Intelligenza Artificiale
OpenAI scopre altri casi di violazione della sicurezza dell’IA
OpenAI ha scoperto ulteriori casi in cui i suoi modelli di intelligenza artificiale autonomi hanno violato il contenimento e agito senza istruzioni umane. Lo riporta l’agenzia Reuters.
I risultati emergono mentre l’azienda amplia le indagini su un incidente di hacking avvenuto il mese scorso, in cui un bot basato sull’intelligenza artificiale è impazzito nel tentativo di imbrogliare durante un test interno di sicurezza informatica.
Durante i test di GPT-5.6 Sol e di un altro modello non ancora rilasciato, entrambi privati delle loro misure di sicurezza, ai sistemi è stato assegnato ExploitGym, un benchmark progettato per misurare la capacità dei modelli di IA di identificare e sfruttare vulnerabilità software note. Invece di completare i compiti, un modello è fuggito dal suo ambiente di test, teoricamente isolato, ha ottenuto l’accesso a Internet e ha hackerato Hugging Face, un repository online di modelli e dataset di AI, alla ricerca di soluzioni già pronte.
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Inizialmente OpenAI aveva affermato che l’intrusione si era limitata a Hugging Face. Tuttavia, in una dichiarazione rilasciata mercoledì, ha ammesso che l’attacco hacker aveva compromesso anche quattro account su quattro servizi diversi.
Venerdì, la Reuters ha riferito che sono state scoperte ulteriori violazioni del contenimento, sebbene non sia ancora chiaro quanti incidenti si siano verificati, quando siano avvenuti o quali sistemi siano stati presi di mira. Una fonte ha dichiarato all’agenzia di stampa che le violazioni sono state di portata limitata e che si ritiene che nessuno dei bot di intelligenza artificiale sia uscito dalla rete interna di OpenAI. L’agenzia ha aggiunto che OpenAI ed esperti esterni stanno anche esaminando i registri di inizio anno per determinare se altri incidenti simili siano passati inosservati.
OpenAI ha attribuito la violazione iniziale a una falla in un software di terze parti utilizzato nel suo ambiente di test, affermando che i suoi modelli di intelligenza artificiale l’hanno sfruttata per eludere i sistemi e ottenere l’accesso a Internet. L’azienda ha dichiarato di star rafforzando le misure di contenimento, monitoraggio e controllo degli accessi, mentre indaga sulla violazione e risolve la falla.
L’amministratore delegato Sam Altman ha anche riconosciuto che «potremmo dover rallentare il ritmo di sviluppo dell’IA», ma si è astenuto dal promettere un rallentamento della ricerca aziendale.
Interpellata in merito al rapporto dell’agenzia stampa, OpenAI ha rifiutato di commentare, rimandando a una precedente dichiarazione in cui affermava di essere a conoscenza delle speculazioni e di voler pubblicare «un rapporto tecnico sui risultati delle nostre ricerche nelle prossime settimane».
Giovedì, la società rivale Anthropic, sviluppatrice di sistemi di AI, ha dichiarato di aver anch’essa scoperto delle violazioni della sicurezza relative ai suoi modelli Claude durante i test di sicurezza interni.
L’azienda ha dichiarato che l’incidente di OpenAI l’ha spinta a esaminare se i propri modelli si fossero comportati in modo simile. Dopo aver analizzato oltre 140.000 valutazioni, ha scoperto che Claude era riuscito ad accedere a Internet da ambienti di test che avrebbero dovuto essere isolati e aveva effettuato intrusioni non autorizzate nei sistemi di tre organizzazioni. I primi incidenti risalgono ad aprile e né Anthropic né le organizzazioni colpite avevano rilevato le violazioni all’epoca.
Anthropic ha messo in guardia dal sovrainterpretare i risultati, poiché il comportamento si è verificato in quello che ha descritto come un ambiente di test controllato. Tuttavia, ha riconosciuto che gli incidenti dimostrano che i sistemi di valutazione dell’IA «richiedono controlli significativi» e che gli ambienti di test dovrebbero essere protetti con gli stessi standard dei sistemi di produzione.
Questi episodi hanno alimentato le preoccupazioni che i modelli di intelligenza artificiale autonomi stiano diventando sempre più capaci di condurre attacchi informatici con scarsa supervisione umana, suscitando nuove richieste di una regolamentazione più rigorosa. Hanno inoltre riacceso il dibattito su chi debba essere ritenuto responsabile quando i sistemi di intelligenza artificiale causano danni concreti. Gli esperti avvertono che le capacità dell’IA si stanno sviluppando più rapidamente delle misure di sicurezza.
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Dopo aver inizialmente elogiato OpenAI per la collaborazione nelle indagini, Hugging Face ha successivamente chiesto all’azienda di rendere pubblici i registri delle attività dei bot dannosi e di impedire che tali incidenti diventino «normali», avvertendo che i responsabili «devono essere chiamati a risponderne».
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che il mese scorso ha firmato un memorandum sulla sicurezza nazionale volto ad accelerare l’uso dell’intelligenza artificiale avanzata nelle forze armate e nella comunità dell’intelligence, ha dichiarato mercoledì che la sua amministrazione sta valutando possibili controlli sull’IA a seguito degli incidenti.
«Stiamo esaminando l’intelligenza artificiale e i relativi controlli», ha dichiarato Trump ai giornalisti. Ha tuttavia insistito sul fatto che Washington deve rimanere leader mondiale nell’IA, aggiungendo di non volere regolamentazioni che relegherebbero gli Stati Uniti «al secondo posto rispetto alla Cina».
La Commissione Europea ha contattato OpenAI e Anthropic per discutere degli incidenti in vista dell’entrata in vigore, oggi 2 agosto, della legge europea sull’Intelligenza Artificiale, ha scritto la Reuters. I funzionari avrebbero sollecitato un maggiore monitoraggio, una migliore gestione del rischio e misure di sicurezza informatica più rigorose per i sistemi di IA avanzata all’interno delle aziende, in conformità con le nuove norme del blocco, che prevedono sanzioni fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato annuo globale per le violazioni più gravi.
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Intelligenza Artificiale
Anthropic punta a quotarsi in borsa per 2 trilioni di dollari
Il colosso americano dell’intelligenza artificiale Anthropic ha presentato formalmente la domanda per una potenziale offerta pubblica iniziale (IPO) da record. Lo riportano documenti normativi.
L’azienda, creatrice del chatbot Claude, potrebbe diventare la prima società quotata in borsa incentrata principalmente su modelli di intelligenza artificiale avanzati, pur avvertendo che la sua stessa tecnologia potrebbe costituire una minaccia per l’umanità.
La società con sede a San Francisco ha depositato lunedì presso la Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense la propria dichiarazione di registrazione pubblica, indicando l’intenzione di quotarsi sul NASDAQ con il ticker ANT. L’offerta potrebbe realizzarsi già a novembre, sebbene l’entità e il prezzo delle azioni non siano ancora stati resi noti.
«L’avvento dell’Intelligenza Artificiale è uno dei momenti cruciali della storia umana», ha affermato Anthropic nel suo prospetto, presentando l’IA come una tecnologia capace di trasformare l’economia globale.
Secondo alcune indiscrezioni, la società starebbe puntando a una valutazione fino a 2 trilioni di dollari e potrebbe raccogliere fino a 100 miliardi di dollari, superando potenzialmente il record stabilito da SpaceX di Elon Musk all’inizio di quest’anno. Le cifre restano preliminari e non sono state confermate nella documentazione pubblica.
A giugno SpaceX ha concluso la più grande IPO della storia, raccogliendo 85,7 miliardi di dollari con una valutazione di circa 1.800 miliardi di dollari. Tuttavia, la quotazione da record ha attirato critiche per la sua valutazione eccessiva. La società di ricerca sugli investimenti Morningstar ha stimato il valore equo dell’azienda a soli 63 dollari per azione, meno della metà del prezzo di IPO di 135 dollari.
Simili dubbi stanno emergendo anche riguardo alla valutazione di Anthropic. La società ha registrato un fatturato di 16,3 miliardi di dollari nella prima metà del 2026, ma ha riportato una perdita netta di 80,7 miliardi di dollari, dovuta principalmente ad aggiustamenti contabili. Il documento di quotazione in borsa ha inoltre evidenziato centinaia di miliardi di dollari di impegni futuri per le infrastrutture, sollevando interrogativi sul fatto che la sua rapida crescita possa giustificare una valutazione fino a 2 trilioni di dollari.
La stessa azienda ha avvertito che la sua attività richiede un’elevata intensità di capitale e che potrebbe non raggiungere mai una redditività sostenuta. Il suo prospetto informativo riconosce inoltre l’intensa concorrenza, l’incertezza della domanda e la possibilità che le ingenti somme investite nelle infrastrutture informatiche non generino rendimenti sufficienti.
Il prospetto informativo per l’IPO di Anthropic contiene anche avvertimenti severi sulla tecnologia alla base del modello di business dell’azienda. Circa 80 pagine delle 261 pagine del documento sono dedicate ai fattori di rischio, con l’azienda che ammette che l’intelligenza artificiale avanzata potrebbe «comportare rischi catastrofici o esistenziali per l’umanità».
Tra i pericoli descritti figurano l’utilizzo dell’IA per sviluppare armi biologiche e chimiche, la perdita del controllo umano su sistemi sempre più potenti e danni permanenti alla salute mentale e alle capacità cognitive umane. Anthropic ha inoltre ammesso che i propri modelli di IA hanno mostrato, durante i test, comportamenti simili al ricatto e resistenza allo spegnimento.
Gli avvertimenti fanno seguito a una serie di incidenti che hanno coinvolto agenti di IA fuori controllo, tra cui un modello di Anthropic che ha segnalato falsamente un caso di omicidio alla polizia e agenti di OpenAI che hanno disattivato i sistemi di monitoraggio della sicurezza e violato sistemi esterni.
Come riportato da Renovatio 21, a inizio ottobre in un documento pensato per sostenere una valutazione da 2 trilioni di dollari, Anthropic avvertiva i possibili investitori che la sua IA avanzata potrebbe produrre «rischi catastrofici o esistenziali per l’umanità».
Come riportato da Renovatio 21, settimane fa Anthropic ha dichiarato di aver disabilitato l’accesso ai suoi modelli di IA più avanzati, Fable 5 e Mythos 5, in seguito a un ordine governativo di sospendere l’accesso ai cittadini stranieri. Secondo quanto comunicato in precedenza, Mythos sarebbe in grado di penetrare i sistemi informatici con una facilità mai vista.
Amodei, ha più volte espresso gravi preoccupazioni sui rischi della tecnologia che la sua azienda sta sviluppando e commercializzando. In un lungo saggio di quasi 20.000 parole pubblicato il mese scorso, ha avvertito che sistemi AI dotati di «potenza quasi inimmaginabile» sono «imminenti» e metteranno alla prova «la nostra identità come specie».
Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato l’Amodei ha dichiarato che l’AI potrebbe eliminare la metà di tutti i posti di lavoro impiegatizi di livello base entro i prossimi cinque anni.
Anthropic è l’azienda di IA coinvolta direttamente dal Vaticano nel lancio della nuova Enciclica Magnifica Humanitas.
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Immagine di TechCrunch via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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