Geopolitica
Il principe saudita Mohammed bin Salman snobba i britannici per incontrare Putin
Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman (MbS) avrebbe snobbato Londra per incontrare il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin.
Il Financial Times riporta che MBS aveva un piano provvisorio per visitare il Regno Unito già il 3 dicembre, che aveva accantonato poco prima di ricevere il Putin a Riyadh il 6 dicembre.
Funzionari britannici e sauditi discutono da mesi riguardo un potenziale viaggio di MbS nel Regno Unito quest’anno, e i funzionari britannici hanno affermato di aver lavorato per fissare il 3 dicembre come possibile data di arrivo, secondo FT.
La vicinanza del viaggio del principe a Londra e della visita di Putin a Riad ha sollevato interrogativi da parte degli «alti parlamentari conservatori» sulla forza dell’alleanza saudita-britannica.
L’ex leader dei Tory Sir Iain Duncan Smith ha descritto lo sviluppo al FT come «sorprendente» e ha definito il rinvio un «affronto». Sir Iaian ha continuato affermando che esiste il rischio che la Gran Bretagna e gli altri alleati occidentali dell’Arabia Saudita vengano «presi in giro».
Un altro deputato conservatore, Robert Courts, ha affermato che il rinvio è «una preoccupazione perché suggerisce un fallimento diplomatico del Regno Unito di fronte a un’offensiva diplomatica coordinata da parte di Putin» e che «il Regno Unito dovrebbe urgentemente rivedere le risorse e la strategia dietro la sua politica estera e politica. politica di difesa per impedire lo scivolamento degli Stati verso i nostri concorrenti strategici».
L’ambasciatore dell’Arabia Saudita nel Regno Unito, il principe Khalid bin Bandar, tuttavia, ha negato qualsiasi collegamento tra la visita annullata e il viaggio del presidente russo, insistendo sul fatto che «chiunque abbia familiarità con le relazioni tra Regno Unito e Arabia Saudita saprà che l’idea di un affronto è una sciocchezza».
Contrary to media claims, Russia is not “isolated”, especially when Putin’s welcome in Dubai by MBS was as strong as one might expect. The fact that they’re making oil deals right next to the COP28 climate conference says it all. Serious people reject the woke and… pic.twitter.com/ml2h3UOYP5
— Ian Miles Cheong (@stillgray) December 6, 2023
Putin and MBS. pic.twitter.com/eQQ8PkZr1m
— MonitorX (@MonitorX99800) December 6, 2023
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«Il rapporto è più forte che mai e rimarrà tale. Coloro che desiderano interpretare le cose in modo diverso si sbagliano di grosso», ha detto al FT.
Il ministero degli Esteri del Regno Unito non ha né confermato né smentito il rinvio quando è stato raggiunto dal FT per un commento, con il suo portavoce che ha effettivamente schivato la domanda.
«Non spetta al Regno Unito commentare gli impegni diplomatici di altri paesi. Lavoriamo a stretto contatto con l’Arabia Saudita in una serie di settori, tra cui fornire sostegno all’Ucraina e affrontare l’attuale crisi in Israele», ha affermato il portavoce britannico.
I sauditi sembrano allontanarsi sempre più dal loro ruolo di gestori dei giacimenti petroliferi della finanza angloide, e stanno invece perseguendo il loro ruolo nella dinamica globale emergente, evidenziato dalla loro recente entrata nei BRICS.
All smiles:
Putin and the Saudi crown prince MbS say goodbyes to each other after an amicable and productive meeting in Riyadh. The two leaders discussed the situation in the Middle East, especially Gaza, and the Russia-Saudi cooperation in the OPEC+ framework. UAE was also one… pic.twitter.com/xp8lgaxF2j
— Nina ???? Byzantina (@NinaByzantina) December 6, 2023
Come riportato da Renovatio 21, Arabia Saudita e Cina creano un accordo di scambio per il commercio senza dollari.
Lo scambio di petrolio senza l’intermediazione del dollaro, iniziata l’anno scorso con le dichiarazioni dei sauditi sulla volontà di vendere il greggio alla Cina facendosi pagare in yuan, porterà alla dedollarizzazione definitiva del commercio globale.
A gennaio, il ministro delle finanze dell’Arabia Saudita Mohammed Al-Jadaan ha dichiarato al World Economic Forum che il Regno è aperto a discutere il commercio di valute diverse dal dollaro USA.
«Non ci sono problemi con la discussione su come stabiliamo i nostri accordi commerciali, se è in dollari USA, se è l’euro, se è il riyal saudita», aveva detto Al-Jadaan in un’intervista a Bloomberg TV durante il WEF di Davos. «Non credo che stiamo respingendo o escludendo qualsiasi discussione che contribuirà a migliorare il commercio in tutto il mondo».
Il rapporto tra la Casa Saud e Washington, con gli americani impegnati a difendere la famiglia reale araba in cambio dell’uso del dollaro nel commercio del greggio (come da accordi presi sul Grande Lago Amaro tra Roosevelt e il re saudita Abdulaziz nel 1945) sembra essere arrivato al termine.
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Geopolitica
L’UE respinge il Canada come membro «associato»
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Geopolitica
Trump in contatto con Netanyahu: paura di altre ostilità con l’Iran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato al telefono con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sabato mattina, per fare il punto sui preparativi per possibili attacchi contro l’Iran,. Lo riporta il Wall Street Journal, che cita fonti a conoscenza della conversazione.
Secondo il WSJ, Trump aveva precedentemente tenuto un altro incontro con alti comandanti militari alla Casa Bianca per discutere le opzioni per la ripresa di importanti operazioni di combattimento. Nelle scorse settimane, diverse testate giornalistiche hanno riportato che gli Stati Uniti potrebbero riprendere gli attacchi contro l’Iran dopo le elezioni di medio termine del 3 novembre.
Trump ha ripetutamente minacciato di bombardare l’Iran, avvertendo di «un’altra piccola Furia Epica», dal nome dell’operazione precedente, qualora Teheran non rispetterà le sue condizioni di pace. Secondo quanto riferito, funzionari statunitensi avrebbero avvertito gli alleati arabi che ospitano basi militari americane di prepararsi a un’operazione breve ma intensa.
Interrogato sabato sera durante una festa di Halloween a Mar-a-Lago, in Florida, sulla possibilità di «tornare in guerra con l’Iran» nelle prossime settimane, Trump ha risposto: «Supponiamo che lo facessi, ve lo direi? Non posso dirvelo».
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Secondo quanto riferito, il Pentagono avrebbe presentato a Trump potenziali obiettivi che vanno dagli impianti nucleari e siti militari sotterranei iraniani all’isola di Kharg, un importante snodo per l’esportazione di petrolio nel Golfo Persico. Gli Stati Uniti hanno inoltre inviato ulteriori intercettori missilistici nella regione e trasferito truppe da basi vulnerabili.
Secondo un articolo del Jerusalem Post pubblicato sabato, Stati Uniti e Israele hanno già elaborato piani per una rinnovata azione militare, ma è improbabile che Trump ordini attacchi prima del voto di martedì, a meno che i servizi segreti non indichino preparativi per un attacco a sorpresa.
Una ripresa delle ostilità giungerebbe in un momento delicato per Netanyahu, il cui blocco di destra non è riuscito a ottenere la maggioranza parlamentare alle elezioni della scorsa settimana. Rimarrà in carica mentre proseguono i negoziati per la formazione di una coalizione.
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato sabato che Trump non ha ancora deciso se lanciare nuovi attacchi contro l’Iran, ma preferisce una soluzione diplomatica. Le sue dichiarazioni sono giunte mentre i negoziatori iraniani incontravano i mediatori del Qatar a Doha, dopo oltre 12 ore di colloqui a Teheran venerdì. Una fonte a conoscenza dei colloqui ha riferito a Reuters che la diplomazia viene coordinata attraverso contatti regolari con Washington.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran ha esaminato una lettera del vicepresidente statunitense JD Vance volta a riaprire i negoziati, definendo l’iniziativa un «passo positivo».
Nel frattempo, la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha ordinato alle forze armate di prepararsi a «una risposta immediata ed efficace, senza limitazioni geografiche» qualora il Paese venisse attaccato di nuovo, secondo quanto riportato in una dichiarazione diffusa sabato dal suo ufficio.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Lavrov: l’Europa ha perso l’occasione di mediare nel conflitto ucraino
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