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Immigrazione

Conor McGregor indagato per hate speech: aveva criticato la risposta del governo alla violenza migrante di Dublino

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Il campione di MMA Conor McGregor è ora sotto inchiesta per «incitamento all’odio online» per le sue critiche alle politiche migratorie di massa del governo irlandese e per l’incapacità di proteggere i suoi cittadini dalla violenza dei migranti.

 

Il McGregor si è espresso con veemenza contro l’inerzia del governo dopo che diversi bambini e una donna sono stati accoltellati da un migrante algerino in pieno giorno la scorsa settimana.

 

«Bambini innocenti accoltellati senza pietà da uno straniero mentalmente squilibrato a Dublino, in Irlanda, oggi», ha pubblicato su Twitter. «Il nostro capo della polizia ha detto questo sulle rivolte avvenute in seguito. Drew, non va bene. C’è un grave pericolo tra noi in Irlanda che non dovrebbe mai verificarsi qui in primo luogo».

 

 

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McGregor ha anche chiesto ai leader irlandesi un’azione per affrontare la politica migratoria di fondo che ha consentito all’aggressore algerino di entrare in Irlanda.

«Le vostre affermazioni di nulla sono assolutamente inutili per la soluzione di questo problema. Agite!! Risolvete IMMEDIATAMENTE questa situazione!»

 

 

In risposta, le forze di polizia irlandesi, note come Gardai, stanno ora indagando su McGregor per «incitamento all’odio online».

 

«I post di McGregor sono al vaglio della Gardai, la polizia irlandese, nell’ambito di un’indagine sulla diffusione di discorsi di incitamento all’odio online. L’indagine è condotta da Justin Kelly, un vice commissario del Garda», ha riferito il britannico Sunday Times.

 

Il contesto dell’attacco a McGregor – peraltro un simbolo nazionale vivente, che ha espresso semplicemente la sua opinione pubblicamente – è da valutare bene, perché avviene proprio nei giorni in cui il primo ministro irlandese Leo Varadkar ha promesso di reprimere il cosiddetto hate speech, il «discorso di incitamento all’odio», in seguito alle rivolte scoppiate in seguito alla follia di accoltellamenti tra i migranti.

 

«Approveremo nuove leggi nelle prossime settimane per consentire al Gardai di utilizzare meglio le prove CCTV raccolte ieri», ha detto Varadkar. “Modernizzeremo le nostre leggi contro l’incitamento all’odio e all’odio in generale”.

 

«Abbiamo bisogno di leggi per poterli perseguire individualmente… La colpa è loro e noi le otterremo», ha aggiunto il Varadkar.

 

«Siamo un Paese di migranti. Siamo andati in tutto il mondo come popolo», ha insistito. «I nostri servizi pubblici non funzionerebbero senza la migrazione. Non ci sarebbe nessuno che si prenderebbe cura dei malati o degli anziani, sicuramente non abbastanza persone».

 

Le osservazioni di Varadkar che denigravano l’indignazione per l’accoltellamento più che per l’accoltellamento stesso erano così stonate che persino il CEO di Tesla Elon Musk ha concluso che il primo ministro irlandese «odia il popolo irlandese».

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Al momento dell’attacco, in cui è stata ferita una donna e dei bambini, i media mainstream – inclusa la britannica BBC – hanno negato che il sospetto fosse un immigrato, dicendo che quelle erano solo «voci» messe probabilmente in giro dall’estrema destra, mentre a loro risultava che il presunto accoltellatore fosse invece un «cittadino irlandese».

 

Il che tecnicamente è pure vero: il sospetto, 50 anni, ha infatti ottenuto la cittadinanza 20 anni fa, ma si tratterebbe di un algerino che non si è mai integrato in Irlanda; secondo quanto dicono alcune testate, sarebbe invece vissuto sempre alle spese dello Stato irlandese senza lavorare.

 

Leo Varadkar, figlio di padre indiano, è il primo premier irlandese dichiaratamente omosessuale. Il suo partito, il Fine Gael, è il più partito irlandese rappresentato a Bruxelles, ed è infatti considerato come decisamente europeista. Il Fine Gael, che si definisce liberal-conservatore e pure cristiano-democratico, nel 2014 lavorò alacremente per la campagna di modifica della Costituzione del 1937 affinché fosse inserito il comma secondo cui «il matrimonio può essere contratto per legge da due persone, senza distinzione di sesso».

 

Intervistato da Tucker Carlson, l’ex stratega di Donald Trump Steve Bannon, lui stesso di origini irlandesi, ha definito la situazione del Paese come «una polveriera», sottolineando come Varadkar e i politici siano totalmente divorziati dalla realtà e completamente venduti agli ordini della UE.

 

 

Gli oltre centomila immigrati presi a carico da Dubino in un anno, su una popolazione totale del Paese di poco più di 4 milioni di abitanti, danno l’idea della catastrofe demografica in corso, al punto che, come sottolinea Carlson, parlare di progetto di sostituzione etnica è l’unico modo per descrivere il fenomeno.

 

Secondo voci, il marzialista UFC McGregor, popolarissimo nella società dell’Eire, potrebbe scendere in campo e lanciare una sfida alla classe politica oramai lontana dalla realtà.

 

Nel frattempo, secondo il progetto di legge di Varadkar, non solo il campione potrebbe finire in galera, ma pure chiunque altro abbia sul proprio telefonino un meme considerato (da chi?) come hate speech.

 

L’Irlanda, patria delle oscure trame fiscali dei colossi tecnologici americani per i loro affari europei, potrebbe rappresentare il futuro che tocca a tutti noi: la convergenza Stato-multinazionali che predica Davos, con effetti mostruosi sulla popolazione, come quello di punire chiunque sia in disaccordo con le politiche di immigrazione – cioè, di sostituzione etnica – implementata dal governo nazionale e supranazionale.

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Animali

Migranti filmati mentre catturano e macellano cigni e anatre

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Video scioccanti circolano nell’internet anglofona mostrano migranti che piazzano trappole e rubano uccelli protetti dai corsi d’acqua pubblici, alimentando l’indignazione per l’immigrazione incontrollata che distrugge la fauna selvatica locale.   Le prove video provenienti dall’Irlanda mostrano un residente locale che smantella delle rudimentali gabbie di filo metallico posizionate lungo il Grand Canal di Dublino da migranti che vivono in tende e che si ritiene prendano di mira cigni e anatre per consumarli.   Il filmato mostra l’uomo, accompagnato dal suo cane, mentre sradica le trappole nascoste nell’erba vicino alla riva dell’acqua.  

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Nella clip non si sente alcun dialogo diretto, ma l’intento è chiaro quando il residente rimuove metodicamente le trappole, impedendo quella che avrebbe potuto essere una strage di uccelli iconici.   Questo incidente riecheggia scene simili in tutto il Regno Unito. Un video mostra un agente della RSPCA che affronta una famiglia di migranti sospettata di aver bracconato e cucinato un grosso uccello bianco, forse un cigno. «Vado a chiedere a qualcuno di controllare che uccello è questo. Penso che sia un cigno, ma conosci i grandi uccelli bianchi che si vedono nel parco?» chiede l’agente, che ispeziona la pentola: «Si vedono le ossa in questo uccello perché non è un pollo, quindi sono preoccupata. Ci sono leggi che vietano di prendere animali… È molto grave. È molto grave se succede.»  

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  Esaminando il bidone, nota: «Vedi, il problema è che ci sono un sacco di grosse piume bianche qui». La famiglia sostiene che gli uccelli siano stati acquistati e liberati durante un gioco di inseguimento tra bambini, ma l’agente avverte: «Quello che devo assicurarmi è che tutti qui sappiano che non è permesso prendere nulla dal parco. Non sto dicendo che l’abbiate fatto voi».   Un’altra clip mostra una famiglia che trasporta un uccello selvatico che è evidentemente stato catturato e che intende mangiare. Un’altra clip mostra un migrante che afferra un cigno in un parco. Un altro post chiede: «Cosa sta facendo questo migrante?» mentre un uomo trascina un cigno che si dibatte oltre una ringhiera. Un filmato simile riprende un uomo su un ponte che afferra un cigno dall’acqua sottostante, lo prende per il collo e poi se ne va.   È fantastico che ci siano così tante prove video e fotografiche che mostrano migranti mediorientali che rubano cigni dai parchi pubblici nel Regno Unito e che l’establishment politico-mediatico ti tratti come se fossi un idiota se ne parli. Questi casi sono simili al caos di Springfield, Ohio, dove migranti haitiani sono stati accusati di aver mangiato cani, gatti ed anatre rapiti tra parchi e vicinati, scatenando panico fra la popolazione e ondate di meme irresistibili.     Come noto, la questione fu portata avanti anche dal candidato presidente Donald Trump durante la sfida elettorale con i democratici.   Un residente ha testimoniato durante una riunione della commissione cittadina: «Sono nel parco, afferrano le anatre per il collo, tagliano loro la testa, se ne vanno e le mangiano». «Chi viene pagato? Quanti soldi vi vengono pagati davvero? Voglio portarli qui, come se sapessi che la questione è più profonda di loro».  

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All’epoca le voci sugli haitiani mangiatori di animali domestici erano state dichiarate «false» dalle testate mainstream. Tuttavia noi ricordiamo che lo stesso avvenne in Italia, quando testate di vescovi e oligarchi vari dichiararono che lo scoop di Libero su cani e gatti mangiati a Lampedusa era una fake news.   In Italia vi fu il caso nel 2020, ripreso dal telefonino di un passante, di quello che sembrava un africano intento a cucinare fuori dalla stazione ferroviaria di Campiglia Marittima (provincia di Livorno) un quadrupede che potrebbe essere stato un gatto: la signora autoctona pure gli urla che «qua i gatti si tengono in casa, non si mangiano». Non fu l’unico episodio del genere.     Aneddoti sugli immigrati che cacciano e mangiano conigli, anatre ed altri animali in un parco pubblico per poi consumarne le carni sono stati riportati anche in città dell’Alta Italia.  

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Immigrazione

Dieci milioni di immigrati vivono in Ispagna. Il ministro goscista: «spero nella teoria della sostituzione»

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Nel Regno di Spagna più di 10 milioni di persone sono nate all’estero. Nonostante la crescita di un’ala destra, il governo del Regno ha intensificato ulteriormente le sue politiche favorevoli ai migranti. Lo riportano statistiche governative appena diffuse

 

Su una popolazione complessiva di 49,5 milioni di abitanti, oltre 10 milioni sono nati fuori dalla Spagna, come riportato dai dati pubblicati giovedì dall’Istituto Nazionale di Statistica (INE) spagnolo. Negli ultimi dieci anni la popolazione spagnola nata all’estero è quasi raddoppiata, mentre quella autoctona è diminuita di oltre 1 milione di unità a causa dei bassi tassi di natalità e dell’emigrazione.

 

I marocchini rappresentano il gruppo di immigrati più consistente, con 1,17 milioni di residenti in Spagna, seguiti da colombiani e venezuelani, rispettivamente con 980.000 e 690.000 persone; solo nell’ultimo anno sono giunti 144.600 colombiani, 94.000 venezuelani e 96.300 marocchini.

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In parallelo all’aumento dei flussi migratori, il partito Vox ha conosciuto un forte incremento di consensi, passando dal 2% nei sondaggi del 2018 all’attuale 18% secondo un dato aggregato elaborato da Politico. Vox detiene attualmente 33 seggi su 350 nel parlamento nazionale, ma ha raddoppiato i suoi seggi alle elezioni regionali in Estremadura a dicembre e in Aragona domenica.

 

Vox promuove l’espulsione di tutti gli immigrati irregolari e un inasprimento delle normative su immigrazione e cittadinanza. Lo scorso anno il partito ha diffuso un manifesto economico e abitativo in cui chiedeva la «reimmigrazione» degli immigrati legali incapaci di integrarsi nella società spagnola e la «deportazione di massa» di oltre un milione di immigrati irregolari ai quali il governo di sinistra spagnolo ha riconosciuto uno status legale.

 

Il governo non ha dato segni di voler cambiare direzione. Il mese scorso il primo ministro Pedro Sanchez ha annunciato la regolarizzazione di oltre mezzo milione di immigrati irregolari presenti in Spagna. La decisione è stata criticata dalla destra e ha suscitato perplessità anche tra i funzionari dell’UE a Bruxelles, i quali hanno avvertito che tale misura avrebbe di fatto garantito a questi migranti la libera circolazione nell’area Schengen, proprio mentre l’Unione Europea cerca di contenere gli ingressi.

 

Sanchez ha difeso la propria scelta in un editoriale sul New York Times, sostenendo che «l’Occidente ha bisogno dei migranti» per sostenere le proprie economie e che gli spagnoli hanno il «dovere morale» di trasformarsi in una «società accogliente e tollerante» nei confronti dei nuovi arrivati.

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L’eurodeputata Irene Montero, il cui partito Podemos fa parte della coalizione di governo con i socialisti di Sanchez, è andata ancora più avanti. «Spero nella “teoria della sostituzione”», ha dichiarato il mese scorso davanti a una folla di sostenitori. «Spero che possiamo ripulire questo Paese da fascisti e razzisti con i migranti».

 

Mercoledì il governo svizzero ha annunciato un approccio diverso alla crescente popolazione immigrata del Paese, decidendo di indire un referendum per stabilire se limitare la popolazione totale a 10 milioni. La proposta è stata avanzata dall’Unione Democratica di Centro (UDC), partito di destra, che denuncia un’«esplosione demografica» responsabile dell’aumento dei prezzi delle case, della pressione sui servizi pubblici e del generale peggioramento del tenore di vita.

 

Se la popolazione attuale di 9,1 milioni dovesse avvicinarsi ai 10 milioni, l’UDC propone il divieto di nuovi ingressi, inclusi i richiedenti asilo e i familiari dei residenti stranieri.

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Immigrazione

La Gran Bretagna «colonizzata dagli immigrati»: parla l’industriale padrone del Manchester United

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Il magnate britannico dell’industria chimica Jim Ratcliffe ha attribuito le difficoltà economiche della Gran Bretagna al forte aumento dell’immigrazione, sostenendo che il Paese «è colonizzato dagli immigrati». Le sue dichiarazioni hanno provocato le critiche del primo ministro Keir Starmer.   In un’intervista concessa mercoledì a Sky News, il 73enne fondatore e amministratore delegato del gruppo chimico INEOS, nonché comproprietario del Manchester United, ha dichiarato: «Non si può avere un’economia con 9 milioni di persone che percepiscono sussidi e un’enorme quantità di immigrati in arrivo».   «Il Regno Unito è davvero colonizzato dagli immigrati, non è vero? La popolazione era di 58 milioni nel 2020, ora è di 70 milioni. Sono 12 milioni di persone in più», ha aggiunto Ratcliffe.  

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I dati ufficiali indicano tuttavia che la popolazione del Paese aveva già superato i 58 milioni nel 1995 e aveva raggiunto i 66 milioni nel 2020. Il premier Starmer ha chiesto a Ratcliffe di scusarsi per i suoi commenti, definiti «offensivi e sbagliati», e ha difeso la Gran Bretagna come «un Paese orgoglioso, tollerante e diversificato».   Il Ratcliffe, settima persona più ricca della Gran Bretagna con un patrimonio stimato in 17,05 miliardi di sterline (circa 19,5 miliardi di euro), ha acquisito una partecipazione nel Manchester United nel febbraio 2024 e nel 2021 ha donato 100 milioni di sterline all’Università di Oxford per istituire un centro di ricerca sulle resistenze antimicrobiche.   Sostenitore della Brexit, oggi è residente fiscale a Monaco. In passato ha descritto l’immigrazione di massa come un peso per i servizi sociali. Sebbene abbia appoggiato Starmer alle elezioni del 2024, ha espresso apprezzamento anche per Nigel Farage, leader del partito anti-immigrazione Reform UK, che sta registrando una crescente popolarità tra gli elettori.   La linea pro-immigrazione del governo Starmer ha recentemente subito un contraccolpo. Il videogioco narrativo finanziato dallo Stato intitolato Pathways, pensato per prevenire la radicalizzazione tra gli adolescenti, ha finito per suscitare empatia verso la sua antagonista: una ragazza dark dai capelli viola, anti-immigrazione, di nome Amelia. I detrattori hanno criticato il progetto sostenendo che non si limita a scoraggiare le proteste contro l’immigrazione, ma mette in guardia anche dall’indagare sugli effetti dell’immigrazione stessa, un’attività che considerano un legittimo esercizio di cittadinanza attiva.  

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