Geopolitica
Scholz incassa fantozzianamente gli insulti dell’ambasciatore ucraino
Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha affermato che non c’è bisogno di «reagire in modo eccessivo» a una dichiarazione offensiva fatta dall’ambasciatore ucraino a Berlino. Andrey Melnik aveva precedentemente paragonato Scholz a un «beleidigte Leberwurst», una «salsiccia di fegato offesa», popolare espressione tedesca con cui si indica chi se la prende eccessivamente.
Un breve battibecco diplomatico aveva visto l’ambasciatore Melnik criticare aspramente Scholz per la sua riluttanza a visitare Kiev. A inizio mese il diplomatico aveva affermato che il cancelliere tedesco non era «uno statista» e in seguito si è rifiutato di scusarsi, sottolineando il fatto che la questione era stata chiarita dai due presidenti e non riguardava «se qualcuno si sente offeso».
Domenica il nuovo cancelliere ha incassato il colpo dicendo domenica ad un notiziario che non era necessario essere eccessivamente «sensibili» a ogni parola detta dai funzionari ucraini, ma ha confermato che non aveva ancora in programma di visitare Kiev.
È più importante «concentrarsi su questioni essenziali», ha aggiunto Scholz, spiegando che Berlino sta ancora cercando di aiutare Kiev a «difendersi» e di costringere la Russia a «ritirare le sue truppe dall’Ucraina».
Lo Scholzo si è quindi detto «molto felice» che il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj e il suo omologo tedesco, Frank-Walter Steinmeier, abbiano accettato di superare i vecchi rancori. I due leader avevano parlato all’inizio di maggio dopo che Kiev aveva annullato la visita di Steinmeier di aprile in Ucraina per i suoi presunti legami con il Cremlino.
Scholz ha quindi confermato di non avere ancora in programma di visitare Kiev nel prossimo futuro. «Una persona politicamente responsabile dovrebbe andare a Kiev solo se ci sono questioni specifiche che devono assolutamente essere discusse sul posto», ha affermato il cancelliere, che dovrebbe sentire sempre più il peso della grande industria tedesca che gli chiede di finire questa storia dell’embargo al gas russo che strangolerà definitivamente l’economia germanica.
A peggiorare la situazione del povero Scholz dinanzi all’onnipotente padrone ucraino c’è forse anche il fatto che, come dichiarato, il cancelliere tedesco avuto un «colloquio diretto» con il presidente russo Vladimir Putin per telefono venerdì, ma ha fornito piccoli dettagli sulla conversazione.
Da qui l’ira dell’Ucraina, Paese di gran lungo più povero e irrisolto d’Europa, contro un Paese piccolo e poco significante come la Germania. Una prepotenza che non fa una grinza. Ecco l’ennesimo enigma grottesco a cui ci sottopongono questi mesi.
Insomma, Zelens’kyj e i suoi rappresentanti sbeffeggiano i vertici del colosso tedesco, la fu locomotiva d’Europa: e questi, invece che proiettare una ritorsione (come si usa, di regola, in diplomazia) arrivano ad un passo dal sibilare ai piedi del doppiatore dell’orso Paddington ora presidente di Kiev «wie menschlich sie ist», nostra libera traduzione dell’espressione di sottomessa deferenza fantozziana «com’è umano lei!». Lo Scholz potrebbe averla perfino sentita, visto che Fantozzi ha un suo qualche seguito anche presso la distribuzione teutonica.
Sentiamo già, tuttavia, arrivare mail dei lettori: «come umano lei!» è una frase più tipica di Fracchia. Possibile: anzi, il pensiero ci aiuta. Chi, in questo quadretto desolante, è Fracchia, e chi la Belva Umana?
Altro che orsetto Paddington.
Geopolitica
Trump afferma di «non aver bisogno» del diritto internazionale
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di non ritenersi obbligato a rispettare il diritto internazionale, affermando di essere guidato unicamente da quella che ha definito la propria moralità personale.
Le dichiarazioni giungono nel contesto del rapimento del presidente venezuelano Nicolas Maduro, avvenuto sabato scorso per mano di commando americani. Negli stessi giorni, Trump e vari esponenti della sua amministrazione hanno ripetutamente ribadito l’intenzione degli Stati Uniti di acquisire, in un modo o nell’altro, il controllo del territorio autonomo danese della Groenlandia.
In un’intervista concessa mercoledì al New York Times, il presidente ha precisato che non permetterà a nulla di limitare l’esercizio dei suoi poteri di comandante in capo. «La mia moralità. La mia mente. È l’unica cosa che può fermarmi», ha affermato.
«Non ho bisogno del diritto internazionale», ha aggiunto.
Sostieni Renovatio 21
Quando i giornalisti hanno insistito per avere chiarimenti sulla sua effettiva convinzione che Washington non sia tenuta a osservare le norme internazionali, Trump ha parzialmente attenuato il tono, ma si è subito affrettato a precisare: «Dipende da quale sia la vostra definizione di diritto internazionale», lasciando intendere che l’ultima parola sulla sua applicabilità agli Stati Uniti spetti esclusivamente a lui.
Giovedì Trump ha firmato un memorandum che interrompe il sostegno finanziario a 66 organizzazioni, agenzie e commissioni internazionali – tra cui diversi enti delle Nazioni Unite – accusate di «operare in contrasto con gli interessi nazionali, la sicurezza, la prosperità economica o la sovranità degli Stati Uniti».
Nella stessa intervista al Times, il presidente ha rinnovato con forza la sua richiesta che la Groenlandia passi sotto il controllo statunitense.
Lunedì, intervenendo alla CNN, il vice capo dello staff di Trump per le politiche, Stephen Miller, ha confermato che la «posizione ufficiale» di Washington rimane quella secondo cui «gli Stati Uniti dovrebbero avere la Groenlandia come parte integrante del proprio apparato di sicurezza complessivo».
Sempre lunedì, la prima ministra danese Mette Frederiksen ha dichiarato di ritenere che «il presidente degli Stati Uniti debba essere preso sul serio quando dice di volere la Groenlandia». Ha quindi ammonito: «Se gli Stati Uniti dovessero attaccare militarmente un altro paese della NATO, tutto si fermerebbe, compresa la NATO stessa».
All’inizio di questa settimana, un gruppo di leader dell’Unione Europea e del Regno Unito ha diffuso una dichiarazione congiunta, formulata con estrema cautela, in difesa dello status della Groenlandia come parte integrante del Regno di Danimarca.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Fico: la Kallas deve essere sostituita
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Il presidente iraniano: Stati Uniti e Israele istigano gli assassini stranieri nascosti tra la folla
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha accusato domenica gli Stati Uniti e Israele di interferire nei disordini che stanno attraversando il Paese, in un’intervista trasmessa dalla televisione di Stato IRIB. Ha sostenuto che Washington e Gerusalemme stanno istigando «terroristi stranieri» infiltrati tra i manifestanti.
Verso la fine del mese scorso, nella Repubblica Islamica – già duramente colpita dalle sanzioni – sono esplosi violenti scontri mortali, scatenati dall’iperinflazione e dal peggioramento della crisi economica. Il governo sta cercando di rispondere alle legittime preoccupazioni della popolazione «in tutti i modi possibili», ha assicurato Pezeshkian.
Il «caos» attuale, secondo il presidente, è aggravato soprattutto da «rivoltosi e terroristi», piuttosto che da iraniani con reali e motivate rimostranze.
«Il nemico… sta addestrando terroristi sia all’interno che all’estero, introducendo terroristi nel Paese… Hanno dato fuoco a moschee, bazar e aziende», ha dichiarato Pezeshkian, attribuendo loro atti di violenza letale.
«Queste persone non appartengono a questo Paese. Se qualcuno è davvero iraniano e ha delle proteste da fare, che le faccia pure: noi ascolteremo le sue richieste, le prenderemo in considerazione e risolveremo i problemi».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Pezeshkian ha poi puntato il dito contro Stati Uniti e Israele per aver aizzato i manifestanti, invitando gli iraniani a impedire che i giovani si mescolino con «rivoltosi e terroristi».
Gli scontri violenti tra dimostranti e forze dell’ordine hanno causato decine di morti tra le forze di sicurezza e tra i civili, come riportato domenica dall’emittente iraniana PressTV. In varie parti del Paese sono stati incendiati moschee, centri medici e altri edifici pubblici.
Un video diffuso domenica dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi mostra presunti rivoltosi che picchiano e danno alle fiamme agenti di polizia fino a ucciderli. Un altro filmato, ripreso da una telecamera di sicurezza e pubblicato da PressTV, ritrae una molotov lanciata all’interno di una moschea in cui stavano giocando dei bambini.
Mossad rent-a-rioters in Iran throw molotov cocktails at apartments and into a mosque filled with children
Supporters of these nihilistic regime change rampages are openly celebrating the violence pic.twitter.com/4SjgMeQFXe
— Max Blumenthal (@MaxBlumenthal) January 11, 2026
Come riportato da Renovatio 21, giovedì è stato imposto un blackout nazionale di internet in Iran, misura che risulta ancora in vigore al momento attuale.
Le proteste sono state apertamente incoraggiate da un account sui social media in lingua persiana legato al Mossad israeliano, che ha affermato di avere agenti infiltrati tra la folla.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha più volte espresso la propria disponibilità a intervenire direttamente. Sabato, su Truth Social, ha scritto: «Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare!!!».
La scorsa estate, gli Stati Uniti si unirono a un attacco israeliano contro alcuni dei principali siti nucleari iraniani, accusando Teheran di perseguire lo sviluppo di un’arma nucleare. L’Iran ha sempre respinto tali accuse, ribadendo che il proprio programma nucleare ha finalità esclusivamente pacifiche.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Mehr News Agency via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
-



Geopolitica1 settimana faFAFO Maduro, dottrina Donroe e grandi giochi di prestigio – Europa compresa
-



Salute2 settimane faI malori dell’anno 2025 – prima parte
-



Cancro2 settimane faVaccini COVID-19 e cancro: l’argomento tabù
-



Immigrazione1 settimana faUn altro capodanno nell’anarco-tirannia migratoria
-



Pensiero6 giorni faGli uomini invisibili di Crans-Montana
-



Salute2 settimane faI malori dell’anno 2025 – seconda parte
-



Stragi2 settimane faDisco-inferno: strage di Capodanno nella prestigiosa stazione sciistica svizzera – video
-



Persecuzioni2 settimane faCristianofobia e odio anticristiano in Europa











