Economia
Bitcoin a 125 mila dollari: nuovo massimo storico
Oggi il Bitcoin ha raggiunto un nuovo massimo storico, toccando i 125.245,57 $, con un incremento del 2,68%.
Come riporta Coincentral, «questa impennata di prezzo arriva dopo un periodo di forte slancio di mercato, alimentato da diversi fattori che alimentano un rinnovato ottimismo. Mentre la criptovaluta di punta supera nuove soglie di prezzo, gli operatori di mercato prevedono ulteriori potenziali guadagni nel corso dell’anno, con alcuni che prevedono un possibile balzo a 200.000 dollari entro dicembre».
L’ultima crescita del Bitcoin aveva visto il prezzo superare il precedente massimo di 124.400 dollari. Il mese di ottobre è tradizionalmente noto come «Uptober» perché è associato a una forte performance delle criptovalute.
L’impennata dei prezzi è attribuita a diversi fattori, tra cui l’attesa di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, spesso visto come un segnale favorevole per le criptovalute e in particolare per Bitcoin. I tassi di interesse più bassi tendono a stimolare gli investimenti nei mercati alternativi. L’interesse istituzionale per Bitcoin continua a crescere.
«I fondi negoziati in borsa (ETF) Bitcoin hanno registrato afflussi significativi, con 3,24 miliardi di dollari riversati in questi fondi solo la scorsa settimana», secondo Coincentral. «Questa impennata della domanda da parte degli investitori istituzionali gioca un ruolo chiave nello spingere il prezzo di Bitcoin verso nuovi massimi.
«Gli ETF su Bitcoin consentono agli investitori su larga scala di esporsi a Bitcoin senza acquistare direttamente l’asset, rendendolo più accessibile ai settori della finanza tradizionale. L’aumento degli afflussi in ETF suggerisce che gli investitori istituzionali sono fiduciosi nel potenziale a lungo termine di Bitcoin, il che potrebbe spingerne ulteriormente il prezzo al rialzo nel prossimo futuro».
Anche quantità sempre minori di Bitcoin vengono detenute su exchange centralizzati, il che suggerisce che gli investitori stanno conservando le loro azioni come investimento a lungo termine, piuttosto che per liquidità a breve termine, il che fa aumentare ulteriormente il prezzo.
Bitcoin ha ora una capitalizzazione di mercato di circa 2,5 trilioni di dollari, il che lo rende il settimo asset più grande a livello globale, dopo l’argento. Il suo valore di mercato è ora superiore a quello di grandi player tecnologici come Meta e Amazon.
Gli analisti prevedono ora un nuovo massimo di 200.000 dollari entro la fine dell’anno.
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Economia
La crisi energetica si abbatte sulla Germania: benzina e diesel aumentati di quasi il 49%
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Economia
Washington propone lo scongelamento dei beni russi in cambio della pace in Ucraina
Gli Stati Uniti hanno proposto di sbloccare miliardi di euro di beni russi detenuti nell’UE per dare impulso ai colloqui di pace con l’Ucraina. Lo riporta il Financial Times, che cita alcune fonti.
Mosca ha a lungo definito il congelamento dei suoi beni un «furto», avvertendo di forti ritorsioni qualora i fondi venissero sequestrati.
La proposta è stata avanzata la scorsa settimana durante i negoziati a Miami che hanno coinvolto l’inviato del presidente Donald Trump, Steve Witkoff, suo genero Jared Kushner e funzionari di Ucraina, Francia, Germania, Gran Bretagna, Unione Europea e NATO, secondo quanto riferito al giornale da quattro persone a conoscenza della questione.
Secondo quanto riportato, Washington avrebbe ipotizzato diversi meccanismi per lo sblocco dei fondi congelati nell’ambito di un accordo di pace globale, tra cui il trasferimento di una parte di essi in un veicolo appositamente creato e supervisionato dagli Stati Uniti. Tuttavia, gli accordi precisi non sono ancora stati definiti e sono in corso numerose discussioni su come i fondi potrebbero essere utilizzati, scrive FT.
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Durante i colloqui, Washington ha chiesto a Kiev di presentare proposte per l’utilizzo dei potenziali fondi per la ricostruzione e di collaborare con la Banca Mondiale per contrastare la dilagante corruzione e introdurre misure di trasparenza finanziaria, ha riferito un funzionario statunitense al giornale.
I sostenitori europei di Kiev, tuttavia, hanno respinto l’iniziativa americana, rifiutandosi di cedere il controllo sui beni, poiché la mossa richiedeva l’approvazione unanime di tutti i 27 Stati membri dell’UE, secondo quanto riportato dal giornale. La proposta avrebbe inoltre «sorpreso» le delegazioni europee e Kiev, con alcuni che si interrogavano sulle intenzioni di Washington.
«Gli è stato detto che semplicemente questo non sarebbe successo», ha dichiarato a FT una persona a conoscenza delle discussioni.
Pubblicamente, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha escluso qualsiasi compromesso sui beni russi, insistendo sul fatto che «devono rimanere congelati in Europa. Questa è una nostra questione e siamo noi a decidere». Il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski è stato ancora più esplicito, affermando che qualsiasi restituzione dei fondi alla Russia sarebbe possibile solo «sul nostro cadavere».
Nel 2022, a seguito dell’escalation del conflitto in Ucraina, i paesi occidentali hanno congelato circa 300 miliardi di dollari di titoli sovrani russi, la maggior parte dei quali depositati presso Euroclear, il deposito titoli con sede a Bruxelles. Mosca ha denunciato la mossa come un vero e proprio «furto».
Sebbene i Paesi UE siano riusciti a concordare sull’utilizzo dei proventi dei fondi per sostenere l’Ucraina, la proposta di confiscarli completamente ha incontrato una forte resistenza, per il timore che tale mossa possa compromettere la reputazione commerciale del blocco e provocare ritorsioni legali da parte di Mosca. Il Belgio si è rivelato l’ostacolo più formidabile, temendo che l’utilizzo di fondi sovrani russi senza il consenso di Mosca avrebbe esposto Euroclear e i contribuenti belgi a enormi richieste di risarcimento.
Commentando l’articolo del Financial Times, il portavoce del Cremlino Demetrio Peskov ha affermato che Mosca non aveva informazioni sulla presunta iniziativa americana. Tuttavia, ha sottolineato che la Russia farà tutto il possibile per recuperare i «beni rubati», intraprendendo azioni legali, procedimenti giudiziari e perseguendo i responsabili.
Come riportato da Renovatio 21, a dicembre 2025 Putin aveva dichiarato che l’Unione Europea dovrà prima o poi restituire i beni sovrani russi congelati a causa delle sanzioni legate al conflitto in Ucraina, avvertendo Bruxelles che qualsiasi prelievo di quei fondi danneggerebbe gravemente la sua reputazione e rischierebbe di compromettere le basi dell’attuale sistema finanziario globale.
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La notizia riportata da FT giunge dopo che la scorsa settimana Trump ha annunciato un accordo con il presidente russo Vladimir Putin per consentire ulteriori esportazioni di gasolio russo al fine di alleviare la pressione sui mercati americani e globali.
In settimana l’agenzia Reuters ha riferito, citando alcune fonti, che Washington sta valutando anche la possibilità di allentare le sanzioni su alcune navi appartenenti a quella che i media occidentali definiscono una «flotta ombra» russa, utilizzata per il trasporto di petrolio russo.
La notizia giunge inoltre nel mezzo di una crescente faida tra Trump e lo Zelens’kyj, con il presidente statunitense che attribuisce agli attacchi di Kiev contro le raffinerie di petrolio russe l’impennata dei prezzi del carburante e chiede che l’Ucraina abbia un «nuovo presidente». Lo Zelens’kyj, a sua volta, ha affermato di sentirsi tradito da Trump per l’accordo sul diesel russo e per le restrizioni all’accesso dell’Ucraina a Starlink.
Come riportato da Renovatio 21, il ministro degli Esteri russo Sergio Lavrov ha dichiarato che lo Zelens’kyj sta «sfidando sfacciatamente» Trump, che ha chiesto apertis verbis la rimozione di Zelens’kyj dal governo di Kiev.
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Immagine di Bob Marquart via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC 2.0.
Cina
I mercati esagerano la possibilità di conflitto per Taiwano
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