Geopolitica
«State zitti»: la risposta del ministro ucraino Kuleba agli europei che osano criticare Kiev e la sua offensiva
Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba si è scagliato contro chi critica l’Ucraina o che non sono impressionati dalla tanto pubblicizzata controffensiva di Kiev. I detrattori dell’operazione dovrebbero invece andare in prima linea e combattere, ha suggerito Kuleba.
«Criticare la lentezza della controffensiva equivale a sputare in faccia al soldato ucraino che sacrifica la sua vita ogni giorno», ha detto giovedì ai giornalisti il massimo diplomatico di Kiev a margine della riunione dei ministri degli Esteri dell’UE nella città spagnola di Toledo.
«Raccomando a tutti i critici di stare zitti, di venire in Ucraina e provare a liberare un centimetro quadrato da soli» ha tuonato il Kuleba.
Le sue parole sono arrivate dopo che Kuleba ha esortato gli Stati membri dell’UE a fornire a Kiev armi più letali, inclusi missili a lungo raggio, veicoli blindati e sistemi di difesa aerea. Ha anche avvertito che Mosca sta intensificando la propria produzione missilistica.
«Dovremmo privare la Russia della capacità di produrre missili e droni. Vediamo che la produzione è in aumento e utilizzano elementi e pezzi di ricambio occidentali», ha detto Kuleba, invitando i sostenitori occidentali dell’Ucraina a reprimere i fornitori che presumibilmente eludono le sanzioni imposte da Washington e dai suoi alleati contro Mosca.
Il ministro ha inoltre chiesto specificamente ai sistemi di difesa aerea occidentali di proteggere quella che ha descritto come una «rotta marittima alternativa» che trasporta i prodotti agricoli ucraini verso i mercati esteri, sulla scia della sospensione da parte della Russia della sua partecipazione all’accordo sul grano noto anche come Iniziativa del Mar Nero.
Mosca si è ritirata dall’accordo mediato dall’ONU e dalla Turchia a luglio, citando l’incapacità dell’Occidente di revocare le sanzioni che ostacolano le esportazioni agricole russe, e affermando di essere pronta a riprendere l’accordo una volta soddisfatte le condizioni, scrive RT.
Le parole di Kuleba giungono mentre la controffensiva ucraina continua, senza riuscire a produrre alcun risultato tangibile a quasi tre mesi dal suo lancio. Anche le forze ucraine hanno subito pesanti perdite nell’operazione, sia in termini di personale che di attrezzature.
Nello specifico, secondo il Ministero della Difesa russo, le truppe di Kiev hanno perso 25 carri armati Leopard di fabbricazione tedesca, 21 veicoli da combattimento di fanteria Bradley di fabbricazione statunitense e più di 70 obici americani M777 nei primi due mesi della controffensiva.
Sviluppi come questi hanno spinto molti ex funzionari della NATO ed europei a mettere in discussione le prospettive dell’operazione così come la strategia occidentale di armare Kiev.
A metà agosto, il capo di stato maggiore del segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, Stian Jenssen, ha suggerito che l’Ucraina potrebbe rinunciare alle sue rivendicazioni territoriali in cambio della pace e dell’adesione alla NATO. Le sue parole hanno scatenato una reazione rabbiosa a Kiev, costringendo il funzionario a scusarsi.
Il ministro non è nuovo a prese di posizione che esprimono tutta la durezza del regime di Kiev, ma agli altri Paesi va bene. Il Kuleba piaceva a Di Maio, che da ministro lo andò a trovare durante in conflitto, forse anche perché il ministro ha frequentato la Campania nei programmi di scambio dei «bambini di Chernobyl», divenendo così italofono.
Le meraviglie della diplomazia ucraina si sono manifestate un po’ ovunque, per esempio con l’ambasciatore di Kiev a Berlino, che ha insultato il cancelliere Scholz, il quale a sua volta ha incassato fantozzianamente.
Dobbiamo anche ricordare, tuttavia, le attività per i murales della pace proibiti in Australia e i balletti di Tchaikovskij saltati in Italia.
Ma non possiamo dimenticare l’ambasciatore ucraino in Kazakistan che invitò all’uccisione dei russi, per poi scusarsi.
Vovan e Lexus, due burloni telefonici russi, fingendo di essere l’ex ambasciatore degli Stati Uniti in Russia Michael McFaul, hanno strappato al Kuleba una sorta di ammissione circa il coinvolgimento di Kiev nelle esplosioni di sabotaggio all’interno della Russia.
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Drone iraniano colpisce il consolato USA a Dubai: le immagini
Filmati circolanti su internet mostrano un drone iraniano che si schianta contro l’edificio del consolato degli Stati Uniti a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti (EAU), martedì.
Un uomo ha filmato il momento in cui il drone è entrato in contatto, con un forte ronzio del motore che si avvicinava prima che un forte boato riempisse l’aria.
È visibile del fumo uscire dal luogo dell’attacco mentre l’uomo che stava filmando intimava ai passanti di «andarsene da lì» e di abbandonare la zona. In seguito la CNN ha riferito che non si sarebbero avuti feriti a causa dell’esplosione.
NOW – Iranian drone strikes U.S. consulate in Dubai.pic.twitter.com/GHYTOtXkrr
— Disclose.tv (@disclosetv) March 3, 2026
🚨 BREAKING — IT’S CONFIRMED: A LARGE FIRE is engulfing the US Consulate in Dubai
Local reports state the building was hit with an Iranian drone, but I haven’t been able to corroborate that claim yet.
Pray for the US Marines who guard this consulate 🙏🏻 https://t.co/6dWngTn0RV pic.twitter.com/369T2AhDuA
— Nick Sortor (@nicksortor) March 3, 2026
🚨 BREAKING: EXPLOSIONS heard in the vicinity of the US Consulate in Dubai
Reports from the ground seem to show the building ON FIRE after being targeted
It’s unknown if our consulate was manned at the time.
Developing… pic.twitter.com/KG2bnXqRqz
— Nick Sortor (@nicksortor) March 3, 2026
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Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato ai giornalisti: «Il drone ha colpito un parcheggio adiacente all’edificio della Cancelleria e ha innescato un incendio. Tutto il personale è stato rintracciato. Abbiamo iniziato a ridurre il personale dalle nostre strutture diplomatiche in anticipo».
Nel frattempo, contro Rubio sta montando la polemica sull’incapacità di esfiltrare i cittadini americani bloccati nel Golfo, mentre altri Paesi, come l’Italia, hanno portato a casa i propri cittadini.
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Geopolitica
Putin e Orban discutono di Iran, Ucraina e prigionieri di guerra ungheresi
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Geopolitica
Putin condanna il «cinico omicidio» del suo amico aiatollà Khamenei
Il presidente russo Vladimir Putin ha condannato duramente l’assassinio «cinico» aiatollà Khamenei da parte di Stati Uniti e Israele, avvenuto sabato durante l’operazione Epic Fury.
In un messaggio al presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha espresso condoglianze: «Vi prego di accettare le mie più sentite condoglianze in relazione all’assassinio del leader supremo della Repubblica islamica dell’Iran… commesso in cinica violazione di tutte le norme della moralità umana e del diritto internazionale».
«Nel nostro Paese, l’aiatollà Khamenei sarà ricordato come uno statista eccezionale che ha dato un enorme contributo personale allo sviluppo di amichevoli relazioni russo-iraniane» ha aggiunto il presidente russo.
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Lunedì il Cremlino ha confermato contatti costanti con Teheran dopo la morte di decine di alti dirigenti iraniani nei bombardamenti. Il portavoce Dmitrij Peskov si è detto «profondamente deluso» dal fallimento dei negoziati nucleari mediati dall’Oman, che mostravano «progressi positivi» fino alla vigilia dell’attacco.
Mosca intende proseguire i colloqui con Washington su Iran e Ucraina, apprezzando gli sforzi di mediazione di Steve Witkoff e Jared Kushner. Peskov ha ribadito l’interesse russo a migliorare i rapporti con gli USA, nel contesto dell’operazione in Ucraina.
Putin aveva già commentato un mese fa: «Mi scuso se questo può sembrare un po’ scortese, ma a cosa diavolo dovrebbero conformarsi gli iraniani?»
Mosca sembra condividere la diffidenza iraniana verso gli Stati Uniti e potrebbe osservare con favore un prolungato impegno militare americano in Medio Oriente, simile al fallimento in Iraq.
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Immagine di Khamenei.ir via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
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