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Segni di fede cattolica a Miss Universo
Il cristianesimo è stato ben rappresentato al concorso di Miss Universo di quest’anno in Thailandia. Giovedì, numerosi concorrenti in lizza per il titolo hanno reso omaggio alle loro convinzioni religiose.
La concorrente brasiliana di Miss Universo, Maria Gabriela Lacerda, indossava un costume unico che ricordava la Madonna di Aparecida. Nostra Signora di Aparecida è la patrona del Brasile, Paese per oltre il 55% cattolico. Il titolo ha origine nel 1700, quando tre uomini catturarono una piccola statua della Beata Vergine Maria mentre pescavano nel fiume Paraíba.
La statua, alta poco più di 30 cm, ha ricevuto numerose grazie e preghiere esaudite. Attualmente è conservata nella Basilica del Santuario Nazionale di Nostra Signora di Aparecida a San Paolo.
La Lacerda, cattolica, è salita sul palco con un abito e un piviale scintillanti blu e oro. Ha dichiarato di voler onorare Maria con un «segno esteriore che mi ricordi l’impegno che ho preso con Gesù attraverso la Madonna».
Ha anche scritto: «Ti amo, Madre mia! Tutto l’onore e la gloria a tuo Figlio!» su un post di Instagram.
“I love you, my Mother! All honor and glory to your Son!”
This is what Miss Universe Brazil 2025 Maria Gabriela Lacerda wrote in an Instagram post after she dressed as Our Lady during the 2025 Miss Universe National Costume Competition on November 19 in Thailand.
Lacerda, who… pic.twitter.com/7YcB8nnkJp
— ChurchPOP (@Church_POP) November 20, 2025
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La rappresentante francese, Ève Gilles, ha reso omaggio a Santa Giovanna d’Arco, una delle sante patrone della Francia che nel XV secolo contribuì a difendere il Paese durante l’assedio di Orléans durante la Guerra dei Cent’anni. La Gilles indossava un abito dall’aspetto metallico e teneva in mano una bandiera di battaglia francese.
🇫🇷👑 Ève Gilles a défilé en costume national “Jeanne d’Arc” à Miss Univers. pic.twitter.com/Es3JEwM5Bo
— Cerfia (@CerfiaFR) November 19, 2025
Anche la vincitrice del concorso ha testimoniato la sua fede cattolica. La messicana Fátima Bosch si è fatta il segno della croce dopo aver ricevuto la corona di Miss Universo.
Fatima Bosch was named Miss Universe. The Mexican embraced the honor with a sign of the cross and has given voice to her faith. Viva Fatima. pic.twitter.com/FV1AIk9zVM
— Raymond Arroyo (@RaymondArroyo) November 21, 2025
Pochi istanti dopo essere stata nominata Miss Universo Messico, Bosch ha esclamato : «¡Viva Cristo Rey!», «Viva Cristo re!»
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Anche Miss Pakistan, Roma Riaz, si è fatta il segno della croce durante la gara. Riaz, cristiana, ha indossato un abito nero con una croce d’argento mentre si faceva il segno della croce per testimoniare la sua fede. Il gesto audace è stato salutato come un segno di solidarietà con i fratelli cristiani del suo Paese, a maggioranza musulmana.
La Bosch porterà il titolo di Miss Universo per il prossimo anno, dopo aver battuto concorrenti provenienti da 120 paesi. La competizione del prossimo anno si svolgerà a Porto Rico.
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Immagine screenshot da YouTube
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Il cardinale Müller: il «cristianesimo culturale» crea idoli. Poi attacca Thiel e Harari
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Concilio Vaticano II, mons. Viganò contro papa Leone
L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha affidato a X un commento sulle recenti parole del papa riguardo il Concilio Vaticano II.
«Chi si aspettava un qualche esame di coscienza da parte di Leone dopo sessant’anni di immani disastri, è servito: Prevost ci invita a riscoprire l’indole profetica del Concilio Vaticano II – «aurora di un giorno di luce per tutta la Chiesa» – e ad attuarne con maggiore convinzione le riforme».
«Dinanzi alla rovina e alle macerie di sessant’anni di “primavera conciliare”, ammetterne il fallimento richiederebbe un minimo di buona fede purtroppo assente nei fautori della rivoluzione conciliare, i quali usarono come grimaldello un “concilio” per introdurre i principi rivoluzionari nella Chiesa Cattolica, provocando così la sua demolizione dall’interno» scrive il monsignore.
Chi si aspettava un qualche esame di coscienza da parte di Leone dopo sessant’anni di immani disastri, è servito: Prevost ci invita a riscoprire l’indole profetica del Concilio Vaticano II – «aurora di un giorno di luce per tutta la Chiesa» – e ad attuarne con maggiore… https://t.co/HreWBrWeA8
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) January 8, 2026
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«Da Roncalli in poi, la presa di distanza della chiesa conciliare rispetto alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana è proseguita inesorabile, giungendo con Bergoglio a teorizzare la “sinodalità” come ultimo sfregio rivoluzionario al papato voluto da Nostro Signore» dice il prelato lombardo.
«Non stupisce che Leone, ultimo esponente della chiesa conciliare e sinodale, dichiari di voler “andare incontro all’umanità” proprio applicando l’unico “concilio” che invece di chiamare le pecore disperse nell’unico Ovile sotto l’unico Pastore come hanno fatto tutti i Sacrosanti Concili Ecumenici, ha invece aperto l’ovile, ne ha disperse le pecore e vi ha fatto entrare lupi e mercenari».
Non si tratta della prima condanna che monsignor Viganò emette contro il Concilio e i suoi seguaci di tutti i livelli.
«Chi aderisce consapevolmente a questo “concilio” si rende responsabile della demolizione della Chiesa Cattolica e ratifica con la propria complicità il golpe conciliare e sinodale» aveva tuonato l’arcivescovo pochi mesi fa.
Ancora quattro anni fa l’arcivescovo disse che «tutto ciò che il Concilio ha portato di nuovo si è rivelato dannoso, ha svuotato chiese, seminari e conventi, ha distrutto le vocazioni ecclesiastiche e religiose, ha prosciugato ogni slancio spirituale, culturale e civile dei Cattolici, ha umiliato la Chiesa di Cristo e l’ha confinata ai margini della società, rendendola patetica nel suo tentativo maldestro di piacere al mondo».
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Come riportato da Renovatio 21, in un’omelia del novembre 2024 Viganò dichiarò che i papi e i vescovi del Concilio Vaticano II «usarono il loro «concilio» non per combattere i nuovi errori, ma per introdurli nel sacro recinto; non per restaurare la sacra Liturgia, ma per demolirla; non per raccogliere il gregge cattolico intorno ai Pastori, ma per disperderlo e abbandonarlo ai lupi».
In un testo precedente fa Sua Eccellenza aveva scritto dell’«unico dogma irrinunciabile: riconoscere il Concilio Vaticano II, la sua ecclesiologia, la sua morale, la sua liturgia, i suoi santi e martiri e soprattutto i suoi scomunicati e i suoi eretici, ossia i «tradizionalisti radicali» non addomesticabili alle nuove istanze sinodali».
La catastrofe non solo religiosa causata dal Concilio è stata spiegata in un’intervista ad una testata francese dello scorso anno: «La chiesa del Vaticano II, che ci tiene tanto a definirsi così in antitesi alla “chiesa preconciliare”, ha posto le basi teologiche alla dissoluzione della società. Tutti gli errori dottrinali del Concilio si sono tradotti in errori filosofici, politici e sociali dagli esiti disastrosi per le Nazioni cattoliche».
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Il cardinale Sarah critica la musica «scandalosa» e profana durante la messa e gli abusi liturgici
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