Geopolitica
Viceministro annuncia che la Polonia sarà in guerra contro la Russia tra 3 o 10 anni
La Polonia potrebbe trovarsi in un conflitto militare con la Russia entro tre o dieci anni, ha detto il viceministro della Difesa Marcin Ociepa al quotidiano polacco DGP in un’intervista pubblicata lo scorso mercoledì.
Il politico di governo polacco ha quindi puntualizzato che Varsavia avrebbe bisogno del tempo rimanente prima della presunta guerra per acquisire quante più armi possibili. «C’è un serio rischio di una guerra con la Russia», ha detto Ociepa, aggiungendo che i tempi di questa potenziale guerra dipendono «da come finisce il conflitto in Ucraina».
Secondo il funzionario varsovino una variabile per il futuro conflitto è costituita da «quanti anni la Russia avrà bisogno per ricostruire il suo potenziale militare». L’Ociepa non ha specificato alcun fattore che potrebbe aumentare o diminuire il rischio di un conflitto.
Come riporta RT, Ociepa avevasollevato la questione descrivendo la «realtà geopolitica» che avrebbe dovuto costringere la Polonia ad aumentare rapidamente il proprio potenziale di difesa. «Dobbiamo usare questo tempo per il massimo riarmo dell’esercito polacco», ha detto al giornale, mentre difendeva quello che i media polacchi chiamavano un budget di difesa «record», aumentato da alcune spese aggiuntive «non definite».
Il progetto di bilancio statale della Polonia per il prossimo anno comporta esborsi record per le forze armate, pari a 97 miliardi di zloty (circa 20 miliardi di euro), riferisce l’agenzia di stampa polacca PAP.
Alcuni fondi aggiuntivi per la modernizzazione dell’esercito sarebbero stati raccolti attraverso il Fondo di sostegno extra-bilancio delle forze armate gestito dalla banca statale polacca BGK, ha aggiunto.
Secondo le dichiarazioni del governo polacco, il fondo creato la scorsa primavera accetta «donazioni» da chiunque sia disposto a «dare un contributo» alla difesa della Polonia. Secondo Ociepa, il fondo potrebbe ammontare a circa 30-40 miliardi di zloty ( dai 6,36 agli 8,48 miliardidi euro).
La somma esatta rimane «indefinita» in quanto dipenderebbe dai «mercati finanziari», ha comunicato il viceministro.
La Polonia è stata uno dei più strenui sostenitori di Kiev dall’inizio del conflitto e ha anche preso una posizione intransigente sulle relazioni con Mosca. In particolare, ha smesso di rilasciare visti ai cittadini russi ed è stato uno dei membri dell’UE a sostenere un divieto di visto a livello di blocco per i russi.
Secondo quanto si dice, le forze di polizia polacche sarebbero libere di entrare in alcuni territori ucraini al confine. Si tratta di zone e intere città che sono state, nella storia, polacche, e che qualcuno ritiene potrebbero tornare alla Polonia con lo smembramento di Kiev, dove è ora installato un regime le cui componenti si rifanno al collaborazionista nazista Stepan Bandera, il quale, oltre che agli ebrei, aveva avviato la pulizia etnica anche dei polacchi.
Proprio Varsavia, oltre che alla comunità ebraica internazionale, si era opposta agli onori riservati a Bandera nel 2010 dal governo uscente del filoamericano Viktor Yushenko.
Al momento, tuttavia, la Polonia sta abbaiando in direzione della Russia talvolta scavalcando la cuccia del vicino ucraino: Varsavia ha proclamato che il Baltico diverrà un «lago NATO», così come è dei polacchi la richiesta di fornire a Kiev armi atomiche.
Un generale polacco a inizio anno aveva parlato di riprendere ai russi Kaliningrad – l’antica Koenigsberg di Emanuele Kant – anche se storicamente la città, ora russa, mai è stata davvero polacca, semmai al massimo tedesca.
Sette mesi fa le truppe della 82ª divisione aviotrasportata dell’esercito USA sono state stanziate nel sud-est della Polonia.
Geopolitica
Attacco con drone iraniano alla base britannica a Cipro: la UE è ora ufficialmente nel conflitto
Un drone iraniano ha colpito una base militare britannica a Cipro, hanno confermato funzionari britannici. L’attacco avviene su suolo UE, in quanto Cipro è un Paese membro dell’Unione.
Il ministero della Difesa britannico ha dichiarato che l’attacco alla base RAF (Royal Air Force) Akrotiri è avvenuto intorno a mezzanotte, ora locale, e non ha provocato vittime. Un portavoce del governo cipriota ha affermato che l’attacco ha causato «lievi danni».
La base RAF di Akrotiri è la principale base aerea britannica per le operazioni in Medio Oriente. È anche classificata come territorio sovrano britannico. Ore prima dell’attacco, il primo ministro britannico Keir Starmer annunciò che il suo governo aveva autorizzato gli Stati Uniti a utilizzare le basi britanniche nella regione per attaccare obiettivi iraniani.
Sostieni Renovatio 21
«Gli Stati Uniti hanno chiesto il permesso di utilizzare le basi britanniche per quello specifico e limitato scopo difensivo», ha affermato lo Starmer. «Abbiamo deciso di accettare questa richiesta per impedire all’Iran di lanciare missili nella regione».
Lo Starmer ha affermato che la decisione è stata presa alla luce degli attacchi dell’Iran contro i paesi della regione che non avevano preso parte all’operazione Epic Fury, l’operazione militare degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. Oltre a lanciare attacchi missilistici e con droni in tutta la regione, l’Iran ha attivato forze locali, tra cui gli Houthi nello Yemen e Hezbollah in Libano.
Come riportato da Renovatio 21, una milizia sciita irachena sostenuta dall’Iran nelle scorse ore ha attaccato le truppe statunitensi a Baghdad. Non si segnalano vittime. Il gruppo, noto come Saraya Awliya al-Dam, è una delle numerose milizie sciite irachene sostenute dall’Iran e opera nel Paese dalla caduta di Saddam Hussein, nel 2003.
Nel fine settimana, il presidente Trump ha dichiarato che offrirà al regime iraniano diverse «vie di fuga» dall’operazione Epic Fury.
In un’intervista telefonica con la testata americana Axios di sabato, Trump ha dichiarato: «Posso andare avanti e prendere in mano l’intera faccenda, oppure concluderla in due o tre giorni e dire agli iraniani: ‘Ci rivediamo tra qualche anno se iniziate a ricostruire» il programma nucleare «In ogni caso, ci vorranno diversi anni per riprendersi da questo attacco», ha aggiunto Trump.
Cipro è un Paese membro dell’UE, per cui le conseguenze dovrebbero interessare, in teoria, gli apparati militari UE. L’isola ospita Typhoon inglesi e fa parte del cosiddetto triumvirato del Mediterraneo orientale con Israele e Grecia. Recentemente è stata interessata da una serie di iniziative per potenziare la difesa, come la decisione di costruire una nuovissima base per sommergibili e la nascita del progetto Cyclops, laboratorio da 5 milioni di dollari per la lotta al terrorismo e il monitoraggio dei porti.
Aiuta Renovatio 21
Anche per questa ragione la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è affrettata a telefonare al presidente cipriota Nikos Christodulides: «sebbene la Repubblica di Cipro non fosse l’obiettivo, vorrei essere chiara: siamo tutti uniti, fermi e inequivocabili al fianco dei nostri Stati membri di fronte a qualsiasi minaccia», ha scritto in un post su X la presidente della Commissione europea.
I commissari Kallas e Kubilius sono in stretto contatto con il governo di Nicosia, che nel frattempo già da questa notte aveva aumentato il livello di prontezza della Guardia Nazionale che ha proceduto a un richiamo parziale del suo personale oltre al rafforzamento della difesa antiaerea.
Come riportato da Renovatio 21, Ursula e la Commissione sono stati scherzati pesantemente in rete per l’annuncio di sabato secondo cui le riunioni per la crisi si sarebbero svolte il lunedì, cioè dopo il fine settimana.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Peter Gronemann via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Geopolitica
Manifestanti colpiti da arma da fuoco fuori dal consolato americano in Pakistan
Anger is boiling over in Pakistan, as protesters storm and burn the US consulate in Karachi. Pakistan is the home to the world’s second largest Shia population in the world. The killing of Khamenei will have repercussions for the US. pic.twitter.com/lg9ch8mxp1
— Glenn Diesen (@Glenn_Diesen) March 1, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Trump: diverse «vie di fuga» per l’Iran
Il presidente Trump offrirà al regime iraniano diverse «vie di fuga» dall’Operation Epic Fury, la campagna militare congiunta USA-Israele che ha già eliminato la Guida Suprema, l’ayatollah Khamenei, e gran parte della leadership senior dell’Iran.
«Posso andare avanti a lungo e prendere in mano l’intera faccenda, oppure concluderla in due o tre giorni e dire agli iraniani: “Ci rivediamo tra qualche anno se iniziate a ricostruire»il programma nucleare, ha detto in un’intervista telefonica con Axios sabato.
«In ogni caso, ci vorranno diversi anni per riprendersi da questo attacco», ha aggiunto Trump. I commenti suggeriscono che il presidente Trump sia ancora aperto a una soluzione diplomatica.
Un’operazione breve seguita da nuovi ultimatum rappresenterebbe un risultato radicalmente diverso dal cambio di regime che alcuni funzionari statunitensi e israeliani hanno descritto come obiettivo, osserva Axios. Un alto funzionario statunitense ha affermato che il piano operativo congiunto USA-Israele prevede una massiccia campagna di bombardamenti di cinque giorni. Il presidente ha dichiarato alla testata americana che il programma potrebbe cambiare in risposta agli eventi sul campo, inclusa la sorte di alti funzionari iraniani.
Trump ha affermato che le due ragioni principali degli attacchi sono state il fallimento dei recenti negoziati sulle ambizioni nucleari dell’Iran, guidati dalla parte americana da Steve Witkoff e Jared Kushner, e la storia dell’Iran di finanziamento del terrorismo e delle guerre per procura negli ultimi cinque decenni.
«Gli iraniani si sono avvicinati e poi si sono ritirati: si sono avvicinati e poi si sono ritirati. Da questo ho capito che non vogliono davvero un accordo», ha detto Trump, sostenendo che il regime aveva ricostruito alcuni dei suoi impianti nucleari distrutti lo scorso giugno durante l’Operazione Midnight Hammer («Martello di Mezzanotte»).
Trump ha affermato che Midnight Hammer ha permesso che l’operazione in corso avesse luogo e che l’Iran avrebbe potuto già disporre di un’arma nucleare se quegli attacchi non fossero stati lanciati.
Il presidente statunitense ha inoltre confermato di aver parlato con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dopo gli attacchi di sabato, oltre che con i leader di Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti e con il segretario generale della NATO Mark Rutte.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
-



Cina1 settimana faEnigmi femminili cinesi alle Olimpiadi
-



Spirito2 settimane faMons. Viganò sul set della «Resurrezione» del cattolico tradizionalista Mel Gibson
-



Spirito2 settimane faL’élite ostracizza chi si non si converte all’ideologia infernale del globalismo: omelia di mons. Viganò nel Mercoledì delle Ceneri
-



Predazione degli organi1 settimana faUn cuore «bruciato», due vite spezzate dalla predazione degli organi
-



Oligarcato2 settimane faEpstein e Gates hanno finanziato un portale di ricerca per controllare il dibattito scientifico
-



Vaccini1 settimana faQuanto era coinvolto Epstein nelle strategie pandemiche?
-



Spirito2 settimane faPapa Leone approva il processo di beatificazione del vescovo che ha permesso ai bambini indigeni di toccargli i genitali
-



Gender2 settimane faTransessuale uccide l’ex moglie e il figlio e spara ad altre persone durante una partita di hockey














