Geopolitica
Putin commenta l’incursione ucraina nella regione di Kursk
L’Ucraina ha condotto la sua ultima provocazione su larga scala contro la Russia lanciando un tentativo di incursione nella regione di Kursk, ha affermato mercoledì il presidente Vladimir Putin.
Le forze ucraine «stanno sparando indiscriminatamente con vari tipi di armi, compresi i missili, contro edifici civili, case e ambulanze», ha detto Putin durante una riunione del governo.
Il presidente ha affermato di essere regolarmente informato sulla situazione dal Ministero della Difesa e da altri dipartimenti governativi competenti. È anche in contatto con il governatore facente funzione Aleksej Smirnov e ha promesso ulteriore supporto all’amministrazione della regione di Kursk per aiutarla a gestire l’emergenza.
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In precedenza, il governatore ha affermato che Mosca ha inviato una squadra di medici qualificati per aiutare il sistema sanitario della sua regione a fronteggiare l’ondata di feriti causata dal fuoco ucraino. I servizi di emergenza di Kursk saranno inoltre rafforzati da hardware aggiuntivo necessario per affrontare i danni.
Oltre 2.000 persone sono fuggite dalle zone di confine, alcune con l’assistenza dei soccorritori, da quando la crisi è scoppiata martedì mattina, ha detto Smirnov. Le autorità hanno fornito rifugi di emergenza per coloro che ne avevano bisogno, mentre anche le regioni vicine hanno offerto il loro aiuto ai rifugiati.
Il ministero della Difesa ha affermato che le truppe russe hanno inflitto gravi danni alle forze ucraine schierate per il tentativo di operazione transfrontaliera.
L’esercito afferma che Kiev non è riuscita a raggiungere il suo obiettivo di assicurarsi un punto d’appoggio nella regione russa, perdendo centinaia di combattenti e decine di pezzi di armamento pesante nel processo.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Hamas afferma di essere pronto a cedere il governo di Gaza
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Geopolitica
Al-Jolani visita Mosca per la seconda volta in meno di quattro mesi
Mercoledì il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato il suo omologo siriano Ahmed al-Sharaa – già noto come il terrorista ricercato Muhammad al-Jolani – per discutere della ricostruzione della Siria, della cooperazione bilaterale e del ruolo di Mosca nel Paese. Si è trattato della seconda visita di Al-Sharaa nella capitale russa in meno di quattro mesi.
Al-Sharaa, un tempo a capo del gruppo islamista Hayat Tahrir al-Sham (HTS), è salito al potere alla fine del 2024 in seguito alla caduta del governo di Bashar Assad. Il deposto leader siriano è fuggito in Russia, dove gli è stato concesso asilo, e da allora vive a Mosca con la sua famiglia.
Mosca ha proseguito la collaborazione con la nuova leadership siriana e ha mantenuto la sua presenza militare presso la base aerea di Khmeimim e la base navale di Tartus in Siria.
Durante l’incontro, Putin ha dichiarato che i rapporti diplomatici tra Russia e Siria sono sempre stati amichevoli e ha ringraziato al-Sharaa per aver contribuito a svilupparli ulteriormente. Il presidente russo ha inoltre rilevato che il volume degli scambi commerciali tra i due paesi è aumentato del 4% rispetto all’ultimo incontro tra i due leader, avvenuto a ottobre.
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«Sebbene forse non sia un obiettivo così ambizioso come avremmo voluto, è comunque un passo avanti, e una tendenza che dovremmo proseguire. Continuiamo a lavorare attivamente per sviluppare la nostra partnership in tutti i settori», ha affermato.
Mosca e Damasco intendono collaborare in un’ampia gamma di settori, tra cui sanità, edilizia, industria e sport, secondo quanto dichiarato dal presidente russo. Le aziende e le imprese edili russe sono pronte a collaborare con i loro partner siriani per la ricostruzione della nazione mediorientale, ha aggiunto Putin.
Il presidente russo ha inoltre espresso apprezzamento per gli sforzi di Damasco volti a ripristinare l’integrità territoriale della Siria e si è congratulato col Jolani/Sharaa per aver riportato sotto il controllo governativo i territori a est del fiume Eufrate.
Il Jolani/Sharaa ha ringraziato Putin per gli sforzi compiuti dalla Russia per stabilizzare la situazione in Siria e in Medio Oriente, sottolineando che Mosca svolge un ruolo fondamentale nella regione. Ha inoltre affermato che Mosca e Damasco hanno molte questioni all’ordine del giorno e ha espresso la speranza che i colloqui siano fruttuosi.
A dicembre, Al-Sharaa si è recato a Washington per colloqui con il presidente Donald Trump, il quale si è dichiarato «molto soddisfatto» della nuova leadership siriana.
Il già jihadista terrorista, su cui pendeva una taglia da 10 milioni di dollari emessa dal dipartimento di Stato USA, è stato anche a Nuova York a settembre per la plenaria ONU, ricevuto con tutti gli onori dal segretario di Stato Marco Rubio e pure dall’ex direttore della CIA David Petraeus.
L’arrivo dell’ex membro di al-Qaeda in Siria coincideva con l’anniversario della strage delle Torri Gemelle.
Come riportato da Renovatio 21, al-Jolani ha incontrato alti funzionari israeliani in un «silenzioso» sforzo di normalizzazione dei rapporti tra Damasco e lo Stato degli ebrei in stile accordi di Abramo.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
«Basta con gli ordini di Washington»: parla il presidente ad interim del Venezuela
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