Gender
Parlamentare finnica condannata per un libro di 20 anni fa: definiva i gay come affetti da un disturbo dello sviluppo
La Corte Suprema finlandese ha dichiarato la deputata cristiano-democratica ed ex ministro Paivi Rasanen colpevole di «insulto agli omosessuali» per un opuscolo ecclesiastico del 2004, in cui descriveva gli omosessuali come affetti da un disturbo dello sviluppo.
Come riportato da Renovatio 21, la persecuzione contro la Rasanen è risalente, e dopo che era stata assolta dalle accuse di «incitamento all’odio» da due tribunali di grado inferiore dopo aver espresso pubblicamente la propria fede cristiana era stata ritrascinata in tribunale l’anno passato.
La condanna della politica sessantaseienne si basa su un opuscolo intitolato «Maschio e femmina li creò: le relazioni omosessuali mettono in discussione il concetto cristiano di umanità». Anche il vescovo luterano Juhana Pohjola, coinvolto nella pubblicazione del testo, è stato condannato.
Rasanen è stata multata di 1.800 euro, mentre Pohjola ha ricevuto una multa di 1.100 euro. Il tribunale ha inoltre ordinato agli imputati di rimuovere da internet le parti del testo che ha giudicato illegali.
Secondo la sentenza, l’opuscolo insultava gli omosessuali in quanto gruppo, basandosi sul loro orientamento sessuale. Nella pubblicazione, Rasanen sosteneva che l’omosessualità costituisse un «disturbo dello sviluppo». La corte ha affermato che tali affermazioni equivalevano a incitamento all’odio contro un gruppo.
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La parlamentare è stata assolta da una seconda accusa relativa a un tweet del 2019 in cui accusava la Chiesa evangelica luterana di Finlandia di «esaltare la vergogna e il peccato» per essere diventata partner ufficiale di una parata del Gay Pride.
La Rasanen, medico di professione, ha ricoperto la carica di ministro degli Interni finlandese tra il 2011 e il 2015. Si è detta scioccata dalla sentenza e ha annunciato l’intenzione di consultare degli avvocati per valutare un eventuale ricorso.
«Sono scioccata e profondamente delusa dal fatto che la corte non abbia riconosciuto il mio diritto umano fondamentale alla libertà di espressione», ha affermato.
«Mi sto consultando con un legale per valutare un possibile ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Non si tratta solo della mia libertà di espressione, ma di quella di ogni persona in Finlandia», ha aggiunto Rasanen. «Una sentenza favorevole contribuirebbe a impedire che altre persone innocenti subiscano la stessa sorte per il semplice fatto di aver espresso le proprie opinioni».
L’organizzazione statunitense Alliance Defending Freedom International, che ha rappresentato Rasanen durante tutto il processo, ha definito la condanna «un esempio oltraggioso di censura di Stato».
Come riportato da Renovatio 21, la Bibbia era stata assolta dal tribunale finnico tre anni fa sempre nel caso della Rasanena.
Non si tratterebbe tuttavia solo di una tendenza della magistratura del vecchio continente. Un sondaggio del 2023 in Inghilterra ha rilevato che un giovane britannico su quattro sarebbe pronto a censurare la Bibbia.
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Immagine di FinnishGovernment via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
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Arrestato transessuale che complottava l’assassinio del segretario del Tesoro USA (che è gay)
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Gli ospedali USA fatturano 120 milioni di dollari per interventi di cambio di sesso sui bambini
Secondo il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS), gli ospedali statunitensi avrebbero fatturato decine di milioni di dollari per interventi di cambio di sesso su minori. Lo riporta LifeSite.
Il rapporto, intitolato «Lupi in camice bianco» e pubblicato questa settimana sulla base di ricerche condotte da organismi di controllo, sostiene che dal 2019 ospedali e cliniche abbiano fatturato quasi 120 milioni di dollari per oltre 5.500 interventi chirurgici e 8.500 cicli di terapia ormonale o bloccanti della pubertà destinati a minori.
Secondo l’HHS, alcuni fornitori di servizi sanitari potrebbero aver utilizzato codici di fatturazione fuorvianti o potenzialmente fraudolenti per ottenere la copertura assicurativa degli interventi. Il dipartimento ha individuato quasi 50 milioni di dollari di richieste di rimborso per bloccanti della pubertà somministrati a bambini tra i 9 e i 17 anni, con l’utilizzo di un codice generico per disturbi ormonali, privo di una diagnosi specifica di disturbo di genere o di pubertà precoce nella medesima richiesta.
Gli ospedali e le cliniche citati nel rapporto sono stati segnalati al Dipartimento di Giustizia e agli investigatori dell’HHS per potenziali violazioni della legge federale. Le modalità di fatturazione riscontrate, ha precisato il dipartimento, richiedono ulteriori indagini.
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Altri quasi 11 milioni di dollari sarebbero stati fatturati per bloccanti della pubertà somministrati a centinaia di pazienti tra i 13 e i 17 anni, con diagnosi di pubertà «insolitamente precoce» — una diagnosi che, secondo l’HHS, non troverebbe applicazione a quell’età.
Il rapporto sottolinea inoltre come tali procedure rappresentino per gli ospedali una fonte di reddito a lungo termine, poiché i minori che avviano una terapia ormonale possono restare sotto cura medica per anni. Citando stime esterne, il documento indica che i costi complessivi nell’arco della vita possono raggiungere i 75.000 dollari senza intervento chirurgico, e fino a 170.000 dollari includendo le operazioni.
«L’amministrazione Biden», si legge nel rapporto, «ha contribuito all’espansione e alla normalizzazione degli interventi di rifiuto del sesso attraverso politiche antidiscriminatorie e altri programmi federali».
La scorsa settimana il presidente Donald Trump ha avviato le procedure per porre fine ai finanziamenti federali, tramite Medicaid e il Children’s Health Insurance Program (CHIP), destinati alle procedure di cambio di sesso sui minori. Le restrizioni, che entreranno in vigore il 13 ottobre, riguardano bloccanti della pubertà, terapie ormonali e interventi chirurgici di transizione, sebbene i singoli Stati possano comunque scegliere di finanziarli autonomamente.
Il provvedimento si inserisce in un più ampio processo di revisione delle politiche relative alle persone transgender, avviato dal ritorno di Trump alla Casa Bianca. L’amministrazione ha già limitato le procedure mediche di transizione per i minori, impedito agli atleti transgender di competere nello sport femminile e vietato alle persone con disforia di genere di prestare servizio nelle forze armate statunitensi.
Almeno 27 Stati americani hanno introdotto restrizioni sulle procedure di transizione di genere per i minori, mentre diversi grandi ospedali hanno interrotto alcuni servizi a causa di controversie legali, pressioni finanziarie e mutamenti nelle linee guida mediche.
Come riportato da Renovatio 21, seguendo uno studio su farmaci ed interventi transessualisti, il segretario alla Salute USA Robert F. Kennedy jr. ha da mesi annunciato che avrebbe proibito agli ospedali l’esecuzione di chirurgia transgender sui bimbi.
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Gender
Nuovo studio smentisce la propaganda LGBT secondo cui le leggi «anti-trans» causerebbero il suicidio
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