Economia
Il Tesoro degli Stati Uniti svela la bozza della moneta con il profilo di Trump
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti sta considerando di raffigurare il presidente Donald Trump su una moneta da un dollaro per celebrare il 250° anniversario dell’indipendenza americana.
Secondo la bozza iniziale del disegno, svelata venerdì, un lato della moneta mostra il profilo di Trump, accompagnato dalle scritte «Liberty», «In God we trust» e dalle date 1776-2026.
L’altro lato raffigura Trump con il pugno alzato davanti alla bandiera statunitense, con le iscrizioni «Combatti, combatti, combatti», «Stati Uniti d’America» ed «E pluribus unum».
No fake news here. These first drafts honoring America’s 250th Birthday and @POTUS are real.
Looking forward to sharing more soon, once the obstructionist shutdown of the United States government is over. https://t.co/c6HChM6ijG
— U.S. Treasurer Brandon Beach (@TreasurerBeach) October 3, 2025
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L’immagine richiama chiaramente la celeberrima immagine scattata dal fotografo Evan Vucci dell’Associated Press subito dopo il tentativo fallito di assassinio di Trump nel luglio 2024, ampiamente diffusa dai media nazionali e internazionali.
«Malgrado la paralisi del nostro governo imposta dalla sinistra radicale, i fatti sono evidenti: sotto la guida storica del presidente Donald J. Trump, la nostra nazione si avvicina al suo 250° anniversario più forte, più prospera e in condizioni migliori che mai», ha dichiarato un portavoce del Dipartimento del Tesoro in una nota.
«Sebbene il design definitivo della moneta da un dollaro per commemorare il semiquincentenario degli Stati Uniti non sia ancora stato deciso, questa bozza iniziale riflette lo spirito intramontabile del nostro Paese e della sua democrazia, anche di fronte a enormi sfide», ha aggiunto il portavoce.
Secondo il Washington Post, la normativa statunitense attualmente in vigore generalmente vieta di raffigurare persone viventi sulle banconote. Inoltre, il Circulating Collectible Coin Redesign Act del 2020, che ha autorizzato la produzione della moneta commemorativa, proibisce busti o ritratti di persone sul retro.
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Immagine da Twitter
Economia
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Economia
Grecia e Malta si oppongono alle ultime sanzioni UE alla Russia
Grecia e Malta si oppongono alla proposta dell’Unione Europea di vietare tutti i servizi marittimi legati al petrolio greggio russo, configurandosi come i principali ostacoli all’approvazione del 20° pacchetto di sanzioni del blocco nei confronti di Mosca.
La misura in discussione, avanzata dalla Commissione europea la scorsa settimana, sostituirebbe l’attuale price cap del G7 con un divieto assoluto su tutti i servizi di trasporto, assicurazione e portuali forniti dall’UE per il petrolio greggio russo, a prescindere dal prezzo di acquisto.
Lunedì, nel corso di una riunione degli ambasciatori dell’UE, Grecia e Malta hanno manifestato le loro riserve, temendo che tale cambiamento possa arrecare gravi danni al settore marittimo europeo e contribuire a un aumento dei prezzi dell’energia, come riportato da Bloomberg sulla base di fonti informate.
Secondo Lloyd’s List, autorevole pubblicazione del settore con sede a Londra, i funzionari della Commissione europea stanno attualmente conducendo negoziati interni con Atene e La Valletta. Dati analitici della testata indicano che le petroliere di proprietà o sotto controllo di armatori dell’UE – nella stragrande maggioranza greci – hanno gestito il 19% delle spedizioni di petrolio russo nel mese scorso.
La Grecia possiede la flotta di petroliere più grande al mondo. Un divieto totale sui servizi renderebbe immediatamente queste navi incapaci di trasportare petrolio russo, anche quello acquistato legalmente al di sotto del tetto attuale di 44,10 dollari al barile, provocando l’annullamento di numerosi contratti e perdite economiche rilevanti per l’industria navale ellenica.
Malta, d’altra parte, amministra uno dei registri navali più estesi a livello globale. La proposta di divieto metterebbe a rischio le entrate derivanti dal suo ruolo di Stato di bandiera.
Il ventesimo pacchetto di sanzioni dovrebbe essere finalizzato entro il 24 febbraio, esattamente quattro anni dopo l’escalation del conflitto in Ucraina. Grecia e Malta dispongono di diritto di veto sulle decisioni in materia di sanzioni dell’UE, per cui la misura non potrà essere adottata senza il loro consenso.
Dal 2022, i paesi occidentali hanno applicato sanzioni severe alla Russia, colpendo in particolare il suo commercio petrolifero attraverso il price cap sulle spedizioni e la black list di singole navi.
Le autorità occidentali accusano Mosca di aver creato una cosiddetta “flotta ombra”. Nelle scorse settimane, marine statunitense, britannica e francese hanno sequestrato diverse petroliere sospettate di violare le sanzioni. Il Regno Unito starebbe inoltre preparando il lancio di una flotta di droni marittimi per intercettare e sequestrare imbarcazioni collegate alla Russia.
I funzionari russi hanno definito questi sequestri una «palese violazione» del diritto internazionale marittimo. Mosca sostiene inoltre che le sanzioni non abbiano raggiunto gli obiettivi prefissati e che la Russia sia riuscita ad adattarsi con successo alle restrizioni imposte.
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Economia
COVID, Ucraina e dazi USA costano alla Germania 1 trilione di dollari
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