Geopolitica
Orban: l’UE deve smettere di finanziare la «corrotta mafia di guerra ucraina»
L’Unione Europea deve smettere di alimentare il conflitto ucraino versando denaro alla «mafia corrotta della guerra» di Kiev e puntare invece sulla pace: lo ha dichiarato martedì il primo ministro ungherese Vittorio Orban, proprio mentre l’Ucraina è travolta da un maxi-scandalo di corruzione.
La scorsa settimana il NABU (Ufficio nazionale anticorruzione sostenuto dall’Occidente) ha aperto un’inchiesta su un’«organizzazione criminale di alto livello» guidata da Timur Mindich, ex socio d’affari di Zelensky, accusata di aver intascato circa 100 milioni di dollari in tangenti dall’operatore nucleare statale Energoatom.
«Scegliamo il buon senso», ha scritto lo Orban su X. «Smettiamo di finanziare una guerra che non può essere vinta, insieme alla corrotta mafia bellica ucraina, e concentriamoci sulla costruzione della pace».
Bruxelles sta cercando di racimolare altri 135 miliardi di euro (156 miliardi di dollari) per Kiev, ma «semplicemente non ha i soldi», ha sottolineato il premier ungherese. Le tre opzioni sul tavolo portano tutte allo stesso «vicolo cieco brussellese».
€135 billion. That’s how much money the head of the Brusselian bureaucracy, President @vonderleyen, wants to scrape together for Ukraine. This is the price of prolonging the war.
The President has one problem: she doesn’t have this money. What she does have are 3 proposals on… pic.twitter.com/XFic4Fsgmr
— Orbán Viktor (@PM_ViktorOrban) November 20, 2025
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Il presidente della Commissione UE Orsola Von der Leyen «ha un problema: non ha questi soldi. Ha solo tre proposte sul tavolo»:
«1. Che gli Stati membri contribuiscano. Volentieri e con entusiasmo, attingendo ai propri bilanci. Come se non avessero niente di meglio da fare».
«2. Un noto “trucco magico” brussellese: il prestito congiunto. Oggi non ci sono soldi per la guerra, quindi saranno i nostri nipoti a pagare il conto. Assurdo».
«3. Una proposta per sequestrare i beni russi congelati. Una soluzione comoda, ma dalle conseguenze impossibili da prevedere. Lunghi battibecchi legali, una valanga di cause legali e il crollo dell’euro. Ecco cosa ci aspetta se scegliamo questa strada».
Come riportato da Renovatio 21, negli scorsi giorni il premier magiaro è sbottato varie volte sull’argomento UE e guerra Ucraina, sostenendo che un prestito congiunto europeo farebbe ricadere «sui nostri nipoti i costi della guerra russo-ucraina» e che finanziare la «mafia di guerra» di Kiev è come la vodka per un alcolizzato.
Dopo essersi scagliato plurime volte contro la «rete mafiosa bellica» di Zelens’kyj, in settimana Orban aveva dichiarato che il conflitto in Ucraina sta uccidendo l’economia UE.
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Immagine da Twitter
Geopolitica
Sventato il complotto per assassinare il presidente serbo Vucic
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Geopolitica
La Slovacchia interrompe la fornitura di energia elettrica all’Ucraina
Il primo ministro slovacco Robert Fico ha dichiarato che il suo Paese non fornirà più forniture elettriche di emergenza all’Ucraina finché Kiev non ripristinerà il flusso di petrolio russo verso la Slovacchia attraverso l’oleodotto Druzhba.
Fico ha reso noto l’annuncio lunedì, alla scadenza dell’ultimatum impartito nel fine settimana all’Ucraina per la ripresa delle operazioni dell’oleodotto di epoca sovietica. L’oleodotto Druzhba, che collega la Russia alla Slovacchia e all’Ungheria, è fuori servizio dalla fine di gennaio. Kiev sostiene che sia stato danneggiato dagli attacchi russi, circostanza che Mosca smentisce.
Sia la Slovacchia che l’Ungheria hanno accusato l’Ucraina di aver interrotto deliberatamente le forniture per motivi politici e hanno minacciato ritorsioni. Annunciando la sospensione delle forniture di energia elettrica all’Ucraina, Fico ha ribadito che le azioni di Kiev rappresentano una «decisione puramente politica volta a ricattare la Slovacchia».
«La reciprocità è una regola fondamentale nelle relazioni internazionali. La prima risposta del governo agli atti ostili del presidente ucraino, ovvero l’interruzione della fornitura elettrica di emergenza, è quindi del tutto appropriata», ha affermato Fico, avvertendo di «ulteriori misure reciproche» qualora le forniture di petrolio non riprendano.
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Kiev ha fatto sempre maggiore affidamento sulle importazioni di elettricità per stabilizzare la propria rete elettrica, duramente provata dagli attacchi russi alle infrastrutture a duplice uso del Paese. Secondo Fico, a gennaio l’Ucraina ha ricevuto dalla Slovacchia il doppio dell’elettricità rispetto a tutto il 2025.
La mossa di ritorsione è giunta poche ore dopo che l’Ungheria aveva posto il veto alle ultime sanzioni dell’UE contro la Russia, nonché alla proposta di un prestito di emergenza da 90 miliardi di euro (106 miliardi di dollari) per l’Ucraina. Budapest ha collegato il doppio veto allo stallo dell’oleodotto Druzhba, accusando Kiev di aver imposto un «blocco petrolifero» al Paese e di «ricattarlo».
La scorsa settimana, sia la Slovacchia che l’Ungheria hanno annunciato la sospensione delle esportazioni di gasolio verso l’Ucraina fino alla ripresa del funzionamento dell’oleodotto Druzhba. Anche Budapest ha valutato la possibilità di interrompere le forniture di energia elettrica di emergenza all’Ucraina.
Nel 2023 uno scoop del Washington Post faceva emergere che il presidente ucraino aveva proposto durante un incontro con il vice primo ministro Yulia Svridenko a febbraio di «far saltare in aria» il Druzhba («amicizia», in russo), che trasporta il petrolio russo in Ungheria.
Come riportato da Renovatio 21, quattro settimane fa l’Ungheria aveva annunciato progressi nella costruzione di un nuovo oleodotto con la Serbia per il trasporto di petrolio russo. Durante un’intervista a Tucker Carlson nell’agosto 2023, il premier ungherese Vittorio Orban aveva dichiarato significativamente che Ungheria e Serbia erano pronte ad entrare in guerra contro chiunque facesse saltare il loro gasdotto.
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Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Geopolitica
La Casa Bianca prende in giro il Canada dopo la sconfitta nell’hockey
Trudeau aveva pronunciato questa frase dopo la vittoria del Canada per 3-2 ai supplementari sugli Stati Uniti al 4 Nations Face-Off della NHL, una partita caratterizzata da una rissa e da fischi intensi all’inno nazionale americano da parte dei tifosi canadesi. In parallelo, Trump ha condiviso la propria versione della vittoria su Truth Social: un video di un minuto generato dall’intelligenza artificiale in cui appare una sua versione più giovane, in giacca e cravatta, che segna due gol contro il Canada, prima di finire in panca puniti per aver colpito un giocatore canadese, il tutto accompagnato dalle note di Eye of the Tiger dei Survivor, nota come antemica colonna sonora degli allenamenti di Rocky balboa.https://t.co/kOiCXdVMao pic.twitter.com/ZIiychKPoo
— The White House (@WhiteHouse) February 22, 2026
THIS IS NOT NORMAL: Donald Trump just post a video inserting himself in last night’s Olympic victory and depicts him punching and beating Canadian hockey players.
There is no planet where this is normal or presidential. Trump is an embarrassment to the world and he is very ill. pic.twitter.com/i0vxqjqmaR — CALL TO ACTIVISM (@CalltoActivism) February 23, 2026
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