Pensiero
Mons. Viganò: «la crisi inizia con il Vaticano II»
Renovatio 21 ripubblica brani dell’intervista a Mons. Viganò di Aldo Maria Valli per il suo sito Duc in Altum
Eccellenza (…)
Mel Suo Appello per un’alleanza antiglobalista Lei ha chiamato a raccolta governanti, leader politici e religiosi, intellettuali e persone di buona volontà, invitando tutti a riunirsi per lanciare un manifesto antiglobalista. Ci può aggiornare sugli sviluppi, non solo italiani, di questa iniziativa?
Ho lanciato un Appello per rispondere alla tirannide globalista, e vedo crescere l’interesse e l’appoggio di tante forze in varie Nazioni.
Credo comunque che l’evidenza delle responsabilità della crisi russo-ucraina e la follia di insistere nelle provocazioni anziché ricercare la pace faranno comprendere a molte persone il pericolo al quale si espongono se non si organizzeranno per resistere con fermezza al colpo di stato del deep state.
So che negli Stati Uniti l’iniziativa trova una buona accoglienza non solo tra i repubblicani, ma anche in molti elettori democratici, disgustati dagli scandali e dalla corruzione di Obama, dei Clinton e dei Biden.
Nel Suo Appello si parla di veri e propri «movimenti popolari di resistenza e comitati di liberazione nazionale» per una riforma radicale della politica. A giudizio di alcuni, tuttavia, nella situazione attuale non vi sarebbe una tensione morale idonea, dato che l’opinione pubblica è in larga parte assuefatta e addormentata. Lei, che ha contatti con il mondo intero, come risponde a questa obiezione?
Le masse sono poco inclini alla mobilitazione, soprattutto se esse sono manipolate e narcotizzate da esperti di psicologia sociale. La vera resistenza e la costituzione di Comitati di Liberazione Nazionale potranno aver successo se saranno coordinati da intellettuali e politici che sappiano anteporre il bene comune e la difesa della giustizia al proprio tornaconto elettorale.
Servono leader coraggiosi, con il senso dell’onore, animati da sani principi morali: il loro esempio, assieme ad un risveglio delle coscienze e ad un sussulto di dignità dei magistrati, delle forze dell’ordine, dei funzionari pubblici potrebbe davvero impedire l’avvento del Nuovo Ordine Mondiale.
L’impegno sociale e politico va ovviamente coniugato ad uno sguardo soprannaturale, unendo all’azione anche la preghiera confidente nell’aiuto della divina Provvidenza. I sacerdoti, i religiosi e tutti i fedeli sono quindi chiamati ad accompagnare spiritualmente i loro fratelli nella buona battaglia non solo con l’orazione, ma anche con la penitenza, il digiuno e la frequenza dei Sacramenti.
La Misericordia di Dio e l’intercessione potente della Vergine Santissima aspettano un nostro gesto concreto e di vera conversione per riversare un torrente di Grazie su questa povera umanità. Così, la nostra inferiorità numerica e la nostra pochezza di mezzi davanti al nemico darà modo al Signore di mostrare quanto siano vere le Sue parole: Sine me nihil potestis facere (Gv 15, 5).
Il colpo di stato globalista è avvenuto, e continua a realizzarsi, anche perché i vertici della Chiesa cattolica non sono più i garanti della libertà nel rispetto della dignità umana ma si sono asserviti al Nuovo Ordine Mondiale, parlano lo stesso linguaggio dei globalisti e perseguono gli stessi interessi delle élites dominanti. Questo asservimento, fonte di grande sofferenza per tanti Cattolici, sembra spegnere ogni speranza in una rinascita cristiana. Il fattore tempo ha una sua importanza. Più questo pontificato perdura, più la Chiesa risulta omogenea al progetto complessivo, fino all’autoannullamento. Lei ritiene che, dopo il regno di Bergoglio, sarà possibile una ripresa? Che cosa vede all’orizzonte?
La complicità della chiesa bergogliana e dell’intero Episcopato mondiale alla farsa psicopandemica ha segnato uno dei punti più bassi raggiunti dalla Gerarchia nella storia. Ma questa è la logica conseguenza di un’ideologia corrotta e corruttrice che trova le proprie basi nel Vaticano II, come i suoi stessi artefici tengono a ribadire con orgoglio.
(…)
È evidente che l’apostasia della Gerarchia cattolica è la punizione con cui la Maestà divina affligge l’umanità ribelle e peccatrice, affinché riconosca i diritti sovrani di Dio, si converta e torni finalmente sotto il giogo soave di Cristo.
E finché i Vescovi non comprenderanno il loro tradimento e se ne pentiranno, nessuna speranza è possibile per il mondo, visto che la salvezza si può avere solo nell’unico Ovile e sotto l’unico Pastore.
Di recente tra i membri del Sacro Collegio è girato un memorandum, firmato con lo pseudonimo Demos, che mette in fila i disastri causati a ogni livello (dottrinale, pastorale, gestionale, economico, legislativo) dal pontificato di Bergoglio. «Meglio tardi che mai», hanno commentato alcuni, mentre altri hanno detto: «Inutile chiudere la stalla quando i buoi sono ormai scappati». Che cosa pensa di quel memorandum? Ritiene che sia opera di un cardinale? È il sintomo di una sia pur tardiva presa di coscienza?
Questo memorandum elenca gli orrori del «pontificato» bergogliano, e questo certamente è già un progresso rispetto al magnificarlo. Ma gli orrori e gli errori dell’Argentino e della sua corte non sono comparsi dal nulla, come se nei precedenti Pontificati tutto fosse perfetto e meraviglioso.
La crisi inizia col Vaticano II: deplorare i sintomi di una malattia senza comprenderne le cause è un’operazione inutile e dannosa. Se il Sacro Collegio non si persuaderà che occorre tornare a quello che la Chiesa credeva, insegnava e celebrava sino a Pio XII, ogni opposizione all’attuale regime sarà destinata a certissimo fallimento.
All’interno del Collegio Cardinalizio c’è a Suo avviso una figura credibile, autenticamente cattolica, sulla quale i porporati, in caso di conclave, potrebbero far convergere i voti per un totale cambio di registro rispetto all’attuale pontificato?
Certi Papi, non dimentichiamolo, sono concessi; altri sono inflitti. Ma prima di discutere del prossimo Conclave, occorre far luce sull’abdicazione di Benedetto XVI e sulla questione dei brogli del Conclave del 2013, che prima o poi dovranno dare luogo ad un’indagine ufficiale; se vi dovessero essere prove di irregolarità, il Conclave sarebbe nullo, nulla l’elezione di Bergoglio, così come nulle sarebbero tutte le sue nomine, gli atti di governo e di magistero.
Un reset che ci riporterebbe provvidenzialmente allo status quo ante, con un Sacro Collegio composto solo dai Cardinali nominati fino a Benedetto XVI, estromettendone tutti quelli creati dal 2013, notoriamente ultraprogressisti. Di certo la situazione attuale, con tutte le indiscrezioni sulle dimissioni di Ratzinger e sull’elezione di Bergoglio, non giova al corpo ecclesiale e crea confusione e disorientamento nei fedeli.
Anche qui, i Cattolici possono implorare la Maestà divina di risparmiare ulteriori umiliazioni alla Sua Chiesa, concedendole un buon Papa.
Se c’è un Cardinale che voglia davvero «un cambio di registro» che si faccia avanti, e che – per l’amor di Dio – la smetta di rifarsi al Vaticano II e pensi alla santificazione del Clero e dei fedeli.
Negli Stati Uniti l’amministrazione Biden è sempre più in difficoltà e il Presidente mostra in modo sempre più evidente la propria inadeguatezza; eppure, in virtù di alleanze e incroci di interessi ad altissimo livello, sembra impossibile far cadere questo castello di carte. Come si sta muovendo Trump? Può aiutarci a leggere meglio la situazione americana, della quale Lei è esperto?
L’amministrazione Biden è lo specchio della corruzione che vige nella cosa pubblica, laddove si prescinda dai principi morali immutabili del Vangelo. E se un politico favorevole all’aborto, all’eutanasia, al gender e a tutte le peggiori deviazioni osa definirsi cattolico, dovremmo chiederci quale sia la responsabilità dei maestri, degli educatori e dei sacerdoti presso i quali questo politico è stato formato. Cos’ha insegnato il parroco al catechismo? Cosa il professore nell’Università cattolica? cosa il direttore spirituale del futuro leader politico?
E siamo di nuovo al punto di partenza: il Vaticano II, che invece di convertire alla Chiesa il mondo, ha convertito al mondo la Chiesa, rendendo vana la sua evangelizzazione. Si parlava tanto di «Chiesa missionaria», ma allo stesso tempo la predicazione è diventata propaganda di fatui ideali filantropici, di vecchie ideologie di sinistra, di vuoti slogan pacifisti. Ed ecco, da quelle scuole dei Gesuiti, la crème del Vaticano II: personaggi come la Pelosi o Biden, che di cattolico non hanno nulla ma che si presentano impunemente a ricevere la Comunione col plauso dei Vescovi.
L’Episcopato americano, troppo attento a compiacere Bergoglio, si è anzi ben guardato dal condannare il programma elettorale dei Dem, mentre non ha esitato a scagliarsi contro Trump che, pur con tutte le sue contraddizioni, certamente difende in modo più efficace e convinto i principi della Legge naturale e la santità della vita.
La crisi russo-ucraina ci mostra un Biden, fantoccio del deep state, ostinato nell’impedire la pace nel conflitto in corso perché troppo preoccupato di insabbiare gli scandali suoi e del figlio Hunter: penso ad esempio al caso Burisma e agli interessi nei biolaboratori in Ucraina.
Se le prove condurranno all’incriminazione di Hunter Biden e al coinvolgimento del padre Joe, l’impeachment sarà inevitabile e ampiamente giustificato, e questo potrebbe condurre Trump nuovamente al potere. Se poi, nel frattempo, i processi in corso dimostreranno la frode elettorale, egli potrebbe esser proclamato Presidente. E questo sarebbe un colpo mortale per il deep state e per il Great Reset.
La vicenda COVID e quella della guerra in Ucraina hanno portato allo scoperto l’esistenza di profonde differenze – potremmo dire antropologiche prima ancora che culturali e politiche – fra chi avverte il problema del condizionamento al quale siamo sottoposti dall’azione costante e coordinata dei “padroni del pensiero” e chi invece accetta la narrativa dominante e si allinea ai dogmi imposti. A fronte di tali differenze, che stanno dividendo anche persone unite da vincoli familiari e di amicizia, come dobbiamo muoverci, da credenti, per testimoniare la Verità senza cedere alla tentazione della «militarizzazione» delle coscienze?
La manipolazione delle coscienze costituisce una vera e propria violazione della libertà dell’individuo, conducendolo ad un ottundimento delle sue facoltà che possono inficiare la moralità delle sue azioni.
La psicologia sociale insegna che chi viene sottoposto al condizionamento mentale secondo specifiche tecniche, finisce per agire sfalsando il proprio giudizio o addirittura astenendosi dal formulare una valutazione morale delle proprie azioni: pensiamo alla forza trainante dell’esempio della massa, al potere che esercita il giudizio sociale sul nostro comportamento, alla forza della minaccia di sanzioni per indurci a «rispettare le regole», e viceversa alla seduzione dei premi e delle ricompense per il nostro agire «socialmente responsabile».
Su questo si è costruita ad esempio la farsa pandemica, in cui tutti i principi della manipolazione di massa sono stati messi in opera con grandissimo successo, senza che vi fosse una reazione altrettanto di massa da parte di chi è stato privato di diritti, del lavoro, dello stipendio, della possibilità di muoversi.
I fedeli, in quanto parte della società, hanno subìto la propaganda di regime anche con la COVID, con l’aggravante che i deliri delle Autorità civili sono stati ratificati e appoggiati dall’Autorità ecclesiastica, che ha quindi indotto i Cattolici ad obbedire acriticamente ai lockdown, all’uso delle mascherine, alla somministrazione di una terapia genica sperimentale moralmente inaccettabile. Va quindi riconosciuto che la responsabilità dell’accettazione della psicopandemia e della campagna vaccinale ricade quasi interamente sui Pastori, e massimamente su Bergoglio, che non fa mistero del proprio incondizionato appoggio al NWO, al WEF e all’ideologia globalista.
Lei mi parla di «militarizzazione» delle coscienze, come se questa fosse una cosa deplorevole. Nostro Signore ha detto: «D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera» (Lc 12, 52-53).
E ancora: «Il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato» (Mt 10, 21-22).
Come possiamo pensare che dinanzi al dispiegamento delle forze del male, davanti all’attacco del Nuovo Ordine contro la società e contro Cristo sia possibile evitare la “militarizzazione” delle coscienze, se con questa espressione intendiamo la coraggiosa testimonianza di Cristo, e di Cristo crocifisso?
La verità non è una clava con cui percuotere chi la ignora, ma una luce che non può essere nascosta sotto il moggio, e che potrà forse abbagliare all’inizio, ma non potrà essere ignorata dalle persone di buona volontà e di retta coscienza.
Chi non vuole vedere quella luce – che è sempre un raggio dell’unica Luce del mondo che è Cristo – si schiera con le tenebre, e dev’essere aiutato ad uscirne con Carità. Questo vale tanto più per i nostri cari: le loro errate convinzioni, dinanzi alla nostra paziente risposta senza animosità, spesso si incrinano e col tempo comprendono che il nostro «complottismo» era solo un anticipare con la ragione e l’approfondimento ciò che di lì a breve sarebbe stato di pubblico dominio.
Certo è più facile comprendere l’inganno della psicopandemia che non quello ben peggiore ordito dai Modernisti con il Concilio.
(…)
Ci prepariamo a entrare nella Settimana Santa. Vorrebbe, Eccellenza, spendere una parola per aiutarci a viverla bene, in modo autenticamente cattolico?
Oggi inizia il tempo di Passione, che culminerà nella celebrazione del Triduo Sacro: la bellezza e la profonda spiritualità dei riti di questi giorni sono un’occasione preziosa per completare degnamente la Santa Quaresima in preparazione alla Resurrezione di Nostro Signore.
Contempliamo l’Osanna della folla che riceve trionfalmente il Figlio di David in Gerusalemme, e che poco dopo si lascia manipolare dal Sinedrio e invoca a Pilato la crocifissione del Re d’Israele: ci sia di monito per tenerci lontano dai cattivi consiglieri e dalle autorità corrotte, seguendo con coraggio il Signore lungo la via della Croce.
Contempliamo la dolorosa flagellazione, la coronazione di spine, la salita al Calvario e la crocifissione di Nostro Signore, dopo una sentenza ingiusta e iniqua, compiuta dall’autorità civile per compiacere gli interessi dei sommi sacerdoti: unendoci spiritualmente alla Passione del nostro Santissimo Redentore, non lasciamoci ingannare da chi, usando della propria autorità, vorrebbe ancor oggi mandare a morte Nostro Signore Gesù Cristo, ripetendo le parole di allora: non habemus regem, nisi Cæsarem, non abbiamo altro re che Cesare (Gv 19, 15).
Videbunt in quem transfixerunt, Guarderanno a Colui che hanno trafitto (Gv 19, 37), dice la Scrittura. Guardiamo anche noi al Salvatore sfigurato dai tormenti della Passione, considerando quanta parte ciascuno di noi abbia avuto nei dolori di Nostro Signore: pentiamoci dei nostri peccati, delle nostre infedeltà, dei nostri rispetti umani, dei nostri silenzi. Scuotiamoci dalla nostra mediocrità e schieriamoci coraggiosamente sotto le insegne del Re dei re, iniziando con una vita in grazia di Dio, la recita del Santo Rosario, l’assistenza alla Santa Messa, la Confessione e la Comunione frequenti. E ricordiamo che non c’è Resurrezione senza Croce, e che lo strumento della morte è diventato, per il Sangue Preziosissimo versato dal Signore, emblema di vita e di vittoria.
Pensiero
Il manifesto di Palantir in sintesi
La società Palantir, da anni al centro di controversie per il peso che avrebbe nell’amministrazione, ha pubblicato online una summa delle idee contenute nel libro del suo CEO Alex Karp smartfono La repubblica tecnologica, uscito alla fine del 2025. Palantir produce un software di sorveglianza e predizione utilizzato dai servizi segreti e dalle forze di polizia non solo americane. I suoi prodotti principali sono Gotham (per intelligence e difesa), Foundry (per il settore commerciale) e AIP (Artificial Intelligence Platform), che collega AI sicura ai dati aziendali.
Nata per supportare operazioni antiterrorismo, oggi è leader nell’AI agentica e nell’automazione operativa, dal fronte militare alle catene di produzione. Con sede principale in Florida, Palantir è quotata in borsa (PLTR) e nel 2026 ha una capitalizzazione di circa 349 miliardi di dollari. La sua forza sta nel trasformare dati complessi in azioni concrete, mantenendo un forte focus sulla sicurezza – in passato è circolata l’idea che il software avesse contribuito ad individuare Bin Laden.
L’azienda è accusata di essere un bastione dell’apparato industriale di sorveglianza e AI in caricamento nello Stato americano e non solo. Alcuni sostengono che vi sia una grande influenza di Palantir sull’amministrazione Trump: Thiel fiancheggiò apertamente Trump nell’elezione presidenziale 2016 (mentre nel 2020, per qualche ragione, non lo fece…) e diede il primo lavoro in Silicon Valley al vicepresidente JD Vance, facendolo operare in un suo fondo venture capital.
Il Karp, nato nel 1967 da padre ebreo e madre afroamericana, è laureato in filosofia a Haverford e con un dottorato in teoria sociale neoclassica all’Università di Francoforte. Si tratta di un background insolito per un CEO della Silicon Valley: studia con il filosofo tedesco dell’ermeneutica Juergen Habermas, critica il gergo ideologico e mescola pensiero europeo con pragmatismo americano.
La sua filosofia, esposta nel libro, è un manifesto nazionalista americano che accusa la Silicon Valley di essersi smarrita inseguendo app frivole e ha dimenticato le sue radici nel complesso militare-industriale. Seguendo in parte il pensiero dello studioso dello «scontro delle civiltà» Samuel Huntigton, Karp sostiene che l’Occidente non prevale per superiorità morale astratta, ma per la capacità di applicare violenza organizzata attraverso la tecnologia. Perciò la produzione di software e l’AI devono tornare a servire l’«hard power» per mantenere la supremazia americana e occidentale contro avversari autoritari.
Per il Karpo il progresso tecnologico non è neutro: deve essere al servizio della nazione, della deterrenza e della sopravvivenza delle società libere. Critica il pacifismo di comodo della Valley e invita a un’alleanza tra Stato e industria tech per un nuovo «secolo americano». Il Karp è noto da anni per il suo essere eccentrico (avrebbe una strana passione per gli occhialini da piscina), diretto e controverso.
Sul principale finanziatore e fondatore di Palantir, Peter Thiel, assurto di recente agli onori delle cronache italiane per la sua conferenza a Roma sull’anticristo, Renovatio 21 ha scritto molto in passato.
In un post su X, l’account ufficiale di Palantir, sostenendo di aver ricevuto molte richieste in merito, pubblica una sintesi delle idee di CEO e quindi dell’azienda.
Because we get asked a lot.
The Technological Republic, in brief.
1. Silicon Valley owes a moral debt to the country that made its rise possible. The engineering elite of Silicon Valley has an affirmative obligation to participate in the defense of the nation.
2. We must rebel…
— Palantir (@PalantirTech) April 18, 2026
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1. La Silicon Valley ha un debito morale nei confronti del Paese che ha reso possibile la sua ascesa. L’élite ingegneristica della Silicon Valley ha l’obbligo di partecipare attivamente alla difesa della nazione.
2. Dobbiamo ribellarci alla tirannia delle app. L’iPhone è forse la nostra più grande, se non la più grande, conquista creativa come civiltà? Questo oggetto ha cambiato le nostre vite, ma ora potrebbe anche limitare e vincolare la nostra percezione del possibile.
3. La posta elettronica gratuita non basta. La decadenza di una cultura o di una civiltà, e in effetti della sua classe dirigente, sarà perdonata solo se quella cultura sarà in grado di garantire crescita economica e sicurezza per la collettività.
4. I limiti del soft power, della sola retorica altisonante, sono stati smascherati. La capacità delle società libere e democratiche di prevalere richiede qualcosa di più del semplice appello morale. Richiede hard power, e l’hard power in questo secolo si baserà sul software.
5. La questione non è se verranno costruite armi basate sull’Intelligenza Artificiale; è chi le costruirà e per quale scopo. I nostri avversari non si fermeranno a indulgere in dibattiti teatrali sui meriti dello sviluppo di tecnologie con applicazioni critiche per la sicurezza nazionale e militare. Andranno avanti.
6. Il servizio nazionale dovrebbe essere un dovere universale. Come società, dovremmo seriamente considerare l’abbandono di un esercito composto interamente da volontari e combattere la prossima guerra solo se tutti ne condividono il rischio e il costo.
7. Se un marine statunitense chiede un fucile migliore, dovremmo costruirglielo; e lo stesso vale per il software. Come Paese, dovremmo essere in grado di continuare un dibattito sull’opportunità di un’azione militare all’estero, rimanendo al contempo fermi nel nostro impegno verso coloro a cui abbiamo chiesto di esporsi al pericolo.
8. I dipendenti pubblici non devono essere i nostri sacerdoti. Qualsiasi azienda che retribuisse i propri dipendenti nello stesso modo in cui il governo federale retribuisce i dipendenti pubblici farebbe fatica a sopravvivere.
9. Dovremmo mostrare molta più clemenza verso coloro che si sono dedicati alla vita pubblica. L’eliminazione di qualsiasi spazio per il perdono – l’abbandono di ogni tolleranza per la complessità e le contraddizioni della psiche umana – potrebbe lasciarci con al potere personaggi di cui ci pentiremo in futuro.
10. La psicologizzazione della politica moderna ci sta sviando. Coloro che cercano nell’arena politica nutrimento per la propria anima e il proprio senso di identità, che si affidano eccessivamente all’espressione della propria vita interiore in persone che forse non incontreranno mai, rimarranno delusi.
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11. La nostra società è diventata troppo ansiosa di accelerare, e spesso si compiace, della caduta dei suoi nemici. La sconfitta di un avversario è un momento di riflessione, non di gioia.
12. L’era atomica sta finendo. Un’era di deterrenza, l’era atomica, sta per concludersi e una nuova era di deterrenza basata sull’Intelligenza Artificiale sta per iniziare.
13. Nessun altro Paese nella storia del mondo ha promosso valori progressisti più di questo. Gli Stati Uniti sono tutt’altro che perfetti. Ma è facile dimenticare quante più opportunità ci siano in questo Paese per coloro che non appartengono all’élite ereditaria rispetto a qualsiasi altra nazione del pianeta.
14. La potenza americana ha reso possibile una pace straordinariamente lunga. Troppi hanno dimenticato, o forse danno per scontato, che per quasi un secolo nel mondo sia prevalsa una qualche forma di pace, senza un conflitto militare tra grandi potenze. Almeno tre generazioni – miliardi di persone, i loro figli e ora i loro nipoti – non hanno mai conosciuto una guerra mondiale.
15. Bisogna annullare l’indebolimento postbellico di Germania e Giappone. Il disarmo della Germania è stata una reazione eccessiva, di cui l’Europa sta ora pagando un prezzo salato. Un impegno simile e altamente teatrale a favore del pacifismo giapponese, se mantenuto, minaccerà di alterare gli equilibri di potere in Asia.
16. Dovremmo applaudire coloro che tentano di costruire laddove il mercato ha fallito. La cultura dominante quasi deride l’interesse di Musk per le grandi narrazioni, come se i miliardari dovessero semplicemente rimanere nel loro ambito di arricchimento personale… Qualsiasi curiosità o interesse genuino per il valore di ciò che ha creato viene sostanzialmente ignorato, o forse si cela sotto un disprezzo appena velato.
17. La Silicon Valley deve svolgere un ruolo nell’affrontare la criminalità violenta. Molti politici negli Stati Uniti hanno sostanzialmente scrollato le spalle di fronte alla criminalità violenta, abbandonando qualsiasi serio tentativo di affrontare il problema o assumendosi qualsiasi rischio con i propri elettori o finanziatori nel proporre soluzioni e sperimentare in quello che dovrebbe essere un disperato tentativo di salvare vite umane.
18. La spietata esposizione della vita privata dei personaggi pubblici allontana troppi talenti dal servizio pubblico. La sfera pubblica – e gli attacchi superficiali e meschini contro coloro che osano fare qualcosa di diverso dall’arricchirsi – è diventata così spietata che la repubblica si ritrova con un nutrito gruppo di figure inefficaci e vuote, la cui ambizione sarebbe perdonabile se al loro interno si celasse un autentico fondamento di valori.
19. La cautela che involontariamente alimentiamo nella vita pubblica è corrosiva. Chi non dice nulla di sbagliato spesso non dice quasi nulla.
20. Bisogna contrastare la pervasiva intolleranza verso la fede religiosa in certi ambienti. L’intolleranza dell’élite verso la fede religiosa è forse uno dei segnali più eloquenti del fatto che il suo progetto politico costituisca un movimento intellettuale meno aperto di quanto molti al suo interno vorrebbero far credere.
21.Alcune culture hanno prodotto progressi fondamentali; altre rimangono disfunzionali e regressive. Tutte le culture sono ormai uguali. Critiche e giudizi di valore sono proibiti. Eppure questo nuovo dogma ignora il fatto che certe culture, e persino alcune sottoculture, abbiano compiuto meraviglie. Altri si sono rivelati mediocri, e peggio ancora, regressivi e dannosi.
22. Dobbiamo resistere alla tentazione superficiale di un pluralismo vuoto e privo di significato. Noi, in America e più in generale in Occidente, negli ultimi cinquant’anni abbiamo resistito alla definizione di culture nazionali in nome dell’inclusività. Ma inclusione in cosa?
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Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic
Pensiero
La nuova religione civile dell’America è l’israelismo
Why Did Trump Alter The AI Trump-Jesus Image To Have A Luciferian/Ancient Sun God Behind Him?
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Quindi tutto questo in poco più di una settimana. Cosa significa? Perché certamente significa qualcosa. Non si tratta tanto di un paio di meme. Queste sono… Queste sono icone. Questi sono tentativi di inviare una dichiarazione sulla fede. Quale dichiarazione sta inviando il presidente? Beh, non una coerente. Non si tratta di una vera e propria teologia. È derisione. Sta deridendo Gesù. Sta prendendosi gioco del Cristianesimo. La figura centrale della religione viene sollevata. E la sua descrizione di come tutto ciò sia trapelato è di per sé una derisione. Una presa in giro dell’idea di verità. Un giorno dice: «sì, l’ho fatto». Il giorno dopo dice: «no, non l’ho fatto». Entrambe le affermazioni sono state registrate in video. Non si tratta di una bugia, è più di una bugia, è più di una semplice frase. È un attacco, non solo a una serie specifica di fatti. È un attacco all’idea stessa che esistano dei fatti. È un attacco alla verità, apertamente. Nessuno lo nasconde. La cosa è stata in qualche modo accantonata dopo un putiferio online durato qualche ora, con la gente indignata, poi placata, con la scusa di avere altre cose di cui preoccuparsi, e passata oltre. Ma per le persone sincere e religiose, per i cristiani che hanno a cuore Gesù e ciò che è vero e ciò che non lo è, molti si sono rivolti alla Bibbia per cercare di capire cosa stessero guardando, e molti hanno trovato un paio di versetti che sembravano adattarsi a ciò che stavano vedendo. Se sei un cristiano sincero o conosci qualcuno che lo è, forse hai ricevuto questi messaggi, ma li leggeremo comunque per farti sapere come molte persone di fede li interpretavano. Il primo è tratto dalla seconda lettera di Paolo ai Tessalonicesi. Capitolo 2,Un versetto molto noto in cui descrive ciò che accadrà al ritorno di Gesù, e dice che sentirete dire che Gesù sta tornando. Non credete a ciò che sentite. Una serie di cose devono accadere prima che ritorni sulla terra, redima il mondo e la storia finisca. E saprete che sta tornando da questi eventi e tra questi ci sarà la rivolta. La figura che descrive come l’uomo dell’iniquità, a volte descritto come l’anticristo, ma l’uomo dell’iniquità è l’espressione tratta dalla sua seconda lettera ai Tessalonicesi, e dice questo: ci sarà una grande ribellione contro Dio guidata da quell’uomo dell’iniquità. Quest’uomo, cito testualmente, si opporrà e si innalzerà al di sopra di tutto ciò che è chiamato Dio o che è adorato, tanto da insediarsi nel tempio di Dio, proclamandosi Dio. Si atteggerà a Dio. Si farà beffe degli altri dèi e si metterà al loro posto. Questo è tratto dalla seconda lettera ai Tessalonicesi. Ma questo non è il primo passo nella Bibbia, Antico e Nuovo Testamento, in cui viene descritto qualcosa del genere. Varianti di ciò si trovano in numerose profezie di quello che i cristiani chiamano Antico Testamento, comprese quelle contenute nel libro di Daniele. Il profeta Daniele descrive qualcosa di molto simile alla fine della storia, e descrive questo periodo, come spesso accade nei profeti, come una punizione. Una punizione per l’infedeltà e il peccato. Il popolo di Dio viene punito per non aver seguito Dio, e questa punizione, descritta in parte nel capitolo 11 del libro di Daniele, predice la venuta di un re, e stiamo citando, un re che farà ciò che gli piace. Si esalterà e si magnificherà al di sopra di ogni Dio e dirà cose inaudite contro il Dio degli Dei. Avrà successo finché non sarà compiuto il tempo dell’ira. Perché ciò che è stato stabilito deve accadere. È tutto ordinato, in altre parole, preordinato. Non mostrerà alcun riguardo per gli dèi dei suoi antenati, né alcun altro dio, ma si innalzerà al di sopra di tutti. Quindi, per molti cristiani o persone che conoscono bene la Bibbia e ci credono, queste profezie sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, e ce ne sono altre, sembrano adattarsi a ciò che stavamo osservando.Trump Posts AI Photo With Jesus—Days After He Was Slammed For ‘Blasphemy’https://t.co/1KDCpX1NXo pic.twitter.com/QZTIiik115
— Forbes (@Forbes) April 15, 2026
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Sen. Lindsey Graham:
“To the Pope: you’re a good, holy man. You don’t understand the evil of Iran, you’re miscalculating here. The Catholic Church, God bless it, in the 1930s didn’t really get Hitler. And to the Pope: you really don’t get this regime, the Ayatollah and his… pic.twitter.com/C3guM3N7IF — Open Source Intel (@Osint613) April 14, 2026
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I’ve never seen so much anti-Catholic bigotry from the Right. It’s as if Trump’s screed against the pope has given them all a green light to start attacking the Church and the Vicar of Christ.
Here’s podcaster Patrick Bet David (3 million followers) slandering Catholics and… pic.twitter.com/2FWpLLIZY4 — Christine Niles (@ChristineNiles1) April 15, 2026
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The Holocaust Museum for Holocaust Remembrance Day had young members of the US military light a menorah at the Capitol and declare, “I’m [insert name and title], and I remember.” https://t.co/pkTtiLQWVM pic.twitter.com/XPp4UXe7LL
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This has to be seen to be believed.
Hannity facts check the Pope’s anti-war message, says there’s conflict through975 the Bible, like the battle of David versus Goliath. pic.twitter.com/LbsSPF9uzo — Richard Hanania (@RichardHanania) April 17, 2026
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Immigrazione
La violenza immigrata contro le famiglie, il culmine di un processo
In tutta la penisola dilagano gli atti di violenza inenarrabile commessi da immigrati, rapine, stupri, accoltellamenti, uccisioni..la velocità e la foga sono tali da rendere impossibile seguirli tutti.
È un problema militare, come abbiamo scritto già diverse volte, ma ormai esistenziale, di vita. È la vostra stessa esistenza in gioco, in ogni momento della giornata.
Il recente crimine di Massa che ha visto un padre di famiglia soccombere sotto i colpi di una ghenga di giovinastri stranieri e di «seconda generazione» non è che uno dei tanti eventi che vedono papà e famiglie prese di mira all’improvviso e spesso senza motivo da soggetti che nell’attuale contesto anarcotirannico la faranno sempre e comunque franca.
Così, sempre più spesso, nelle grandi città e in quella che abbiamo definito diverse volte «provincia sonnacchiosa»aumentano gli attacchi, violenti e spudorati contro famiglie a passeggio, donne con passeggino, anziani.
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La rapina alle volte è soltanto l’ultimo degli obiettivi, il fine di questi individui è spesso divertirsi della sofferenza altrui, far del male e sancire il proprio dominio, culturale, razziale o di branco sulle persone, sul paese da cui tutto prendono ma che disprezzano, su tutti noi.
Siamo le vittime sacrificali di un sistema che già ci vuole annichilire in ogni momento della nostra esistenza, dal concepimento in avanti con tutti i mezzi possibili.
Tutto ciò non è abbastanza, siamo a rischio di essere umiliati, picchiati, torturati e financo uccisi anche quando siamo a prendere un gelato con i figli o nei momenti di cosiddetto relax. Pensateci, siete sempre le prede di qualcuno o di qualcosa, anche quando volete fuggire da città che di fatto non sono più le vostre.
Per qualcuno non dovete avere pace, in nessun momento della vostra esistenza, dovete essere gli schiavi dello stato e del sistema anarcotirannico che poi sono la stessa cosa.
È un sistema che ha truppe «regolari» per (tar)tassarvi, controllarvi e punirvi aspramente quando vi difendete dalle belve urbane che assalgono voi e i vostri cari, perché, ça va sans dire, quelle medesime belve non sono altro che le truppe «irregolari» dell’anarcotirannia, pronte a farvela pagare amaramente senza regole d’ingaggio se sgarrate, ossia se solo osate uscire di casa o passare per i loro parchi e le loro strade.
Sono truppe votate al male più completo, non arretrano davanti a nulla, non hanno remore di sorta nel commettere le violenze più efferate e sembrano non avere un’anima, sempre che l’anima non l’abbiano ceduta a potenze nemiche da sempre del genere umano.
Pensate alle implicazioni incredibili di tutto ciò per l’esistenza vostra e dei vostri figli e giudicate voi se non sia arrivato finalmente il momento di dire basta.
Victor García
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