Spirito
«63 milioni di bambini offerti in sacrificio umano al Moloch del politicamente corretto»: Mons. Viganò sulla sentenza della Corte Suprema USA
Renovatio 21 pubblica questo scritto di Mons. Carlo Maria Viganò. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
DICHIARAZIONE
SULLA SENTENZA DELLA CORTE SUPREMA DEGLI STATI UNITI D’AMERICA
La Corte Suprema degli Stati Uniti d’America, ribaltando la sentenza del caso Roe v Wade del 22 gennaio 1973, ha sanato un vulnus di natura costituzionale e allo stesso tempo ha restituito la sovranità agli Stati federati dopo quasi cinquant’anni.
La sentenza della Corte Suprema non si è pronunciata in merito al «diritto all’aborto» – come afferma la narrazione mainstream – bensì in merito alla sua «legalizzazione obbligatoria in tutti gli Stati», facendo sì che la decisione sulla «profonda questione morale dell’aborto» tornasse «al popolo e ai suoi rappresentanti eletti», a quali la Roe v. Wade l’aveva sottratto contro il dettato costituzionale.
È così fallito il tentativo di intimidire i Giudici della Corte Suprema, iniziato con la dolosa diffusione delle bozze della sentenza da parte degli esponenti della lobby abortista. Così come è fallita miseramente la retorica di morte della sinistra democratica, alimentata da movimenti estremisti e da gruppi finanziati dalla Open Society di George Soros.
Ed è significativo vedere quali siano le reazioni violente e intolleranti dei sedicenti liberali, da Barack e Michelle Obama a Hillary Clinton, da Nancy Pelosi a Chuck Schumer, dal Procuratore Generale Merrick Garland a Joe Biden, senza parlare delle dichiarazioni dei politici e dei capi di stato del mondo occidentale.
Basterebbe questo, in realtà, per far comprendere l’importanza di questa sentenza: gli attentati dei gruppi pro-choice, gli assalti alle associazioni pro-life, le profanazioni di chiese, le scene di isteria dei sostenitori del diritto all’uccisione della vita innocente del nascituro riuniscono emblematicamente gli esponenti del partito democratico finanziati da Planned Parenthood a sua volta finanziata dal governo, la Sinistra woke, i seguaci del globalismo di Klaus Schwab, gli esponenti della Massoneria internazionale, i teorici della svolta green e della riduzione demografica, i propagandisti del gender, dell’ideologia LGBTQ+ e delle bandiere rainbow, gli adepti della chiesa di Satana che considerano l’aborto come un loro «rito», i mercanti di feti umani delle cliniche di morte, i piazzisti di «vaccini» prodotti con feti umani, i sostenitori della farsa pandemica e il loro grottesco codazzo di esperti sono tutti concordi nel veder minacciata la propria egemonia, che dal 1973 ha causato negli Stati Uniti la morte di 63 milioni di bambini, offerti in sacrificio umano al Moloch del politicamente corretto.
Il mondo globalista, che ha fatto della violazione sistematica del corpo umano la propria bandiera ideologica, imponendo una terapia genica sperimentale contro ogni evidenza scientifica, si straccia oggi le vesti rivendicando la bodily autonomy della donna e il suo diritto a uccidere la vita che porta in grembo.
Questo mondo globalista, in cui un’élite di criminali eversori si è impossessata del potere ed è ascesa ai vertici delle Nazioni e delle istituzioni internazionali, ha perso gli Stati Uniti d’America, grazie a una sentenza storica emessa da Giudici saggi, tra i quali gli ultimi nominati dal Presidente Donald Trump, il cui impegno in difesa della santità della vita ha oggi riportato una grande vittoria per l’America e per quanti ad essa guardano come a un modello da imitare.
Molti Stati hanno già dichiarato illegale la pratica dell’aborto e grazie al pronunciamento della Corte Suprema potranno finalmente riconoscere e tutelare i diritti del nascituro.
Gli organi di stampa vaticani e della Conferenza Episcopale americana evocano questo giorno storico con sospetta moderazione, quasi fosse per loro un imbarazzante dovere.
Tace Bergoglio, che fu però tanto loquace quando si trattò di attaccare Donald Trump o di dare appoggio alla Clinton, a Biden e ai candidati dem.
Al suo silenzio dinanzi alla vittoria del Bene sull’ideologia di morte del mondo senza Dio fa ancora eco la propaganda della chiesa bergogliana dei cosiddetti vaccini e l’appoggio all’Agenda 2030 dell’ONU, che è tra i principali fautori della «salute riproduttiva» imposta alle Nazioni proprio a partire dalla sentenza del 1973.
Senza dimenticare come la Pontificia Accademia per la Vita, voluta da Giovanni Paolo II, sia stata sfigurata in questi ultimi dieci anni includendovi personaggi notoriamente favorevoli all’aborto e alla contraccezione.
L’odio nei confronti di Trump e la rete di rapporti e interessi della deep church con il deep state hanno portato alla luce, tra le altre, questa grande contraddizione della chiesa bergogliana, impegnata a fare affari con l’alta finanza globale e con le case farmaceutiche, mentre emergono gli scandali economici e sessuali che coinvolgono politici e prelati.
Nel giorno in cui la Chiesa celebra la festa del Sacratissimo Cuore di Gesù, il Signore ha voluto concedere agli Stati Uniti d’America la possibilità di riscattarsi, facendo sì che le leggi umane siano coerenti con la Legge di natura impressa dal Creatore nel cuore dell’uomo.
E questa è l’unica, necessaria premessa perché una Nazione sia benedetta dal Cielo.
Auspico che il Popolo americano sappia far tesoro di questa opportunità storica, e che comprenda che non vi può essere giustizia dove si riconoscono diritti all’aborto, non vi può essere pace e prosperità in una società che massacra i propri figli, non vi può essere libertà dove la licenza, il vizio e la superbia sovvertono i Comandamenti di Dio.
+ Carlo Maria Viganò
Arcivescovo, già Nunzio Apostolico negli Stati Uniti d’America
24 Giugno 2022
Sacratissimo Cuore di Gesù
Renovatio 21 pubblica questa dichiarazione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Spirito
Leone XIV aumenta gli stipendi nella Curia
Sarebbe più corretto affermare che Papa Leone XIV, con un motu proprio pubblicato il 14 settembre 2026, ha abrogato una misura di austerità salariale vaticana adottata da Francesco durante la pandemia. Circa 5.000 dipendenti potranno nuovamente rivendicare la propria anzianità e alcuni stipendi saranno aumentati.
Papa Francesco ha pubblicato il motu proprio «Un futuro sostenibile» il 23 marzo 2021, nel pieno della pandemia, a causa della situazione economica e del deficit strutturale. Ha così avviato una politica di austerità nei confronti del bilancio vaticano. Alcuni stipendi – quelli di cardinali, funzionari, sacerdoti e religiosi che lavorano nella Curia – sono stati ridotti.
Inoltre, il pontefice aveva decretato il congelamento dell’anzianità, che era stato mantenuto negli ultimi cinque anni. Tale misura aveva incontrato una notevole resistenza. Il nuovo motu proprio rivela che Leone XIV aveva già annullato la decisione del suo predecessore il 16 giugno 2025, attraverso un rescritto che abrogava la riduzione salariale del 3% per i sacerdoti e i religiosi della Curia romana che non ricoprivano incarichi di alto rango.
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Ripristino dell’anzianità
Il nuovo motu proprio abroga completamente quello di Francesco, affermando la stabilità delle istituzioni economiche della Santa Sede. La decisione di ripristinare il precedente motu proprio è stata presa previa consultazione con la Segreteria per l’Economia, ma l’abrogazione non ha effetto retroattivo.
Ciò significa che i dipendenti riceveranno nuovamente un bonus di anzianità ogni due anni, adeguamento all’inflazione. Ad esempio, un dipendente di livello 6 può aspettarsi un bonus di circa quaranta euro ogni due anni.
Aumento salariale
Si prevede un aumento degli stipendi di cardinali, prefetti e alti funzionari della Curia. Tuttavia, Leone XIV non revocherà la seconda riduzione di “poche centinaia di euro” imposta ai cardinali da Francesco nel 2024. Secondo alcune fonti, un cardinale che lavora presso la Curia percepisce attualmente tra i 4.500 e i 5.000 euro al mese.
Dalla sua elezione, Leone XIV ha abrogato diverse leggi emanate da Francesco I in materia finanziaria. In un’intervista del settembre 2025, ha respinto ogni allarmismo riguardante l’economia. Se c’è un ambito in cui l’operato di Leone XIV si differenzia da quello del suo predecessore, è certamente quello economico.
L’Associazione dei Dipendenti Laici del Vaticano (ADLV), che conta circa 850 dipendenti su un totale di circa 5.000 nel piccolo Stato, ha chiesto a Leone XIV, in un comunicato, una qualche forma di risarcimento per le perdite causate dalle misure di austerità adottate da Francesco durante la pandemia di COVID-19.
Spiega che «per i dipendenti, questa abrogazione non è accompagnata dal riconoscimento retroattivo dei livelli di inquadramento non acquisiti, né da una forma specifica di risarcimento per le conseguenze economiche causate da tali disposizioni».
L’associazione conclude aggiungendo: «sarebbe possibile tenere conto dei sacrifici compiuti dai dipendenti durante gli anni di crisi, considerando, qualora non fosse possibile rimborsare integralmente gli importi trattenuti dagli stipendi, forme di riconoscimento una tantum o misure compensative?»
Infine, un dipendente ha dichiarato a IMedia che la questione delle pensioni è per lui molto più preoccupante. Papa Francesco, infatti, aveva lanciato l’allarme su questo tema al termine del suo pontificato.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
Immagine di Lula Oficial via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine tagliata
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Mons. Strickland chiede di riesaminare il Concilio: «c’è una casa da ricostruire»
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Spirito
Scoperti due sermoni inediti di Sant’Agostino
Nel 2024, il professor Christian Tornau, titolare della cattedra di filologia classica all’Università di Erbipoli, in Germania, è stato contattato da Paul Nebauer, membro dell’associazione del monastero cistercense di Bad Doberan (Germania settentrionale), per decifrare un manoscritto del XII secolo.
Originariamente appartenuto all’abbazia di Bad Doberan, questo manoscritto fu in seguito conservato presso l’abbazia cistercense di Pelplin, in Polonia, filiale dell’abbazia di Doberan. Contiene sei sermoni attribuiti a Sant’Agostino d’Ippona; ulteriori analisi hanno rivelato che «due dei sei sermoni sono scritti inediti di Sant’Agostino», afferma il professor Tornau.
«Il codice fu scritto in Doberan nel XII secolo. Potrebbe essere stato copiato da un manoscritto perduto dell’abbazia di Amelungsborn, nella Bassa Sassonia, ma al momento non è possibile ricostruirne la storia fino alle sue origini», spiega l’accademico tedesco.
In effetti, un catalogo di questo monastero menziona un testo con gli stessi titoli e la stessa sequenza di contenuti del manoscritto Pelplin. Sfortunatamente, la biblioteca dell’abbazia di Amelungsborn fu distrutta durante la Guerra dei Trent’anni (1618-1648), rendendo impossibile confermare con certezza il collegamento.
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Il professor Tornau prosegue: «la convinzione della loro autenticità è il risultato di un’approfondita analisi filologica durata quasi due anni. Parte di questo lavoro è stata svolta durante una scuola estiva organizzata dal Corpus Scriptorum Ecclesiasticorum Latinorum (CSEL) a Vienna nel 2025, con un gruppo di dottorandi e ricercatori post-dottorato».
Al termine di questo intenso periodo di lettura e analisi, il gruppo di ricercatori è giunto alla conclusione che non vi fossero obiezioni sostanziali a tale attribuzione.
I due sermoni riscoperti si concentrano su un passo delle Sacre Scritture: la visita del re Saul alla Pizia di Endor prima della battaglia contro i Filistei (Primo Libro di Samuele, capitolo 28). Il racconto biblico narra di come Saul, non ricevendo risposta da Dio, consulti un negromante per evocare il profeta Samuele. Questa scena solleva un interrogativo teologico: Samuele apparve davvero grazie a una straordinaria autorizzazione divina, oppure fu un atto di origine demoniaca?
La prima di queste omelie fu pronunciata durante la Messa domenicale e si conclude con la presentazione delle varie interpretazioni possibili. La seconda, predicata il mercoledì successivo, sviluppa e confronta queste spiegazioni senza imporre un’unica risposta.
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Immagine: Philippe de Champaigne (1602–1674) , Sant’Agostino (1645-1650 circa), Los Angeles County Museum of Art, Los Angeles
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia; immagine tagliata
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