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Trump: Biden prende ordini dal coniglio pasquale

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Donald Trump ha preso di mira l’ultima gaffe di Joe Biden durante una manifestazione dell’Ohio in cui l’ex presidente ha affermato che il suo successore è «confuso» e sta «prendendo ordini dal coniglietto di Pasqua».

 

«Il nostro Paese è stato distrutto, il nostro Paese sta andando all’inferno», ha detto sabato sera Trump a una folla di migliaia di sostenitori al Delaware County Fairgrounds nell’Ohio centrale.

 

«Non abbiamo mai avuto niente del genere e abbiamo un presidente in questo momento, purtroppo, che non ha assolutamente idea di cosa diavolo stia succedendo… Sta stringendo la mano all’aria» ha detto l’ex presidente ricordando il recente episodio in cui al termine di un discorso Biden ha stretto la mano ad una persona immaginaria.

 

«Sta andando in giro, un po’ disorientato» ha continuato il presidente, riferendosi a vari video della Casa Bianca emersi in queste settimane.

 

«Direi che non va bene. E prende ordini dal coniglietto di Pasqua. Lo avete visto?»

 

 

The Donald qui si sta riferendo ad un episodio della scorsa settimana, quando una persona travestita da coniglietto pasquale all’Easter Egg Roll della Casa Bianca è stata vista indicare ad Biden «confuso» di allontanarsi una volta che l’anziano del Delaware si era avvicinato alla folla per rispondere alle domande e fare selfie con i bambini accorsi all’evento.

 

«Sai, il coniglietto pasquale era un agente politico», ridacchiò Trump. «Ha fatto un buon lavoro, in realtà. Dovremmo assumere quel tizio».

 

Lo stato di salute mentale di Biden sembra sempre più preoccupante ed oramai è impossibile evitare l’argomento.

 

Come riportato da Renovatio 21, gaffe senili si sono ripetute con frequenza imbarazzante. Due mesi fa ha dichiarato che Putin stava invadendo la Russia, poi, al discorso sullo Stato dell’Unione, ha detto che gli USA sarebbero accorsi in difesa degli «uraniani», che tecnicamente crediamo siano gli abitanti del pianeta Urano..

 

Come dimostra la sparata di Trump, si tratta ora di un tema politico di primaria importanza.

 

Una superpotenza termonucleare, in un momento dove si rischia l’abisso della guerra, che si fa pupazzare da un pupazzo?

 

Ma che roba è?

 

 

 

 

 

 

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Uomo minaccia poliziotti con la ruspa

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Un uomo del Vermont ha utilizzato un escavatore per minacciare dei poliziotti venuti ad arrestare il figlio.

 

I due agenti di polizia dovevano fermare B. T., 24 anni, con l’accusa di furto con scasso e aggressione derivanti da un incidente non correlato giorni prima.

 

I genitori del ragazzo hanno tentato di prevenire il suo arresto, con sua madre Amy che si è lanciata in cortile, secondo il video della dashcam dell’auto della polizia, emerso solo in questi giorni nonostante l’incidente abbia avuto luogo il 14 giugno.

 

È stato a quel punto che il padre del ragazzo è salito su una ruspa che stava lì, facendone oscillare minacciosamente la benna contro gli agenti.

 

 

I poliziotti hanno quindi puntato l’arma contro il pilota dell’escavatore, facendolo uscire dal possente veicolo. In carcere senza cauzione, ora rischia una condanna fino a 11 anni.

 

«Non c’è uno scenario che insegniamo all’Accademia di Polizia per una cosa così» ha ammesso il capitano della polizia dello Stato del Vermont Matt Daley.

 

Si tratta di una bizzarra, drammatica, inaspettata, inaccettabile materializzazione dell’idea della ruspa come strumento per risolvere controversie politiche, un modo di dire più o meno divertente che in un tempo lontano  era ritenuto cavallo di battaglia della retorica di Matteo Salvini, ma chissà se qualcuno si ricorda ancora di quel Salvini ora che invece ci è rimasto questo Salvini.

 

 

 

 

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L’uomo col jetpacco è tornato!

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L’uomo con il Jetpacco è tornato. È stato visto lo scorso giovedì o da un pilota di una compagnia aerea commerciale nei cieli di Los Angeles.

 

Renovatio 21 vi ha già parlato di lui: un uomo solitario che si libra nel cielo alle altitudine degli aerei di linea per mezzo del suo jetpacco.

 

Nessuno sa chi è, nessuno sa dov’è, nessuno sa perché. Tuttavia, esistono gustose registrazioni degli scambi radio tra i piloti dei voli commerciali e le torre di controllo.

 

Del tipo:

 

Pilota: «Torre, American 1997, abbiamo appena superato un tizio in jetpack».

 

Torre: «American 1997, ok, grazie. Era alla tua destra o sinistra?»

 

Pilota: «Sul lato sinistro, forse 300 iarde circa, circa la nostra altitudine».

 

Si parlava, all’epoca, di un’altitudine di circa 900 metri dal suolo.

 

Ora, a dare conferma del ritorno dell’uomo in jetpacco sarebbe stato un controllore di volo di LAX, l’aeroporto di Los Angeles: «Abbiamo sentito che l’uomo del jetpack è tornato», avrebbe detto un controllore del traffico aereo all’aeroporto internazionale di Los Angeles (LAX) in un audio ottenuto dal canale TV locale FOX 11.

 

 

La FAA, l’agenzia del governo USA che controlla il volo aereo, ha confermato che un «pilota di linea ha riferito di aver visto un oggetto che avrebbe potuto assomigliare a un jetpack 15 miglia a est dell’aeroporto internazionale di Los Angeles».

 

«La FAA ha lavorato a stretto contatto con l’FBI per indagare su ogni avvistamento di jetpack segnalato», ha detto l’agenzia, indicando che «finora nessun avvistamento è stato verificato». Insomma, anche l’FBI, peraltro impegnato ad arrestare ed umiliare le persone intorno a Trump nell’ambito della maxioperazione del Congresso sulla rivolta del 6 gennaio, riguardo la questione jetpacco brancola nel buio.

 

Ma chi è l’uomo jetpacco? Nessuno può dirlo, al momento. C’è pure speculazione complottista complessa per cui egli potrebbe essere solo un pupazzogonfiabile che assomiglia a Jack Skellington dal film di Tim Burton Nightmare Before Christmas.

 

Renovatio 21 non può che incoraggiare chiunque, sul solco di Dedalo e di suo figlio Icaro, decida di librarsi in volo con mezzi propri, sia pur all’interno della legalità.

 

Il nostro affezionato ricordo va al mitologico Larry Walters (1949-1993), l’uomo che effettuò un volo di 45 minuti con una sedia da giardino collegata a 45 palloncini meteorologici pieni di elio.

 

Lo Walters nella sua seggiola di plastica volante salì ad un’altitudine di oltre 15.000 piedi (4.600 metri) e fluttuò dal punto di decollo a San Pedro, in California, violando o lo spazio aereo controllato vicino all’aeroporto internazionale di Los Angeles.

 

Durante l’atterraggio, lo sdraio volante si impigliò sui cavi elettrici, ma lo Walters, decisamente personaggio da Telefilm che MacGiver e Uomo Bionico scansatevi, fu in grado di scendere senza problemi.

 

Quando gli chiesero perché lo avesse fatto, diede una risposta dal significato sia figurato che letterale: «a man can’t just sit around», un’uomo non può starsene solo seduto a far niente.

 

Ecco. Il signore in jetpacco è quindi solo la versione upgradata di Larry Walters? Anche queste, sono solo le nostre mere supposizioni.

 

Ci preme quindi ricordare che costui gode di tutto l’appoggio possibile da parte di Renovatio 21.
Vai uomo col jetpacco. Siam teco!

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Deep fake di guerra: sindaci europei a colloquio con un’ingannevole copia digitale del sindaco di Kiev

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I sindaci di tre capitali europee – Berlino, Madrid e Vienna – si sono trovati impegnati in videochiamate con un impostore che affermava di essere la loro controparte di Kiev, Vitaly Klitschko.

 

Il sindaco di Berlino, Franziska Giffey, ha concluso la conversazione dopo che una volta colpita dal sospetto che la persona con cui stava parlando non fosse effettivamente Klitschko. La Giffey aveva ragione, come successivamente confermato dall’ambasciatore ucraino Andrej Melnyk.

 

La polizia teutonica starebbe indagando sull’incidente che, secondo l’ufficio del singolo, è apparentemente un video deepfake.

 

I deepfake utilizzano l’intelligenza artificiale per creare volti ultrarealistici animati. È possibile realizzare deepfake di politici, attori, persone di ogni tipo, e quindi simulare con estremo realismo azioni e discorsi che essi mai hanno fatto.

 

La conversazione del sindaco José Luis Martínez-Almeida con il falso Klitschko ha seguito uno scenario simile: il primo cittadino della capitale spagnuola avrebbe interrotto la telefonata sospetta.

 

Il sindaco di Vienna, Michael Ludwig, sarebbe stato l’unico a completare la conversazione. Mercoledì ha annunciato su Twitter di aver parlato con Klitschko. Il post è stato rimosso sabato.

 

Più tardi sarebbe emersa una dichiarazione in cui si affermava che il sindaco Ludwig era diventato vittima di un “grave caso di criminalità informatica” e sottolineava di non essere l’unica vittima.

 

«Non c’erano prove che la conversazione non fosse condotta con una persona reale» ha affermato l’ufficio del sindaco della capitale austriaca. Anche qui, la questione è oggetto di indagine da parte delle autorità cittadine.

 

Vitaly Klitschko, un grande pugile professionista prima di diventare un politico, ha risposto alla notizia del suo falso «gemello», dicendo che “il nemico non si sta calmando e sta muovendo guerra su tutti i fronti” per screditare i politici ucraini. Anche lui ha invitato le forze dell’ordine a indagare sugli incidenti.

 

«A proposito, la guerra ibrida, la disinformazione che viene dalla Russia è uno degli argomenti della tavola rotonda a cui io e mio fratello parteciperemo al vertice della NATO a Madrid la prossima settimana», ha affermato Klitschko, il cui fratello Vladimir è pure un ex campione del mondo della boxe.

 

Cosa ci faccia anche il fratellino Klitschko al vertice NATO non è dato sapere, tuttavia, a questo punto, c’è da augurare alla famiglia di non divenire vittime a loro di deepfake: credono di parlare don Draghi e Stoltenberg, e invece…

 

 

 

 

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