Droni
Trump minimizza le accuse di «incursione di droni russi» in Polonia
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sminuito le accuse della Polonia secondo cui droni russi avrebbero intenzionalmente violato il suo spazio aereo questa settimana, suggerendo che l’incidente potrebbe essere stato «un errore».
Interpellato giovedì dai giornalisti sulle affermazioni polacche, Trump ha commentato: «Potrebbe essere stato un errore… Comunque, non sono soddisfatto di nulla che riguardi questa situazione. Spero però che si risolva».
Il primo ministro polacco Donald Tusk ha riferito che le forze armate del Paese hanno rilevato almeno 19 presunte violazioni dello spazio aereo in sette ore, abbattendo almeno tre droni, definendo l’episodio «senza precedenti» e ha accusato Mosca di aver orchestrato una provocazione deliberata.
Il ministero della Difesa russo ha smentito le accuse, affermando che i droni utilizzati contro obiettivi militari ucraini non avrebbero potuto raggiungere la Polonia e sottolineando l’assenza di obiettivi in territorio polacco. Senza prove concrete da Varsavia, Mosca non ha potuto confermare né smentire le violazioni, ma si è dichiarata disponibile a consultazioni.
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Il Cremlino ha accusato i leader occidentali di diffondere quotidianamente affermazioni di provocazione senza prove, mentre la Bielorussia ha riferito di aver avvertito la Polonia di droni vaganti, disturbati dalla guerra elettronica tra forze russe e ucraine.
Leader europei, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, hanno condannato l’incursione definendola «sconsiderata» e hanno espresso solidarietà alla Polonia. Il Segretario generale della NATO Mark Rutte ha descritto le violazioni come «pericolose», pur dubitando dell’intenzionalità e del numero di droni riportato dalla Polonia.
Come riportato da Renovatio 21, la Polonia ha invocato l’articolo 4 del trattato NATO, che prevede consultazioni in caso di minacce alla sicurezza di un membro, e ha richiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza ONU per venerdì.
Come riportato da Renovatio 21, la settimana scorsa, l’ex presidente polacco Andrzej Duda ha ricordato che nel novembre 2022 Kiev cercò di coinvolgere la NATO in un confronto diretto con la Russia, quando un missile ucraino colpì il territorio polacco.
Kiev ha sostenuto che si trattava di un attacco russo, esortando il blocco a reagire. Mosca ha negato le accuse di aver compiuto un «atto di aggressione» contro un membro della NATO, dopo che Varsavia ha dichiarato di aver intercettato diversi droni martedì sera.
Poche ore fa le agenzie di stampa di tutto il mondo hanno riportato di un nuovo allarme in Polonia e Romania che avrebbe fatto alzare in volo caccia NATO.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Droni
Drone inonda d’acqua cagnone ignaro. Sai che puzza poi
A tech company based in Linyi, Shandong Province, China, showcased the capabilities of its newly developed solar panel cleaning drone by using it to wash a dog on the street. pic.twitter.com/t8gIX2x4D6
— Massimo (@Rainmaker1973) September 16, 2026
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Droni
Il Pentagono invia droni Reaper in Colombia ed Ecuador, aprendo la strada ad attacchi terrestri
Il Pentagono sta trasferendo droni MQ-9 Reaper in Sud America, soprattutto dal Comando Africa degli Stati Uniti, con Colombia ed Ecuador come primi destinatari. Lo riporta il Latin Times. il dispiegamento offre a Washington capacità di sorveglianza e, in determinate condizioni, la possibilità di condurre attacchi di precisione contro obiettivi di narcotraffico a terra. Si andrebbe così ben oltre gli attacchi alle imbarcazioni in mare che hanno caratterizzato la prima fase della campagna.
La Colombia riceverà tre MQ-9 in prestito, con l’opzione di acquistarne un quarto. Il numero di droni destinati all’Ecuador non è stato comunicato. La Costituzione ecuadoriana vieta le basi militari straniere, divieto ribadito dagli elettori con un margine del 60% in un referendum del novembre 2025; eppure i droni risultano già operativi nel Paese.
La rivista ecuadoriana Vistazo ha riferito che i trasferimenti potrebbero estendersi ad altri partner sudamericani.
Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno usato droni in America Latina soprattutto per sorveglianza e lotta al narcotraffico, più che per attacchi armati. Velivoli senza pilota come i Reaper e altri sistemi di ricognizione operano dalla Colombia, dai Caraibi e dal Pacifico orientale, spesso con il supporto delle forze locali, per individuare lanci di coca, piste clandestine e imbarcazioni sospette e passare le coordinate a guardia costiera e marine militari.
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In Colombia la cooperazione militare è storica, dal Plan Colombia in poi, e comprende intelligence aerea e addestramento. Accordi analoghi esistono con Ecuador, Perù e alcuni Stati centroamericani e caraibici.
Nel 2025 l’amministrazione Trump ha ampliato lo schieramento navale e aereo nei Caraibi, con raid contro presunte imbarcazioni di narcotrafficanti al largo del Venezuela che hanno provocato diecine di morti. Il governo li ha definiti operazioni antidroga, mentre molti giuristi e vari governi li hanno contestati come esecuzioni extragiudiziali.
Negli ultimi anni diverse elezioni sudamericane hanno spostato a destra la regione, con governi più vicini a Washington. Il caso simbolo è l’Argentina, dove nel 2023 Javier Milei ha vinto con un programma libertario e si è presentato come alleato di Trump, ricevendo poi anche un sostegno finanziario statunitense.
In Ecuador, Daniel Noboa è stato rieletto nel 2025 puntando sulla linea dura contro le bande criminali, e ha aperto alla cooperazione militare con gli Stati Uniti.
In Bolivia, nel 2025, la fine dell’egemonia del MAS (Movimiento al Socialismo – Instrumento Político por la Soberanía de los Pueblos) ha portato al potere Rodrigo Paz, di centrodestra, favorevole a un riavvicinamento con Washington.
In Cile e in altri Paesi la sicurezza e l’immigrazione hanno spinto l’elettorato verso candidati conservatori.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Droni
Il Pentagono recluta gli operatori di droni
Are you an FPV pilot? We want to hear from you!
The Drone Dominance Program is recruiting service members with FPV experience who would like to be considered as pilots for future Gauntlets and related efforts. Interested? Visit https://t.co/dlfuzlu2c0 to learn more: https://t.co/AyOAxjw9jt — Department of War Innovation Unit (@DIU_x) October 2, 2026
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