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Militaria

Quattro soldati russi accusati dell’omicidio di «Texas», l’americano nel Donbass

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Un caso penale per l’omicidio dell’americano Russell «Texas» Bentley avvenuto nel Donbass è stato portato davanti a una corte di giustizia, ha annunciato lunedì il Comitato investigativo russo.

 

Le autorità russe hanno accusato quattro membri della milizia della Repubblica Popolare di Donetsk di aver rapito e ucciso Bentley, 63 anni, all’inizio di quest’anno.

 

Bentley, nato in Texas, si è unito alla milizia della Repubblica Democratica di Donetsk (DPR) nel 2014, quando le forze sostenute da Kiev hanno tentato di sedare una rivolta contro il colpo di stato armato che aveva rovesciato il governo ucraino nella capitale. In seguito è diventato cittadino russo e ha lavorato come corrispondente per l’agenzia di stampa statale Sputnik. È scomparso l’8 aprile a Donetsk, durante un attacco di artiglieria ucraina.

 

Secondo una dichiarazione pubblicata sul sito web del comitato, militari V membri della brigata «Oplot» delle forze armate russe, ex milizia della DPR, sono stati accusati di reati penali, tra cui violenza e tortura che hanno causato la morte di una persona, e di aver insabbiato un crimine grave.

 

«A seconda del ruolo di ciascuno, sono accusati di aver commesso, da parte di un gruppo di persone, atti chiaramente al di là della loro autorità, usando violenza fisica e tortura, che hanno causato la morte del giornalista Russell Bentley per negligenza, nonché di aver nascosto un crimine particolarmente grave spostando i suoi resti in un altro luogo», ha affermato il comitato.

 

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Gli imputati sono stati informati sui materiali del caso penale. «Il 28 ottobre 2024, l’atto di accusa è stato approvato», ha affermato il comitato, aggiungendo che il caso è stato inviato alla Corte militare della guarnigione di Donetsk per la valutazione dei suoi meriti.

 

Secondo l’inchiesta, i tre soldati aggredirono Bentley l’8 aprile. La tortura a cui lo sottoposero lo uccise inavvertitamente, dopodiché due militari usarono un blocco di TNT per far esplodere un’auto VAZ 2115 con il corpo di Bentley dentro. Il giorno seguente, uno dei tre ordinò a Bazhin di coprire il crimine spostando altrove i resti di Bentley.

 

La vedova di Bentley, Ljudmila, è stata la prima a lanciare l’allarme sulla scomparsa del marito, chiedendo aiuto al presidente russo Vladimir Putin e alle testate giornalistiche della Federazione Russa.

 

Il 19 aprile era stata confermata la morte di Bentley. Il comitato investigativo ha avviato le sue indagini poco dopo.

 

Texas, noto anche come «il cowboy del Donbass», aveva raggiunto una certa popolarità durante gli scontri in Donbass del 2014, dopo il Maidan, apparendo nei video di giornalisti come il britannico Graham Phillips.

 

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Texas, classe 1960, nato ad Austin, veterano dell’esercito USA, si dichiarava «comunista» ed era stato naturalizzato russo nel 2021. Negli anni Novanta era stato arrestato per traffico di marijuana, per la cui liberalizzazione si batteva apertamente aderendo al Grassroots Party, correndo per il Senato nel 1990 e ottenendo l’1,65% dei voti. Nel 1999, a pochi giorni dal suo rilascio dalla galera, Bentley evase dal carcere, vivendo poi come latitante sino al 2007, quando fu catturato e mandato in un carcere di massima sicurezza dove scontò la poca restante pena che gli rimaneva.

 

Nel 2014 Texas decise di lasciare il Texas e la vita che aveva lì, inclusa la compagna istruttrice di yoga, per unirsi alle forze del Donbass, preparando sistemi di crowdfunding per finanziare la sua «missione di appuramento dei fatti». Aveva dichiarato che il suo coinvolgimento nel conflitto era motivato dalla necessità di «combattere il fascismo».

 

Texas non è l’unico americano in Donbass. Un altra popolare figura è quella dell’ex crittologo della Marina americana Patrick Lancaster, autore di video girati direttamente nei luoghi di conflitto, da Mariupol’ al Nagorno-Karabakh.

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Militaria

Militare USA muore cadendo da grande altezza in una dimostrazione durante una partita di football

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L’Aeronautica Militare ha reso noto il nome del militare morto durante un’esibizione con corda andata male in occasione di una partita di football americano.   Un operatore delle forze speciali dell’Aeronautica ha perso la vita precipitando da circa 52 metri sabato scorso, durante una dimostrazione di discesa con corda in una partita di football universitario: dopo aver perso il controllo è caduto in caduta libera dalle travi dello stadio e si è schiantato sul terreno di gioco.   Il video del tragico incidente sta circolando in rete.  

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L’Aeronautica ha identificato la vittima nel sergente tecnico Ian Patterson. Veterano con quindici anni di servizio, Patterson aveva ricevuto la Air and Space Commendation Medal con tre foglie di quercia, oltre alla Army Commendation Medal, alla Air and Space Achievement Medal e alla Army Achievement Medal. Nel 2022 era stato inoltre designato Istruttore dell’anno delle Forze Speciali dell’Aeronautica.   «Gli americani, giustamente sconvolti da questa notizia, farebbero bene a ricordare che le guerre globaliste in Medio Oriente hanno provocato la morte di migliaia di altri uomini valorosi come Patterson» ha commentato l’editorialista Tucker Carlson, in polemica totale con l’amministrazione Trump e la guerra iraniana. «Quelle perdite raramente diventano fenomeni virali sui social, ma restano altrettanto concrete. E senza alcuna ragione che vada a vantaggio del nostro Paese».  

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Cina

I cinesi svelano il progetto di un carro armato in grado di rimanere immerso per due ore

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La Cina sta sviluppando un prototipo di veicolo militare che potrebbe permettere a un carro armato di restare immerso fino a due ore, offrendo potenzialmente alle sue forze armate un nuovo strumento per avvicinarsi alle coste nemiche durante le operazioni anfibie. Lo riporta il giornale di Hong Kong South China Morning Post.

 

Il sistema in progetto consentirebbe a un mezzo blindato di spostarsi a profondità fino a 50 metri prima di riemergere e proseguire la missione sulla terraferma. L’obiettivo è garantire alle forze militari maggiore flessibilità negli assalti costieri, riducendo al contempo la dipendenza dai tradizionali mezzi da sbarco.

 

Il South China Morning Post riferisce che il progetto, elaborato dai ricercatori del Primo Gruppo Meccanico della Mongolia Interna e dell’Istituto di Tecnologia di Pechino, rientra in un più ampio sforzo volto a realizzare veicoli militari in grado di adattarsi rapidamente alle diverse condizioni del campo di battaglia.

 

Invece di progettare mezzi distinti per ogni ambiente, i ricercatori stanno sperimentando moduli intercambiabili che potrebbero consentire a un’unica piattaforma di assolvere più funzioni. I veicoli proposti integrerebbero inoltre droni per aiutare a rimuovere gli ostacoli e potenzialmente accelerare gli sbarchi anfibi.

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Sulla terraferma la piattaforma ibrida dovrebbe avere un’autonomia di circa 600 km e raggiungere velocità superiori a70 km/h. I ricercatori mirano inoltre a un tempo di reazione di nove secondi tra l’individuazione di una minaccia e l’inizio di un attacco.

 

I test iniziali hanno dato risultati promettenti per i componenti modulari del veicolo, ma le capacità subacquee non sono ancora state dimostrate. I ricercatori non hanno rivelato la velocità che il mezzo potrebbe raggiungere sott’acqua né la distanza che potrebbe percorrere una volta immerso.

 

Il concetto si inserisce nella pianificazione tecnologica militare a lungo termine della Cina per il periodo 2030-2050, nell’ambito del quale i ricercatori studiano come i veicoli blindati potrebbero operare in diversi scenari di combattimento.

 

Come riportato, la Cina sta preseguendo nella ricerca di armi laser, armi robotiche, armi spaziali e armi biologiche.

 

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Trump: missili forniti all’Ucraina venduti sul «libero mercato»

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che i missili americani inviati all’Ucraina sotto la presidenza del suo predecessore Joe Biden sarebbero stati rivenduti sul «mercato libero». Nell’intervista andata in onda giovedì su Newsmax, Trump ha espresso dubbi sul destino di miliardi di dollari di aiuti militari e finanziari statunitensi destinati a Kiev.   Le affermazioni sono arrivate dopo che il leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj aveva detto di sentirsi tradito dalla decisione improvvisa di Trump di revocare le sanzioni sulle esportazioni di diesel russo, misura adottata per contenere il rialzo dei prezzi dell’energia.   Interrogato dal conduttore Rob Finnerty sul fatto che Zelens’kyj non abbia assecondato la richiesta di Trump di interrompere gli attacchi agli impianti energetici russi, il presidente ha risposto: «Zelens’kyj non è una brava persona con cui trattare. Biden gli ha dato miliardi e miliardi di dollari».   Trump ha inoltre sostenuto che Zelens’kyj non fosse realmente interessato a una soluzione diplomatica del conflitto con la Russia. «Dice di voler raggiungere un accordo, ma non è vero», ha affermato.   «No, non sono un grande fan di Zelensky. Hanno distrutto quel Paese», ha aggiunto.

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Il presidente ha criticato Biden per aver consegnato all’Ucraina «enormi quantità» di missili, intercettori e aiuti finanziari senza contropartite. Ha poi paragonato Zelens’kyj a P.T. Barnum, l’impresario circense americano dell’Ottocento noto per le sue trovate pubblicitarie e le attrazioni sensazionalistiche, a cui viene attribuita la frase «nasce un ingenuo ogni minuto».   «Dove sono i soldi che abbiamo dato all’Ucraina? Dove sono tutte le attrezzature? Biden stava dando loro missili, che venivano poi venduti sul mercato libero», ha detto Trump, senza fornire ulteriori dettagli.   L’intervista è stata trasmessa poco dopo che la CNN aveva riferito dell’esaurimento dei pochi missili intercettori Patriot rimasti all’Ucraina, impiegati per contrastare gli attacchi balistici russi. Negli ultimi mesi Zelensky aveva più volte sollecitato ulteriori intercettori ai partner americani ed europei.   Parlando a Newsmax, Trump ha chiarito che gli Stati Uniti intendono dare priorità al rifornimento dei propri arsenali. «Una volta che saremo ben riforniti, inizieremo a permettere ai nostri alleati di acquistarle da noi», ha dichiarato.   Secondo numerosi media americani e un rapporto dell’ispettore generale del Pentagono pubblicato il mese scorso, gli Stati Uniti avrebbero consumato gran parte delle proprie scorte di missili intercettori durante il conflitto con l’Iran. Trump aveva in precedenza minimizzato tale carenza, sostenendo che le riserve statunitensi fossero praticamente illimitate.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
 
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