Droga
Quando Angela Merkel venne distrutta da Nina Hagen
Renovatio 21 saluta la fine dell’era Merkel tirando fuori dall’archivio, e sottotitolando in lingua italiana, questo filmato del 1992.
Ad una trasmissione TV, una ancora sconosciuta Merkel – strano caso di cittadino ex DDR inseritasi subito bene nel partito democristiano di potere CDU – parla della questione delle droghe, terapia e liberalizzazione.
Un’altra invitata alla trasmissione è Nina Hagen, cantante non conosciutissima fuori dalla Germania, ma che all’epoca già era percepita come una veterana del mondo della musica punk e della trasgressione.
Vedere rinfacciata alla Merkel la sua mesta ipocrisia è qualcosa di estremamente salutare
La Merkel non dice nulla, agisce solo come mesto distributore, con voce bassa e moderazione inscalfibile, di decisioni già prese. Di fatto, la Merkel non discute: elargisce, in modo opaco, quello che è già deciso
Praticamente coetanee, entrambe sono cittadine DDR, anche se di origine diversa: in uno strano chiasmo, la Merkel è nata ad Ovest (Amburgo) per poi emigrare misteriosamente ad Est; la Hagen è nata a Berlino Est ed è emigrata adolescente ad Ovest con l’espatrio del patrigno.
Nella clip, vediamo la Merkel prodursi un bla-bla politichese tipico della democristianeria. Non dice nulla, agisce solo come mesto distributore, con voce bassa e moderazione inscalfibile, di decisioni già prese. Di fatto, la Merkel non discute: elargisce, in modo opaco, quello che è già deciso.
E quello che aveva deciso, la democristianità tedesca già ad inizio anni Novanta, era che le droghe leggere potevano essere liberalizzate.
L’Europa è territorio conquistato dai tedeschi senza manovre militari. Un continente intero a cui Berlino ha dato la sua moneta, il marco, mettendogli il nome di «euro»
La Hagen, giustamente, la aggredisce, riconoscendone l’ipocrisia e la falsità. Pare, ad un certo punto, chiamarla pure mutti («mammina»), che sarebbe il nome affibbiatole poi dai tedeschi negli interminabili 16 anni del suo dominio.
La Hagen pare propendere per la soluzione del metadone, che Renovatio 21 aborre in maniera assoluta. Tuttavia vedere rinfacciata alla Merkel la sua mesta ipocrisia è qualcosa di estremamente salutare.
L’era Merkel ha condizionato non solo la Germania, ma l’Unione Europea, che della Germania è l’estroflessione politico-economica. L’Europa è territorio conquistato dai tedeschi senza manovre militari. Un continente intero a cui Berlino ha dato la sua moneta, il marco, mettendogli il nome di «euro».
La Germania, sotto la democristianeria subdola della Merkel, si è arricchita, rafforzata. L’Italia è ridotta a macerie. Gratta il nulla della CDU, e ci puoi trovare un piano imperiale di controllo e rapina
Ricordiamo in particolare come non siano poche le voci che sussurrino quale sia stato il vero trofeo dell’Europa germanizzata via Bruxelles: far pagare all’Italia le spese della riunificazione con la DDR. La nostra economia è stata distrutta dall’euro – pensiamo solo alla competizione che con i tedeschi vi era nell’industria di precisione: a parità di moneta, chi viene avvantaggiato?
La Germania, sotto la democristianeria subdola della Merkel, si è arricchita, rafforzata. L’Italia è ridotta a macerie. Gratta il nulla della CDU, e ci puoi trovare un piano imperiale di controllo e rapina. Del resto le voci sul fatto che la Merkel fosse un agente della STASI non mancano: si sussurra perfino che spiasse il marito, e che il padre, bizzarro pastore protestante passato dall’Ovest alla Germania Est, fosse pure lui una spia DDR.
Le voci sul fatto che la Merkel fosse un agente della STASI non mancano
Tuttavia, la storia non è finita. I fondamenti stessi della società tedesca – come stiamo vedendo in questi mesi – potrebbero essere più barcollanti di quello che i sorrisi delle elezioni politiche di ieri vogliono far sembrare.
Renovatio 21 avrà modo di scriverne.
Immagine di TSCA via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)
Droga
Gli Stati Uniti conducono un attacco contro i narcotrafficanti in Ecuador
L’esercito statunitense ha condotto un attacco contro i trafficanti di droga in Ecuador, ha annunciato venerdì il Comando meridionale degli Stati Uniti.
«Su ordine del Segretario alla Guerra Hegseth, il comandante del SOUTHCOM, generale Francis L. Donovan, ha diretto la forza congiunta per supportare le forze ecuadoriane che conducono operazioni cinetiche letali contro le organizzazioni terroristiche designate in Ecuador il 6 marzo», ha affermato il Comando meridionale degli Stati Uniti.
«Stiamo avanzando insieme ai nostri partner nella lotta contro il narcoterrorismo», ha affermato il generale Donovan.
«Mi congratulo con le nostre forze congiunte e con le forze armate ecuadoriane per il successo dell’operazione contro i narcoterroristi in Ecuador. Questa azione collaborativa e decisiva rappresenta un successo strategico per tutte le nazioni dell’emisfero occidentale impegnate a contrastare e sconfiggere il narcoterrorismo», ha affermato il Generale Donovan.
On March 3, Ecuadorian and U.S. military forces launched operations against Designated Terrorist Organizations in Ecuador. The operations are a powerful example of the commitment of partners in Latin America and the Caribbean to combat the scourge of narco-terrorism.
Together,… pic.twitter.com/MrkKZcrDbs
— U.S. Southern Command (@Southcom) March 4, 2026
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Anche il Pentagono ha rilasciato una dichiarazione sull’attacco: «sotto la guida del Presidente Trump e del Segretario Hegseth, il Dipartimento sta unendo i partner in tutto l’emisfero occidentale per individuare, smantellare e distruggere le organizzazioni terroristiche designate che alimentano la violenza e la corruzione».
Nella dichiarazione si aggiunge che l’attacco è avvenuto su richiesta del presidente dell’Ecuador Daniel Noboa.
«Su richiesta dell’Ecuador, il Dipartimento della Guerra ha eseguito un’azione mirata per promuovere il nostro obiettivo comune di smantellare le reti narcoterroristiche. Questa operazione dimostra la potenza di un’azione coordinata e invia un messaggio chiaro: le reti narcoterroristiche non troveranno rifugio nel nostro emisfero».
All’inizio di marzo, il presidente Noboa ha annunciato che il suo Paese è entrato in una nuova fase nella guerra contro i narcotrafficanti. Un anno prima aveva chiesto aiuto alle forze speciali statunitensi, ad altre potenze regionali e all’Europa per smantellare il traffico di droga.
«Abbiamo bisogno di più soldati per combattere questa guerra», ha detto Noboa alla BBC. «Il 70% della cocaina mondiale esce dall’Ecuador. Abbiamo bisogno dell’aiuto delle forze internazionali.»
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Immagine screenshot da Twitter
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Droga
Il Messico minaccia azioni legali contro Elon Musk
La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha annunciato che sta valutando una causa contro il miliardario Elon Musk, dopo che quest’ultimo ha affermato che la donna è controllata dai cartelli della droga.
Musk ha scritto questo commento lunedì, in seguito all’annuncio delle autorità messicane sull’uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes detto «el Mencho», leader del Cartel Jalisco Nueva Generacion. Il suo commento era una replica a un post del 2025 in cui Sheinbaum respingeva l’idea di una guerra totale contro i cartelli della droga.
«Tornare alla guerra contro i narcotrafficanti non è un’opzione… è un permesso di uccidere senza alcun processo» aveva detto la Sheinbauma in un video. Musk ha risposto che stava «dicendo quello che i suoi capi del cartello le dicono di dire», sostenendo che «la loro punizione per la disobbedienza è un po’ peggiore di un “piano di miglioramento delle prestazioni”».
Parlando ai giornalisti martedì, Sheinbaum ha dichiarato di stare «considerando se intraprendere un’azione legale» e che «gli avvocati stanno indagando sulla questione», aggiungendo che le affermazioni secondo cui guiderebbe un «narco-governo» sono «assurde» e «ridicole». La leader messicana è stata criticata per le sue politiche di sicurezza nazionale, in concomitanza con l’ondata di violenza del fine settimana.
She’s just saying what her cartel bosses tell her to say. Let’s just say that their punishment for disobedience is a little worse than a “performance improvement plan” …
— Elon Musk (@elonmusk) February 23, 2026
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La violenza dei cartelli ha travolto il Messico dopo che il signore della droga Oseguera Cervantes, noto anche come El Mencho, è stato eliminato la scorsa settimana in un’operazione militare congiunta USA-Messico a Tapalpa, Jalisco. L’organizzazione è tra i più potenti gruppi di narcotrafficanti del Messico ed è stata accusata di aver fornito grandi quantità di fentanil, cocaina e metanfetamina agli Stati Uniti. Washington l’ha designata come organizzazione terroristica straniera lo scorso anno.
L’operazione ha scatenato disordini in Jalisco e in almeno altri otto stati, con video circolati online che mostrano il fumo che si alza da auto e edifici commerciali incendiati. I membri del cartello hanno bloccato le strade, incendiato veicoli e saccheggiato negozi. Gli scontri tra l’esercito e i cartelli della droga in Messico hanno sollevato preoccupazioni sul regolare svolgimento della Coppa del Mondo FIFA 2026 quest’estate.
Un’offensiva militare del 2006 contro i cartelli, guidata dall’allora presidente Felipe Calderon, scatenò sanguinose guerre territoriali, con la conseguente scissione delle bande e l’aumento della violenza che, secondo gli analisti, è ancora alla base degli alti tassi di omicidi in Messico.
La Sheinbaum ha affermato di aspettarsi un graduale ripristino della sicurezza e ha respinto le ipotesi secondo cui la recente operazione segnalerebbe un ritorno a un approccio più aggressivo.
La Sheinbaum aveva fermamente e ripetutamente respinto qualsiasi presenza militare statunitense sul suolo messicano. «Gli Stati Uniti non verranno in Messico con l’esercito. Cooperiamo, collaboriamo, ma non ci sarà un’invasione. Questa è esclusa, assolutamente esclusa», ha dichiarato al New York Times. «Non fa parte di alcun accordo, tutt’altro. Quando è stato sollevato il problema, abbiamo sempre detto di no».
Come riportato da Renovatio 21, il possibile intervento degli USA contro i cartelli ha provocato una rissa al Senato di Città del Messico, con l’opposizione ad accusare il governo e i partiti che lo sostengono di collusioni con i narcos.
La presidente, nominata in continuità con il predecessore Lopez-Obrador, è una scienziata del clima ebrea, in passato accusata di aver demolito una chiesa. Particolare attenzione ha destato la cerimonia pagana per l’entrata in carica a Città del Messico.
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Immagine di Gobierno de la Ciudad de México via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
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