Geopolitica
Tucker Carlson: Trump potrebbe dichiarare guerra al Venezuela
Il giornalista conservatore americano Tucker Carlson ha ipotizzato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump potrebbe prepararsi a dichiarare guerra al Venezuela, precisando però che le sue informazioni sono limitate e non confermate.
Mercoledì, nel corso del podcast Judge Napolitano, gli è stato domandato se Trump «avrebbe iniziato una guerra in Venezuela». Carlson ha riferito che un membro del Congresso gli aveva detto che i legislatori erano stati informati di un possibile conflitto.
«Quello che so finora è che ieri i membri del Congresso sono stati informati che una guerra sta per arrivare e che verrà annunciata nel discorso alla nazione di stasera alle nove», ha dichiarato. «Chissà se accadrà davvero? Non lo so.»
🚨 Tucker Carlson got it WRONG.
He claimed Congress was briefed that Trump would announce a war (with Venezuela) in tonight’s address to the nation.
Reality: Trump talked achievements, tariffs, and a $1,776 “Warrior Dividend” bonus for troops. NO war declaration. pic.twitter.com/R1bRFnPiua
— Alec Lace (@AlecLace) December 18, 2025
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Tuttavia, nel suo discorso in prima serata, Trump ha parlato quasi esclusivamente di questioni interne, mettendo in evidenza i successi della sua amministrazione nel risolvere il «pasticcio» ereditato dal predecessore, senza fare alcuna menzione del Venezuela, dell’Ucraina o di altre crisi internazionali.
Carlson ha sottolineato di aver parlato con diverse persone delle tensioni legate al Venezuela, ma di non poter verificare in modo indipendente tali affermazioni. «Non voglio mai esagerare ciò che so, che in generale è piuttosto limitato», ha aggiunto.
Le dichiarazioni di Carlson arrivano in un contesto di crescenti tensioni tra Washington e Caracas, dopo l’annuncio di Trump di un blocco navale sulle esportazioni di petrolio venezuelano e di un potenziamento della presenza militare statunitense nei Caraibi.
L’amministrazione Trump ha accusato il Venezuela di ospitare narcotrafficanti e «narcoterroristi», accuse che il governo venezuelano ha sempre respinto.
Caracas ha definito le recenti mosse statunitensi illegali secondo il diritto internazionale e ha accusato Washington di perseguire un’agenda «colonialista» finalizzata all’appropriazione delle risorse naturali del Paese. I funzionari venezuelani hanno avvertito che qualsiasi azione militare rappresenterebbe un atto di aggressione e hanno dichiarato che la questione verrà portata all’attenzione delle Nazioni Unite.
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Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Geopolitica
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Geopolitica
Ministro israeliano sionista chiede l’annessione del Libano meridionale
Israele dovrebbe annettere vaste porzioni di territorio nel Libano meridionale nell’ambito della sua continua campagna contro i militanti di Hezbollah, ha dichiarato il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich. Il nuovo confine dovrebbe essere spostato fino al fiume Leonte, situato a quasi 40 chilometri dal confine meridionale del Libano con Israele, ha affermato lunedì alla radio israeliana.
Lo Stato Ebraico ha avviato una campagna militare contro Hezbollah all’inizio di marzo, dopo che il movimento militante con base in Libano aveva lanciato una serie di attacchi contro lo Stato ebraico in rappresaglia per l’uccisione della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei. Gli attacchi hanno fatto seguito a una campagna congiunta israelo-americana contro l’Iran, lanciata il 28 febbraio.
Da allora Israele ha ordinato a tutti i residenti del Libano meridionale di lasciare l’area a sud del Leonte a causa di quelle che ha definito «operazioni di terra limitate e mirate contro le principali roccaforti di Hezbollah». Secondo le autorità libanesi, gli attacchi israeliani hanno ucciso oltre 880 persone nelle ultime due settimane, con più di 2.000 feriti e oltre un milione di sfollati.
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«Lo dico qui in modo definitivo… in ogni stanza e in ogni discussione: il nuovo confine israeliano deve essere il Leonte», ha affermato lo Smotrich. La campagna «deve concludersi con una realtà completamente diversa, sia con la decisione di Hezbollah, sia con il cambiamento dei confini di Israele», ha aggiunto.
In precedenza, anche il Ministro della Difesa Israel Katz aveva affermato che il Libano potrebbe perdere territorio se non riuscirà a disarmare Hezbollah. Domenica, l’esercito israeliano ha annunciato l’intenzione di espandere le operazioni di terra e aeree nel Libano meridionale.
Un funzionario libanese ha dichiarato alla’genzia Reuters che Beirut si aspetta che le nazioni straniere esercitino pressioni sullo Stato Giudaico affinché interrompa la sua offensiva. La scorsa settimana, il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato le azioni dello Stato degli ebrei in Libano definendole «inappropriate e persino inaccettabili». Il Macrone ha inoltre sostenuto che le ripetute operazioni israeliane contro Hezbollah non hanno mai prodotto i risultati sperati.
Israele ha lanciato campagne militari contro Hezbollah in diverse occasioni dal 1978 e ha occupato il Libano meridionale tra il 1982 e il 2000.
Le posizioni del ministro del Partito Sionista Religioso Smotrich sono ben note al lettore di Renovatio 21.
In un documentario prodotto dal canale televisivo franco-tedesco Arte, intitolato Israele: estremisti al potere, lo Smotrich chiede a Israele di espandere i suoi confini fino a Damasco durante un’intervista filmata, dove afferma che Israele dovrebbe «espandersi poco a poco» e, a quanto si dice, dovrebbe incorporare parte o tutta l’attuale Giordania, Libano, Egitto, Siria, Iraq e Arabia Saudita. «È scritto che il futuro di Gerusalemme è espandersi fino a Damasco», ha affermato.
In a documentary produced by Arte TV channel, Israeli Finance Minister Bezalel Smotrich advocates for a Jewish state and says it is written that “the future of Jerusalem is to expand to Damascus”#WARonHUMANITY pic.twitter.com/ADdeyokH8i
— TRT World (@trtworld) October 10, 2024
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Come riportato da Renovatio 21, lo Smotrich aveva già citato il concetto in un servizio commemorativo per un attivista del Likud a Parigi. Parlando da un podio decorato con una mappa di Israele che includeva la Giordania, aveva affermato che il popolo palestinese «non esisteva».
Come riportato da Renovatio 21 ad agosto 2024, Smotrich ha espresso il suo sostegno al blocco degli aiuti a Gaza, affermando che «nessuno ci permetterà di far morire di fame due milioni di civili, anche se ciò potrebbe essere giustificato e morale, finché i nostri ostaggi non saranno restituiti».
Alla fine di febbraio 2024, il ministro sionista aveva affermato che lo Stato di Israele avrebbe dovuto «spazzare via» il villaggio palestinese di Huwwara, dopo che era stato oggetto di una violenta aggressione da parte dei coloni israeliani. Mesi prima lo Smotrrich aveva legalizzato 5 nuovi insediamenti di coloni ebraici. A inizio dell’anno passato aveva dichiarato che cacciare il 90% degli abitanti di Gaza «non costa nulla».
Smotrich, assieme ad altri partiti sionisti, aveva annunciato di essere pronto a lasciare il governo (facendolo quindi cadere) qualora Netanyahu accettasse la tregua con Hamas proposta dapprima dal presidente americano Biden.
Nel maggio 2025 Smotrich è intervenuto su Canale 12 TV dichiarando che Israele occuperà completamente la Striscia di Gaza, dicendo praticamente agli israeliani che dovrebbero dimenticare gli ostaggi rimasti nelle mani di Hamas.
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