Militaria
Truppe militari somministrano il vaccino nei negozi di alimentari
Un video girato per le strade di Dallas mostra soldati della Guardia Nazionale USA che pattugliano le strade offrendo vaccinazioni COVID-19 alle persone nei bar e nei 7-Elevens, la popolare catena di alimentari aperta a tutte le ore.
Come riporta Summit News, il video è stata pubblicata dall’account Twitter ufficiale di Dallas County Health and Health & Human Services per promuovere la sua campagna vaccinale.
«Usciamo anche stasera per somministrare la siringa # COVID19 ai frequentatori di bar. Facendoti vaccinare potrai divertirti ad uscire di nuovo sapendo di essere al sicuro e protetto»
«Usciamo anche stasera per somministrare la siringa # COVID19 ai frequentatori di bar a Deep Ellum», afferma il tweet. «Facendoti vaccinare potrai divertirti ad uscire di nuovo sapendo di essere al sicuro e protetto».
«Quindi in questo momento faremo un vaccino COVID a qualcuno all’interno di un 7-Eleven – questo è l’aspetto del servizio comunitario e la vaccinazione della comunità», afferma la persona che sta filmando il video.
We’re going out tonight too administering the #COVID19 ???? to bar goers in Deep Ellum. By getting vaccinated you’ll be able to enjoy going out again knowing that you’re safe & protected. Register today: https://t.co/ktULSgeNlN @JudgeClayJ @CBSDFW @NBCDFW @wfaa pic.twitter.com/dZgX380zFP
— Dallas County HHS (@DCHHS) May 15, 2021
A noi sembra semplicemente allucinante che in un mondo che fino a poco fa era fobico nei confronti dei militari, oggi trionfi un’accettazione totale dell’operato delle forze armate nella nostra società in un ambito talmente delicato da riguardare le nostre stesse cellule
Il soldato della Guardia Nazionale poi somministra un vaccino a un impiegato del negozio mentre spiega che non ha bisogno di una seconda dose.
Il membro dello staff poi dice che apprezza i vantaggi di essere un cittadino statunitense e esorta tutti gli altri a farsi vaccinare, notando che inizialmente era scettico fino a quando qualcuno gli ha detto che sarebbero venuti da lui e gli avrebbero somministrato l’iniezione.
Alcuni sostenitori del tweet hanno messo in dubbio la sicurezza della somministrazione di vaccini in un contesto non medico. Altri hanno messo in dubbio l’etica alla base della somministrazione dei vaccini da parte dei militari.
In pratica, i militari in tutto il mondo ci spingono verso un esperimento di massa. Chiediamo al lettore: a cosa assomiglia questa situazione?
A noi sembra semplicemente allucinante che in un mondo che, dettosi sempre traumatizzato dalle guerre novecentesche, fino a poco fa era fobico nei confronti dei militari, oggi trionfi un’accettazione totale dell’operato delle forze armate nella nostra società in un ambito talmente delicato da riguardare le nostre stesse cellule.
Non è così solo negli USA: anche in Italia, come noto, la logistica della vaccinazione di massa è in mano ai militari, che non si capisce quanto consci siano del fatto che stanno sottoponendo la popolazione ad un farmaco sconosciuto.
In pratica, i militari in tutto il mondo ci spingono verso un esperimento di massa. Chiediamo al lettore: a cosa assomiglia questa situazione?
Militaria
L’Iran afferma di aver costretto la portaerei statunitense a ritirarsi
L’Iran sostiene di aver costretto il gruppo d’attacco della USS Abraham Lincoln a spostarsi per nuovi attacchi, mentre Washington insiste sul fatto che le navi da guerra restano coinvolte nell’operazione di cambio di regime contro Teheran.
In un briefing di giovedì, il portavoce militare iraniano Ebrahim Zolfaghari ha affermato che la portaerei di classe Nimitz è stata «presa di mira dai droni delle forze navali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica» mentre la nave da guerra era impegnata in un’azione militare vicino allo Stretto di Ormuzzo.
«Insieme ai cacciatorpediniere che lo accompagnavano, ha abbandonato la zona e finora si è allontanato di oltre 1.000 km dalla regione», ha affermato il funzionario.
Il presidente dello Stato maggiore congiunto degli Stati Uniti, Dan Caine, ha fornito un resoconto contraddittorio, affermando che il gruppo d’attacco «ha continuato a esercitare pressione dal mare lungo il lato sud-orientale della costa e ha logorato la capacità navale lungo tutto lo stretto e fino al Golfo Arabico [Persico] in una dimensione e su una scala sufficienti per affrontare gli obiettivi richiesti».
Sabato scorso gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran, in collaborazione con Israele, con l’obiettivo di rovesciare il governo di Teheran. Le forze iraniane hanno reagito, prendendo di mira anche i paesi del Medio Oriente che ospitano basi militari statunitensi.
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Entrambe le parti hanno espresso la determinazione a proseguire e hanno accusato i loro oppositori di aver diffuso false notizie sulla guerra, con affermazioni particolarmente contrastanti sulle vittime militari statunitensi. Funzionari iraniani hanno affermato che oltre 500 soldati americani sono stati uccisi, mentre il Pentagono ha confermato mercoledì sei vittime, uccise in un singolo attacco al porto di Shuaiba in Kuwait, e si aspetta che ne arrivino altre.
Parlando insieme a Caine, il Segretario alla Guerra Pete Hegseth ha definito la copertura mediatica delle vittime americane come «fake news» che presumibilmente trascurano il quadro generale del predominio militare statunitense. «La stampa vuole solo mettere in cattiva luce il presidente, ma provate per una volta a raccontare la realtà», ha detto.
Il Ministero della Difesa del Kuwait ha riferito venerdì che 67 militari kuwaitiani sono rimasti feriti dall’inizio della guerra.
I commentatori politici statunitensi hanno affermato che la decisione del presidente Donald Trump di attaccare l’Iran mesi prima delle elezioni di medio termine è stata una scommessa, data la promessa fatta in campagna elettorale di non coinvolgere la nazione in guerre straniere.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Militaria
Washington approva la vendita di emergenza di bombe pesanti a Israele
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Militaria
Gli USA si preparano a una guerra lunga mesi
Gli Stati Uniti prevedono di dichiarare guerra all’Iran per almeno altri 100 giorni, o addirittura fino a settembre. Lo riporta Politico.
In un articolo di mercoledì, citando una «notifica» che avrebbe ottenuto, la testata ha affermato che il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha richiesto al Pentagono di inviare ulteriori «ufficiali dell’Intelligence militare al suo quartier generale a Tampa, in Florida, per supportare le operazioni contro l’Iran per almeno 100 giorni, ma probabilmente fino a settembre».
La pubblicazione ha anche citato un funzionario statunitense anonimo, il quale ha affermato che il dipartimento della Guerra starebbe cercando di inviare più sistemi di difesa aerea alle sue installazioni militari in Medio Oriente. L’attenzione si concentrerebbe su armi anti-drone relativamente economiche, considerate un’alternativa ai costosi missili di difesa aerea attualmente utilizzati per intercettare i droni iraniani in arrivo.
Secondo Politico, questo potrebbe essere un segnale che il Pentagono «sta già stanziando fondi per operazioni che potrebbero estendersi ben oltre» la tempistica di quattro settimane precedentemente delineata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
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Nel frattempo, il Segretario generale della NATO Mark Rutte ha dichiarato mercoledì in un’intervista rilasciata a Newsmax che, sebbene il blocco militare «non sia coinvolto» nella campagna USA-Israele contro l’Iran, «gli alleati sostengono sostanzialmente, su larga scala, ciò che sta facendo il presidente [degli Stati Uniti] e stanno anche consentendo ciò che gli Stati Uniti stanno facendo ora nella regione».
Sia la Gran Bretagna che la Spagna avevano inizialmente negato l’uso delle loro basi militari alle forze statunitensi impegnate nell’operazione contro l’Iran. Londra, tuttavia, ha fatto marcia indietro in seguito al rimprovero di Trump.
Madrid, a sua volta, ha annunciato di recente che avrebbe schierato una fregata della marina a Cipro per proteggere una base della Royal Air Force britannica dagli attacchi iraniani, in uno sforzo congiunto che ha coinvolto anche Italia, Francia e Paesi Bassi.
Come riportato da Renovatio 21, Trump – seduto nello Studio Ovale con il cancelliere tedesco Friedrich Merz al suo fianco – aveva minacciato di interrompere ogni rapporto con il Regno d’Ispagna.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
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