Militaria
Truppe israeliane dispiegate in Somaliland in una missione segreta
Israele ha segretamente schierato un piccolo contingente di forze nel Somaliland all’inizio di quest’anno, dopo aver riconosciuto il territorio separatista, come rivelato lunedì a Middle East Eye (MEE) da un alto funzionario del governo somalo.
«Secondo i nostri rapporti di intelligence, l’esercito israeliano ha selezionato soldati israeliani di origine africana, in particolare etiopi, per non attirare l’attenzione su di sé e per integrarsi più facilmente nella comunità locale», ha dichiarato l’alto funzionario somalo.
Il funzionario somalo ha affermato che Israele ha schierato un gruppo di 50 soldati nel Somaliland poco dopo il riconoscimento e la ripresa della guerra contro l’Iran alla fine di febbraio.
Il 17 giugno, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha ammesso di aver condotto per anni operazioni di sicurezza clandestine e «sottotraccia» con il Somaliland.
Durante un incontro di alto livello a Tel Aviv con il presidente del Somaliland in visita, i funzionari israeliani hanno confermato che Israele è ora direttamente coinvolto nell’addestramento delle forze armate e di polizia della regione separatista.
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«Per molti anni abbiamo collaborato in modo discreto in una serie di operazioni che rimarranno classificate. Ora siamo determinati a portare la nostra cooperazione in materia di sicurezza a nuovi livelli, a beneficio di entrambi i popoli e per la stabilità nella regione», ha dichiarato il Katz.
A inizio giugno, la CNN ha riferito che la repubblica separatista del Somaliland aveva fornito a Israele un’ulteriore posizione militare nel Corno d’Africa, consentendo agli aerei israeliani di «potenzialmente fermare» i voli a lungo raggio verso l’Iran.
Il 2 maggio, il Canale 12 israeliano ha riferito che un alto funzionario del Somaliland ha dichiarato che il territorio è pronto a cooperare con Israele per contrastare quella che ha definito la «minaccia» rappresentata dalle Forze Armate Yemenite (YAF) per lo strategico stretto di Bab al-Mandab.
Il funzionario ha affermato che qualsiasi «perturbazione della sicurezza marittima» spingerebbe il Somaliland ad ampliare le sue relazioni con Israele, fino al livello di un’alleanza di sicurezza.
Il funzionario ha inoltre osservato che il Somaliland attualmente collabora con partner come gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti, che mantengono una presenza nel porto di Berbera, e ha affermato che una partnership simile sarebbe possibile anche con Israele.
Gli Emirati Arabi Uniti gestiscono il porto di Berbera, utilizzandolo come snodo logistico per il trasferimento di armi e mercenari alle Forze di Supporto Rapido (RSF), responsabili del genocidio perpetrato contro le tribù non arabe in Sudan.
Il Somaliland ha dichiarato la propria indipendenza dalla Somalia nel 1991 e, nel dicembre 2025, Israele è diventato il primo e unico Stato membro delle Nazioni Unite a riconoscerlo come Stato indipendente e sovrano. Successivamente, ad aprile, Israele ha nominato Michael Lotem come suo primo ambasciatore ad Hargeisa, suscitando la condanna internazionale.
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Immagine di IDF Spokesperson’s Unit via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Militaria
L’Ucraina non produrrà missili Patriot nonostante la promessa di Trump
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Militaria
Trump contro Netanyahu per la vendita di F-35 alla Turchia
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha respinto la richiesta del primo ministro israeliano Benjamino Netanyahu di non vendere aerei da combattimento F-35 alla Turchia. Lo riporta la testata di Washington The Hill.
Netanyahu ha accusato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan di destabilizzare il Medio Oriente, mentre Ankara si è posizionata tra i critici più duri delle operazioni militari israeliane a Gaza e in Libano.
Trump, giunto in Turchia martedì per un vertice NATO, ha affermato che valuterà la vendita dei caccia all’alleato degli Stati Uniti.
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«Non ho alcuna preoccupazione. Voglio dire, è il leader di un Paese che ha reso molto migliore, molto più potente», ha detto Trump. In precedenza Netanyahu aveva invitato Washington a non concedere ad Ankara l’accesso ai suoi aerei da combattimento più avanzati.
«Non credo che dovrebbero ricevere gli F-35 o i motori per i loro aerei da combattimento, perché ciò sconvolgerebbe l’equilibrio di potere in Medio Oriente, che è in definitiva garantito dalla superiorità aerea israeliana e anche, credo, dalla posizione degli Stati Uniti in Medio Oriente», ha dichiarato Netanyahu a Fox News lunedì.
«La Turchia è un grande Paese, ma è governata da un uomo che invoca apertamente l’annientamento di Israele», ha affermato Netanyahu.
Secondo la testata Axios, il leader israeliano avrebbe esercitato pressioni in privato su Trump affinché non fornisse i jet e avrebbe affrontato la questione durante una telefonata la settimana scorsa.
Nel 2019 gli Stati Uniti hanno espulso la Turchia dal programma F-35 dopo che Erdogan si era rifiutato di rinunciare all’accordo per l’acquisto del sistema missilistico di difesa aerea russo S-400. L’anno scorso Ankara ha confermato il proprio interesse ad acquisire gli aerei, ma ha precisato che avrebbe mantenuto anche gli S-400.
Erdogan si è scontrato più volte con Netanyahu, paragonando, sempre meno paradossalmente, il leader dello Stato Giudaico al cancelliere della Germania nazionalsocialista Adolfo Hitler – la famosa risorsa retorica della reductio ad Hitlerum, di cui il turco sembra essere ghiotto. Martedì il ministero della Difesa turco ha accusato Netanyahu di condurre una campagna di disinformazione sul ruolo del Paese nella regione.
«Netanyahu e i suoi complici distorcono deliberatamente qualsiasi critica rivolta loro e cercano di distogliere l’attenzione attraverso una sistematica campagna di propaganda», ha dichiarato il Ministero della Difesa.
I rapporti tra Trump e Netanyahu si sono deteriorati negli ultimi mesi, poiché i continui raid aerei israeliani in Libano hanno rischiato di far fallire i colloqui di pace con l’Iran. Il presidente statunitense ha ammesso di aver utilizzato un linguaggio duro durante le telefonate con il suo omologo israeliano, nelle quali ha chiesto a Israele di interrompere gli attacchi.
I rapporti tra Ankara e lo Stato degli ebrei sono invece tesissimi da anni. L’anno scorso la Turchia aveva interrotto totalmente gli scambi commerciali con Israele.
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La Turchia, unendosi agli altri Paesi che hanno portato il caso al tribunale dell’Aia, ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza. Il presidente Recep Tayyip Erdogan in precedenza aveva definito il primo ministro Benjamin Netanyahu «il macellaio di Gaza», suggerendo a un certo punto – in una reductio ad Hitlerum che è andata in crescendo, con contagio internazionale – che la portata dei suoi crimini di guerra superasse quelli commessi dallo Hitlerro.
Nel 2023 la Turchia ha richiamato il suo ambasciatore da Israele e nel 2024 ha interrotto tutti i rapporti diplomatici. Mesi fa Ankara aveva dichiarato che Israele costituisce una «minaccia per la pace in Siria». Erdogan ha più volte chiesto un’alleanza dei Paesi islamici contro Israele.
Come riportato da Renovatio 21, in settimana i turchi hanno guidato gli sforzi per far sospendere Israele all’Assemblea generale ONU. L’anno scorso il presidente turco aveva dichiarato che le Nazioni Unite dovrebbero consentire l’uso della forza contro lo Stato degli ebrei.
Un anno fa Erdogan aveva ventilato l’ipotesi che la Turchia potesse invadere Israele. A fine dell’anno scorso era apparsa nel Nord-Este della Turchia un’effigie di Netanyahu impiccata ad una gru.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Militaria
Kim supervisiona il test di un missile strategico dal suo nuovo cacciatorpediniere
🇰🇵 “It’s a Done Deal”: Kim Jong Un Sets Two-Month Deadline for Commissioning Second Destroyer On July 3, as part of the combat capability assessment program for the *Choe Hyon*-class destroyer *Kang Gon*, test launches of a strategic cruise missile were conducted from the… pic.twitter.com/9qhgMh4bo6
— dana (@dana916) July 5, 2026
Official state media broadcasts have released the first operational footage of North Korea’s newly updated 5,000-ton destroyer Kang Gon executing live-fire naval drills. The verified video documents the warship launching strategic, nuclear-capable cruise missiles alongside the… pic.twitter.com/R4w1vOwz2J
— X-K (@ConflictRadarME) July 5, 2026
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