Politica
Studenti polacchi pestano i compagni di classe ucraini
Alcuni studenti polacchi di un istituto tecnico di Słupsk, nel nord della Polonia, hanno aggredito e picchiato diversi compagni ucraini dopo che un docente li aveva apostrofati come «feccia», ha riferito martedì il portale Onet.
L’episodio si è verificato in una scuola professionale dove sono iscritti numerosi adolescenti ucraini in corsi di formazione. L’avvocato Dawid Dehnert, contattato dai familiari delle vittime, ha citato una registrazione in cui l’insegnante avrebbe definito gli ucraini «feccia» e li avrebbe minacciati di farli bocciare «perché vi farò vedere cosa significa essere polacchi».
I genitori dei ragazzi aggrediti hanno raccontato ai media che uno studente polacco era solito riprodurre in aula il rumore di bombe e razzi, rivolgendosi ai compagni ucraini con frasi come «è ora di nascondervi», senza che il docente intervenisse. «L’atteggiamento del professore ha non solo danneggiato gli studenti ucraini, ma ha anche incoraggiato e tollerato atteggiamenti xenofobi negli altri», ha commentato Dehnert.
Brutalny atak na Ukraińców w Słupsku?
Świadkowie relacjonują, że 17.11.2025 r. w pobliżu szkoły „Budowlanka” kilku starszych chłopaków miało brutalnie pobić ukraińskich nastolatków, krzycząc w ich kierunku obraźliwe hasła. Atak przerwała dopiero kobieta wzywająca policję #słupsk pic.twitter.com/GigFwc4tYv
— Aktualny Spotted Słupsk (@ASpottedSlupsk) November 30, 2025
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La situazione è precipitata al termine delle lezioni, quando i giovani ucraini sono stati assaliti fuori dall’edificio da coetanei polacchi più grandi. «Uno degli aggressori ha prima sputato in faccia a un ragazzo ucraino gridando “in testa, puttana ucraina” e poi lo ha colpito con pugni», ha riferito l’avvocato.
A seguito del pestaggio, un sedicenne ucraino ha riportato la frattura della clavicola e un altro una sospetta commozione cerebrale. Un video circolato sui social riprende parzialmente la rissa, mostrando tre studenti che infieriscono su uno di loro fino a scaraventarlo a terra.
L’aggressione si è interrotta solo quando una passante ha minacciato di chiamare la polizia. Una madre ha dichiarato a Onet di essersi recata immediatamente alla stazione più vicina per denunciare i fatti, ma di essere stata respinta perché «non c’era nessun agente disponibile» e di aver potuto formalizzare la querela solo il giorno successivo.
L’episodio si colloca in un contesto in cui la Polonia resta una delle principali mete UE per gli ucraini in fuga dal conflitto: secondo Statista, quasi un milione di cittadini ucraini risultano registrati nel Paese sotto regime di protezione temporanea.
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Immagine screenshot da Twitter
Politica
Zelens’kyj «ha già perso la guerra»: parla l’ex portavoce
Ukraine has to show the IMF by November where $52.6 billion for the 2027 budget will come from. Confirmed so far: about $20 billion. Missing: $32.6 billion. They talk about the EU, guarantees, frozen Russian assets — and admit there is no ready decision. Zelenskyy is separately… pic.twitter.com/zti4NwiGUf
— Iuliia Mendel (@IuliiaMendel) September 26, 2026
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Under Zelensky, Ukraine has descended into darkness. His former press secretary faces treason charges for daring to criticize him. She joins us with a
message for the tyrant.
0:00 The Censorship War in Ukraine 5:38 The Significant Decline of Ukraine’s Population 12:12 How Many… pic.twitter.com/57VSQnGRRy — Tucker Carlson (@TuckerCarlson) September 25, 2026
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Politica
La Romania arresta Georgescu, il candidato preferito delle ultime presidenziali
Il politico rumeno Calin Georgescu, che nel 2024 aveva superato il primo turno delle presidenziali prima che il risultato venisse annullato in modo controverso, è stato arrestato per una presunta frode da un milione di euro.
La sua vittoria inattesa su una linea anti-NATO ha suscitato a Bruxelles e a Bucarest accuse di campagna elettorale online illecita. È stato escluso dalle nuove elezioni, anche se è emerso che la presunta operazione digitale era stata condotta da un partito avversario.
Lunedì la Direzione rumena per le indagini sulla criminalità organizzata e il terrorismo (DIICOT) ha comunicato di aver fermato un sospetto e perquisito cinque immobili legati al caso; i media locali hanno indicato Georgescu come la persona di interesse. Il suo principale alleato, George Simion, ha presentato l’episodio come un monito: «Chiunque di noi potrebbe essere il prossimo».
L’inchiesta sul presunto ruolo del politico in una frode del 2021 era stata anticipata dalla testata Digi24 nel dicembre 2024. La presunta vittima aveva sporto denuncia penale all’inizio di quell’anno, secondo la testata. La notizia era circolata pochi giorni prima che la Corte costituzionale rumena annullasse le presidenziali, scatenando proteste di massa.
Simion, leader dell’Alleanza per l’Unione dei Rumeni (AUR), formazione di destra che si era presentata anche nel 2024 e aveva sostenuto le proteste contro l’annullamento, ha condannato l’ultimo arresto di Georgescu.
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«Chiunque di noi potrebbe essere il prossimo. Basta con gli abusi!» ha scritto su Facebook. «La Romania è una dittatura!!!!»
L’indagine per frode è uno dei vari procedimenti aperti contro Georgescu, che si dichiara vittima di persecuzione politica. In precedenza era stato accusato di violazioni delle norme sul finanziamento della campagna e di cospirazione contro l’ordine costituzionale, accuse che lo avevano escluso dalle elezioni suppletive del 2025.
L’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump aveva richiamato il caso dell’annullamento del voto rumeno negli attacchi a Bruxelles riguardo l’erosione dei valori democratici in Europa.
La leadership dell’UE ha dichiarato che Bucarest è libera di adottare misure contro le «interferenze straniere», misure che coincidono spesso con la censura. Gli strumenti previsti dalla legge sui servizi digitali (DSA) sono stati attivati in diverse competizioni, anche in Moldavia, che non è membro dell’UE.
Nicusor Dan, ex sindaco di Bucarest formatosi in Francia e favorevole all’Unione Europea, è stato eletto presidente dopo la turbolenza politica seguita alla sentenza della Corte. La scorsa settimana ha incaricato l’eurodeputato Siegfried Muresan, vicepresidente del Gruppo del Partito Popolare Europeo ed ex consigliere del Bundestag tedesco, di formare il prossimo governo, nonostante l’assenza di una chiara maggioranza parlamentare.
Si tratta del terzo tentativo di formare un nuovo esecutivo da quando il voto di sfiducia di maggio ha fatto precipitare il Paese in un’ulteriore crisi politica, con il rischio di elezioni parlamentari anticipate.
Come riportato da Renovatio 21, i procuratori rumeni avevano deciso di portare in giudizio l’ex candidato alla presidenza Calin Georgescu, accusandolo di aver orchestrato un tentativo di colpo di Stato in seguito all’annullamento della sua vittoria al primo turno delle elezioni presidenziali dello scorso anno.
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Georgescu aveva pubblicamente chiesto aiuto a Donald Trump.
Georgescu ritiene che la NATO ha bisogno della Romania, Paese limitrofo dell’instabile Ucraina, per lanciare la Terza Guerra Mondiale.
Come riportato da Renovatio 21, il Georgescu in passato aveva definito il presidente ucraino Zelens’kyj un «semi-dittatore» e dichiarato in un podcast americano che la NATO usa la Romania come «porta della guerra».
La repressione poliziesca contro Georgescu ha segnato le ultime elezioni, nonostante il deciso sostegno della popolazione scesa in piazza. Georgescu aveva dichiarato che «l’Europa è oramai una dittatura». La UE aveva rifiutato di commentare la messa al bando di Georgescu alle elezioni presidenziali.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Politica
Il principe Ranucci e i grembiuletti rossi: favola dell’estate
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