Militaria
La NATO insiste: presenza di truppe nordcoreane nella regione russa di Kursk
Dopo un briefing di alti funzionari dell’Intelligence e militari della Corea del Sud al Consiglio del Nord Atlantico, il Segretario generale della NATO Mark Rutte ha rilasciato una dichiarazione ai giornalisti, dichiarando che ora può «confermare» che le truppe nordcoreane «sono state inviate in Russia e che le unità militari nordcoreane sono state dispiegate nella regione di Kursk».
«Lo spiegamento di truppe nordcoreane rappresenta: uno, una significativa escalation del coinvolgimento in corso della Repubblica Popolare Democratica di Corea nella guerra illegale della Russia», ha aggiunto il Rutte. «Due, un’altra violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. E tre, una pericolosa espansione della guerra della Russia».
Pertanto, «gli alleati della NATO continueranno a sostenere un’Ucraina libera e democratica, perché la sicurezza dell’Ucraina è la nostra sicurezza», ha concluso Rutte. «Oggi abbiamo discusso della necessità di rafforzare ulteriormente il supporto militare all’Ucraina. Stiamo consultando attivamente all’interno dell’Alleanza, con l’Ucraina e con i nostri partner indo-pacifici su questi sviluppi e continuiamo a monitorare attentamente la situazione».
Quando un giornalista ha chiesto al ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, oggi a Mosca, cosa farebbe la Russia se la NATO inviasse truppe in Ucraina in risposta alla presunta presenza di truppe nordcoreane che combattono per la Russia, Lavrov ha sottolineato che mercenari, volontari e istruttori occidentali stanno combattendo per Kiev, e lo fanno da molto tempo.
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«Il presidente ha ripetutamente fornito dati specifici sul fatto che i membri del servizio degli eserciti occidentali stanno combattendo nei ranghi delle forze armate ucraine», ha detto Lavrov, ha riferito TASS. «Ci sono mercenari e cosiddetti volontari, così come istruttori, senza i quali sarebbe impossibile usare non solo armi a lungo raggio di fabbricazione occidentale, ma anche armi a lungo raggio ucraine, senza questi esperti e i loro dati di intelligence satellitare occidentali, cioè, che gli ucraini ovviamente non hanno; le truppe ucraine non possono usare missili senza specialisti per programmare le rotte di volo», ha sottolineato Lavrov.
«I membri del servizio occidentale sono da tempo attivi in Ucraina; fa parte della guerra ibrida che la NATO e l’Unione Europea stanno combattendo contro il nostro paese, e ne siamo ben consapevoli». Lavrov ha affermato che i termini della partnership tra Mosca e Pyongyang sono completamente trasparenti e non violano il diritto internazionale.
«Detto questo, la nostra posizione è assolutamente onesta e aperta qui, mentre le dichiarazioni ingannevoli che invieranno truppe con qualche pretesto non sono altro che un tentativo di giustificare ciò che stanno già facendo», ha dichiarato il ministro russo.
Come riportato da Renovatio 21, il Pentagono la settimana scorsa aveva dichiarato per bocca del segretario della Difesa USA Lloyd Austin che la Corea del Nord aveva inviato truppe in Russia.
Un anno fa era uscita sui giornali occidentali la notizia secondo cui prima la Russia, poi l’Ucraina utilizzerebbero nel conflitto armamenti nordcoreani – una storia che alcuni sospettano sia stata artefatta per screditare Mosca.
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Militaria
Generale tedesco al vertice della NATO
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Militaria
Mosca contro Tokyo per il dispiegamento di missili USA
La Russia ha chiesto al Giappone di ritirare dal proprio territorio i sistemi missilistici a medio raggio Typhon statunitensi, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, definendo il dispiegamento inaccettabile e una minaccia alla sicurezza nazionale e alla stabilità regionale.
In una nota pubblicata venerdì dal Ministero degli Esteri, Zakharova ha riferito che Mosca ha inviato a Tokyo una protesta formale il 3 settembre, dopo che gli Stati Uniti avevano schierato i lanciatori sull’isola sud-occidentale di Kyushu, a 1.300 km dalla città di Vladivostok.
«Alla parte giapponese è stato intimato di interrompere questa pratica e di rimuovere i suddetti sistemi dal proprio territorio», ha affermato, aggiungendo che Mosca si oppone a questi dispiegamenti indipendentemente dalla loro durata.
A giugno l’esercito statunitense ha trasferito i sistemi Typhon alla base aerea di Kanoya, nella prefettura di Kagoshima, in Giappone, per l’esercitazione Valiant Shield, e li ha lasciati sul posto per un’altra esercitazione prevista questo mese. I lanciatori dovrebbero lasciare Kanoya a metà ottobre, ma si prevede che saranno stoccati in altre strutture militari statunitensi in Giappone. Durante il dispiegamento non sono previste esercitazioni di tiro a fuoco.
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Il Typhon è in grado di lanciare missili SM-6 e missili da crociera Tomahawk per attacco terrestre, con una gittata di circa 1.600 km. Gli Stati Uniti hanno sviluppato il Typhon dopo essersi ritirati dal Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio (INF), che vietava i missili terrestri e da crociera statunitensi e sovietici con gittata compresa tra 500 e 5.500 km.
La Zakharova ha osservato che la Cina ha recentemente presentato una protesta analoga al Giappone in merito alla sua rimilitarizzazione.
La disputa si inserisce in un nuovo quadro di tensioni tra Russia e Giappone sulle quattro isole Curili più meridionali, incorporate nell’Unione Sovietica dopo la sconfitta di Tokyo nella Seconda Guerra Mondiale. Il Giappone rivendica tuttora le isole di Iturup, Kunashir, Shikotan e Habomai, che definisce Territori Settentrionali.
Il mese scorso la prima ministra giapponese Sanae Takaichi ha protestato contro la prima visita del presidente Vladimir Putin a Iturup, definendo il viaggio «assolutamente inaccettabile».
Pochi giorni dopo la Russia ha condotto esercitazioni missilistiche vicino alle isole Curili meridionali, coinvolgendo l’incrociatore Varyag, il sottomarino a propulsione nucleare Omsk e un sistema missilistico costiero Bastion, provocando un’ulteriore protesta da parte di Tokyo.
La controversia sulle isole Curili ha rappresentato un ostacolo alla firma di un trattato di pace tra Russia e Giappone. Mosca ha sospeso i negoziati nel marzo 2022 dopo che Tokyo ha aderito alle sanzioni occidentali imposte alla Russia per il conflitto in Ucraina.
La Costituzione giapponese del 1947, promulgata sotto l’occupazione alleata dopo la Seconda guerra mondiale, è celebre soprattutto per l’articolo 9, pietra angolare del suo carattere pacifista. Questo articolo stabilisce che il popolo giapponese rinuncia per sempre alla guerra come diritto sovrano della nazione e alla minaccia o all’uso della forza come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.
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Il secondo comma aggiunge che, per raggiungere tale scopo, non saranno mantenute forze di terra, di mare e dell’aria, né altro potenziale bellico, e che il diritto di belligeranza dello Stato non sarà riconosciuto.
Nella pratica, il Giappone ha comunque sviluppato le Forze di Autodifesa (Jieitai), giustificate come strumento difensivo e non come vero e proprio esercito offensivo, generando un dibattito giuridico e politico mai sopito.
Negli ultimi decenni la portata dell’articolo 9 è stata progressivamente reinterpretata: nel 2015 una riforma legislativa ha ampliato le possibilità di intervento delle forze armate anche in scenari di autodifesa collettiva, alleata soprattutto agli Stati Uniti.
Diverse forze politiche nipponiche, in particolare il Partito Liberal Democratico, propongono da tempo una revisione formale dell’articolo, mentre movimenti pacifisti e parte dell’opinione pubblica difendono il testo originale come simbolo identitario del Giappone postbellico.
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Militaria
Tucker Carlson: fermiamo il trasferimento di bombe da USA a Israele
According to an informed federal official, in the coming months the Trump administration plans to send a total of 40,000 Mark 84 and Blu-117 bombs to the government of Israel. Each bomb weighs 2,000 pounds. This appears to be the largest transfer of conventional explosive…
— Tucker Carlson (@TuckerCarlson) September 15, 2026
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