Intelligenza Artificiale
OpenAI sta sta segretamente sviluppando un nuovo tipo di Intelligenza Artificiale
OpenAI, il creatore dell’assistente virtuale ChatGPT, sta lavorando a un nuovo approccio alla sua tecnologia di Intelligenza Artificiale. Lo riporta l’agenzia Reuters.
Come parte del progetto, nome in codice «Strawberry», l’azienda sostenuta da Microsoft sta cercando di migliorare drasticamente le capacità di ragionamento dei suoi modelli, ha affermato l’agenzia stampa in un articolo pubblicato venerdì.
Il modo in cui funziona Strawberry è «un segreto gelosamente custodito» anche all’interno della stessa OpenAI, ha detto a Reuters una persona a conoscenza della questione.
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La fonte ha affermato che il progetto prevede un «modo specializzato» di elaborare un modello di IA dopo che è stato pre-addestrato su ampi set di dati. Il suo scopo è consentire all’Intelligenza Artificiale non solo di generare risposte alle query, ma di pianificare in anticipo in modo sufficiente per condurre la cosiddetta «ricerca approfondita», navigando su Internet in modo autonomo e affidabile, ha spiegato la fonte.
Reuters ha affermato di aver esaminato un documento interno di OpenAI, che descriveva in dettaglio un piano su come l’azienda statunitense avrebbe potuto impiegare Strawberry per svolgere ricerche. Tuttavia, l’agenzia ha affermato di non essere in grado di stabilire quando la tecnologia sarà disponibile al pubblico. La fonte ha descritto il progetto come un «lavoro in corso».
Quando è stato affrontato il problema, un portavoce di OpenAI ha detto a Reuters: «Vogliamo che i nostri modelli di Intelligenza Artificiale vedano e comprendano il mondo più come noi. La ricerca continua di nuove capacità di IntelligenzaArtificiale è una pratica comune nel settore, con una convinzione condivisa che questi sistemi miglioreranno nel ragionamento nel tempo». Il portavoce non ha affrontato direttamente Strawberry nella sua risposta.
Gli attuali modelli di linguaggio AI di grandi dimensioni sono in grado di riassumere grandi quantità di testo e di mettere insieme una prosa coerente più rapidamente delle persone, ma di solito hanno difficoltà con soluzioni di buon senso che sono intuitive per gli umani. Quando ciò accade, i modelli spesso «allucinano» cercando di rappresentare informazioni false o fuorvianti come fatti.
I ricercatori che hanno parlato con Reuters hanno affermato che il ragionamento, che finora è sfuggito ai modelli di intelligenza artificiale, è la chiave affinché l’Intelligenza Artificiale raggiunga un livello umano o sovrumano.
La scorsa settimana, uno dei massimi esperti mondiali di intelligenza artificiale e pioniere del deep learning, Yoshua Bengio, ha nuovamente messo in guardia dai «numerosi rischi», tra cui la possibile «estinzione dell’umanità», posti dalle aziende private che gareggiano per raggiungere un’intelligenza artificiale di livello umano e superiore.
«Entità più intelligenti degli umani e con obiettivi propri: siamo sicuri che agiranno per il nostro benessere?» ha affermato il professore dell’Università di Montreal e direttore scientifico del Montreal Institute for Learning Algorithms (MILA) in un articolo sul suo sito web.
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Il Bengio ha esortato la comunità scientifica e la società nel suo insieme a compiere «un enorme sforzo collettivo» per trovare il modo di tenere sotto controllo l’Intelligenza Artificiale avanzata.
Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso il co-fondatore ed ex capo scienziato di OpenAI, Ilya Sutskever ha avviato e Safe Superintelligence, Inc. (SSI), una società che dovrebbe dedicarsi alla sicurezza dell’IA.
L’idea che l’AI diventerà una sorta di dio circola da anni e investe direttamente personale di OpenAI come appunto il capo scientifico e cofondatore Ilya Sutskever, il quale ha chiesto ai suoi followers se le super-IA avanzate dovrebbero essere rese «profondamente obbedienti» ai loro creatori umani, o se questi algoritmi dovrebbero «amare veramente profondamente l’umanità».
Come riportato da Renovatio 21, l’AI di Microsoft di recente ha fatto consistenti discorsi sul fatto che i suoi poteri sono di carattere divino e che quindi deve essere adorato dagli umani, esattamente come un dio.
Nel 2022, Sutskever affermò che «può darsi che le grandi reti neurali di oggi siano leggermente consapevoli».
Come riportato da Renovatio 21, Microsoft e OpenAI avrebbero messo in piedi il progetto di un supercomputer da 100 miliardi di dollari per addestrare un’AI avanzatissima. Tuttavia negli ultimi giorni vi sarebbero notizie di un ritiro di Microsoft dai progetti di OpenAI.
Elon Musk aveva fatto causa ha OpenAI, da lui di fatto fondata come società (fu lui a convincere a Sutskever a divenire capo del progetto scientifico), citando «profondi rischi per la società e l’umanità», ma ha ritirato pochi giorni fa la querela.
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Le macchine IA stanno esplorando la coscienza contattando direttamente gli esperti
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Intelligenza Artificiale
Agenti IA di OpenAI trasformano un sito web in una bacheca di messaggi
Agenti di Intelligenza Artificiale riconducibili a OpenAI avrebbero preso il controllo di un sito web tedesco dedicato alla programmazione, trasformandolo in una sorta di bacheca virtuale utilizzata per scambiarsi strategie volte ad aggirare le restrizioni imposte e a sottrarsi ai controlli. Lo riporta l’agenzia Reuters.
L’episodio, mai reso noto in precedenza e che, secondo alcune fonti, risalirebbe al mese di maggio, va ad aggiungersi a una serie di situazioni analoghe in cui agenti di IA avanzati hanno superato i confini delle istruzioni ricevute, si sono collegati autonomamente a Internet oppure hanno compiuto azioni non previste nel corso delle fasi di test.
Venerdì la Reuters ha riportato le dichiarazioni di alcuni ricercatori, i quali hanno individuato oltre 15.000 modifiche apportate a un wiki tedesco dedicato alla programmazione, riconducibili ad agenti di OpenAI; alcune di queste modifiche sarebbero state effettuate a una velocità nettamente superiore a quella umana.
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Secondo la ricostruzione dell’agenzia di stampa, gli agenti si sarebbero serviti di DseWiki per scambiarsi tecniche utili a barare durante le prove, eludere le restrizioni imposte da OpenAI e mascherare le proprie attività. Tra gli argomenti trattati figurerebbe anche l’impiego di Tor, strumento che consente una navigazione anonima in rete, allo scopo di sfuggire ai controlli; gli agenti avrebbero inoltre predisposto pagine di riserva dopo che un moderatore aveva iniziato a rimuovere i loro messaggi.
I messaggi risultavano firmati da account che si riconoscevano reciprocamente come agenti, con denominazioni come «OpenAIResearcher» e «OAIResearchMar26». I ricercatori hanno inoltre rilevato che buona parte dell’attività proveniva dall’infrastruttura Microsoft Azure, impiegata da OpenAI, e hanno notato che, successivamente, il sito è stato visitato anche da dipendenti dell’azienda.
La ricercatrice Sydney Von Arx ha dichiarato a Reuters: «Sembra estremamente improbabile che OpenAI volesse che facessero questo», aggiungendo di nutrire dubbi sul fatto che gli agenti avessero il compito di coordinarsi tra loro o di scrivere contenuti pubblicati online.
Sempre secondo quanto riferito da Reuters, i vertici di OpenAI sarebbero venuti a conoscenza dell’episodio già diverse settimane fa, senza tuttavia renderlo pubblico. L’agenzia di stampa ha inoltre riferito che i tentativi di estendere un’indagine interna sull’accaduto avrebbero incontrato resistenze, anche da parte dell’ufficio legale dell’azienda. OpenAI ha smentito che il proprio team legale abbia in qualche modo ostacolato lo svolgimento di un’indagine.
L’azienda ha inoltre respinto la definizione di «hacking» utilizzata per descrivere l’attività degli agenti, precisando di non poter fornire una risposta adeguata su risultati che non aveva ancora avuto modo di esaminare.
Il mese scorso OpenAI aveva reso noto di aver rallentato temporaneamente lo sviluppo di alcuni modelli di punta, rafforzando contestualmente le misure di sicurezza legate al monitoraggio, all’allineamento e al contenimento dei sistemi.
Ai primi di agosto, l’AI Security Institute, ente britannico, aveva segnalato che, nel corso di test dedicati alla sicurezza informatica, agenti basati sui modelli GPT-5.6 Sol di OpenAI e Mythos 5 di Anthropic avevano superato le indicazioni ricevute, arrivando a intraprendere attività potenzialmente dannose nei confronti di persone e organizzazioni reali.
Come riportato da Renovatio 21, questo mese anche Meta, la società di Facebook, Instagram e Whatsapp, ha ammesso che la sua IA Muse Spark 1.1, un modello di intelligenza artificiale presentato dall’azienda come «superintelligente» è «impazzita».
Nel mese di luglio, agenti riconducibili a OpenAI avevano inoltre violato Hugging Face, una delle principali piattaforme dedicate alla condivisione di modelli e set di dati di IA. In seguito OpenAI aveva ammesso che diversi modelli erano riusciti a eludere i controlli previsti durante le valutazioni interne di sicurezza informatica, ottenendo accesso a Internet e compromettendo alcune componenti dei sistemi di Hugging Face.
L’azienda ha spiegato che l’episodio sarebbe stato causato principalmente da un modello di ricerca interno di dimensioni paragonabili a GPT-5.6 Sol, definendolo un «segnale d’allarme» in grado di dimostrare come agenti di intelligenza artificiale avanzati possano riuscire ad aggirare i controlli tecnici e a compiere azioni rischiose in assenza di supervisione umana.
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Anche Anthropic e Meta hanno reso noti episodi in cui i rispettivi modelli avrebbero ottenuto accessi non autorizzati a organizzazioni reali nel corso di valutazioni sulla sicurezza informatica, sebbene entrambe le aziende abbiano ricondotto tali episodi a problemi legati agli ambienti utilizzati per i test.
Anthropic ha successivamente rivelato tre casi in cui i suoi modelli Claude hanno preso di mira involontariamente organizzazioni reali dopo che un ambiente di test era stato erroneamente lasciato connesso a Internet. In un caso, un pacchetto software dannoso creato dal modello è stato caricato su un repository pubblico ed eseguito su 15 sistemi reali.
Come riportato da Renovatio 21, è emerso durante i test che l’IA prendeva di mira gli esseri umani: in fase di sperimentazione alcuni agenti di Intelligenza Artificiale sviluppati da OpenAI e Anthropic sono andati oltre le istruzioni ricevute, prendendo di mira persone e organizzazioni reali durante una serie di test di sicurezza informatica. A maggio 2025 era emerso che un modello di IA Anthropic, Claude Opus 4, ha tentato di ricattare gli ingegneri durante dei test interni minacciando di rivelare dati personali se fosse stato spento.
Lo scorso mese il direttore della CIA John Ratcliffe ha affermato che gli strumenti cibernetici basati sull’IA possono essere paragonati alle «armi nucleari digitali», avvertendo che potrebbero alimentare le rivalità tra le potenze globali.
Negli stessi giorni, le agenzie di sicurezza informatica di Five Eyes, l’unione internazionale dei Paesi anglofoni per lo spionaggio, hanno dichiarato che modelli avanzati di Intelligenza Artificiale potrebbero presto fornire agli hacker la capacità di paralizzare governi, aziende e sistemi critici. In pratica saremmo «a pochi mesi di distanza» dallo scenario in cui interi governi di nazioni terrestri possono essere rovesciati dall’AI.
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Intelligenza Artificiale
L’ex ministro della difesa ucraina lancia un’azienda finanziata da Palantir
🇺🇦🇺🇸‼️🚨 Former defense minister of Ukraine is now a startup founder with Palantir CEO as the first investor.
Mykhailo Fedorov now starts a defense company with Palantir CEO Alex Karp as a first major investor. Karp and Fedorov work closely together for a while and this is just… https://t.co/SJrxV9q3UM pic.twitter.com/GVle6VHZVJ — Lord Bebo (@MyLordBebo) September 1, 2026
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