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Transessuali sì, culturisti no: ecco lo Stato Etico Ormonale

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Dopo la decisione della giunta della Regione Emilia Romagna di Bonaccini, l’Agenzia del Farmaco pubblica in Gazzetta ufficiale la determina: farmaci ormonali per i transessuali a carico dello Stato.

 

Chi vuole cambiare sesso con l’intervento chirurgico potrà ricevere gratuitamente le terapie ormonali. L’Arcigay in festa: «È una rivoluzione nazionale e regionale».

Un uomo che vuole un corpo da donna sarà ormonalizzato per via statale a spese del contribuente.  Un uomo che vuole un corpo da uomo invece può andare in galera

 

Già, interessante questa simmetria: l’AIFA si muove in armonia con Bologna, da svariati anni avanguardistica capitale polisessuale nazionale. L’AIFA fa di più, rompe gli argini: per la prima volta usa, validandolo, il termine Transgender nelle sue comunicazioni ufficiali. La legge farmaceutica italiana si transessualizza, è definitivo. Pazienza se qualche studio ne indica la pericolosità medica.

 

Risolvono così, dicono, la cosiddetta «disforia di genere»: sentirsi una donna in un corpo di uomo, o sentirsi uomo nel corpo di una donna – le varianti per il momento lasciamole perdere, perché altrimenti ci tocca parlare della contraddizione primaria dell’ideologia genderista, ma qui non rileva, perché non parliamo di idee, ma di ormoni, di carne umana.

 

E lasciamo pure perdere la facile obiezione che i pannolini e il latte in polvere, e le creme per il culetto, e i farmaci vari – un capitale mensile mai coperto dall’eventuale assegno famigliare – ve li dovete pagare tutti, e non fiatare, anche se state curando e nutrendo un nuovo cittadino, nella sua parte più delicata, l’avvio della vita, nell’era della sua innocenza. Stiamo sui farmaci, stiamo sugli ormoni.

 

Interessante questa simmetria: l’AIFA si muove in armonia con Bologna, da svariati anni capitale polisessuale nazionale

Quindi, un uomo che vuole un corpo da donna sarà ormonalizzato per via statale a spese del contribuente.  Un uomo che vuole un corpo da uomo invece può andare in galera.

 

Sul serio.

 

Il mondo del fitness – in ispecie il body building, anche detto bizzarramente in Italia «culturismo» – è per lo più fatto da uomini così. Chi vuole un fisico massiccio, scolpito («definito», in gergo), come quello degli attori dei film ma anche della scultura classica (pensate al discobolo di Mirone), in genere vive a suo modo una «disforia».

 

Chi vuole un fisico massiccio, scolpito («definito», in gergo), come quello degli attori dei film ma anche della scultura classica (pensate al discobolo di Mirone), in genere vive a suo modo una «disforia»

La maggior parte dei body-builder parte da una situazione di insoddisfazione totale del proprio corpo. Sono troppo magri, secchi – endomorfi, nel linguaggio parascientifico che usano – oppure grassi e grossi – endomorfi. La soluzione al loro problema in parte è una vita di dolore e sacrificio (allenamenti estenuanti, dieta ferrea, almeno 8 ore di sonno obbligato) in parte è la stessa soluzione che ora lo Stato pagherà ai candidati al transessualismo: ormoni sintetici.

 

Tra i professionisti e tra gli entusiasti del fitness, salvo una minuscola frazione detta natural («natty»), è difficile trovare qualcuno che non faccia uso di ormoni sintetici. In genere, si tratta di derivati dal testosterone, l’ormone maschile per eccellenza. Et pour cause: questi ragazzi, magri o grassocci (e per questo, chissà quanto scherzati e tormentati nella vita) vogliono possedere un corpo più virile.

 

Guardate gli attori di Hollywood (i supereroi, soprattutto), ma anche i ragazzoni nelle pubblicità degli stilisti, dei profumi e degli shampoo. Segreto di Pulcinella: vi riveliamo che non c’è nessuno di loro, nessuno, che non sia sotto steroidi. Nandrolone, Oxandrolone, Trenbolone, Stanozololo… le varianti sono tantissime, e le sconsigliamo tutte, perché gli effetti possono essere tremendi.

 

Guardate gli attori di Hollywood (i supereroi, soprattutto), ma anche i ragazzoni nelle pubblicità degli stilisti, dei profumi e degli shampoo. Segreto di Pulcinella: vi riveliamo che non c’è nessuno di loro, nessuno, che non sia sotto steroidi

Il problema è che è proibito. Le sostanze anabolizzanti sono fuorilegge, e a toccarle si rischia molto. Ciclicamente vi sono operazioni con arresti in tutta Italia che vengono sbandierate sui giornali. Finiscono nei guai personal trainer, amanti della palestra e altre figure di contorno. Durante il lockdown, si ricorda un’indagine che toccò anche alcuni appartenenti alle forze dell’ordine, perché in palestra ci vanno anche loro, e un corpo virile, con muscoli scattanti, potrebbe essere che possa servire anche nel loro lavoro.

 

Proprio in concomitanza con l’ormone di Stato, le Forze dell’Ordine hanno effettuato 32 perquisizioni in 26 province per traffico di sostanze del tutto simili a quelle per i transessuali. Testosterone e derivati, magari pure dalla triptorelina, che i culturisti usano per riattivare la produzione naturale del testosterone al termine di un «ciclo» di steroidi sintetici. Nello Stato etico moderno, invece, la triptorelina si dà ai bambini, e dal 2019 anche qui con copertura finanziaria del contribuente.

 

La triptorelina colpisce il sistema endocrino sospendendo l’arrivo della pubertà in modo di dare al bambino più tempo per riflettere sulla sua «disforia di genere», visto che la povertà accentuerebbe i caratteri sessuali del suo corpo, un corpo sessuato nel quali magari non si riconosce – sospendiamo quindi, grazie all’ormone magico, la natura della crescita, così magari da dargli altri ormoni che non gli facciano sviluppare completamente l’apparato riproduttivo, non gli diano peli e un tono di voce particolare.

Le sostanze anabolizzanti sono fuorilegge, e a toccarle si rischia molto. Ciclicamente vi sono operazioni con arresti in tutta Italia che vengono sbandierate sui giornali

 

Tocca di ribadire anche qui: chi dà la triptorelina a un bambino fermandogli la crescita (con praticamente nessuno studio sugli effetti a lungo termine!) viene rimborsato dallo Stato. Invece il palestrato vuole usare la triptorelina per tornare alla produzione naturale dell’ormone maschile, potrebbe finire al gabbio.

 

Come sia avvenuta la maledizione degli steroidi, che fino a qualche anno fa dicono fossero tranquillamente disponibili in farmacia, non lo sappiamo di preciso: c’è un bellissimo documentario americano sull’argomento, Bigger Stronger Faster, ma alla fine neanche quello dà risposte precise. C’entra forse in qualche modo il babau del doping, ma quello che avviene poi è che nelle palestre nessuno è uno sportivo professionista.

 

Quello però che sappiamo è, che in realtà, gli steroidi non sono spariti dalla circolazione, anzi: hanno solo, come nel caso recente degli ormoni-trans, trovato circolazione presso la popolazione secondo determinate direttrici etiche.

Chi dà la triptorelina a un bambino fermandogli la crescita (con praticamente nessuno studio sugli effetti a lungo termine!) viene rimborsato dallo Stato. Invece il palestrato vuole usare la triptorelina per tornare alla produzione naturale dell’ormone maschile, potrebbe finire al gabbio

 

Sì, etiche. Lo Stato non ti consente di gonfiare il tuo corpo in modo maschile, se sei un uomo. Te lo consente se sei una donna, con le medesime sostanze, lo abbiamo visto.

 

Ma riveliamo poi un’altra cosa. Se sei una donna, e vuoi rinunciare alla capacità più femminile del tuo corpo – la riproduzione umana – la farmacia nazionale ti offre lo steroide giusto: la pillola. Magari non lo sapevate, ma la pillola anticoncezionale è uno steroide.

 

Così: lo steroide sterilizzante potete prenderlo quando e come volete. Lo steroide per i muscoli invece no: galera.

 

Lo steroide che vi rende infertili, la pillola Pincus, ve la prescrivono come fosse una caramella. Non importa se poi gli effetti collaterali si stanno rivelando sempre più devastanti, sia da un punto di vista medico, che da un punto di vista psichico, che addirittura da un punto di vista ambientale: i fiumi sono pieni di pesci transgender, perché la quantità di ormoni scaricati con l’orina delle donne ha compromesso biologicamente il sistema endocrino della fauna.

Se sei una donna, e vuoi rinunciare alla capacità più femminile del tuo corpo – la riproduzione umana – la farmacia nazionale ti offre lo steroide giusto: la pillola

 

Nel legalissimo steroide sterilizzante per le donne c’è persino, ancora meno citato, un effetto collaterale sociale impressionante: le donne sotto pillola, secondo uno studio, tendono a non preferire uomini che esibiscono i tratti maschili (la mascella, i muscoli, etc.) che sono peraltro indotti dal testosterone. In pratica, la pillola distrugge l’equilibrio fra i sessi, perfino in termini di attrazione fisica.

 

Diventa chiaro, quindi, che l’ormone steroideo per lo Stato moderno, è legale solo se distrugge il rapporto fra i sessi, o ancora meglio, se annienta la fertilità.

 

Diventa chiaro, quindi, che l’ormone steroideo per lo Stato moderno, è legale solo se distrugge il rapporto fra i sessi, o ancora meglio, se annienta la fertilità.

Se vi servisse un altro esempio, possiamo pescare ancora dall’attualità. Avrete sentito che l’ineffabile ministro piddino Speranza quest’estate si è prodotto orgogliosamente in un blitz per diffondere ovunque la RU486, ovvero la pillola dell’aborto.  Ebbene, giova rammentare che il  mifepristone, nome chimico della RU, è uno steroide sintetico.

 

In pratica, se vuoi uccidere tuo figlio e scaricarne il corpo nel cesso, eccoti lo steroide. Se vuoi far crescere i muscoli, carcere. Non diciamo a caso: così come c’è chi a termine del «ciclo» di anabolizzanti assume la triptorelina, nel mondo del body building vi è chi teorizza l’uso della RU486 per il suo effetto contro gli estrogeni.

 

Ora capite: la sostanza è davvero la stessa. L’Italia punisce il consumo a meno che non si tratti di sterilizzare, far mutare sesso, financo uccidere bambini. Se è servire la Morte e la sua Cultura, lo Stato italiano sgancia i suoi danari – i nostri danari.

In pratica, se vuoi uccidere tuo figlio, eccoti lo steroide RU486. Se vuoi far crescere i muscoli, carcere

 

Renovatio 21, qualche tempo fa, fu subissata di critiche da parte di esponenti politici di un comune dell’Alta Italia dove doveva tenere una conferenza. Dicevano che la nostra è un’organizzazione estremista e financo anticostituzionale, perché ipotizzerebbe una «società cristiana» e magari persino uno «Stato cristiano». Rabbrividiamo: non sarà mica lo «Stato etico»?

 

Ebbene, il presente Stato non possiamo dire che agisca al di fuori di un’etica, visto che giudica giusto punire degli atleti mentre promuove trans e figlicide. Si tratta dello Stato etico moderno, che è giocoforza Stato etico della Morte, Stato necroculturale.

Il presente Stato non possiamo dire che agisca al di fuori di un’etica, che giudica giusto punire degli atleti e al contempo promuovere trans e figlicide. Si tratta dello Stato etico moderno, che è giocoforza Stato etico della Morte, Stato necroculturale

 

Ora, grazie al contribuente e all’annesso sistema farmaceutico, lo Stato non ha solo da diffondere l’etica della Morte: la può concretizzare con gli ormoni, così che gli ideali perversi possano incidere nella carne, trasformarla, o anche ucciderla.

 

Ecco a voi lo Stato Etico Ormonale.

 

Voi dove credevate di vivere? Nella «Repubblica fondata sul lavoro»?

 

No. Vivete nello Stato della Cultura della Morte, con tutti i suoi veleni.

 

Vivete nello Stato della Cultura della Morte, con tutti i suoi veleni

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

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Candace Owens esonerata dalla causa in cui si affermava che «Brigitte Macron è un uomo»

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Un magistrato ha archiviato integralmente le accuse mosse personalmente contro la podcaster Candace Owens nella causa per diffamazione avviata dal presidente francese Emmanuel Macron e dalla moglie Brigitte, pur permettendo che il procedimento prosegua nei confronti di due società da lei registrate nel Delaware.

 

Come noto, la coppia è stata oggetto di continue speculazioni pure riguardo al sesso di nascita della première dame, accuse che hanno ripetutamente negato e contro cui hanno intrapreso azioni legali anche in Francia. Anche qui, sono piovute le smentite più categoriche dell’Eliseo.

 

Martedì il giudice Sheldon Rennie della Corte Superiore del Delaware ha dichiarato che la corte non disponeva di giurisdizione personale su Owens, residente nel Tennessee. «Il semplice fatto che la signora Owens abbia creato le entità per pubblicare commenti politici e giornalismo investigativo – l’ampia categoria di attività che ha dato origine a questa controversia – non è sufficiente», ha scritto il giudice.

 

La decisione implica che la Owens non risponderebbe personalmente di un eventuale esito favorevole ai Macron; qualsiasi risarcimento resterebbe limitato alle sue società, Candace Owens LLC e GeorgeTom Inc.

 

Su X la Owens ha commentato poco dopo la sentenza.

«Sono stato appena prosciolta personalmente dalla causa intentata contro di me da Macron nel Delaware. Questo caso rappresenta uno dei più gravi abusi legali commessi da un leader di governo straniero nella storia dell’umanità: il tentativo di un Presidente in carica di mandare in bancarotta un singolo podcaster proveniente da fuori della nazione che governa (…) E per ribadirlo formalmente, visto che molti giornalisti hanno deliberatamente mentito su questo dettaglio importantissimo: NON sono MAI stata citata in giudizio per aver affermato che Brigitte Macron è nata maschio. Sono stata invece citata in giudizio per aver parlato di MK Ultra e per aver presumibilmente accusato la “First Lady” di furto ai danni di sua sorella».

 

In un successivo intervento, pubblicato tre ore dopo, ha manifestato sollievo: «Sono di ottimo umore per la destituzione di Macron. È come se un anno e mezzo in cui la mia famiglia ha dovuto sopportare bugie deliranti riguardanti fallimenti imminenti, conti segreti e piani per fuggire dal paese, fosse finalmente giunto al termine».

 

La Owens ha osservato che i Macron avevano indicato due entità commerciali e «hanno ammesso durante l’udienza di non essere sicuri se una o entrambe queste entità ospitassero il podcast», sostenendo che una di esse «non ha assolutamente nulla a che fare con il podcast in alcun modo».

 

La corte ha inoltre accolto l’argomentazione di Owens secondo cui il diritto francese dovrebbe regolare i termini di prescrizione. In Francia le azioni per diffamazione devono generalmente essere proposte entro tre mesi, termine che può estendersi a un anno nei casi che riguardano sesso, orientamento sessuale o genere.

 

Owens ha riferito che il proprio team ha sostenuto che i Macron stavano «cercando intenzionalmente il foro più conveniente perché, essendo vincolati al termine di prescrizione francese di 3 mesi, le loro pretese sarebbero naturalmente scadute». Il giudice ha disposto ulteriori memorie per determinare quale termine di prescrizione francese si applichi prima di decidere sulle restanti domande della società.

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«Credo sia opportuno ribadire che la coppia NON ha mai citato in giudizio nessuno per questioni relative al sesso, all’orientamento sessuale o al genere (nonostante le intenzionali distorsioni mediatiche), bensì per diffamazione in relazione ad affermazioni riguardanti il progetto MK Ultra e il furto» ha dichiarato la podcasterra cattolica, riferendosi al programma di controllo mentale condotto nei decenni del dopoguerra dalla CIA.

 

Gli avvocati dei Macron si sono detti soddisfatti che la causa contro le aziende sia andata a buon fine e hanno affermato che prenderanno in considerazione «altri modi» per ritenere la Owens personalmente responsabile.

 

«Cosa intende esattamente l’avvocato di Macron quando afferma che prenderanno in considerazione “altri modi” per ritenermi personalmente responsabile nonostante la sentenza? Il suo cliente è il presidente in carica di un Paese straniero attualmente in fiamme. Forse dovrebbe riflettere e valutare come assumersi le proprie responsabilità nei confronti dei suoi connazionali» ha dichiarato la Owens,

 

Le parti presenteranno ora ulteriori memorie difensive basate sul diritto francese prima che il giudice decida il destino delle richieste di risarcimento contro le società della Owensa.

 

La battaglia tra i Macron e la Owens nasconde in realtà una guerra tellurica, profondissima, nell’anima della Francia e dell’Occidente tutto: lo scontro metapolitico tra la Francia cattolica e quella rivoluzionaria, una questione vecchia di secoli che perdura ancora oggi, e i cui effetti sono nelle nostre vite di sudditi dello Stato moderno «laico» introdotto con il sangue della Rivoluzione massonica.

 

Come riportato da Renovatio 21, Candace si è convertita al cattolicesimo, la religione del marito, il devotissimo e coltissimo (e bellissimo) teologo George Farmer, figlio di Lord Michael Farmer, miliardario già ministro britannico – George e Candace hanno praticamente fatto quattro figli in quattro anni di matrimonio – la conversione giocoforza doveva arrivare, e l’ha celebrata a Londra, presumibilmente in ambienti cattolici molto conservatori se non apertamente tradizionisti.

 

In un evento pubblico in cui raccontava ad un pubblico cattolico la sua conversione, alla domanda su quale santo prediligesse, lei disse, alla faccia del marito inglese, che ad ispirarla era Santa Giovanna d’Arco, la patrona di Francia. Non è impossibile, pensiamo a questo punto, che sia imbeccata da determinati milieu tradizionalisti e monarchici, ostili alla Macronie (chiamano così il regno di Macron) come mai prima.

Come ha già scritto Renovatio 21: «ora è chiaro che quello che è in atto, nello scontro tra la Owens e i Macron, è più di quello che sembra: la Francia antica, la Francia cattolicissima, la Francia dei re – una Francia che si pensa sia morta e sepolta, ma con evidenza non è così – ha trovato incredibilmente un’eroina in una ragazza nera americana, contro la Francia rivoluzionaria, la Francia che odiava, odia e odierà per sempre trono e altare, la Francia che uccide e i re e, ancora oggi, incendia le chiese».

 

«È la Francia che (…) rese le Olimpiadi uno spettacolo sadico – nel senso letterale di relativo De Sade, pornografo della violenza crudele che fu ispiratore della Rivoluzione, celebrata in ogni modo nella cerimonia di apertura, con – oltre al Cristo-Dioniso-Shiva circondato da trans – la regina Maria Antonietta decapitata tra cascate di sangue che dal palazzo della sua prigionia si riversavano in istrada».

 

«Per il lettore di Renovatio 21 è tutto molto chiaro. La Francia della Corona e della Croce, la Francia di Santa Giovanna, contro la Francia del 1789, la Francia di De Sade e Robespierre, non ancora paga delle catastrofi umane che ha cagionato.

 

Di base, il conflitto è questo: è qualcosa di metapolitico, è metastoria francese. Per questo il processo che scaturirà dalla denuncia avrà molta più importanza di quanto i giornali internazionali daranno a vedere.

 

E l’esito di questa battaglia metafisica avrà effetto ben al di là di Parigi».

 

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 Immagine di Cabinet Secretariat via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International

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Il campione Enes Kanter buttato fuori dalla lega di pallacanestro femminile

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Enes Kanter Freedom, ex giocatore NBA diventato un acceso oppositore della partecipazione degli atleti transgender agli sport femminili, ha dichiarato di essere stato allontanato dalla State Farm Arena durante Gara 3 delle finali WNBA dopo essersi rifiutato di utilizzare la suite privata che le Atlanta Dream gli avevano assegnato per motivi di sicurezza. Lo riporta Yahoo! News.   Il Kanter ha fatto questa affermazione in un video pubblicato su X mercoledì, poche ore dopo che le Dream avevano rilasciato una dichiarazione in cui affermavano che Freedom aveva contattato le forze dell’ordine federali, statali e locali, nonché i funzionari della lega, prima della partita per esprimere preoccupazione per la sua incolumità dopo aver annunciato la sua intenzione di partecipare.   Il trasferimento in una suite era «destinato a rispondere alle sue preoccupazioni in materia di sicurezza e a contribuire a offrire un’esperienza sicura e positiva a lui e agli altri ospiti», si legge nella dichiarazione delle Dream.   Ulteriori agenti della sicurezza dell’arena sono stati assegnati alla suite e, su richiesta di Freedom, anche la polizia statale ha incaricato un agente di proteggerlo.   Tuttavia, nel video pubblicato sul suo account X, si vede Freedom che chiede di sedersi nei posti che aveva acquistato. Nel video, Freedom, affiancato da agenti di polizia, si avvicina a un ingresso della State Farm Arena e viene fermato da un membro dello staff, che gli dice: «Prima di entrare, devi accettare di andare nella suite». Freedom risponde di aver acquistato i biglietti e di voler «sedersi al suo posto».   Dopo un breve scambio di battute, il video passa a una clip in cui un agente elenca diverse zone in cui Freedom potrebbe andare, per poi dire: «Non può stare qui». Freedom lascia quindi l’arena, allarga le braccia e dice alla telecamera: «Mi hanno cacciato dalla partita per aver difeso le donne».   Un portavoce delle Dream ha dichiarato che a Freedom è stata offerta la possibilità di tornare all’arena in qualsiasi momento, a condizione che fosse disposto a rimanere nella suite, in base alle sue preoccupazioni per la sicurezza.   «Sono appena stata cacciata da una partita della @WNBA per la seconda volta di fila per aver sostenuto le DONNE!» ha scritto Freedom sul post di X che mostrava il video. «Pensateci bene, AMERICA!»   L’opposizione agli atleti transgender è diventata una causa celebre per Freedom, che ha giocato 748 partite in 11 stagioni nella NBA e ha disputato la sua ultima partita nel 2022.   Quattro giorni prima di Gara 3, Freedom ha annunciato che sarebbe stato tra il pubblico e ha menzionato la pivot delle Dream Angel Reese e l’ala delle Golden State Valkyries Gabby Williams in un post sui social media.   In precedenza, ad agosto, aveva assistito a una partita delle Chicago Sky indossando una maglietta con la scritta «WOMAN sostantivo adulto umano femmina» ed era stato allontanato dal suo posto a bordo campo dopo un acceso scambio verbale con la guardia delle Sky, Natasha Cloud. Le Sky hanno vietato a Freedom l’accesso alla loro arena dopo l’episodio, e Freedom ha intentato una causa contro la franchigia, sostenendo che i suoi diritti sanciti dal Primo Emendamento erano stati violati.   Freedom ha iniziato a pubblicare post sulle minacce ricevute dopo aver annunciato la sua intenzione di assistere alla partita di mercoledì.   Nei giorni precedenti la partita, né la WNBA né le Dream hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla presenza di Freedom, sebbene fosse previsto un significativo rafforzamento delle misure di sicurezza. Le Dream hanno diffuso il comunicato relativo alla disposizione dei posti a sedere di Freedom circa 40 minuti prima dell’inizio di Gara 3.   «La sicurezza dei nostri ospiti e dei membri del nostro team è la nostra massima priorità», si legge nella dichiarazione delle Dream.   Prima della partita, le squadre hanno evitato in gran parte di commentare la questione della libertà. «Ovviamente, i media hanno una responsabilità nella scelta degli argomenti da trattare», ha detto Williams prima del riscaldamento.   L’allenatore di Atlanta, Karl Smesko, ha dichiarato: «Tutti sono qui per assistere a una grande partita di basket tra due grandi squadre, con alcuni dei migliori giocatori al mondo. Noi siamo concentrati su questo».   Come riportato da Renovatio 21, Kanter Freedom, alto 2,08 metri e con undici stagioni alle spalle (Utah Jazz, Oklahoma City Thunder, New York Knicks, Portland Trail Blazers e Boston Celtics), aveva il mese scorso annunciato di volersi candidare al draft (l‘evento annuale in cui le squadre scelgono i nuovi giocatori giovani provenienti dai college o da altre nazioni) del campionato di pallacanestro femminile WNBA del 2027.

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Subito dopo era arrivata la dichiarazione di Royce White, altro ex NBA (pochi minuti di gioco nella sua carriera) e oggi candidato repubblicano al Senato. Lo White, che è nero, ha affermato di identificarsi «a volte come donna ai fini del basket professionistico» e di voler inseguire una carriera in WNBA.   Il Kanter Freedom aveva già nel 2023 ironizzato: «Dato che sono stato ostracizzato dalla NBA, dovrei mettermi una parrucca, identificarmi come donna e dominare la WNBA?». L’obiettivo dichiarato è evidenziare l’ambiguità delle regole.   Enes ha giocato per varie squadre NBA, tra cui gli Utah Jazz di Salt Lake City, dove il direttore di Renovatio 21 ha avuto modo di vederlo e forse pure, ma si ricorda non benissimo, stringergli la mano in un ascensore quando glielo presentò un amico comune.   L’attivismo politico non è una novità per il personaggio, che ha aggiunto legalmente il cognome Freedom (libertà in inglese) nel novembre 2021, in occasione del ottenimento della cittadinanza statunitenseper simboleggiare la sua lotta per i diritti umani e la libertà di espressione, dopo essere diventato un esiliato politico ed essere perseguito dal governo turco d’Erdogan a causa delle sue forti critiche.   Nel corso di questi anni, il cestista ha criticato apertamente le violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare il trattamento degli uiguri e l’uso del lavoro forzato. Si è espresso anche su Turchia, Russia, Iran, Corea del Nord e Venezuela. Il governo di Ankara lo aveva reso apolide e oggetto di mandati di cattura internazionali: va ricordato che a partire dalla seconda elementare, Kanter ha frequentato scuole affiliate a Hizmet, parte del movimento di Fetullah Gulen, prima alleato poi acerrimo nemico di Erdogan. Anche la stella calcistica dell’Inter Hakan Sukur, gulenista che pure ebbe l’Erdogano (e il Guleno) alle sue nozze, si trova in una situazione non dissimile, e farebbe ora il tassista in Silicon Valley.  

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Gesuita suggerisce che i santi siano «spesso» gay

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Padre James Keenan, SJ, durante il discorso di apertura della conferenza annuale di sensibilizzazione di quest’anno, ha citato blasfemamente un «teologo queer» per suggerire che i santi sono «spesso» omosessuali. Lo riporta LifeSiteNews.

 

Nel suo discorso di apertura alla Conferenza di sensibilizzazione del 2026 presso l’Università di Georgetown, il gesuita ha citato il lavoro di Flora Tang per affermare che i santi sono «spesso essi stessi istruttivi in ​​quanto santi queer».

 

Padre Keenan, che ha insegnato teologia al Boston College, un’istituzione nominalmente cattolica, per oltre 20 anni, ha anche paragonato i «teologi queer» agli attivisti per i diritti civili e alle cosiddette «femministe cattoliche».

 

«Flora Tang chiarisce in What Queer Theory Taught Me About the Saints che i santi stessi, in quanto santi queer, sono spesso fonte di insegnamento», ha affermato Keenan durante il suo intervento. «Eppure ci spinge ad andare oltre l’attaccamento alle narrazioni di certezza queer e ad aprirci a narrazioni frammentate che non si limitano a dare voce al lutto e alle speranze deluse di una chiesa queer e decolonizzata».

L’articolo della Tang del 2022 per Political Theology Network insinuava blasfemamente che diversi santi fossero omosessuali, tra cui San Sergio e San Bacco, soldati romani del IV secolo martirizzati insieme per essersi rifiutati di offrire sacrifici agli dei romani, e le sante Perpetua e Felicita, martiri compagne del III secolo, entrambe con figli.

 

Le accuse sembrano derivare dalla sessualizzazione di storie riguardanti alcuni grandi santi che avevano amicizie cristiane del tutto platoniche.

 

Keenan ha proseguito nel suo intervento: «permettetemi di aggiungere che non credo che la prudenza dei teologi queer sia molto diversa dalla prudenza degli attivisti per i diritti civili, né degli attivisti cattolici per la pace, né delle femministe cattoliche».

 

Il sacerdote ha volutamente omesso qualsiasi riferimento all’insegnamento perenne della Chiesa cattolica sul «matrimonio» tra persone dello stesso sesso. Mentre Keenan paragona in termini entusiastici i «teologi queer» alle «femministe cattoliche», ignora l’insegnamento della Chiesa che condanna chiaramente questa ideologia.

 

Padre Keenan, come il suo confratello gesuita padre James Martin , fondatore di Outreach, ha una lunga storia di esplicita opposizione all’insegnamento della Chiesa sul “matrimonio” tra persone dello stesso sesso.

 

A differenza di padre Martin, padre Keenan possiede tre titoli teologici, tra cui una Licenza in Teologia Sacra e un Dottorato in Teologia Sacrapresso la Pontificia Università Gregoriana, e ha lavorato come professore di teologia per quasi 40 anni in diverse università nominalmente cattoliche.

 

In particolare, nel 2003 Keenan testimoniò contro la H.3190, una proposta di emendamento costituzionale in Massachusetts che avrebbe definito il matrimonio come un’unione stabile tra un uomo e una donna, sulla base dell’erronea motivazione che fosse «contraria all’insegnamento cattolico sulla giustizia sociale».

 

«In quanto sacerdote e teologo morale, non riesco a capire come qualcuno possa usare la tradizione cattolica romana per sostenere la proposta di legge H. 3190», affermò falsamente il sacerdote all’epoca.

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Preoccupanti affermazioni non dissimili da quelle del gesuita Keenan furono fatte dal frate cappuccino italiano Roberto Pasolini, nominato nel 2024 predicatore della Casa Pontificia da papa Francesco. In una conferenza, padre Pasolini si era concentrato sulle cosiddette «coppie omosessuali», che egli disse di aver individuato nell’Antico Testamento. «Ad esempio, Pasolini afferma una relazione omosessuale tra Gionata e Davide [nell’Antico Testamento], e nel Nuovo Testamento fantastica su una relazione omosessuale tra il centurione romano e il suo servo malato aveva scritto Giuseppe Nardi. «Così, molto semplicemente. Pasolini dice apertamente: “Abbiamo ancora il diritto di fantasticare un po’. Il fatto che il cappuccino debba violare il testo biblico non sembra rappresentare per lui un problema”».

 

«Informazione Cattolica parla di “affermazioni preoccupanti” e scrive: scorrendo le sue omelie registrate su Internet, sentiamo purtroppo alcune dichiarazioni pubbliche sull’omosessualità che risultano dolorose e preoccupanti» continua il sito Katholisches. «Il 2 febbraio 2024 ha tenuto un lungo discorso presso il convento dei Cappuccini di Varese sul tema “Omosessualità e vita cristiana”».

 

L’Università di Georgetown, tra le più antiche della storia USA, fondata dai gesuiti e considerata come uno dei fuclri che prepara l’élite statale americana (sopratutto Dipartimento di Stato, CIA, FBI), è da molti anni al centro di polemiche per la sua eterodossia: prima i corsi di Yoga (grande passione dei nuovi gesuiti), poi l’inclusione di accademici pro-aborto.

 

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Immagine: Università di Georgetown, Washington

Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

 

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