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Vaccini

I vaccini e i media

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Renovatio 21 pubblica questa traduzione su gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

 

 

Il messaggio è delle industrie farmaceutiche, la dialettica delle agenzie d’informazione

 

Qualche mese fa ho ritrovato un articolo di Reddit intitolato «I notiziari censurano informazioni estremamente importanti perché i ricavi pubblicitari dalle compagnie farmaceutiche raggiungono il 70% degli introiti» – il settanta percento! Ora, questa cifra significa un’influenza e un potere tali da decidere cosa diventerà notizia e come verrà riportata. Nell’articolo è citato un passaggio tratto dalla presentazione del Revolution for Truth Rally and Protest di Robert F. Kennedy Jr. che ha sottolineato:

 

Robert F. Kennedy jr.

Ho parlato con Roger Ailes (all’epoca CEO di Fox News) che conosco da quando avevo 17 anni, è molto sensibile al problema e ha visto il film Trace Amounts; gli ho detto: «Vorrei partecipare a uno dei tuoi programmi. Nessuno mi permetterebbe di parlarne o di discuterne». Mi ha risposto: «Non posso ospitarti in nessun programma. Dovrei licenziare i presentatori che ti ospiterebbero. Perché la mia divisione, fuori dal periodo delle elezioni, percepisce il 70% dei ricavi pubblicitari dalle compagnie farmaceutiche».

 

Le aziende farmaceutiche spendono miliardi di dollari per la pubblicità in TV. Le multinazionali del’informazione, come ha affermato Kennedy, fanno affidamento sul denaro che l’industria farmaceutica versa nei loro canali e, soprattutto, per i notiziari allo scopo di accrescere il profitto.

Le aziende farmaceutiche spendono miliardi di dollari per la pubblicità in TV. Le multinazionali del’informazione, come ha affermato Kennedy, fanno affidamento sul denaro che l’industria farmaceutica versa nei loro canali e, soprattutto, per i notiziari allo scopo di accrescere il profitto.

 

Questo mi ha ricordato l’immensa mole di prove scientifiche e legali a cui tutti avrebbero accesso se leggessero la letteratura che mette in discussione le teorie, pratiche e politiche vaccinali. Ancora più importante per lo scopo di questo articolo, mi sono chiesto: come si gioca il «gioco» dei vaccini? In quale contesto viene promosso? E come si fa a rendere la gente vulnerabile e farla cadere preda della propaganda?

 

Il contesto è la recente epidemia di morbillo.

Il gioco doveva essere progettato sulla diffusione dell’ignoranza sul morbillo e delle menzogne sulla malattia, la storia delle vaccinazioni, la loro efficacia e sicurezza, tutto ciò nell’intento di spingere in profondità il mercato già radicato, super-vantaggioso e senza ostacoli che è l’industria dei vaccini. E, forse in un modo ancora più perfido, tramite politiche che distruggono il diritto fondamentale al consenso informato e all’esonero.

 

Non importa se la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato i vaccini «inevitabilmente non sicuri»o che i produttori indicano nei foglietti illustrativi dei vaccini che non proteggono tutti gli individui a cui vengono somministrati.

 

Non importa se la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato i vaccini «inevitabilmente non sicuri»o che i produttori indicano nei foglietti illustrativi dei vaccini che non proteggono tutti gli individui a cui vengono somministrati.

Non importa che i vaccini non siano stati studiati per la carcinogenesi, mutagenesi o il calo della fertilità; o che, «siccome i test clinici sono condotti in condizioni estremamente variabili, le reazioni avverse rilevate nei test … potrebbero non rispecchiare le reazioni osservate nella pratica».

 

Non importa che l’unico sistema di controllo degli eventi avversi accessibile, il Vaccine Adverse Events Reporting System (VAERS), con una media di oltre 30.000 reazioni avverse riportate ogni anno, rappresenta solo l’1% del totale degli eventi avversi; o che nel luglio 2018, davanti alla Corte Federale del Distretto Sud di New York, il Department of Health and Human Services (HHS) ha ammesso di aver violato il National Childhood Vaccination Injury Act del 1986, in cui era stabilito, tra l’altro, che il HHS avrebbe dovuto trasmettere un rapporto biennale al Congresso sulla sicurezza dei vaccini.

 

Il HHS ha ammesso di non aver mai inviato nessun rapporto dall’entrata in vigore della legge (più di trent’anni fa). Altro aspetto ignorato dai fautori della discordanza, è l’abbondanza di dimostrazioni scientifiche che i virus vivi o con vettori ricombinati possono infettare, trasmettersi e diffondersi.

 

Altro aspetto ignorato dai fautori della discordanza, è l’abbondanza di dimostrazioni scientifiche che i virus vivi o con vettori ricombinati possono infettare, trasmettersi e diffondersi.

Tutto ciò è accompagnato dal discutibile e palese conflitto d’interessi che caratterizza il mercato dei vaccini. Ad esempio, in una relazione del 2009 stilata dall’Ufficio dell’Ispettore Generale del HHS sull’Advisory Committee for Immunization Practices (ACIP) è emersa la mancanza di controllo sui programmi etici da parte del CDC: il 97% delle informative sui conflitti fornite dai membri del comitato presentavano lacune, il 58% aveva almeno un potenziale conflitto non identificato; ciononostante il CDC ha continuato a garantire esoneri per i membri che avevano conflitti d’interesse.

 

Lo stesso tipo di irregolarità è stato riscontrato per il Vaccines and Related Biological Products Advisory Committee (VRBPAC), altro importante comitato governativo, responsabile delle decisioni sulla pratica vaccinale con sede presso la Food and Drug Administration (FDA).

 

In presenza del proverbiale elefante nella stanza, i nostri sensi sono bombardati da rumori che interferiscono con la ricezione dei segnali che ci avvertono che c’è qualcosa ch non va. Cosa sta succedendo qui?

l gioco doveva essere progettato sulla diffusione dell’ignoranza sul morbillo e delle menzogne sulla malattia, e, forse in un modo ancora più perfido, tramite politiche che distruggono il diritto fondamentale al consenso informato e all’esonero

 

La scienza dietro la pubblicità redazionale

Advertorial: un advertorial è una pubblicità sottoforma di contenuto editoriale. Il termine nasce dalla fusione di «advertisement» (pubblicità) e editoriale.

 

Non dimenticherò mai come un mio professore dell’università affermava che la genetica come fattore predeterminante fosse un pretesto sopravvalutato, usato quando non si riusciva a spiegare situazioni come malattie o condizioni diverse. Fondamentalmente, sosteneva che dovremmo comprendere le cose, inclusa la scienza, nei diversi contesti, senza trascurare l’ambiente in cui la scienza viene praticata e le materie scientifiche, anche la biologia, vengono spiegate. Il contesto non era definito solo come il luogo, ma come insieme di dinamiche, parole e azioni, movimento e attività se preferite, di comportamenti le cui definizioni includono numerose variabili.

 

Chiarito questo, permettetemi di riflettere sul contesto come luogo mentre vediamo come la scienza, come la intendo io, ha preso le redini dell’ingegneria cognitiva pubblica o, per dirla come Noam Chomsky, della «fabbrica del consenso», esaminando brevemente un po’ di storia che spiega bene come lo sviluppo dei media ufficiali ha reso il rumore una frequenza di dissonanza per giocare il suo ruolo nel binomio industria farmaceutica/media, nella proliferazione dei vaccini e nell’aumento dell’ignoranza, mentre si radica sempre di più nelle politiche della salute pubblica e nella distruzione dei diritti umani per aumentare i profitti.

 

 

Edward Bernays (1891–1995)

Costruire il consenso

Convincere gli americani a partecipare alla prima Guerra Mondiale in Europa non fu un compito facile per il presidente Woodrow Wilson nel 1917. Per questo, approvò l’istituzione del Committee on Public Information (CPI). Lo scopo del comitato era far sembrare che lo sforzo bellico fosse stato voluto dal popolo americano. Il CPI reclutò personaggi di spicco nel mondo giornalistico, accademico, grafico e pubblicitario. Molte persone coinvolte erano profondamente colpite dal successo del CPI e iniziarono a lavorare nell’ambito che oggi chiamiamo pubbliche relazioni e il suo radicamento nel tessuto della cultura americana.

 

Il membro del Comitato Edward Bernays era particolarmente motivato dal successo del CPI e dalla sua abilità di influenzare l’opinione pubblica, non per l’attrazione intellettiva ma perché toccava le emozioni della gente.

 

Edward Bernays, noto come il padre delle pubbliche relazioni, era il nipote di Sigmund Freud e, come lui, era intrigato da quello che Freud chiamava inconscio; Bernays indagava i metodi per sfruttare le emozioni per scopi commerciali. Scoprì il potere delle immagini nel settore delle vendite. Quindi, cercava di far leva sui cuori delle persone, convinto che il lavoro del CPI per l’entrata in guerra potesse essere applicato praticamente a tutto.

 

Per esempio, Bernays era stato assunto dalla American Tobacco Company per elaborare una strategia per promuovere le sigarette tra le donne, mostrandole fumare in pubblico come atto di sfida e in supporto al movimento per il diritto di voto. Le sigarette divennero una «fiaccola della libertà», libertà dall’imposizione delle pratiche sociali dominate dagli uomini.

 

Propaganda, uno dei lavori più famosi di Bernays, gli valse l’ammirazione mondiale, in particolare agli occhi della leadership nazista e del ministro della propaganda di Hitler, Joseph Goebbels. Il primo capitolo del libro,  si apre con i seguenti passaggi:

 

«Chi manipola i meccanismi invisibili della società costituisce un governo che è il vero potere dominante del paese» Edward Bernays

«La cosciente e sapiente manipolazione delle abitudini organizzate delle masse è un elemento fondamentale della società democratica. Chi manipola i meccanismi invisibili della società costituisce un governo che è il vero potere dominante del paese… Siamo governati, le nostre menti sono plasmate, i nostri gusti creati, le nostre idee suggestionate, da uomini di cui non abbiamo mai sentito parlare. È il risultato logico del modo in cui la società democratica è organizzata. Gli esseri umani devono cooperare in questo modo se vogliono vivere insieme in una società perfettamente funzionante… In ogni atto della nostra quotidianità, nella sfera politica o degli affari, nella condotta sociale o nel pensiero etico, siamo dominati da una ristretta cerchia di persone … che conosce i processi mentali e gli schemi sociali delle masse. Sono loro che muovono i fili che controllano la mente pubblica».

 

Hitler, Goebbels e la macchina della propaganda nazista hanno sviluppato cinque principi basilari su cui si fonda la propaganda:

 

  • Evitare idee astratte – fare leva sulle emozioni
  • Ripetere costantemente alcune idee. Usare frasi stereotipate
  • Mostrare solo un aspetto della questione
  • Criticare continuamente gli oppositori
  • Scegliere un nemico «speciale» per una denigrazione speciale.

 

Si vedono chiaramente le congruenze tra le idee di Bernays e la propaganda nazista. Questo non fa di Bernays un nazista, anzi, era pressoché granitico nella sua avversione alla filosofia del regime. Ma mostra perfettamente come la propaganda e la costruzione del consenso venivano applicate alla vita quotidiana nel modo più subdolo e tramite progetti volti a plasmare l’opinione pubblica. Queste basi, con il supporto della tecnologia moderna, aumentano le possibilità di arrivare a un nuovo livello di sofisticatezza nella manipolazione delle emozioni umane – visivamente, psicologicamente e socio-politicamente.

 

La propaganda e la costruzione del consenso venivano applicate alla vita quotidiana nel modo più subdolo e tramite progetti volti a plasmare l’opinione pubblica

Dopo la seconda Guerra Mondiale, Bernays proseguì nello sviluppo delle sue idee sull’ingegneria sociale. Nel saggio La creazione del consenso, Bernays scrisse:

 

«Questa frase significa semplicemente applicare un approccio ingegneristico, cioè un’azione basata sulla completa conoscenza della situazione e sull’applicazione di principi scientifici e pratiche collaudate per fare in modo che le persone supportino idee e programmi. Ogni persona o organizzazione dipende, in fin dei conti, dall’approvazione pubblica e deve affrontare il problema di dirigere il consenso pubblico su un programma o un obiettivo… La costruzione del consenso dovrebbe basarsi teoricamente e praticamente sulla piena comprensione di quelli su cui vogliamo vincere».

 

Secondo Bernays, la costruzione del consenso aveva come ruolo primario la produzione di notizie e fare in modo che fossero interessanti:

 

«Principalmente, la creazione del consenso deve produrre notizie»

«Principalmente, la creazione del consenso deve produrre notizie. La notizia non è inanimata. Viene creata con un atto volontario e modella i comportamenti e le azioni delle persone… Lo sviluppo degli eventi e delle circostanze non consuete è una delle funzioni fondamentali della costruzione del consenso… L’evento creato dall’immaginazione può distogliere l’attenzione da un altro. Gli eventi importanti, che coinvolgono le persone, non avvengono per caso. Sono pianificati deliberatamente per compiere uno scopo, per influenzare idee e azioni».

 

Per il CPI, Bernays e la nascente industria della pubblicità e delle pubbliche relazioni, il potere di immagini, simboli e messaggi che potevano portare a un consenso artificiale, costruito, era uno strumento indispensabile per la politica e la commercializzazione della società .

 

Dato il potere e l’influenza che l’industria farmaceutica esercita su politici, mass media e, di conseguenza, sull’opinione pubblica, anche da uno sguardo superficiale a Big Pharma, la sua versione sui vaccini, come i vaccini entrano sul mercato e, in seguito, come si elabora la politica vaccinale, appare ovvio, se non logico, che dovrebbero emergere questioni importanti. Ma, di nuovo, possiamo vedere perché non emergono.

«Lo sviluppo degli eventi e delle circostanze non consuete è una delle funzioni fondamentali della costruzione del consenso… L’evento creato dall’immaginazione può distogliere l’attenzione da un altro»

 

Qualcuno disse «tutto ha un prezzo o tutto è in vendita». In questo messaggio troviamo allusioni alle teorie e alle idee di Bernays sulla propaganda e la costruzione del consenso. Per lo scopo di questo articolo e per l’esplorazione del contesto in rapporto alla comunicazione in generale, sul tema dei vaccini e, più recentemente, sull’epidemia di morbillo, è utile ricordare un’espressione coniata da Adolf Hitler nel suo libro Mein Kampf.

 

Nota come la «grande menzogna», Hitler sviluppa l’idea di una bugia talmente grande che nessuno crederebbe che qualcuno abbia avuto la sfrontatezza di distorcere la realtà in quel modo. Hitler evidenzia:

«Le masse, nella semplicità primitiva delle loro menti, cadono vittima delle grandi bugie prima che di quelle piccole» Adolf Hitler, Mein Kampf

 

«Tutto questo è ispirato dal principio – vero di per sé – che in una grande bugia c’è sempre un fondo di verità; perché le masse di una nazione sono più facilmente corruttibili negli strati più profondi della loro emotività che nella coscienza o volontà; quindi, nella semplicità primitiva delle loro menti, cadono vittima delle grandi bugie prima che di quelle piccole, dal momento che loro stessi raccontano piccole bugie in piccoli affari ma si vergognerebbero di ricorrere a grandi falsità. »

 

Oggi possiamo vedere i vari strati della menzogna, le macchinazioni della propaganda, il consenso costruito, il tutto avvolto in una serie di grandi bugie: che i vaccini sono sicuri ed efficaci, cha la scienza è regolamentata, che il morbillo ci ucciderà, che non ci sono collegamenti tra vaccini e autismo, e che le persone che dubitano sono da bollare come disinformate, disinformanti, irresponsabili o, ancora peggio, criminali.

 

Oggi possiamo vedere i vari strati della menzogna, le macchinazioni della propaganda, il consenso costruito, il tutto avvolto in una serie di grandi bugie: che i vaccini sono sicuri ed efficaci, cha la scienza è regolamentata, che il morbillo ci ucciderà, che non ci sono collegamenti tra vaccini e autismo, e che le persone che dubitano sono da bollare come disinformate, disinformanti, irresponsabili o, ancora peggio, criminali.

Gli appelli dei media ufficiali sono costruiti dall’industria farmaceutica che fa leva sulle emozioni – disprezzando, umiliando e denigrando i genitori, attaccando gli scienziati che sollevano dubbi e criminalizzando una crescente popolazione in bytes di informazioni scorrette e artificiali avvolte in mezze verità o palesi menzogne, dove solo una parte è legittima e l’altra viene censurata.

 

In un ambiente simile, molti soccombono al rumore, sperando solo nell’assenza di dissenso, un finto senso di sicurezza e fiducia nello status quo per avere l’illusione che vada tutto bene.

 

In un attimo, la paura diventa il grande nemico e il più potente strumento del binomio industria farmaceutica/media. I medici, come i giornalai, elargiscono notizie costruite, ammantati nei loro camici bianchi, con lo stetoscopio e un sorriso che lascia intendere che ne sanno immensamente più di noi sui vaccini.

 

L’industria farmaceutica ha il messaggio, i media, la dialettica, la scienza?… (silenzio)

Quello che rende evidente la connivenza tra industria farmaceutica, media e consenso costruito è la ripetitività dei messaggi, detta anche «cassa di risonanza».

Gli appelli dei media ufficiali sono costruiti dall’industria farmaceutica che fa leva sulle emozioni – disprezzando, umiliando e denigrando i genitori, attaccando gli scienziati che sollevano dubbi e criminalizzando una crescente popolazione in bytes di informazioni scorrette e artificiali avvolte in mezze verità o palesi menzogne, dove solo una parte è legittima e l’altra viene censurata

Per non essere scoperti nel processo di costruzione, il copione, il testo del messaggio, non può cambiare. La ripetizione di parole e messaggi è uno dei sistemi usati per evitare lapsus.

 

Quindi, siccome non possono contare su una scienza solida, o una scienza priva di conflitti per la presentazione del messaggio, l’industria farmaceutica deve assicurarsi il pubblico mantenendo grande la bugia e continuando a ripeterla. Questo provoca uno stordimento o una paralisi dei pensieri, in alcuni casi, una dissonanza cognitiva.

 

Perciò, senza sapere se, quando, dove le persone sono morte di morbillo, senza conoscere le loro condizioni di salute e di vita, quante, se mai ne sono morte negli Stati Uniti nell’epidemia del 2019, quanti sono stati in ospedale, quanti sono stati vaccinati, lo stato attuale di ogni singolo caso, le domande fondamentali rimangono ignorate, senza risposta o silenziate.

 

Questo è valido per l’attuale isteria da morbillo, ma anche per il silenzio sulle migliaia di casi di parotite tra i vaccinati, le recenti cause legali che coinvolgono i produttori di vaccini che devono rispondere dell’accusa di corruzione, e i continui risarcimenti da pagare alle famiglie di chi ha subito danni dal vaccino e che oggi ammontano a 4 miliardi di dollari mentre ci raccontano che i vaccini sono sicuri.

La paralisi ha funzionato.

 

Molti pensano e reagiscono in base alla prima fonte di informazione: l’industria mediatica ufficiale.

 

In un ambiente simile, molti soccombono al rumore, sperando solo nell’assenza di dissenso, un finto senso di sicurezza e fiducia nello status quo per avere l’illusione che vada tutto bene.

Nel 2015 il The Daily Beast pubblicò un interessante articolo intitolato «Big Pharma is America’s New Mafia» («Big pharma è la nuova mafia americana»). Dopo averlo letto e considerato un trattato sull’industria farmaceutica e sulla produzione di farmaci, mi sono chiesto: perché queste storie sulle pillole e dispositivi medici non esistono sull’industria dei vaccini?

 

Voglio dire, dopo tutto, le prove, le cause legali, le proteste davanti al tribunale per i vaccini e la crescente popolazione che richiede una scienza migliore, studi sulla sicurezza che includano placebo, studi che confrontino vaccinati e non vaccinati e una valutazione onesta di come i vaccini creano epidemie di diverse malattie tra i vaccinati, tutto questo ci indirizza verso un punto fondamentale sui vaccini.

 

Il Daily Beast inizia l’articolo con un paragrafo sul pessimo stato di salute negli Stati Uniti e un accenno all’articolo apparso su Slate dal titolo «I tuoi farmaci sono sicuri?». Daniela Drake, medico, scrive nell’articolo del Daily Beast:

L’industria farmaceutica deve assicurarsi il pubblico mantenendo grande la bugia e continuando a ripeterla. Questo provoca uno stordimento o una paralisi dei pensieri, in alcuni casi, una dissonanza cognitiva

 

«In realtà, la grande influenza del denaro proveniente dall’industria farmaceutica ha portato l’ex editore capo del New England Journal of Medicine, Dr. Marcia Angell, alla conclusione che: “Non è più possibile credere ciecamente alla ricerca clinica pubblicata, né fidarsi del giudizio dei medici di fiducia o linee guida autorevoli …” Il Dr. Peter Gotzsche, direttore del Nordic Cochrane Center di Copenhagen, ha visto abbastanza negli ultimi vent’anni da scrivere un libro dal tiolo eloquente: Deadly Medicines and Organized Crime: How Big Pharma has Corrupted Healthcare (Trad.it Medicine letali e crimine organizzato. Come le grandi aziende farmaceutiche hanno corrotto il sistema sanitario)».

 

«“Molto di quello che l’industria farmaceutica fa è soddisfare i criteri della criminalità organizzata secondo la legge degli Stati Uniti”, ha detto il Dr. Gotzsche in un’intervista. “E spesso si comportano come la mafia, corrompono tutti quelli che possono, comprano ogni tipo di persona, inclusi ministri della salute di alcuni paesi… L’industrie farmaceutica compra prima gli specialisti, poi i primari, infine i direttori sanitari e così via, non comprano il giovane dottore”».

 

«… Si comportano come la mafia, corrompono tutti quelli che possono, comprano ogni tipo di persona, inclusi ministri della salute di alcuni paesi… L’industrie farmaceutica compra prima gli specialisti, poi i primari, infine i direttori sanitari e così via, non comprano il giovane dottore”»

La connessione tra industria farmaceutica e i mass media è responsabile della degenerazione del dibattito scientifico e della diffusione di grandi menzogne. La proliferazione dell’ignoranza come strategia (agnotologia) per eliminare ogni dialogo sulle tante questioni legate ai vaccini, è asservita a un unico padrone, il più importante per i produttori di vaccini e per l’industria della comunicazione.

 

Proprio come nei lavori del CPI o nei principi elencati da Bernays e nelle sue strategie per la promozione della propaganda e della costruzione del consenso, la nuova versione del consenso artificiale si trova nei notiziari. L’appello alla sfera emozionale è sottolineato dai titoli, tag, frasi ad effetto e dalla ripetizione dei messaggi.

 

La nuova lingua, che ricorda quella di Orwell, con lo scopo di restringere e diminuire la portata del pensiero umano, agevola la dissonanza cognitiva e la paralisi e lascia le masse alla mercé dell’accoppiata industria farmaceutica/media. Domande, discussioni, dialoghi e dibattiti vengono silenziati, censurati, messi a tacere, criminalizzati. In questa arena non c’è posto per la scienza. L’unico suono legittimo è quello che proviene dalla lobby industria farmaceutica/media.

 

Mentre i giganti farmaceutici riempiono le tasche loro e dei politici le cui carriere sono sotto i riflettori per i conflitti di interesse e ripresi dalla propaganda sostenuta dai mass media, il costo sociale, politico, economico della paura di un dialogo nazionale aperto sul tema dei vaccini sta diventando sempre più insostenibile

La connessione tra industria farmaceutica e i mass media, i politici, le agenzie per la salute e i loro subordinati (medici, ufficiali della salute pubblica, etc. …) continuano a gestire il mercato e la comunicazione. Mentre i giganti farmaceutici riempiono le tasche loro e dei politici le cui carriere sono sotto i riflettori per i conflitti di interesse e ripresi dalla propaganda sostenuta dai mass media, il costo sociale, politico, economico della paura di un dialogo nazionale aperto sul tema dei vaccini sta diventando sempre più insostenibile.

 

Alla fine, i nostri figli ci daranno la colpa per il misero stato di salute che caratterizzerà oltre la metà della loro generazione.

 

 

 José Solís, Ph.D., Guest Contributor Children’s Heath Defense

 

 

© 3 luglio 2019, Children’s Health Defense, Inc. Questo lavoro è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD

 

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Vaccini

Danno da vaccino HPV, donna costretta su una sedia a rotelle raggiunge un accordo con il produttore

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

Una donna californiana che nel 2016 aveva fatto causa alla Merck, sostenendo di essere stata resa disabile dal vaccino Gardasil contro l’HPV prodotto dall’azienda, ha raggiunto un accordo extragiudiziale. Gli avvocati di Jennifer Robi hanno chiesto al giudice della Corte Superiore di Los Angeles, Elaine Lu, di archiviare definitivamente il caso. Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense, ha affermato che il processo di Robi ha dato un contributo importante alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui pericoli del vaccino e sulle azioni della Merck.

 

Una donna californiana che nel 2016 aveva intentato causa contro la Merck , sostenendo di essere stata resa disabile dal vaccino Gardasil contro l’HPV prodotto dall’azienda, ha raggiunto un accordo extragiudiziale con la casa farmaceutica.

 

La scorsa settimana gli avvocati di Jennifer Robi hanno presentato dei documenti al giudice Elaine Lu della Corte Superiore di Los Angeles chiedendo l’archiviazione definitiva del caso, ponendo così fine alla causa.

 

Gli avvocati di Robi hanno dichiarato a The Defender che il suo caso e altri casi simili contro il colosso farmaceutico sono stati risolti. I termini degli accordi sono riservati.

 

Robi, ex atleta liceale, è costretto su una sedia a rotelle dall’età di 16 anni, dopo aver ricevuto tre dosi del vaccino Gardasil contro il papillomavirus umano (HPV) nel 2010 e nel 2011.

 

La sua storica causa è stata la prima per danni da vaccino a seguire l’iter previsto, ovvero la richiesta di risarcimento tramite il programma federale di indennizzo per danni da vaccino e il successivo processo civile.

 

Il processo è iniziato alla fine di gennaio 2025 e avrebbe dovuto durare sei settimane. Tuttavia, dopo le prime testimonianze dei periti, il procedimento è stato sospeso a febbraio di comune accordo tra le parti.

 

Il processo avrebbe dovuto riprendere nel settembre 2025 con una nuova giuria, ma le parti hanno invece raggiunto un accordo.

 

Nella sua causa originale, Robi accusava anche la Kaiser Foundation Hospitals di negligenza medica per averle somministrato il vaccino e per non aver diagnosticato la sua malattia autoimmune e il suo legame con il vaccino. Tuttavia, nel gennaio 2025, poco prima dell’inizio del processo, Kaiser ha raggiunto un accordo con Robi , evitando così il processo.

 

Children’s Health Defense (CHD) ha sostenuto la causa e altre cause simili contro Merck.

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È «gratificante» che le persone danneggiate dal Gardasil stiano risolvendo le loro controversie.

La causa intentata da Robi, insieme a molte altre contro il colosso farmaceutico, è stata presentata presso un tribunale statale. Oltre 200 cause simili contro la Merck sono state inoltre presentate presso un tribunale federale.

 

Nell’agosto del 2022, i casi federali sono stati riuniti in un unico procedimento giudiziario multidistrettuale presso un unico tribunale.

 

Il consolidamento ha permesso che le cause relative al Gardasil intentate in tutto il paese passassero a fasi istruttorie e preliminari coordinate. Ha inoltre significato che la decisione del giudice nel primo di questi casi, selezionato insieme a oltre una dozzina di altri come caso «pilota» o esemplare, potesse essere applicata a tutti i casi pendenti.

 

Mentre il caso di Robi era sospeso, un giudice federale della Carolina del Nord ha stabilito che Merck godeva dell’immunità da responsabilità per tali accuse. I querelanti hanno presentato ricorso contro tale sentenza.

 

Mary Holland, CEO di CHD e coautrice di «Il vaccino contro l’HPV sotto processo: alla ricerca di giustizia per una generazione tradita», ha dichiarato:

 

«È stato deludente che, nonostante le prove raccolte dagli esperti che associano il Gardasil a un aumento delle patologie autoimmuni , il giudice federale che sovrintende al contenzioso nazionale sul Gardasil abbia erroneamente stabilito l’immunità di Merck da responsabilità».

 

Ha affermato che le notizie relative agli accordi raggiunti nei casi statali sono positive. «Con un forte ricorso in appello contro quella sentenza pendente, è gratificante che queste persone danneggiate dal vaccino Gardasil siano comunque riuscite a risolvere le loro controversie», ha dichiarato Holland.

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Il caso Robi ha reso disponibili al pubblico «migliaia di documenti interni della Merck»

Holland ha affermato che, sebbene non vi sia stata una sentenza definitiva nel caso, il processo a Robi ha dato un contributo importante alla conoscenza pubblica dei pericoli del vaccino e delle azioni della Merck.

 

«Uno dei successi del contenzioso è stato quello di rendere accessibili migliaia di documenti interni della Merck», ha affermato. «Poiché questi documenti saranno probabilmente esaminati attentamente dalle nuove vittime danneggiate dai vaccini e dai loro avvocati, ci saranno ulteriori sforzi per ottenere giustizia a nome dei giovani traditi, come è giusto che sia».

 

Il caso di Robi, insieme alle centinaia di altri casi contro la Merck, sosteneva che l’azienda avesse falsificato i dati sulla sicurezza e non avesse avvertito i consumatori di possibili effetti collaterali, tra cui gravi disturbi neurologici come la sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS), l’insufficienza ovarica primaria (POI) e la sindrome dolorosa regionale complessa.

 

Le perizie rese pubbliche, redatte per la sperimentazione dal Dr. Peter C. Gøtzsche, medico danese ed esperto di metodologia della ricerca di fama mondiale; da Lucija Tomljenović, Ph.D., biochimica ed esperta di vaccini contro l’HPV; dal Dr. Sin Hang Lee, patologo ed esperto di diagnostica molecolare, e da altri, hanno rivelato che la Merck ha sistematicamente soppresso le informazioni sul rischio di gravi effetti collaterali del vaccino.

 

La perizia di Gøtzsche sosteneva che la Merck avesse strutturato deliberatamente le sue sperimentazioni cliniche in modo da nascondere gli effetti collaterali del Gardasil e avesse intenzionalmente falsificato il profilo di sicurezza del vaccino.

 

Secondo la giornalista investigativa Maryanne Demasi, Ph.D., Gøtzsche ha scoperto che la Merck ha manipolato i dati della sperimentazione del Gardasil a tal punto che sarebbe «difficile, se non impossibile», per qualsiasi scienziato o ente regolatore indipendente valutare con precisione i danni del vaccino.

 

La Merck ha utilizzato un adiuvante a base di alluminio anziché un placebo inerte in quasi tutti i suoi gruppi di controllo. Poiché gran parte dei danni causati dai vaccini derivano dall’adiuvante, somministrare lo stesso adiuvante a entrambi i gruppi avrebbe prodotto un risultato in cui gli effetti avversi sarebbero stati pressoché identici in entrambi i gruppi.

 

L’azienda non è inoltre riuscita a monitorare le reazioni autoimmuni e altri eventi avversi.

 

Le autorità di regolamentazione si sono quindi basate sui dati di Merck per indagare sulle segnalazioni relative a malattie autoimmuni e altri disturbi neurologici.

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Merck e CDC hanno selezionato ad arte i dati sulla sicurezza del Gardasil.

Tomljenović ha scoperto che i ricercatori dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) si sono basati sui dati della Merck, che a suo dire distorcevano i dati sui tassi di malattie autoimmuni.

 

Secondo quanto riportato da The Defender, il CDC ha replicato i metodi errati della Merck nella propria analisi, giungendo alla conclusione che il vaccino fosse sicuro.

 

Tomljenović ha inoltre scoperto che sia la Merck che il CDC hanno selezionato in modo arbitrario i dati relativi ai danni da vaccino, utilizzandoli per affermare che il vaccino non causa gravi effetti collaterali neurologici in alcuni soggetti.

 

I documenti del tribunale hanno inoltre dimostrato che la Merck era a conoscenza del fatto che il suo vaccino conteneva un adiuvante aggiuntivo che non era stato comunicato ai destinatari e che non aveva ottenuto l’approvazione normativa.

 

La ricerca di Lee ha identificato miliardi di frammenti di DNA del papillomavirus umano (HPV) nei vaccini, frammenti derivanti dal processo di produzione. Tali frammenti agiscono come un secondo adiuvante, rendendo il vaccino più immunogenico rispetto a quanto lo sarebbe in sua assenza.

 

Secondo quanto riportato da Demasi , i documenti del tribunale hanno dimostrato che la Merck ha deliberatamente conservato e mantenuto i frammenti nella formulazione finale del vaccino, e la ricerca di Sing ha evidenziato un possibile collegamento con patologie autoimmuni.

 

Il vaccino Gardasil contro l’HPV è ancora disponibile sul mercato, sebbene le vendite siano crollate nell’ultimo anno.

 

Merck sta finanziando la ricerca per rendere il vaccino disponibile anche alle fasce d’età più giovani e continua a promuovere le sue iniziative di vaccinazione contro l’HPV in tutto il mondo.

 

Brenda Baletti

Ph.D.

 

© 3 giugno 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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Immagine di Omicroñ’R via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International 

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Cancro

Le iniezioni contraccettive Pfizer avrebbero causato tumori al cervello in decine di donne: cause legali

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Almeno 40 donne in Scozia sono state colpite da tumori cerebrali a causa delle iniezioni contraccettive Depo-Provera della Pfizer, secondo quanto rivelato dagli avvocati, e il numero è in aumento. Lo riporta LifeSite.   Le cause intentate in Scozia rappresentano solo una piccola parte dei casi a livello globale di donne che citano in giudizio la Pfizer per tumori cerebrali causati dal Depo-Provera, che spesso provocano effetti devastanti e lasciano deturpazioni permanenti. Negli Stati Uniti, un contenzioso multidistrettuale (MDL) sui tumori cerebrali da Depo-Provera conta attualmente 1.752 casi pendenti.   Le donne stanno soffrendo di perdita della vista, occhi sporgenti, epilessia, mal di testa e altri danni a seguito dell’uso prolungato di un’iniezione contraccettiva sui cui effetti collaterali, a loro dire, non sono mai state adeguatamente informate.

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«Non si può immettere sul mercato un dispositivo medico equivalente a una bomba atomica, apporre un’avvertenza e pensare di farla franca», ha dichiarato a SkyNews Patrick McGuire dello studio legale Thompsons Solicitors, che rappresenta le donne scozzesi nella causa.   «La questione è molto più complessa. Il prodotto non era sicuro. Gli avvertimenti non erano chiari. E le donne hanno subito lesioni gravissime. Hanno diritto a un risarcimento», ha affermato. L’avvocato ha dichiarato alla testata locale Edinburgh Live che il caso a livello nazionale è uno di quelli a più rapida crescita che abbia mai visto.   Il Daily Record è stato il primo a riportare che uno studio pubblicato sul British Medical Journal nel 2024 ha rilevato che l’uso prolungato di Depo-Provera causa un aumento del rischio di sviluppare meningiomi cerebrali.   «Dalla pubblicazione dell’inchiesta del Daily Record, abbiamo avuto migliaia di interazioni sulle piattaforme social di Thompsons Scotland e centinaia di richieste telefoniche. Questo ha portato all’avvio di 40 procedimenti, ma tale numero aumenterà senza dubbio, dato che il mio team sta valutando molti altri casi», ha dichiarato McGuire.   «Siamo ancora nelle fasi iniziali di questa class action, ma è evidente che il Depo-Provera è implicato in terribili effetti collaterali sulla salute di molte donne in tutta la Scozia. Si tratta di una delle azioni legali in più rapida crescita che abbia mai visto».   Una delle persone colpite, Kirsty Moore, che si sottoponeva al vaccino da oltre 20 anni, ha scoperto di avere un tumore nel 2021 dopo aver sofferto di mal di testa e gonfiore all’occhio destro. Da allora si è sottoposta a quattro interventi chirurgici per rimuovere il meningioma, che si sta sviluppando sul nervo ottico.   Tuttavia, il tumore ha continuato a crescere dopo questi interventi chirurgici. Moore sta ora tentando un ciclo di radioterapia «estenuante» della durata di sei settimane per cercare di arrestarne la crescita.   «È sconvolgente e non dubito che molte altre donne si faranno avanti col passare del tempo. Spero che questi numeri incoraggino le autorità a vietare il vaccino in Scozia», ha dichiarato a Edinburgh Live.   Un’altra donna scozzese, Lindsay Tinney, una madre di quattro figli di 50 anni, è rimasta epilettica a causa di un tumore dopo un intervento chirurgico al cervello durato 10 ore per rimuovere il meningioma, che al momento della scoperta aveva le dimensioni di una pallina da tennis. Ha assunto Depo-Provera per sette anni.

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Le cause intentate contro la Pfizer lamentano che il colosso farmaceutico non abbia avvertito gli utilizzatori di Depo-Provera del rischio di meningiomi in seguito a un uso prolungato. Negli ultimi decenni, l’azienda farmaceutica è stata oggetto di numerose cause legali di rilievo, tra cui una intentata in Texas nel 2023 per aver presumibilmente fornito informazioni fuorvianti sull’efficacia dei suoi vaccini contro il COVID-19 e per aver tentato di soffocare le critiche pubbliche al farmaco sperimentale.   In passato l’attuale segretario della Sanità americana Robert F. Kennedy jr. si è riferito a Pfizer, insieme ad altri produttori di vaccini, come a «criminali seriali condannati». Nel gennaio 2020, è stata intentata una class action «che accusava Pfizer di aver nascosto il fatto che Zantac contiene una sostanza cancerogena», come riportato da Becker’s Hospital Review.   Nel 2009, la Pfizer ha pagato 2,3 miliardi di dollari, «il più grande risarcimento per frode sanitaria nella storia del dipartimento di Giustizia», secondo il dipartimento stesso, per aver promosso illegalmente farmaci per usi non autorizzati o a dosaggi non approvati.

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Vaccini

Vaccini, Trump firma un ordine esecutivo a sostegno di una profonda revisione del calendario pediatrico

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Il presidente Donald Trump ha firmato venerdì un ordine esecutivo a sostegno di una recente decisione del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) di ridurre il numero di vaccini obbligatori per l’infanzia, allineando in questo modo gli Stati Uniti alle evidenze scientifiche.

 

«Con la firma dell’ordine esecutivo odierno, il presidente Trump ribadisce il suo impegno a favore della scienza di altissimo livello, garantendo agli americani la migliore consulenza medica possibile e offrendo a pazienti e medici la massima flessibilità», ha dichiarato la Casa Bianca in una nota informativa diffusa insieme all’ordine.

 

La scheda informativa sottolinea che la valutazione dell’HHS «ha confrontato le raccomandazioni statunitensi in materia di immunizzazione infantile con quelle di altri Paesi simili, ha analizzato l’adesione alla vaccinazione e la fiducia del pubblico, ha valutato le evidenze cliniche ed epidemiologiche e le lacune nelle conoscenze, e ha esaminato gli obblighi vaccinali».

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Secondo la scheda informativa, l’analisi ha evidenziato che gli Stati Uniti raccomandano attualmente un numero di vaccini infantili superiore a quello di qualsiasi altro Paese comparabile, incluse oltre il doppio delle dosi di vaccino raccomandate da alcune nazioni europee.

 

L’ordine di Trump richiede ai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) e al suo Comitato consultivo sulle pratiche di immunizzazione (Advisory Committee on Immunization Practices) di esaminare la valutazione «e di adottare tutte le misure appropriate per aggiornare il calendario vaccinale statunitense per l’infanzia e l’adolescenza».

 

Negli ultimi cinquant’anni, il numero di vaccini obbligatori per l’infanzia è aumentato vertiginosamente. La scheda informativa spiega che «nel 1980, i bambini americani che seguivano il calendario vaccinale del CDC ricevevano 23 dosi di vaccino in 7 iniezioni contro 7 diverse malattie. Nel 2024, il numero raccomandato di vaccini di routine era salito ad almeno 84 dosi in almeno 57 iniezioni per 17 malattie, oltre alla vaccinazione con anticorpi monoclonali contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) per un totale di 18 malattie. Si tratta di un numero superiore a quello di altri Paesi sviluppati».

 

La valutazione dell’HHS raccomanda di dare priorità a soli 11 vaccini infantili, riducendo inoltre le dosi raccomandate di vaccino contro l’HPV da due o tre a una, sebbene restino interrogativi sul perché venga ancora raccomandato, dato che l’HPV è una malattia a trasmissione sessuale che non si contrae tramite contatto occasionale.

 

Poco dopo il suo insediamento, nel febbraio 2025, Trump ha firmato un ordine esecutivo che istituisce la Commissione MAHA del Presidente, «affidando alla Commissione il compito di indagare e affrontare le cause profonde della crescente crisi sanitaria americana, con un’attenzione iniziale alle malattie croniche infantili», si legge nella scheda informativa.

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L’amministrazione Trump ha posto fine alla raccomandazione generalizzata di vaccinare tutti i bambini contro il COVID-19, aggiornando la sua raccomandazione in modo che si basi su una decisione clinica condivisa tra pazienti e medici. A maggio, la Commissione MAHA ha pubblicato la Valutazione «Rendiamo di nuovo sani i nostri bambini», che riassume le conoscenze attuali e i quesiti ancora aperti in merito alla crisi delle malattie croniche infantili.

 

A settembre, la Commissione MAHA ha pubblicato la Strategia «Rendiamo di nuovo sani i nostri bambini», un piano ambizioso con oltre 120 iniziative per invertire le politiche fallimentari che hanno alimentato l’epidemia di malattie croniche infantili negli Stati Uniti. La strategia ha dato priorità allo sviluppo di un quadro vaccinale che garantisca agli Stati Uniti il miglior calendario vaccinale per l’infanzia.

 

A dicembre, il presidente Trump ha firmato un memorandum presidenziale per avviare il processo di allineamento delle raccomandazioni statunitensi di base in materia di vaccinazioni infantili con le migliori pratiche adottate da paesi sviluppati analoghi.

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