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Soldati nordcoreani nel teatro ucraino, Macron minaccia la Cina con l’espansione della NATO

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Il presidente francese Emmanuel Macron, intervenendo venerdì allo Shangri-La Dialogue di Singapore, ha esortato la Cina a impedire al suo alleato, la Corea del Nord, di schierare truppe sul «suolo europeo» se spera di impedire un’espansione della presenza della NATO in Asia.

 

Ad aprile, Pyongyang ha ammesso che le sue truppe stavano aiutando Mosca a liberare la regione di Kursk, invasa dalle forze ucraine lo scorso agosto ma successivamente riconquistata dalla Russia.

 

Lo stesso mese, il Capo di Stato Maggiore russo Valerij Gerasimov aveva dichiarato al Presidente Vladimir Putin che le truppe nordcoreane avevano dimostrato «alta professionalità, coraggio ed eroismo» nell’operazione. Durante le celebrazioni del Giorno della Vittoria a Mosca, Putin li ringraziò pubblicamente per la difesa della regione di Kursk.

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«Ma cosa sta succedendo con la Corea del Nord presente a fianco della Russia sul suolo europeo è un grande interrogativo per tutti noi», ha detto Macron. «Se la Cina non vuole che la NATO sia coinvolta nel Sud-est asiatico, dovrebbe chiaramente impedire alla RPDC di impegnarsi sul suolo europeo», ha aggiunto.

 

Macron ha anche riflettuto sulla sua posizione passata, affermando: «mi ero opposto a qualsiasi ruolo della NATO in Asia perché, per me, “N” sta per Nord Atlantico e non credo di dovermi immischiare nella rivalità strategica di qualcun altro».

 

La resistenza della Francia all’espansione asiatica del blocco è stata evidente quando ha guidato gli sforzi per respingere la proposta di un ufficio NATO a Tokyo nel 2023, con i resoconti dei media che citavano la forte opposizione di Macron.

 

 

All’epoca, il Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg aveva accennato all’apertura dell’ufficio in risposta ai crescenti legami militari tra Cina e Russia, evidenziati dai loro pattugliamenti congiunti sul Mar del Giappone e sul Mar Cinese Orientale, che avevano spinto Corea del Sud e Giappone a inviare aerei da combattimento.

 

Lo scorso anno, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e altri leader occidentali hanno esortato Pechino a frenare i crescenti legami militari tra Pyongyang e Mosca, evidenziando le preoccupazioni relative al crescente coinvolgimento della Corea del Nord.

 

Gli Stati Uniti e la Corea del Sud hanno condannato l’ammissione da parte della Corea del Nord del suo ruolo nel conflitto tra Russia e Ucraina. «Con la loro ammissione pubblica del dispiegamento, pur sostenendo di essere pienamente in linea con il diritto internazionale, stanno ancora una volta prendendo in giro la comunità internazionale», ha dichiarato il ministero degli Esteri di Seul, secondo l’agenzia di stampa Yonhap.

 

Un portavoce del dipartimento di Stato americano, citando la Reuters, ha osservato che l’addestramento dei soldati nordcoreani da parte di Mosca viola le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e ha esortato entrambe le nazioni a cessare la loro illecita cooperazione.

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Come riportato da Renovatio 21, la NATO era stata tra le prime entità a denunciare la presenza di truppe di Pyongyang sul teatro ucraino. Il presidente russo Vladimir Putin aveva detto durante la sua visita in Nord Corea nel 2024 la prontezza ad armare la Corea del Nord, che Mosca intende sostenere contro «l’Occidente traditore».

 

Un anno fa il ministero degli Esteri nordcoreano aveva dichiarato che Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud stanno forgiando un’alleanza militare in Asia che presenta forti somiglianze con la NATO.

 

Come riportato da Renovatio 21, la Corea del Sud è entrata con il Giappone nel ramo di difesa cibernetica della NATO, scatenando le ire della Repubblica Popolare Cinese.

 

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L’Associated Press dice che l’FBI non ha trovato prove della rete di traffico sessuale di Epstein

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Secondo quanto riferito dall’agenzia stampa internazionale Associated Press, l’FBI non avrebbe rinvenuto prove che dimostrino che il finanziere caduto in disgrazia Jeffrey Epstein fosse a capo di un’organizzazione strutturata dedita al traffico sessuale. L’articolo pubblicato dalla nota agenzia ha scatenato l’ilarità in rete.   Il mese scorso, il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha reso pubblici oltre 3 milioni di pagine di documenti provenienti dalla famiglia Epstein, circa 2.000 video e 180.000 immagini, insieme a dettagli sui suoi legami con figure di spicco della politica, del mondo imprenditoriale e della tecnologia, tra cui Elon Musk, Bill Clinton e Bill Gates.   In un articolo pubblicato domenica, l’AP ha riportato che, dopo anni di esame di registri bancari, e-mail di Epstein e perquisizioni nelle sue proprietà, l’FBI «ha trovato scarse prove che il finanziere ben introdotto fosse a capo di un’organizzazione dedita al traffico sessuale al servizio di uomini potenti».   Citando una «revisione dei registri interni del dipartimento di Giustizia», l’AP ha precisato che le autorità federali statunitensi avevano raccolto prove incriminanti solo nei confronti di Epstein e della sua complice Ghislaine Maxwell per lo sfruttamento sessuale e gli abusi su vittime, comprese ragazze minorenni.   In un’e-mail del luglio 2025, gli agenti dell’FBI avrebbero indicato che «quattro o cinque» vittime avevano dichiarato di essere state abusate sessualmente anche da altri uomini o donne. Tuttavia, secondo l’Associated Press, «non c’erano prove sufficienti per incriminare questi individui a livello federale».

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Nel febbraio 2025, il procuratore generale degli Stati Uniti Pam Bondi aveva affermato che la «lista dei clienti» di Epstein si trovava «sulla mia scrivania in questo momento». Pochi giorni prima, però, un agente speciale supervisore dell’FBI aveva scritto che «gli investigatori non avevano trovato tale lista nel corso delle indagini».   Lo scorso luglio, il dipartimento di Giustizia ha ufficialmente dichiarato che le autorità non avevano individuato prove di una «lista di clienti incriminanti». Questa retromarcia ha provocato forti critiche da parte di numerosi parlamentari repubblicani e di influenti commentatori. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che in precedenza aveva sostenuto l’esistenza della «lista di clienti», ha poi appoggiato le conclusioni del Dipartimento di Giustizia, definendo gli scettici «stupidi».   Nel frattempo alcuni politici statunitensi, come Thomas Massie, stanno chiedendo la desecretazione completa dei file: sarebbero visibile ora tre milioni di file quando il faldone nel conterrebbe sei. I file sono pesantemente censurati nelle parti in cui si indicano nomi ed email di alcuni personaggi.   Massie dice di aver veduto i file mancanti e di essere impressionato da sei nomi che sarebbero stati censurati, e che secondo lui dovranno essere indagati.   Alcuni sostengono che il numero di file messo a disposizione dal governo di Washingtone è calato leggermente, indicando un’ulteriore livello di censura attiva.  

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Il capo della difesa tedesca fa un discorso motivazionale con le «scoregge felici» di Lutero

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I tedeschi devono assumere un atteggiamento intransigente verso i «nemici della democrazia» all’interno del Paese e accettare senza proteste la prosecuzione degli ingenti aiuti all’Ucraina, ha sostenuto con fermezza il ministro della Difesa Boris Pistorius, richiamando un antico detto sulle «scoregge felici».

 

Il discorso sull’euforica flatulenza è stato dato sabato al congresso del Partito Socialdemocratico (SPD) a Coblenza, quando Pistorius ha qualificato il partito di opposizione di destra Alternativa per la Germania (AfD) e tutti i suoi elettori come «nemici della democrazia».

 

Il ministro ha invitato i cittadini tedeschi a «difendere questa democrazia» con maggiore determinazione.

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«Una scoreggia felice non viene mai da un asino miserabile», ha affermato il Pistorio, citando l’eresiarca tedesco Martin Lutero, figura centrale della Riforma protestante del XVI secolo, detto anche dai cattolici porcus saxioniae. L’espressione implica che è la disposizione interiore a determinare gli esiti concreti.

 

Secondo il ministro, lo stesso principio dovrebbe guidare l’approccio della Germania agli affari internazionali.

 

«Ed è per questo che è così importante che noi, come Repubblica Federale di Germania… sosteniamo l’Ucraina, anche se ciò dovesse costare molto denaro», ha dichiarato il Pistorio, ha aggiunto che la Germania, in quanto principale economia europea e terza al mondo, è in grado di sostenere tale impegno finanziario.

 

Il ministro della Difesa ha riconosciuto che, in assenza degli aiuti occidentali, «l’Ucraina sarebbe morta domani».

 

La Germania rappresenta il principale contributore dell’Unione Europea a favore di Kiev, avendo erogato oltre 40 miliardi di euro dall’aggravarsi del conflitto tra Ucraina e Russia nel febbraio 2022.

 

Subito dopo aver assunto la carica lo scorso maggio, il cancelliere Friedrich Merz si è impegnato a fare dell’esercito tedesco «il più forte esercito convenzionale d’Europa», mantenendo al contempo un sostegno costante all’Ucraina.

 

Nel frattempo, l’economia tedesca ha registrato due anni consecutivi di recessione nel 2023 e nel 2024, seguiti da una fase di quasi stagnazione nel 2025.

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Lo scorso dicembre, la banca centrale del Paese ha segnalato che la Germania è destinata a registrare il più ampio deficit di bilancio dalla riunificazione del 1990, attribuendo tale andamento all’aumento della spesa militare e al perdurante sostegno finanziario a Kiev.

 

Nel corso dell’anno scorso, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha affermato che «con i loro attuali leader, la Germania moderna e il resto dell’Europa si stanno trasformando in un Quarto Reich».

 

I discorsi del Pistorio, noto per la sua postura aggressiva (annunzia che le truppe tedesche sono «pronte ad uccidere i russi»), riguardanti i peti via citazione luterana sono già sgradevoli in sé. Tuttavia la cosa peggiuora molto se si pensa che ora la germania parla di riarmo atomico e pure di armi laser spaziali: scorregge nucleari, scorregge laserre cosmiche, in mano a quelli di cui nessuno si fidava tantissimo, visto che la NATO è stata costruita, secondo la battuta, per «tenere l’Europa dentro, la Russia fuori, e la Germania sotto».

 

Fermo restando che, per precauzione, un dirigente tedesco mai dovrebbe parlare di gas, anche solo per evitare la spiacevole situazione di quando, qualche anno fa, emerse il cosiddetto «Dieselgate», lo scandalo dei test sui gas di scarico effettuati da Volkswagen su scimmie (e successivamente anche su esseri umani) è emerso all’inizio del 2018. La storia ci ricorda qualcosa, ma non siamo sicuri.

 

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Le start-up militari israeliane traggono profitto da due anni di guerra

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I dirigenti di start-up israeliane riferiscono un forte aumento della domanda estera per l’acquisto delle loro armi e dei sistemi tecnologici correlati. Lo riporta il Washington Post. Gli attacchi condotti da Israele a Gaza e in Libano, insieme alle operazioni contro il gruppo militante Hezbollah, avrebbero contribuito a stimolare l’interesse internazionale per le tecnologie e gli armamenti impiegati dalle forze armate israeliane.   Secondo Startup Nation Central, le start-up israeliane hanno attirato investimenti per un valore record di 15,6 miliardi di dollari nel 2025, superando i 12 miliardi del 2024. Gli esperti del settore prevedono che questa crescita proseguirà, come sottolineato dal WaPo.   Questo boom della domanda di tecnologia militare israeliana si contrappone nettamente alla posizione di diversi governi europei, che hanno criticato duramente la condotta di Israele a Gaza e, in alcuni casi, hanno deciso di sospendere o restringere le esportazioni di armi verso lo Stato Ebraico, temendo possibili violazioni del diritto internazionale umanitario. Tra i Paesi che hanno imposto divieti o limitazioni figurano Gran Bretagna, Spagna, Canada, Belgio, Paesi Bassi e anche l’Italia.

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«Ci sono governi che pubblicamente lanciano segnali virtuosi su Gaza per rassicurare l’opinione pubblica, mentre allo stesso tempo inviano i loro responsabili della difesa a incontrare aziende israeliane per tutelare proprio quella stessa strada», ha dichiarato al WaPo Aaron Kaplowitz, fondatore di 1948 Ventures, società di venture capital con sede a Miami specializzata in investimenti nella tecnologia militare israeliana.   Pochi giorni prima, lo stesso quotidiano aveva rivelato che Google avrebbe violato le proprie policy interne – che proibiscono l’uso dell’Intelligenza Artificiale per scopi militari o di sorveglianza – nel 2024, collaborando con un appaltatore della difesa israeliana per l’analisi di filmati ripresi da droni. Secondo un ex dipendente di Google, la tecnologia Gemini dell’azienda sarebbe stata impiegata dall’apparato militare israeliano proprio mentre la società prendeva pubblicamente le distanze dall’esercito del Paese, in seguito alle proteste interne dei dipendenti contro un contratto con lo Stato Giudaico.   Fonti giornalistiche riportano che alcuni dipendenti di Google avrebbero fornito direttamente alle Forze di difesa israeliane accesso agli strumenti di intelligenza artificiale subito dopo l’attacco di Hamas contro Israele dell’ottobre 2023, evento che ha scatenato la risposta israeliana con bombardamenti e invasione terrestre di Gaza.   Secondo le autorità sanitarie locali, dall’inizio dell’offensiva delle Forze di difesa israeliane a Gaza sono morte oltre 71.000 persone palestinesi e gran parte della popolazione dell’enclave è stata costretta ad abbandonare le proprie abitazioni.

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Immagine di IDF Spokesperson’s Unit via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
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