Economia
Iraq e Cuba colpiti dai blackout a causa delle pressioni degli Stati Uniti e degli attacchi all’Iran
Sia l’Iraq che Cuba sono stati colpiti da blackout a livello nazionale: la rete elettrica del Paese mediorientale è crollata dopo un’improvvisa interruzione delle forniture di gas a una grande centrale elettrica di Bassora, mentre l’interruzione dell’energia elettrica nell’isola caraibica è stata attribuita alla cronica carenza di carburante, aggravata dal blocco statunitense sul petrolio venezuelano.
Il giorno prima del blackout iracheno, un portavoce del ministero dell’Energia avrebbe affermato che le «forniture incomplete» di gas dal vicino Iran stavano già compromettendo il funzionamento delle centrali elettriche. L’Iran è impegnato da sabato in una massiccia campagna aerea israelo-americana.
Secondo l’agenzia di stampa statale INA, anche un altro impianto elettrico è stato chiuso nella provincia centrale di Salah al-Din, con la polizia locale che ha esplicitamente negato le notizie secondo cui la stazione sarebbe stata presa di mira da un attacco.
L’Iraq dipende dal gas iraniano per il 30-40% della sua produzione di energia. Questa dipendenza è una conseguenza diretta di decenni di interventi stranieri nel Paese. Prima della Guerra del Golfo del 1991, la rete, sebbene messa a dura prova dalle sanzioni, soddisfaceva ampiamente la domanda. La guerra distrusse il 75% della sua capacità di generazione e l’invasione guidata dagli Stati Uniti del 2003 causò un crollo catastrofico, con una produzione inferiore al 10% rispetto a quella precedente.
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Mercoledì anche Cuba è stata colpita da blackout: un’interruzione di corrente diffusa ha lasciato circa due terzi dell’isola al buio, compresa la capitale L’Avana.
Secondo il ministero dell’Energia e delle Miniere di Cuba, il blackout è stato causato dalla chiusura di una delle più grandi centrali termoelettriche dell’isola.
La cronica carenza di carburante dell’isola è stata gravemente aggravata dal blocco statunitense sul petrolio proveniente dal Venezuela. Da quando le forze statunitensi hanno rapito il presidente venezuelano Nicolas Maduro a gennaio, Washington ha sequestrato diverse petroliere dirette a Cuba.
Il governo cubano attribuisce da tempo la sua crisi economica a decenni di sanzioni statunitensi, che a suo dire contribuiscono direttamente alla mancanza di investimenti nella produzione di energia e al degrado della sua rete elettrica.
In questo contesto, la scorsa settimana il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ipotizzato che gli Stati Uniti potrebbero effettuare una «presa amichevole di controllo di Cuba», sostenendo che il governo dell’isola è sull’orlo del collasso e sta negoziando attivamente con Washington.
Come riportato da Renovatio 21, Cuba era stata investita da un blackout di massa nell’ottobre 2024.
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Economia
La Germania paga cinque volte di più per il gas dopo aver abbandonato le importazioni russe
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Economia
Trump impone dazi del 50% sul Canada
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha introdotto dazi del 50% su una vasta gamma di importazioni canadesi, motivando la decisione con quello che ha definito il «trattamento iniquo» di Ottawa verso automobili, prodotti lattiero-caseari e alcolici americani.
L’impiego da parte di Trump dei poteri di emergenza per applicare dazi doganali generalizzati è stato in parte annullato dalla Corte Suprema degli Stati Uniti all’inizio di quest’anno. Trump ha fatto ricorso alla Sezione 338 del Tariff Act del 1930 per introdurre i nuovi dazi. Le tariffe entreranno in vigore tra 30 giorni e si applicheranno anche alle merci tutelate dall’accordo di libero scambio tra Stati Uniti, Messico e Canada (USMCA), ha annunciato la Casa Bianca lunedì.
Questa decisione costituisce l’ultima escalation in una guerra commerciale che si è aggravata dal ritorno di Trump alla Casa Bianca. Washington aveva già imposto dazi su acciaio, alluminio, automobili e altre importazioni canadesi. Ottawa ha replicato con misure di ritorsione e tariffe corrispondenti.
I nuovi dazi interessano una serie di prodotti di consumo e industriali, tra cui vino, mazze da hockey (grande elemento di contesa fra i due Paesi…) e cemento. Le principali esportazioni canadesi, come energia, potassio, pesce e minerali critici, risultano invece esentate, secondo un documento informativo della Casa Bianca.
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Washington sostiene che il Canada applichi tasse ingiuste su alcuni veicoli prodotti negli Stati Uniti, mantenga barriere protezionistiche sulle importazioni di prodotti lattiero-caseari e prosegua nel boicottare a livello provinciale le bevande alcoliche americane. L’amministrazione ha definito tali misure un «trattamento discriminatorio» dei prodotti statunitensi.
Il primo ministro canadese Mark Carney ha criticato duramente l’iniziativa, accusando Washington di violare l’USMCA pur lasciando aperta la possibilità di negoziati.
«Questo è l’ultimo di una serie di provvedimenti commerciali unilaterali statunitensi, iniziati con l’imposizione di una serie di dazi in diretta violazione dell’accordo commerciale», ha dichiarato Carney in un comunicato stampa lunedì. «Siamo pronti a intensificare tali discussioni nelle prossime settimane».
Il premier dell’Ontario Doug Ford ha invitato Ottawa a reagire con fermezza. «Se questi dazi verranno applicati, il Canada dovrebbe rispondere con dazi per dazi, dollaro per dollaro», ha scritto su X.
All’inizio di questo mese, Trump aveva minacciato di introdurre ulteriori dazi contro il Canada, sostenendo che la sua cattiva gestione forestale avesse coperto parti degli Stati Uniti con il fumo degli incendi e che Ottawa avrebbe dovuto pagare per la sua presunta «negligenza intenzionale».
Nell’annunciare le nuove tariffe, la Casa Bianca ha affermato che Canada e Cina sono stati gli unici Paesi a reagire ai dazi imposti lo scorso anno. Ha inoltre accusato Ottawa di discriminare i produttori statunitensi.
«Il Canada ha rimosso i prodotti alcolici statunitensi dagli scaffali canadesi», ha dichiarato il rappresentante commerciale degli Stati Uniti Jamieson Greer, aggiungendo che i nuovi dazi mirano a «ritenere il Canada responsabile delle sue ritorsioni e discriminazioni».
Nel 2025 Ottawa aveva risposto all’offensiva commerciale di Trump imponendo dazi del 25% su circa 30 miliardi di dollari canadesi (21,7 miliardi di dollari americani) di merci statunitensi. Sebbene Mark Carney abbia in seguito revocato parte di questi dazi, le tariffe su automobili, acciaio e alluminio americani restano in vigore.
Quest’ultima mossa si colloca all’interno di una vasta campagna tariffaria avviata dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca nel gennaio 2025. Il presidente ha applicato dazi sulle importazioni sia da alleati che da rivali, prendendo di mira Paesi come Cina, Canada e Messico, oltre a settori quali acciaio, alluminio e automobili.
Trump in passato aveva ripetutamente affermato che gli Stati Uniti stavano sovvenzionando l’economia canadese per un importo di 200 miliardi di dollari all’anno, ipotizzando che sarebbe stato più fattibile assorbire il Paese come «tanto amato» 51° stato. L’ex premier canadese Giustino Trudeau aveva detto che la minaccia di anschluess da parte di Trump era «reale».
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Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa Trump aveva dichiarato di voler espandere il Paese aggiungendo Canada, Groenlandia e Venezuela come nuovi Stati USA, definendo poi le sue dichiarazioni come uno scherzo.
A gennaio nel corso del suo intervento al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, Carney ha sostenuto che l’ordine globale basato su regole è ormai al tramonto e ha invitato le «potenze medie» a unirsi, affermando che «se non sei al tavolo, sei nel menu».
Trump ha replicato durante il proprio discorso a Davos dichiarando che il Canada «vive grazie agli Stati Uniti», un’affermazione prontamente respinta da Carney. In seguito, Trump ha revocato l’invito rivolto a Carney per partecipare al suo proposto «Board of Peace», l’organismo da lui ideato – secondo le sue parole – per affrontare e risolvere i conflitti internazionali.
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Come riportato da Renovatio 21, Trump ha aggiunto che il Canada verrà «divorato» dalla Repubblica Popolare.
Il presidente aveva canzonato il Canada con filmati AI dopo la vittoria olimpica nella finale a Milano della squadra nazionale di Hockey americana contro quella canadese.
Come riportato da Renovatio 21, l’esercito canadese ha sviluppato un modello di risposta in stile mujaheddin afghani a un’ipotetica invasione statunitense.
Come riportato da Renovatio 21, Trump ad aprile ha, purtroppo, ammesso che la ventilata annessione del Canada è «improbabile».
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Economia
Merz ammette: la crisi energetica tedesca è causata dalla «mancanza di gas russo»
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