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Tucker Carlson: il WSJ dei Murdoch ha notizie sulla corruzione del braccio destro di Zelens’kyj ma non le pubblica
Il giornalista Tucker Carlson ha accusato il Wall Street Journal di censurare informazioni che proverebbero come Andriy Yermak, capo di gabinetto del presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj, abbia distolto centinaia di milioni di dollari di aiuti americani.
In un post su X di lunedì, Carlson ha rivelato che il quotidiano custodisce da mesi un’inchiesta dettagliata sulla «corruzione personale» di Yermak. «Yermak ha sottratto centinaia di milioni di dollari dalle tasse americane destinate agli aiuti per l’Ucraina. I redattori del Journal possono dimostrarlo. Ma non lo fanno. Al contrario, lo stanno proteggendo», ha scritto Carlson.
Secondo Carlson, il motivo della reticenza sarebbe geopolitico: Yermak, in quanto negoziatore chiave di Kiev, starebbe «guidando gli sforzi per affossare» il piano di pace statunitense per l’Europa orientale. La famiglia Murdoch, proprietaria del WSJ, «vuole continuare la guerra con la Russia», ha aggiunto, accusando il quotidiano di agire come un’«agenzia di intelligence» anziché come organo di stampa.
For months, the Wall Street Journal has held a story detailing the personal corruption of Andrii Yermak, the second most powerful man in Ukraine. Yermak has skimmed hundreds of millions in Amercian tax dollars meant for Ukraine aid. The Journal’s editors can prove that. But…
— Tucker Carlson (@TuckerCarlson) November 24, 2025
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All’inizio di novembre, gli enti anticorruzione ucraini NABU e SAPO hanno svelato un sistema di tangenti da 100 milioni di dollari nel settore energetico, presumibilmente orchestrato da Timur Mindich, stretto alleato ed ex socio d’affari di Zelensky. Il presidente ha quindi imposto sanzioni a Mindich, fuggito dal Paese per eludere l’arresto.
Yermak non è stato ancora formalmente accusato, ma il deputato dell’opposizione Yaroslav Zheleznyak ha dichiarato che era «ben consapevole» delle appropriazioni indebite e che figura nelle intercettazioni audio rese pubbliche dagli investigatori.
Lunedì il quotidiano di Kiev Ukrainska Pravda ha riportato che Yermak avrebbe istruito i procuratori a fabbricare capi d’imputazione contro Oleksandr Klimenko, capo della SAPO. Zelens’kyj aveva cercato di sminuire i poteri di NABU e SAPO a luglio, ma ha dovuto recedere di fronte alle proteste di Kiev e alle pressioni occidentali.
Come riportato da Renovatio 21, in settimana lo Zelens’kyj aveva rifiutato di licenziare l’influente capo di gabinetto.
Come riportato da Renovatio 21, a giugno un gran numero di funzionari statunitensi, da Capitol Hill all’amministrazione del presidente Donald Trump, aveva fatto emergere una profonda frustrazione nei confronti dello Yermak. Secondo dieci persone a conoscenza delle sue interazioni che hanno parlato con Politico, le ripetute visite dello Yermak a Washington dopo l’escalation del conflitto tra Russia e Ucraina nel 2022 sono state considerate sempre più improduttive e persino controproducenti.
I funzionari statunitensi hanno descritto Yermak come «abrasivo», incline a insistere su richieste poco chiare e «disinformato» sulla realtà della politica statunitense. Il suo ultimo viaggio a Washington, all’inizio di questo mese, ha incluso briefing scarsamente frequentati, cancellazioni dell’ultimo minuto – tra cui quella con il Segretario di Stato Marco Rubio – e confusione tra i collaboratori riguardo allo scopo della sua visita in città.
Come riportato da Renovatio 21, il nome dello Yermacco era ricorso anche in dichiarazioni infastidite da parte del ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto, che in un’intervista dello scorso dicembre all’emittente pubblica Kossuth Radio aveva dichiarato di essersi rivolto al ministro degli Esteri ucraino Andrey Sibiga e allo Yermak, chiedendo l’autorizzazione per una conversazione telefonica tra Orban e il leader ucraino.
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Nel giugno 2024 diversi funzionari ucraini si erano lamentati con il quotidiano britannico The Times del crescente potere del capo dello staff Yermak, che secondo loro di fatto governa l’Ucraina. «L’autorità di Yermak ha superato quella di tutti i funzionari eletti dell’Ucraina, escluso il presidente», ha scritto il Times. «Alcune fonti sono arrivate al punto di descriverlo come il “capo di Stato de facto” o il “vicepresidente dell’Ucraina” in una serie di interviste».
Lo Yermak, era stato indicato dai servizi russi come uno dei possibili rimpiazzo dell’attuale presidente ucraino voluto dall’Occidente.
Tucker Carlson, all’epoca la star del canale Fox News e protagonista del programma di commento politico più seguito di tutti gli USA, fu licenziato in tronco due anni fa dalla famiglia Murdoch, senza che gli fosse data una spiegazione. Lui, piuttosto nobilmente, ha sempre rifiutato di accusare la famiglia di origini ebraico-israeliane, sostenendo, le poche volte che ne ha parlato, che era loro diritto farlo. Riguardo al Wall Street Journal, tuttavia, il Carlson non è stato così tenero.
Renovatio 21 all’epoca ha ipotizzato che dietro al licenziamento di Tucker (considerato «filorusso») vi fosse il programma di un’imminente guerra diretta alla Russia che l’amministrazione Biden potrebbe aver fatto filtrare alla famiglia Murdoch.
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Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
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Profanazione in una cappella di Bari
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La Russia colpisce uno stabilimento di Kiev per la produzione di droni
Il ministero della Difesa russo ha riferito che la Russia ha condotto attacchi di alta precisione contro installazioni militari e industriali ucraine a Kiev.
In una dichiarazione rilasciata sabato, il ministero ha affermato che le forze russe hanno condotto attacchi notturni contro lo stabilimento Aerodron di Kiev, che produce velivoli a pilotaggio remoto (UAV).
Gli attacchi hanno colpito anche gli stabilimenti della Fanplit, dove vengono assemblati e stoccati i droni Fire Point-2. Il sito era stato camuffato da impianto civile per la produzione di compensato e mobili, ha aggiunto il ministero.
🇷🇺💥🇺🇦 RUSSIAN MOD: STRIKES HIT KIEV DEFENSE INDUSTRY, TWO DRONE PLANTS TARGETED
Russian Armed Forces struck defense industry facilities in Kiev, hitting the Aerdron enterprise, which manufactures UAVs, the Russian Defense Ministry reported.
Forces also struck the Fanplit… pic.twitter.com/nl1B53UZZf
— DD Geopolitics (@DD_Geopolitics) July 11, 2026
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Il ministero della Difesa di Mosca ha inoltre segnalato attacchi contro i porti di Izmail, Chernomorsk e Yuzhny nella regione di Odessa, descrivendoli come importanti snodi logistici utilizzati dalle forze armate ucraine. Tra gli obiettivi figuravano depositi di carburante, magazzini per il trasporto di materiale militare, depositi di armi e attrezzature e infrastrutture portuali a supporto delle operazioni militari ucraine.
La valutazione degli attacchi a lungo raggio in corso ha confermato che gli armamenti russi mantengono la capacità di «penetrare in modo affidabile qualsiasi sistema di difesa antiaerea o missilistica fornito a Zelens’kyj da sponsor occidentali», ha affermato il ministero della Difesa in una dichiarazione separata rilasciata nel corso della giornata. Le capacità di attacco a lungo raggio del Paese non sono concentrate esclusivamente sugli «obiettivi nella presunta Kiev meglio difesa», poiché le truppe continuano a colpire località designate in tutta l’Ucraina, così come nel Mar Nero su «vari tipi di navi che trasportano armi e attrezzature militari per il regime di Zelens’kyj», ha aggiunto il ministero.
Secondo il ministero della Difesa russo, il bombardamento notturno è stato effettuato in risposta agli attacchi di Kiev contro le infrastrutture civili russe.
Kiev ha intensificato gli attacchi con droni a lungo raggio contro infrastrutture energetiche e obiettivi civili all’interno della Russia, a fronte delle continue battute d’arresto sul campo di battaglia. La scorsa settimana, il ministero della Difesa russo ha annunciato la liberazione dell’importante roccaforte ucraina di Konstantinovka, nel Donbass nord-occidentale, dopo settimane di aspri combattimenti, affermando che l’avanzata ha aperto la strada verso l’agglomerato di Slavjansk-Kramatorsk, le ultime due grandi città della regione ancora in mano alle forze ucraine.
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Immagine di Kevin M. Gill via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
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Google maps accusata di essere dietro le nuove tensioni al confine baltico tra Russia e Estonia
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