Geopolitica
Lavrov: truppe ucraine coinvolte in atti di terrorismo contro gli Stati del Sahel
Mosca è allarmata dalle notizie secondo cui personale militare ucraino sarebbe coinvolto in operazioni condotte da gruppi armati illegali contro paesi della regione africana del Sahel, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov.
Parlando dopo i colloqui con il ministro degli Esteri ghanese Samuel Okudzeto Ablakwa lunedì, Lavrov ha sostenuto che il coinvolgimento di militari in servizio, piuttosto che di singoli mercenari, indicava un’attività condotta a livello statale.
Il ministro russo ha inoltre accusato le ex potenze coloniali di alimentare il terrorismo in Africa. «Non è un segreto che ciò sia opera della Francia, che collabora direttamente con gruppi armati illegali, li arma, li finanzia e li istruisce», ha affermato.
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«Innanzitutto, [la Francia] li istruisce a creare problemi a quei Paesi, in questo caso nella regione del Sahara-Sahel, che hanno deciso di rompere definitivamente, completamente e irreversibilmente con i loro ex colonizzatori e che perseguono con coerenza questa strada», ha sottolineato Lavrov.
Come riportato da Renovatio 21, già in passato Mosca aveva chiesto un indagine sull’Ucraina per «sovversione» in Africa. Il Cremlino l’anno scorso aveva più volte accusato Kiev di addestrare gruppi terroristi in Africa.
i regimi militari di Burkina Faso, Mali e Niger hanno ripetutamente accusato Francia e Ucraina di sponsorizzare gruppi armati nei loro paesi. Bamako, Niamey e Ouagadougou hanno interrotto i legami difensivi con Parigi e hanno espulso le forze francesi, accusando l’ex sovrano coloniale di prolungare l’instabilità. Da allora hanno rafforzato i legami di sicurezza con la Russia, che considerano un partner più affidabile.
Come riportato da Renovatio 21, il Mali ha interrotto i rapporti diplomatici con l’Ucraina ad agosto. Il Niger ha seguito l’esempio poco dopo, mentre il Burkina Faso ha successivamente confermato che i suoi rapporti con Kiev erano di fatto congelati. L’Ucraina ha negato le accuse.
Lo stesso presidente del Burkina Faso aveva dichiarato che vi è nell’area un enorme afflusso di armi «ucraine» che finiscono nelle mani dei terroristi takfiri. Medesime accuse sulle armi fornite all’Ucraina finite a destabilizzare l’Africa fu fatta due anni fa dal presidente nigeriano Muhammadu Buhari.
Dal 2012 i Paesi del Sahel combattono un’insurrezione jihadista, e anni di conflitti e sfollamenti hanno contribuito a una grave crisi umanitaria. Nel 2023, Mali, Burkina Faso e Niger – tre ex colonie francesi a guida militare – hanno istituito l’Alleanza degli Stati del Sahel (AES) dopo aver interrotto i legami di difesa con Parigi e aver accusato la Francia di non essere riuscita a contenere l’insurrezione.
Da allora i tre Paesi hanno rafforzato la cooperazione con la Russia. Nel frattempo le relazioni tra Bamako e Parigi si sono ulteriormente deteriorate, con i funzionari maliani che accusano la Francia di sostenere gruppi armati attivi nel Sahel che pubblicamente i francesi dicono di voler combattere.
Il ministro Ablakwa ha descritto il Sahel come «l’epicentro globale del terrorismo e dell’estremismo violento», affermando che Ghana e Russia hanno concordato di collaborare per sostenere Niger, Burkina Faso e Mali nell’affrontare le sfide alla sicurezza che la regione si trova ad affrontare.
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Il ministro degli Esteri ghanese ha inoltre ringraziato Mosca per il sostegno alla risoluzione delle Nazioni Unite che dichiara la schiavitù transatlantica un grave crimine contro l’umanità. «Consideriamo la Russia un partner affidabile», ha affermato Ablakwa.
Russia e Ghana si apprestano a firmare un accordo che consentirà l’ingresso senza visto ai titolari di passaporti diplomatici e di servizio. Lavrov ha affermato che la misura dovrebbe facilitare i contatti tra i due governi in diversi ambiti, dalla politica estera e il commercio agli investimenti, agli scambi umanitari e all’istruzione.
Come riportato da Renovatio 21, a giugno l’AES aveva condannato l’attacco terroristico contro l’aeroporto internazionale Diori Hamani nella capitale del Niger Niamey (13 morti, 22 aggressori neutralizzati), definendolo un’«aggressione vile e perfida» sostenuta da «sponsores statali stranieri» contro la regione.
Le autorità di transizione del Niger e i loro alleati in Burkina Faso e Mali hanno ripetutamente accusato la Francia, ex potenza coloniale, di finanziare i gruppi terroristici responsabili dell’escalation degli attacchi, nel tentativo di destabilizzare i loro governi.
Come riportato da Renovatio 21, tre anni fa Mali e Niger (quest’ultimo particolarmente importante per la fornitura di uranio) annullarono gli accordi con Parigi. Il Burkina Faso arrivò ad abbandonare il francese come lingua ufficiale.
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Immagine screenshot da YouTube
Geopolitica
Il ministro israeliano Smotrich appoggia il genocidio dei palestinesi dinanzi alle telecamere
Israeli Finance Minister Bezalel Smotrich:
The thorough cleansing that we are carrying out now in southern Lebanon is unprecedented. They have nowhere to return to. Look at how it looks. And by the way, the world isn’t stopping us. pic.twitter.com/lI17gYBWei — Clash Report (@clashreport) October 5, 2026
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Geopolitica
La Russia dice alle ambasciate straniere di lasciare Kiev
Il 5 ottobre il portavoce presidenziale Dmitri Peskov ha ribadito un avvertimento già rivolto alle ambasciate straniere dal ministero degli Esteri e dal ministero della Difesa russi sui rischi che corrono mantenendo le proprie sedi a Kiev.
Peskov ha richiamato le dichiarazioni del presidente Putin, secondo cui ci saranno ulteriori attacchi contro le infrastrutture economiche ucraine, e ha sottolineato i possibili pericoli per le missioni diplomatiche straniere presenti in Ucraina.
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Tuttavia, pochi Paesi occidentali abbiano preso una decisione in merito. Interpellato sulla questione il 5 ottobre, il segretario di Stato Marco Rubio ha risposto: «Guardate, abbiamo una presenza diplomatica lì, e decideremo noi se è sicuro per loro rimanere o meno… Loro [i russi, ndr] avvertono i diplomatici di andarsene da mesi, e non credo che sia una sorpresa per nessuno che Kiev sia sotto attacco. Penso che sia una cosa risaputa».
Come riportato da Renovatio 21, nelle ultime ore il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha registrato un videomessaggio in cui avverte di un attacco massivo su Kiev che sarebbe in preparazione da parte di Mosca, domandando, al solito, aiuto a USA ed Europa.
In settimana era emerso che l’Estonia si preparava a schierare armi in grado di colpire la città russa di San Pietroburgo.
Come riportato da Renovatio 21, la Lituania ha segnalata la volontà legislativa di ospitare armi atomiche.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Merz promette maggiore sostegno militare all’Ucraina, mentre parte il countdown per la caduta del suo governo
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