sensibilizzati alla PEG, che potrebbe ridurre l’efficacia dei vaccini e aumentare gli effetti collaterali

 

  • Se un vaccino mRNA contro il COVID contenente PEG ottiene l’approvazione della FDA, l’aumentata esposizione al PEG sarebbe senza precedenti e potenzialmente disastrosa.

 

  • I documenti e le pubblicazioni di Moderna indicano che la compagnia è ben conscia dei rischi alla sicurezza associati al PEG e ad altri aspetti della tecnologia mRNA, ma è più concentrata sul profitto.

 

 

Molti candidati statunitensi – Moderna, Pfizer/BioNTech e Arcturus Therapeutics – stanno impiegando la tecnologia a RNA messaggero, o mRNA, mai approvata prima, in quanto si tratta di un approccio sperimentale progettato per trasformare le cellule del corpo in fabbriche di proteine virali

Una dozzina di vaccini contro il COVID sono in fase di test, capifila di un gruppo che conta circa 170 candidati. Molti candidati statunitensi – Moderna, Pfizer/BioNTech e Arcturus Therapeutics – stanno impiegando la tecnologia a RNA messaggero, o mRNA, mai approvata prima, in quanto si tratta di un approccio sperimentale progettato per trasformare le cellule del corpo in fabbriche di proteine virali.

 

Una sfida tecnologica è quella di far arrivare l’RNA intatto nelle cellule – evitando che si rompa prima dell’arrivo a destinazione. In altre parole, i vaccini mRNA non possono operare senza un meccanismo di rilascio integrato che consente al mRNA di spingersi nel citoplasma cellulare.

 

La soluzione è un «sistema di trasporto» che utilizza nanoparticelle lipidiche (LNP). Queste particelle incapsulano il costrutto di mRNA per proteggerlo dalla degradazione e promuovere l’assimilazione da parte della cellula; inoltre, stimola il sistema immunitario (proprietà che gli scienziati vaccinali definiscono «proprietà adiuvante» delle LNP).

 

Le formulazioni LNP dei tre vaccini contro il COVID sono anche PEGilati, cioè le nanoparticelle del vaccino sono rivestite con un polimero sintetico, non degradabile e altamente controverso chiamato glicole polietilenico (PEG).

 

Nel prospetto aziendale che supporta il lancio sul mercato di Moderna del 2018 (una prima offerta pubblica che ha stabilito un record per l’industria biotecnologica), l’azienda è stata onesta sui numerosi rischi del suo approccio tecnico.

 

Nello specifico, moderna ammette il potenziale delle sue LNP – e PEG – di provocare «effetti collaterali sistemici»

Nello specifico, moderna ammette il potenziale delle sue LNP – e PEG – di provocare «effetti collaterali sistemici», soprattutto considerando la letteratura scientifica di simili effetti collaterali per altri LNP. Nei commenti solitamente ignorati dal pubblico, Moderna ha affermato (pag. 33) che:

 

«Non possono esserci garanzie sul fatto che i nostri LNP non avranno effetti indesiderati. I nostri LNP potrebbero con tribuire, completamente o in parte, a uno p più dei seguenti: reazioni immunitarie, reazioni all’infusione, reazioni ai complementi, reazioni all’opsonizzazione, reazioni anticorpali … o reazioni al PEG di alcuni lipidi o ad altri PEG legati al LNP. Alcuni aspetti dei nostri farmaci sperimentali possono indurre reazioni immunitarie sia dal mRNA sia dai lipidi, così come reazioni avverse a carico del fegato o degradazione del mRNA o del LNP, ciascuna delle quali potrebbe causare gravi eventi avversi in uno o più dei nostri test clinici». [corsivo e link aggiunti]

 

Lungi dall’esprimere preoccupazioni sul benessere dei partecipanti ai test clinici, questa sezione del prospetto conclude che ciascuno di questi problemi «può materialmente danneggiare il business [dell’azienda], le condizioni finanziarie, i potenziali clienti».

Lungi dall’esprimere preoccupazioni sul benessere dei partecipanti ai test clinici, questa sezione del prospetto conclude che ciascuno di questi problemi «può materialmente danneggiare il business [dell’azienda], le condizioni finanziarie, i potenziali clienti».

 

 

Il PEG «invisibile»

Il PEG è ampiamente utilizzato in farmaci, prodotti per la cura personale, lubrificanti, gel (come quello per le ecografie), additivi alimentari e non solo.

 

Ad esempio, il PEG è un noto ingrediente del controverso lassativo della Bayer, MiraLAX, utilizzato per la costipazione e per preparare i pazienti alla colonscopia. Molti genitori di bambini cronicamente costipati hanno accusato MiraLAX di aver provocato gravi sintomi neuropsichiatrici, tra cui sbalzi d’umore, rabbia, fobie e paranoie.

 

Le industrie biofarmaceutiche e vaccinali apprezzano il PEG per la sua capacità di dotare le nanoparticelle dell’invisibilità, cioè permette alle particelle di passare inosservato dal sistema immunitario e aggirare le difese immunitarie del corpo.

 

Il PEG è un noto ingrediente del controverso lassativo della Bayer, MiraLAX, utilizzato per la costipazione e per preparare i pazienti alla colonscopia. Molti genitori di bambini cronicamente costipati hanno accusato MiraLAX di aver provocato gravi sintomi neuropsichiatrici, tra cui sbalzi d’umore, rabbia, fobie e paranoie

Recentemente, comunque, il PEG è stato attentamente esaminato. I ricercatori che sostenevano che il polimero fosse per lo più «inerte» ora stanno mettendo in discussione la biocompatibilità e avvertono sulla capacità delle particelle PEGilate di accelerare la crescita dei tumori e risposte immunitarie avverse che includono la «probabilmente sottodiagnosticata» e potenzialmente letale anafilassi (chiamata anche ipersensibilità).

 

Queste risposte indesiderate hanno, a volte, bloccato le sperimentazioni.

 

Inoltre, casi-studio evidenziano reazioni incrociate tra PEG e polisorbati (tensioattivi/emulsionanti presenti in molti prodotti, tra cui certi vaccini), e significa che gli individui possono sperimentare una pericolosa ipersensibilità verso entrambi.

 

Come risultato, alcuni scienziati ritengono che sia tempo di sviluppare alternative per sostituire il PEG. Ricercatori statunitensi e olandesi hanno dichiarato nel 2013:

 

«Le crescenti prove che documentano gli effetti dannosi del PEG nei farmaci rende imperativo che gli scienziati di questo campo interrompano la loro dipendenza dal PEG».

«Le crescenti prove che documentano gli effetti dannosi del PEG nei farmaci rende imperativo che gli scienziati di questo campo interrompano la loro dipendenza dal PEG».

 

Le preoccupazioni delle compagnie farmaceutiche sono incentrate su altri problemi: le risposte immunitarie al PEG possono veramente ridurre l’efficacia di farmaci che lo contengono.

 

Molti lavoratori dell’industria farmaceutica devono essersi preoccupati quando uno studio del 2016 su Analytical Chemistry ha riportato livelli visibili e talvolta alti di anticorpi anti-PEG (tra cui anticorpi di prima difesa IgM e anticorpi della fase successiva IgG) in circa il 72% del campione umano contemporaneo, e nel 56% del campione storico dagli anni Settanta agli anni Novanta.

 

I ricercatori hanno confessato che i risultati sono stati assolutamente inaspettati. Hanno anche confermato che la sensibilizzazione al PEG può essere indotta tramite l’esposizione a farmaci PEGilati o può essere preesistente in individui mai trattati con farmaci PEGilati ma «più probabilmente … esposti a PEG in altri modi».

I ricercatori hanno confessato che i risultati sono stati assolutamente inaspettati. Hanno anche confermato che la sensibilizzazione al PEG può essere indotta tramite l’esposizione a farmaci PEGilati o può essere preesistente in individui mai trattati con farmaci PEGilati ma «più probabilmente … esposti a PEG in altri modi».

 

 

PEG e vaccini COVID-19

La crescente esposizione a prodotti contenenti PEG rende «normale desumere» che gli anticorpi anti-PEG continueranno ad essere diffusi e «inevitabili». Ad ogni modo, se uno dei vaccini COVID-19 a base di mRNA PEGilato ottiene l’approvazione della FDA, l’aumento dell’esposizione al PEG sarà senza precedenti – e potenzialmente disastroso.

 

Sfortunatamente, mentre quattro medici su cinque prescrivono già farmaci PEGilati, solo uno su cinque è consapevole delle potenziali risposte immunitarie degli anticorpi anti-PEG e solo un terzo sa che i farmaci che prescrive lo contiene.

 

Un ricercatore della Vanderbilt University concorda che ci sia una diffusa mancanza di riconoscimento che l’ipersensibilità al PEG è possibile, e ve ne è molta meno sul fatto che si manifesti regolarmente.

Se uno dei vaccini COVID-19 a base di mRNA PEGilato ottiene l’approvazione della FDA, l’aumento dell’esposizione al PEG sarà senza precedenti – e potenzialmente disastroso

 

In più, mentre potrebbe essere importante esaminare i livelli degli anticorpi anti-PEG nei pazienti «prima di somministrare farmaci contenenti PEG» – tra cui i vaccini – tali esami sono disponibili solo per la ricerca, non per il pubblico.

 

I vaccini mRNA non sono gli unici contro il COVID-19 che vengono prodotti utilizzando il PEG.

 

I ricercatori tedeschi del Max Planck Institute hanno sviluppato un processo ad «alta resa» per la produzione del vaccino anti-COVID purificando le particelle virali. In questo procedimento si aggiunge PEG a un liquido contenente il virus e si filtra il liquido attraverso una serie di membrane: «L’elevato contenuto di PEG fa sì che il virus si attacchi alla superficie di cellulosa» mentre le impurità «fluiscono attraverso le membrane».

Prima del COVID-19, i ricercatori elogiavano il PEG in quanto additivo economico utile per risolvere i problemi di conservazione dei vaccini, soprattutto quelli che utilizzano adenovirus geneticamente modificati. Tre dei vaccini COVID-19 in fase di sperimentazione (Johnson&Johnson, Oxford e CanSino) sono vaccini con vettori adenovirali.

 

Prima del COVID-19, i ricercatori elogiavano il PEG in quanto additivo economico utile per risolvere i problemi di conservazione dei vaccini, soprattutto quelli che utilizzano adenovirus geneticamente modificati; hanno notato che circa l’80% del costo dei vaccini «è legato a problemi della catena del freddo (ossia, mantenere freddi i vaccini)» e che il PEG può aumentare l’emivita dei vaccini da sette giorni a oltre trenta a temperatura ambiente.

 

Tre dei vaccini COVID-19 in fase di sperimentazione (Johnson&Johnson, Oxford e CanSino) sono vaccini con vettori adenovirali.

 

 

In calo e sporchi

Come illustrato dal prospetto di Moderna, gli scienziati sono pienamente consapevoli dei problemi di sicurezza legati al PEG.

 

Per quanto concerne l’efficacia, uno studio della metà del 2019 condotto da autori che «sono o sono stati impiegati di Moderna, Inc. e hanno ricevuto denaro e quote societarie di Moderna, Inc.» ammette che gli anticorpi anti-PEG «presentano sfide significative ai farmaci contenenti PEG e richiedono strategie per contrastare [i loro] effetti».

 

Come illustrato dal prospetto di Moderna, gli scienziati sono pienamente consapevoli dei problemi di sicurezza legati al PEG.

Ciononostante, con le «incredibilmente alte» intorno allo sviluppo per il vaccino anti-COVID, le riserve di Moderna sul PEG e la sua tecnologia LNP non hanno bloccato le dispute (pur senza successo) sul brevetto LNP dei concorrenti né hanno mascherato gli effetti collaterali dei test clinici iniziali.

 

Nel suo prospetto, Moderna ammette solo che «inaccettabili rischi per la salute o effetti collaterali avversi» possono rendere difficile reclutare o mantenere i partecipanti alle sperimentazioni e che «un rapporto rischi/benefici sfavorevole potrebbe «precludere l’accettazione del mercato» se il prodotto verrà commercializzato.

 

Le percentuali sono ancora più alte per gli individui che per il governo e le compagnie farmaceutiche saranno i primi a ricevere il vaccino.

Gli sviluppatori del vaccino anti-COVID non hanno svelato se sono in corso accertamenti per verificare gli anticorpi anti-PEG nei partecipanti né se stanno agendo per mitigare i potenziali rischi letali delle reazioni di ipersensibilità

 

Gli sviluppatori del vaccino anti-COVID non hanno svelato se sono in corso accertamenti per verificare gli anticorpi anti-PEG nei partecipanti né se stanno agendo per mitigare i potenziali rischi letali delle reazioni di ipersensibilità.

 

Se almeno tre quarti della popolazione degli Stati Uniti ha anticorpi anti-PEG, allora non sono certo domande banali.

 

 

Il Team di Children’s Health Defense

 

 

© 6 agosto 2020, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

 

 

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Epidemie

Fauci si rifiuta di comparire davanti alla commissione del Senato

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Il dottor Anthony Fauci si è rifiutato di presentarsi al Campidoglio di Washington per deporre a porte chiuse dopo la sua audizione del 29 luglio davanti alla Commissione per la Sicurezza Interna del Senato (SHSC), durante la quale non ha risposto alle domande sulla sua responsabilità nell’origine e nella cattiva gestione della crisi COVID-19, invocando il Quinto Emendamento oltre 100 volte nonostante avesse ricevuto la grazia generale dal presidente Joe Biden. Lo riporta LifeSite.

 

Una settimana dopo, i membri repubblicani della commissione hanno votato all’unanimità per deferire Fauci al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) con l’accusa di oltraggio al Congresso.

 

Nonostante il silenzio impassibile di Fauci durante l’udienza televisiva del 29 luglio, i senatori intendono ancora ottenere risposte, ma Fauci continua a ripararsi dietro i suoi costosi avvocati.

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«L’avvocato del dottor Fauci ci ha appena informato che Fauci si rifiuta di presentarsi per un’intervista privata trascritta», ha scritto il senatore repubblicano statunitense Ron Johnson del Wisconsin, che insieme al senatore repubblicano statunitense Rand Paul del Kentucky da tempo cerca di ritenere l’ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) responsabile del suo ruolo durante la pandemia.

 

«Il popolo americano merita risposte a domande legittime riguardo alla nostra disastrosa gestione della pandemia di COVID-19», ha dichiarato Johnson. «Ad alcune di queste domande può rispondere solo il dottor Fauci. Una volta ha affermato con arroganza di essere “molto felice di testimoniare davanti a qualsiasi commissione di controllo del Congresso. Non ho nulla da nascondere”».

 

«A quanto pare, ha molto da nascondere», ha aggiunto il Johnson.

 

«Dato che Fauci si rifiuta di parlare del suo ruolo e delle decisioni prese in relazione al COVID-19, la mia sottocommissione continuerà a richiedere i suoi documenti e a chiedere di parlare con le persone chiave con cui ha collaborato. Valuteremo le opzioni legali a nostra disposizione prima di decidere i prossimi passi», ha promesso il senatore del Wisconsin.

 

Il senatore Johnson, grande critico della follia pandemica e vaccinale che ricopre anche la carica di presidente della Sottocommissione permanente per le indagini del Senato, ha inviato lettere agli ex funzionari della Food and Drug Administration (FDA) dottor Peter Marks, dottor Narayan Nair, dottor Steven Anderson e dottor Manette Niu, nonché a Fauci, richiedendo la trascrizione delle interviste sul loro ruolo nella risposta alla pandemia di COVID-19, compresa la sicurezza e l’efficacia dei vaccini contro il COVID-19.

 

Il 29 aprile Johnson ha pubblicato un rapporto preliminare che descriveva in dettaglio come alti funzionari della FDA avessero ignorato gli avvertimenti secondo cui il loro sistema di monitoraggio della sicurezza dei vaccini nascondeva segnali di pericolo per i vaccini contro il COVID-19.

 

Nella sua lettera a Fauci, Johnson ha scritto: «Voglio darle un’altra opportunità per fornire la necessaria trasparenza sulla pandemia di COVID-19 e sulla risposta del governo ad essa, compresi i trattamenti precoci e lo sviluppo, la distribuzione, il monitoraggio della sicurezza e l’efficacia dei vaccini contro il COVID-19».

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Come riportato da Renovatio 21, in settimana Fauci sapeva del rischio di aborto spontaneo legato al vaccino anti-COVID.

 

Fauci, che dinanzi al Congresso si è avvalso del Quinto Emendamento (la facoltà di non rispondere per non incriminarsi) ben 111 volte, non rispondendo di fatto a nulla di quanto gli chiedevano i senatori, sarebbe ora oggetto di un’indagine annunciata dal procuratore generale della Florida.

 

Nei documenti desecretati dall’ex diretttrice dell’Intelligence nazionale americana Tulsi Gabbard è rivelato che Fauci finanziava la ricerca che diede origine al COVID, e condusse l’insabbiamento con lo spionaggio USA. Al contempo, dai documenti appare che Fauci sapesse dell’origine laboratoriale del coronavirus di Wuhano e pure della scarsa efficacia dei vaccini mRNA.

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 Immagine di Sdkb via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine tagliata

 

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Epidemie

Epidemie colpiscono Ceuta invasa dai migranti

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Nell’enclave spagnola di Ceuta, nel Nord Africa, sono stati segnalati casi di malattie infettive, tra cui gastroenteriti, tra i migranti a partire dall’invasione perpetrata dal vicino Marocco alla fine di luglio.   L’Istituto Nazionale per la Gestione Sanitaria spagnolo (INGESA) ha confermato la diffusione di casi di gastroenterite tra i migranti arrivati di recente, secondo quanto riportato venerdì dai media spagnoli. L’agenzia ha inoltre confermato casi di scabbia e impetigine, precisando che entrambe le patologie erano già presenti a Ceuta prima dell’ultimo afflusso di migranti.   Tuttavia, l’INGESA ha respinto le affermazioni secondo cui il sistema sanitario di Ceuta sarebbe collassato. L’agenzia ha anche smentito le notizie relative a un’epidemia di tubercolosi, affermando che il caso sospetto è risultato negativo al test   L’epidemia si verifica mentre i professionisti sanitari locali avvertono che il sovraffollamento e le condizioni igienico-sanitarie inadeguate tra le migliaia di migranti che vivono all’aperto potrebbero facilitare un’ulteriore diffusione della malattia. Si dice che molti migranti non abbiano un accesso adeguato all’acqua potabile, ai servizi igienici e alle docce.

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La gastroenterite è un’infiammazione dello stomaco e dell’intestino, solitamente causata da un’infezione virale o batterica, con sintomi quali diarrea, vomito e crampi addominali. La scabbia è un’infestazione cutanea contagiosa causata da acari microscopici che provoca prurito intenso ed eruzione cutanea, mentre l’impetigine è un’infezione batterica della pelle caratterizzata da piaghe che possono rompersi e sviluppare croste giallastre.   Oltre 72.000 migranti sono entrati a Ceuta tra il 30 e il 31 luglio, molti a nuoto o attraversando le barriere frangiflutti costiere: una cifra equivalente a circa il 70 % della popolazione residente dell’enclave. L’afflusso ha messo a dura prova i centri di accoglienza e ha esercitato ulteriore pressione sulle risorse sanitarie e delle forze dell’ordine. La maggior parte di coloro che sono entrati è stata rimpatriata in Marocco, ma si stima che fino a 11.000 persone siano ancora a Ceuta, secondo le autorità locali.   L’afflusso ha inoltre alimentato le tensioni all’interno dell’UE, dove la migrazione è da tempo una questione controversa. Ventidue leader europei hanno firmato una lettera accusando la Spagna di minare la sicurezza delle frontiere del blocco, mentre diversi hanno chiesto l’espulsione del Paese dall’area Schengen.   Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha replicato, definendo le azioni dei suoi vicini europei «egoistiche».   Come riportato da Renovatio 21, in molti sostengono che l’invasione sia stata programmata dal Marocco su spinta di Israele (che vorrebbe punire la Spagna per le sue posizioni su Gaza, Libano, UNIFIL etc.) e degli Stati Uniti, che avevano passato leggi proprio su quei territori negli scorsi mesi.   Secondo varie testate, terroristi islamici avrebbero approfittato del disordinato afflusso di immigrati clandestini marocchini in Spagna per introdursi in Europa.  

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Lettera di mons. Viganò all’avvocato antipandemico in carcere

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L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha mandato un messaggio di solidarietà all’avvocato tedesco avvocato Reiner Füllmich, arrestato il 13 ottobre 2023 all’aeroporto di Francoforte, al rientro dal Messico (dove si trovava e da cui era stato espulso), con l’accusa di appropriazione indebita di fondi donati.

 

Il tribunale regionale di Göttingen lo ha condannato il 24 aprile 2025 a 3 anni e 9 mesi di reclusione. Al momento della condanna (24 aprile 2025) l’avvocato noto in Germania per la sua battaglia contro le restrizioni pandemiche aveva già trascorso circa 18 mesi in carcere preventivo.

 

Il tribunale ha deciso di non conteggiare 5 mesi di quella custodia cautelare sulla pena finale, perché secondo i giudici aveva deliberatamente allungato il processo.

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Füllmich ha sempre negato di aver sottratto i fondi: ha dichiarato di averli spostati per «proteggerli» da un possibile sequestro dello Stato. Il tribunale non ha accettato questa versione.

 

In un video andato in diretta streaming venerdì 7 luglio 2026 in collegamento telefonico con l’avvocato Füllmich, dal minuto 1:25:11 al minuto 1:27:37, viene letto il mio messaggio di spirituale vicinanza e di solidarietà mandato a Füllmich da monsignore.

 

«Caro dottor Reiner Fuellmich, con profondo dolore e indignazione apprendo che Lei continua a languire in carcere, privato della libertà da quasi tre anni per aver osato indagare e denunciare pubblicamente le menzogne e i crimini compiuti durante la cosiddetta “pandemia”» scrive il prelato.

 

«La Sua detenzione prolungata, al di là di ogni pretesto giuridico, costituisce un atto di persecuzione politica. Chi ha avuto il coraggio di cercare la verità e di dar voce a milioni di persone private dei propri diritti fondamentali viene oggi trattato come un nemico dello Stato, mentre coloro che hanno architettato e imposto una delle più gravi operazioni di controllo sociale e di danno all’umanità restano impuniti e spesso onorati».

 

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«La giustizia che confonde la ricerca della verità con un reato costituisce una collaborazione con il tiranno» continua l’arcivescovo.

 

«Le esprimo la mia piena solidarietà e la mia preghiera. La Sua testimonianza non è vana. La verità, per quanto calpestata, non può essere cancellata.
Chiedo a tutti gli uomini di buona volontà di elevare la voce perché sia liberato immediatamente e perché sia resa giustizia a quanti, come Lei, hanno pagato e stanno pagando il prezzo della propria integrità morale e intellettuale» scrive Sua Eccellenza nella lettera.

 

«Non è l’avvocato Fuellmich che dovrebbe essere in carcere, ma coloro che hanno perpetrato il più grande crimine contro l’umanità dei nostri tempi.
Dio La sostenga e La liberi presto».

 

«Auspico che l’appello lanciato per la liberazione del dott. Füllmich non rimanga inascoltato» ha aggiunto l’arcivescovo su X.

 

Come riportato da Renovatio 21, monsignor Viganò quattro anni fa aveva dato una lunga intervista all’avvocato in cui delineava la questione del colpo di Stato globale rappresentato dalla pandemia COVID e del sovvertimento e della dissoluzione della società cristiana.

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Monsignore a settembre aveva partecipato all’appello per la liberazione dell’avvocato germanico. «In molti Stati autoproclamatisi “democratici”, le voci che denunciano questo colpo di Stato globale vengono messe a tacere attraverso la censura, l’intimidazione, la psichiatrizzazione e persino l’arresto» aveva scritto su X rilanciando l’appello..

 

«Tra le vittime del regime totalitario che si sta affermando silenziosamente in Europa, Canada, Australia e altre nazioni vassalle delle Nazioni Unite, della NATO, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Forum Economico Mondiale (tutte entità private finanziate dagli stessi poteri) c’è l’avvocato Reiner Fuellmich, ingiustamente imprigionato e ancora in attesa di un giusto processo. Il suo crimine è aver osato dire la verità in un mondo di menzogne criminali» aveva scritto l’ex nunzio apostolico in USA.

 

Come riportato da Renovatio 21, nel 2021Fuellmich aveva intervistato il cardiologo texano Peter McCullough, che aveva accennato a «infertilità e cancro come possibili conseguenze del vaccino». L’avvocato ricevette dal gruppo Doctors for COVID Ethics una lettera di confutazione all’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) che metteva in guardia rispetto ai vaccini genici sperimentali.

 

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