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Duterte, la Corte Penale Internazionale rivendica la giurisdizione sul caso delle Filippine, Paese non membro
La Corte Penale Internazionale (CPI) ha rifiutato di rilasciare l’ex presidente delle Filippine Rodrigo Duterte, stabilendo di avere giurisdizione sul suo caso nonostante il ritiro del suo Paese dal tribunale. L’81enne rimarrà in custodia all’Aia.
Duterte è stato arrestato all’aeroporto di Manila nel marzo 2025 e trasferito nel centro di detenzione della CPI nei Paesi Bassi. È accusato di crimini contro l’umanità per la sanguinosa campagna antidroga lanciata durante il suo mandato. I registri della polizia parlano di circa 7.000 morti, sebbene le organizzazioni per i diritti umani indichino una cifra ben più alta.
Duterte ha costantemente difeso la campagna, affermando di aver ordinato alla polizia di uccidere solo per legittima difesa. I suoi avvocati hanno inoltre sostenuto che la CPI ha perso la giurisdizione quando le Filippine si sono formalmente ritirate dallo Statuto di Roma nel 2018.
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La camera d’appello ha respinto l’argomentazione, stabilendo che i presunti crimini sono stati commessi quando il Paese era ancora membro e che un esame preliminare era già iniziato prima che il recesso diventasse effettivo. La decisione apre la strada a un possibile processo completo.
La camera preliminare della Corte penale internazionale dovrebbe decidere entro la fine di aprile se confermare le accuse. In caso di conferma, Duterte diventerebbe il primo ex capo di Stato asiatico a essere processato all’Aia.
Come riportato da Renovatio 21, quattro mesi fa dal carcere dell’Aia Duterte è riuscito a vincere le elezioni a sindaco di Davao.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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La FSSPX esclusa dalla Basilica di Assisi
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Profanazione in una cappella di Bari
La settimana scorsa è stata profanata la cappella del cimitero di rione Santo Spirito di Bari. La scoperta è avvenuta quando i parroci del quartiere si sono recati nella necropoli per la messa in suffragio dei defunti.
I delinquenti si sono introdotti all’interno del luogo sacro distruggendo l’altare e danneggiando la statua della Madonna presente in cappella. Pare che i ladri non abbiano risparmiato nemmeno i paramenti sacri che sono stati trafugati.
Fortunatamente questo «atto vandalico ha riguardato esclusivamente il furto del tabernacolo che in quel momento era assolutamente vuoto: non vi è stata pertanto alcuna sottrazione di ostie consacrate», come precisato dai presbiteri baresi tramite i loro canali social.
I parroci don Fabio Campione, don Tommaso Genghi e don Gianni De Robertis hanno commentato così tale sfregio: «Un gesto ignobile, che ha profondamente turbato l’intera comunità in un momento di preghiera e di festa», riporta La Gazzetta del Mezzogiorno.
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La profanazione è avvenuta a ridosso della festa patronale in onore di Maria Immacolata. Nonostante il sopruso, i prelati annunciano che le celebrazioni proseguiranno.
«Nonostante questo, la nostra Comunità non si lascia intimidire: celebreremo la Festa Patronale con ancora più fede e partecipazione, come segno di speranza che nessun atto di violenza potrà mai spegnere», si legge nella pagina Facebook della parrocchia. I fedeli sono invitati a stringersi in preghiera dopo l’accaduto, mentre resta da chiarire la dinamica dell’irruzione e individuare i responsabili di tale oltraggio.
Questi macabri rituali sembrano quasi diventare una nefasta routine. Come scritto poche settimane fa su Renovatio21, un altro luogo sacro è stato profanato: la chiesa di San Giorgio in Conca, a Cattolica, provincia di Rimini, appartenente alla parrocchia di Santa Maria di Nazareth di Montalbano dove il tabernacolo è stato divelto e portato via dalla chiesa mentre le ostie consacrate sono state ritrovate sparse all’esterno.
Sono episodi che colpiscono al cuore noi cristiani e questo fenomeno dilaga un po’ in tutto il mondo, non solo in Italia. In Francia due uomini omosessuali hanno compiuto una serie di furti introducendosi in 29 chiese cattoliche nell’arco di tre mesi, rubando ostie consacrate e utilizzando i vasi sacri come decorazioni domestiche. La Francia – che oramai possiamo considerare un’ex Nazione cattolica – subisce il vandalismo religioso sempre più marcatamente con la profanazione di chiese sparse un po’ in tutto il territorio transalpino.
Anche oltreoceano si hanno episodi simili: nella parrocchia di San Michele Arcangelo a Portland, nell’Oregon, è stato rubato il tabernacolo.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa a Perugia sono state trafugate ostie consacrate, tanto che in Umbria è altissima l’attenzione per evitare che le Ostie finiscano in mani sbagliate.
Sono crimini che feriscono e offendono nel profondo la fede di noi cattolici. Preghiamo e celebriamo messe di riparazione a tali sfregi, sperando che episodi del genere non accadano più.
Francesco Rondolini
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Immagine screenshot da YouTube
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La Russia colpisce uno stabilimento di Kiev per la produzione di droni
🇷🇺💥🇺🇦 RUSSIAN MOD: STRIKES HIT KIEV DEFENSE INDUSTRY, TWO DRONE PLANTS TARGETED
Russian Armed Forces struck defense industry facilities in Kiev, hitting the Aerdron enterprise, which manufactures UAVs, the Russian Defense Ministry reported. Forces also struck the Fanplit… pic.twitter.com/nl1B53UZZf — DD Geopolitics (@DD_Geopolitics) July 11, 2026
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