Pensiero
Occidente, isola dei morti che divora se stessa
Se vogliamo ricomporre la dinamica del caos in cui oggi siamo immersi, mettendo da parte il destino e la necessità, dobbiamo affidarci al principio di causalità, che è il cardine di ogni riflessione. E poiché si tratta appunto di un caos tutto umano, non possiamo non risalire alle possibili degenerazioni di quella ragione, distintiva degli umani, che del vivere comune dovrebbe essere il principio ordinatore e di cui l’occidente in particolare si è preteso l’elaboratore privilegiato.
Del resto, che il dono del pensiero nascondesse anche il veleno della sua pericolosità, se malamente impiegato, era stato ben compreso dagli antichi. Essi avevano già presagito il rischio contenuto anche nel vantaggio del progresso tecnico in cui la razionalità si è manifestata, nonché le implicazioni morali e spirituali per le quali i vantaggi oggettivi possono rovesciarsi nel loro contrario e determinare il deterioramento delle coscienze e dell’autocoscienza, con il superamento di quel limite, e di quella misura, che per i Greci devono governare tutta l’esistenza umana.
Il Prometeo eschileo ammette con lungimirante consapevolezza: «ho impedito agli uomini di rendersi conto della propria condizione mortale. Ho dato a loro le cieche speranze». Dunque, egli vede già le conseguenze di ogni miserabile illusione di onnipotenza, mentre il Coro impietosamente aggiunge: «adesso gli uomini possiedono il fuoco fiammeggiante. Ma la tecnica è molto più debole della necessità». Il progresso della tecnica va di pari passo, inoltre, con la evoluzione in senso scientista del pensiero filosofico.
Sostieni Renovatio 21
Non per nulla è proprio nella modernità che comincia a riaffiorare la coscienza che la degenerazione del pensiero occidentale avrebbe potuto condurre a conseguenze catastrofiche. Non occorre arrivare alla critica nicciana portata alla filosofia socratica, nella Nascita della tragedia, o a quella della ragione filosofica di Voltaire.
Già potentissima era stata la critica di Vico al razionalismo cartesiano e alla estenuazione della metafisica. Nella Scienza Nuova, nell’Italia tra sei e settecento, e in particolare in una Napoli conquistata appunto dal pensiero cartesiano, egli preconizzava una «seconda barbarie» prossima ventura, quale esito della degenerazione del pensiero filosofico e della falsa civiltà che su di esso si intendeva costruire.
Al centro della sua critica sta la considerazione che il metodo matematico non è applicabile all’uomo. Infatti «i popoli maturi distruggono con la ragione tutti i valori e tendono a disgregare la società, e si preparano la barbarie della riflessione», una barbarie che deriva dal distacco del verum dal factum, i quali invece si «convertono vicendevolmente». Insomma, quella «aedequatio rei et intellectus» di Tommaso.
Del resto, da una distorta percezione dei fatti e della loro intrinseca verità deriva una distorta formazione del giudizio, una distorta concezione dell’etica, della politica, della cultura e, alla fine, una diversa antropologia. Fenomeni che ora tocchiamo con mano.
La critica di Vico sarà ripresa dopo di lui anche in una prospettiva teologica. E tornerà con insistenza nell’insegnamento di Benedetto XVI, mai abbastanza studiato e compreso dai benpensanti cattolici. Ma era tornata con prepotenza nella analisi sociologica e anche filosofica dei pensatori della cosiddetta Scuola di Francoforte, a cavallo tra le due guerre mondiali, e poi ripresa nel dopoguerra con la pubblicazione della Dialettica dell’Illuminismo, in cui si analizza appunto come la supposta forza liberatrice dei «lumi» portati dalla ragione si sia rovesciata in una forma totalitaria di dominio.
Tanto che il suo incipit folgorante continua a rappresentare l’immagine che meglio di ogni altra rispecchia la realtà del nostro tempo. «L’illuminismo, nel senso più ampio di pensiero in continuo progresso, ha perseguito da sempre l’obiettivo di togliere agli uomini la paura e di renderli padroni. Ma la terra interamente illuminata splende all’insegna di trionfale sventura».
La profezia eschilea vi figura totalmente realizzata. Eppure, il mondo contemporaneo continua a rimanere abbarbicato alla sempre rinnovata e pervasiva visione scientista, e ad ignorare la ricerca di un bene superiore comune quale valore assoluto e imprescindibile. Continua a inverare il motto di Bacone «scientia propter potentia».
Horkheimer e Adorno hanno analizzato quale sia stata la applicazione del pensiero calcolante ai processi economici moderni a partire dalla rivoluzione industriale e come essa abbia prodotto la reificazione dell’uomo, con un conseguente vero e proprio mutamento antropologico. Un mutamento che oggi ha assunto aspetti grotteschi.
Di qui la Dialettica dell’illuminismo è incentrata sulla torsione della ragione occidentale che, dopo avere preteso in via filosofica di liberare l’uomo da ogni forma di superstizione, in primis da quella individuata nella dottrina e nella fede cattolica, di cui si doveva fare tabula rasa, ha creato nuove forme di assoggettamento e nuove superstizioni. «La liberazione andò ben oltre le intenzioni e la economia mercantile scatenata era insieme la figura attuale della ragione e la forza dava scacco alla ragione». Infatti, essa, intesa come pensiero calcolante fondato sulla quantità misurabile matematicamente, nella nuova civiltà mercantile nata dalla rivoluzione industriale si è trasformata in uno strumento di dominio.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Un rovesciamento paradossale, dunque, foriero di catastrofi morali e materiali. Infatti «la ragione è affine alla violenza o alla mediazione, a seconda di chi l’adopera. La pace e la guerra, la tolleranza e la repressione viene fatta apparire come un “dato” a seconda delle situazioni dell’individuo e dei gruppi. Il pensiero diventa completamente un organo e retrocede a “natura”».
Quegli studiosi avevano avuto modo di osservare in profondità i fenomeni da esuli nel pianeta americano, dove quell’assetto socioeconomico che si andava formando anche in Europa era già radicato. Si fermarono ad analizzare le ricadute del pensiero calcolante sulla società di massa e gli effetti già evidenti della industria culturale destinata a diventare progressivamente una delle manifestazioni più appariscenti del potere e una delle armi più potenti per la sua conservazione.
Se «l’illuminismo si era impegnato in senso liberatorio e aveva dato corso alla libera economia, alla luce della ragione illuminata si è dissolta come mitologica ogni devozione che si ritenesse oggettiva e fondata sulla realtà, e tutti i vincoli tradizionali sono incorsi nell’interdetto, compresi quelli che erano necessari all’esistenza dello stesso ordine borghese e a quel minimo di fede senza il quale il mondo borghese non può esistere».
Non solo, come abbiamo ora sotto gli occhi più che mai, «il principio antiautoritario doveva rovesciarsi nel proprio opposto: la liquidazione di ogni norma direttamente vincolante permette al dominio di decretare sovranamente gli obblighi che via via gli convengono e di manipolarlo a suo piacimento». Una profezia che non potrebbe essere più puntuale di fronte alla messa al bando in via governativa di ogni principio costituzionale e al sovvertimento dei poteri istituzionali.
Tuttavia, quegli autori non avevano ancora potuto osservare in profondità come quella degenerazione si fosse estesa dalla teoria e alla prassi con riguardo ad altri fenomeni catastrofici che hanno preso forma compiuta nei decenni successivi.
Basti prendere in considerazione due campi in cui quel pensiero calcolante libero da orpelli di ordine morale si è manifestato in modo stupefacente: quello della guerra e dei cosiddetti rapporti internazionali, e quello della morale individuale e dell’etica comunitaria.
Come è noto, negli anni della pubblicazione di Dialettica dell’Illuminismo, l’equilibrio dei rapporti tra le potenze dotate di armi atomiche teneva ancora congelata la volontà di espansione indiscriminata statunitense, che esploderà trionfalmente con la prima guerra del Golfo, imponendo ufficialmente allo stesso concetto di guerra un contenuto e un significato che doveva cambiarne anche la percezione comune.
Di certo l’imposizione di questo cambiamento era già stata tentata alla fine della prima guerra mondiale con la criminalizzazione del nemico, non più hostis ma criminale, appunto, cosa che Schmitt aveva già colto ante litteram. Una criminalizzazione ad uso dei vincitori prima dei bombardamenti a tappeto sulle popolazioni civili e prima delle bombe atomiche impiegate a scopo sperimentale e correttivo insieme e che godranno paradossalmente della più completa impunità.
Il pensiero calcolante si contrappone a un pensiero guidato da una logica benevola, cioè teleologicamente al servizio dell’uomo e non ad un utile parziale, all’interesse «di parte» di una oligarchia di potere spinta ossessivamente dallo spirito di conquista mascherato con ideali fasulli.
Un orizzonte in cui anche il significato della guerra viene reimpostato, con il ripudio implicito dello jus ad bellum e dello jus in bello faticosamente elaborati da un pensiero filosofico che aveva sperato di correggere le tentazioni distruttive sempre fatalmente riaffioranti nel tempo.
L’utilitarismo angloamericano traccia tutto un nuovo nefasto orizzonte «ideologico» sulla guerra, che impone la distruzione mirata e pedagogica della popolazione civile attraverso il bombardamento a tappeto e, secondo la dottrina di Churchill già applicata in Europa, la distruzione delle città d’arte allo scopo di fiaccare gli animi cancellando la storia. E questa è forse la forma fra le più barbariche in cui si è espresso il pensiero calcolante.
Aiuta Renovatio 21
Nel dopoguerra, il Vietnam, con i suoi esiti tragici, contiene già il paradigma micidiale della guerra statunitense, del resto risalente al tempo della prima conquista, dove la sproporzione dei mezzi cambia la guerra in massacro. Mentre anche la logica diabolica della produzione bellica si sposa felicemente con l’ossessione della conquista e del dominio.
Ma è stata la prima guerra del Golfo ad arricchirsi di un nuovo elemento: la spettacolarizzazione che, almeno nelle battute iniziali, doveva fornire una nuova percezione della guerra, del tutto lontana dalla realtà oggettiva, e a produrre, smaterializzando gli eventi, la sublimazione di ogni disvalore etico, neutralizzato insieme al possibile giudizio morale.
Molti di noi possono ricordare di avere assistito a quel film surreale trasmesso in via televisiva, in cui comparivano soltanto tante luci intermittenti nella notte e senza ombra di morte. Non vi sarebbero comparsi i centocinquantamila morti a fronte dei centoventiquattro americani caduti anche per fuoco amico. Tuttavia, l’illusione filmica durò poco e presto si ebbero anche le immagini della distruzione dall’alto dell’esercito iracheno in fuga.
Intanto è stata creata un’etica truffaldina di supporto. È nata con stupefacente insolenza la guerra umanitaria e in seguito, con grande sprezzo del ridicolo, anche la generosa esportazione della democrazia che, tra l’altro, manca del tutto nei magazzini degli esportatori, insieme ai limitrofi e altrettanto equivoci diritti umani, recipiente linguistico a contenuto variabile ma fornito di una studiata capacità suggestiva.
Sul tema, prima del Bombardamento etico di Costanzo Preve, venne pubblicato in quegli anni un libro doppiamente profetico: Fuori dall’ Occidente di Alberto Asor Rosa, dove il tema della guerra, che si riproporrà con tutte le altre guerre puntualmente inscenate dall’impero statunitense, viene messo in relazione con l’Apocalisse di San Giovanni.
Doppiamente profetico, perché da un lato vediamo previsti in controluce più o meno tutti fenomeni di cui siamo oggi impotenti spettatori. Dall’altro, perché associa lo svolgimento mostruoso degli avvenimenti presenti e presentiti, che di fatto si sono succeduti dalla prima guerra del Golfo ai giorni nostri, al quadro apocalittico giovanneo, cioè alla visione profetica della lotta estrema tra Bene e Male.
In questo spazio temporale, la degenerazione del pensiero «occidentale» si è dispiegata in pieno come volontà di potenza di quel nuovo Occidente politicamente definito che ha risucchiato in sé l’antico Occidente europeo ormai reso impotente sia materialmente sia intellettualmente in quanto sottomesso del tutto al primo.
Altre micidiali «guerre» programmate a tavolino, hanno inscenato gratuitamente e in forma delittuosa immani catastrofi di morte e distruzione, e proprio quando, con il nuovo 89, era sembrato nella euforia di un momento che dovesse ormai instaurarsi la pace universale nel superamento del dissidio ideologico.
Ma la prima guerra del Golfo era venuta appunto a mostrare che a una pace fittizia fondata sull’equilibrio delle forze era succeduta l’era della guerra come programma planetario istituito stabilmente e gestito da una sola potenza egemone. Che non solo non sarebbe stata ammessa contraddizione, ma anzi sarebbe stata dettata anche la lettura obbligatoria di quel programma di cui dovevamo rimanere spettatori impotenti.
Non per nulla Asor Rosa esordisce ricordando di avere tratto l’ispirazione per la sua «scrittura» nella fase tragica e decisiva della guerra del Golfo, perché gli «sembrò incredibile che potesse restare senza risposta sia l’immanità dell’evento, sia l’immanità della rimozione che subito dopo ne fu compiuta, con la stessa disinvoltura con cui si può sopprimere uno schermo luminoso, azionando il pulsante di un televisore».
«La spettacolarizzazione senza vera rappresentazione della realtà» aveva neutralizzato l’orrore della guerra. Da quella rappresentazione mancavano le ragioni, mancava il conflitto. Il nichilismo potenziale che il conflitto mortale porta con sé è arrivato alla sua massima risoluzione agghiacciante; è restata la guerra senza il principio del conflitto: la fine del conflitto ha istituzionalizzato e legittimato il governo del male.
Di qui anche l’idea, per l’autore, di una rilettura dell’Apocalisse che, per la contiguità impressionante delle immagini evocate, avvicina gli eventi contemporanei ai temi del libro profetico. Temi che una stupefacente serie di arazzi antichissimi conservati nel castello di Angers aveva tradotto in impressionanti immagini allegoriche capaci di rispecchiare ancora perfettamente l’eternità e quindi l’attualità del messaggio apocalittico.
Sostieni Renovatio 21
È oggi più che mai sotto i nostri occhi come quella torsione dello stesso concetto di guerra, diventata prassi consolidata, si sia ripresentata puntualmente nella soluzione finale allestita a Gaza dal potente vassallo israeliano. Appare tutta dispiegata quella concezione barbarica alla quale si era cercato un antidoto in epoca moderna, quando un pensiero veramente evoluto aveva relegato quel fenomeno in un passato da cui la civiltà del secondo millennio dopo Cristo intendeva prendere le distanze.
In una visione di certo ottimistica, pensatori come Grozio e Alberigo Gentili avevano cercato di teorizzare la messa in forma della guerra e di gettare le basi di quel diritto internazionale tanto fragile e velleitario da non costituire un argine sicuro per le prepotenze umane, ma capace comunque di rappresentare un richiamo stabile al primato della retta ragione sulle incontrollate pulsioni e passioni del potere e dei popoli.
Ora, invece, il modello ispiratore di questo occidente ideologicamente definito sembra essere quello dello sterminio sistematico dei Sassoni allestito da Carlomagno; uno diventato, per ironia della sorte, il patrono della nuova Europa partorita dal feudatario statunitense in virtù dei «valori comuni».
Come è noto, Apocalisse è Rivelazione, ricorda il nostro autore, ma il senso comunemente attribuito è quello di catastrofe, e «c’è una immensa sapienza in questa storia di parole. Perché per la prima volta nella storia c’è uno stato che può farsi da solo giudice, gendarme e boia. Infatti, chi ha assunto di fatto il potere egemone, si è dato anche la funzione di giudice e il potere insindacabile di intraprendere impunemente tutte le guerre inanellate dopo il secondo conflitto mondiale di cui si è eletto a vincitore perpetuo. Lo stesso diritto internazionale elaborato dal pensiero europeo è stato definitivamente soppresso perché ridotto a mera figura retorica dai sedicenti portatori di “valori” politici pubblici e privati detti riassuntivamente “democratici”. In altre parole, non è stato eliminato da chi, violandolo, ne ha confermato l’esistenza, ma da quanti hanno rivendicato, per fatti concludenti, il diritto di negarne l’esistenza».
A cominciare da quello che ne dovrebbe essere il cardine etico, ovvero il principio del «pacta sunt servanda», seppellito con irridente disinvoltura dai sottoscrittori «occidentali» degli accordi di Minsk.
Ma altrettanto appariscente è la degenerazione del pensiero occidentale che, invadendo il campo dell’etica, sembra trapassare semplicemente nella demenza.
Il sovvertimento di ogni principio morale applicato alla sfera della vita famigliare e sessuale, con il miraggio primario e ossessivo di catturare la coscienza infantile, mostra come quella degenerazione sia giunta a forma compiuta.
Qui si squadernano tutti gli equivoci alimentati anche dal pensiero filosofico attorno al concetto di natura e a quello limitrofo di legge naturale. Qui la manipolazione delle parole e dei concetti e la arbitrarietà delle definizioni mettono in moto il congegno perverso con cui una logica fasulla pretende di funzionare a partire da premesse arbitrarie.
È indubbio che i giochi di prestigio allestiti con lo sventolio delle bandierine delle libertà e dei diritti, delle emancipazioni e delle uguaglianze e delle simmetriche oppressioni, abbiano alzato una cortina fumogena sulle capacità cognitive di molti «operatori culturali» nella politica, nella scuola di ogni ordine e grado, per non parlare di una Chiesa afflitta da insolubili problemi tecnici di ristrutturazione.
In ogni caso, la stessa campagna omosessualista, insieme a quelle contigue del neofemminismo linguisticamente attrezzato e del genderismo dai larghi orizzonti, è il prodotto organizzato e ben orchestrato secondo i canoni della industria capitalistica dai potentati dell’impero in dissoluzione morale e culturale.
Sulla strada imboccata dalla degenerazione del pensiero occidentale a trazione statunitense, si è posta obbediente l’Europa alacremente impegnata a creare una nuova illuminata antropologia. Mentre imperdonabile è stata considerata anche dai vassalli occidentali la resistenza della Russia e della sua Chiesa. E si capisce: il male, se non risulta condiviso, comincia a perdere la propria forza propulsiva.
Gli autori della Dialettica dell’Illuminismo non avevano fatto in tempo a considerare questo sbocco concreto e particolare del pensiero occidentale. Ma ne avevano messo in conto la possibilità analizzando la parte assunta da De Sade nella distruzione illuministica della morale familiare e sessuale. Quel pensiero nefando e nefasto si era calato tutto senza riserve di sorta nelle pagine di Juliette e Justine, sulle quali essi si soffermano a lungo. Anche su quel versante, infatti, l’illuminismo aveva dato il meglio di sé, rovesciandosi nell’abominio.
Aiuta Renovatio 21
Senza contare però che il rivoltante disfacimento morale, propagandato da De Sade, alla fine si trovò a cozzare con le altrettanto distruttive esigenze pratiche napoleoniche quando il grande conquistatore, anche egli figlio di una rivoluzione illuminata, si trovò a dover convincere le madri di Francia a mandare al massacro i propri figli. Cosa che gli riuscì se, alla fine della sua mortifera parabola, quello era rimasto solo un Paese di donne.
Ora il genderismo di importazione si articola soprattutto in transgenderismo e su questo si appunta l’illuminata attenzione di amministratori pubblici, autorità accademiche e clinici in carriera.
Questo robusto impegno culturale non lascia inutile spazio ai venti di guerra che soffiano da ogni parte a distanza ravvicinata, non rientra nel mansionario di amministratori e accademici studiare la deriva economica di un Paese sotto ricatto, e tanto meno le difficoltà esistenziali di tanti amministrati e concittadini, per non dire di quelle legate alla dissoluzione programmata del sistema sanitario. L’ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Padova organizza un importante convegno su «La salute delle persone transgender».
Ma le metastasi del pensiero occidentale ridotto allo stremo, e non per questo meno dannoso, si esprimono in tanti modi. Non ultimo il conferimento della laurea post mortem alla vittima di un delitto di sangue. Qui non c’è neppure il rovesciamento della funzione liberatrice della ragione illuminata, c’è soltanto la sua dismissione per non uso, secondo il tranquillizzante principio di irresponsabilità.
Ma forse il buon senso finirà per prevalere, magari quando le vittime di questa demenza presenteranno il conto del proprio tempo perduto.
In fondo, se si riattiva questa facoltà primordiale che ha a che fare più propriamente con la ragione, e mantiene di fronte a ogni avversità la propria funzione salvifica, tutto questo ciarpame può tornare a liquefarsi nel secchio dei rifiuti.
Forse l’occidente europeo potrebbe ritrovare la funzione autentica di una razionalità al servizio della verità delle cose.
Nelle pagine conclusive di Fuori dall’occidente leggiamo: «una Riforma si ha soltanto in interiore homini: ovvero passando attraverso la propria anima si può uscire dall’Occidente, e dalla seconda barbarie da cui siamo travolti».
Un’anima che ovviamente non ha nulla a che fare con quella che la Thatcher intendeva conquistare in nome del neoliberismo, e che anzi si pone contro l’orizzonte assiologico della signora. Si tratta di ritrovare l’orientamento al Bene anche se bisogna superare l’ostacolo dell’indifferentismo. Che è un modo di vita al servizio del potere, ed è la forma compiuta e perversa della degenerazione della ragione.
L’indifferentismo è lo strumento aggiornato con cui il potere politico militare ed economico riesce a prevenire ogni moto di rivolta, o a renderlo innocuo. Quello che è riuscito a far crollare le antiche mura della Chiesa, sopra una massa dei fedeli incapaci di pensiero e di giudizio. Che ha fatto dismettere tutto il patrimonio culturale accumulato dall’Occidente europeo sotto il peso invasivo di un altro occidente.
Solo contro questa forma di nichilismo è forse possibile tentare la risalita.
Patrizia Fermani
Articolo previamente apparso su Ricognizioni.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Pensiero
Il manifesto di Palantir in sintesi
Because we get asked a lot.
The Technological Republic, in brief. 1. Silicon Valley owes a moral debt to the country that made its rise possible. The engineering elite of Silicon Valley has an affirmative obligation to participate in the defense of the nation. 2. We must rebel… — Palantir (@PalantirTech) April 18, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Pensiero
La nuova religione civile dell’America è l’israelismo
Renovatio 21 pubblica la trascrizione della trasmissione di Tucker Carlson «Tucker on the New Religion of Trump’s America and His Mockery of Jesus Christ».
.
Donald Trump è notoriamente un uomo irreligioso, semplicemente non particolarmente interessato alla religione, fondamentalmente laico, un prodotto del suo tempo e del suo contesto. Se ne dubitate, alcuni dei video più divertenti di Donald Trump – e non è una critica, sono davvero divertenti – lo ritraggono durante un’intervista della campagna elettorale del 2016, quando gli vengono poste domande basilari come: «qual è il tuo libro preferito della Bibbia?». Al che lui risponde, con una certa confusione: «Beh, la Bibbia», forse ignaro del fatto che sia composta da diversi libri.
Quindi Donald Trump non è una persona che tradizionalmente si è espressa su questioni di fede o teologia, quasi le liquida con un sorriso: «sì, sono a favore. Sono a favore della Bibbia». Tuttavia nell’arco di una settimana, lo stesso Donald Trump notoriamente irreligioso, si è espresso pubblicamente in modi piuttosto specifici su questioni di fede, teologia e religione, in maniera dirompente e a tratti difficile da comprendere, ma che vale la pena di analizzare.
Tutto questo è iniziato circa 10 giorni fa, la domenica di Pasqua, la mattina presto, prima delle 9, quando Trump ha twittato che aveva intenzione di distruggere le infrastrutture civili in Iran. Sarebbe stato il giorno dei ponti e delle centrali elettriche, promettendo in pratica crimini di guerra, crimini contro i civili, contro la popolazione del Paese. E poi, nello stesso tweet, o meglio, in quello stesso tweet, ha usato una parolaccia il lunedì di Pasqua. E poi… sembrava prendersi gioco dell’Islam. Lode ad Allah, ha detto. Quindi, in una breve dichiarazione di circa 110 parole, sembrava aver mostrato il dito medio alle due religioni più grandi del mondo, il Cristianesimo e l’Islam.
Questo è successo di domenica. E poi esattamente una settimana dopo, sempre di domenica, giorno sacro cristiano, ha attaccato il papa, il leader della religione più grande del mondo e della più grande denominazione cristiana. E lo ha attaccato personalmente, dicendo in pratica che è papa solo grazie a lui, che è cattivo, che il Papa è cattivo. E poi, più tardi quel giorno, forse la cosa più interessante e sconcertante di tutte, ha pubblicato questo meme.
Date un’occhiata.
Why Did Trump Alter The AI Trump-Jesus Image To Have A Luciferian/Ancient Sun God Behind Him?
🔴WATCH/SHARE THE LIVE ALEX JONES SHOW NOW:https://t.co/kNHYYae5jB https://t.co/iBq4QQvsFk pic.twitter.com/8qs71gULDF
— Alex Jones (@RealAlexJones) April 13, 2026
Sostieni Renovatio 21
Ora ce ne sono due sullo schermo. Quella a destra è quella che ha inviato lui, ed è lui stesso, è Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti vestito da Gesù. Che guarisce un uomo. Si può vedere il potere curativo che emana dalla sua mano destra. Ora l’immagine a sinistra dello schermo è l’immagine originale ed era in circolazione su internet. Chissà da dove sia venuta esattamente, ma è lì da un bel po’ di tempo. Quella a destra è quella inviata dal presidente, dall’addetto stampa della Casa Bianca, chiunque si occupi di questo, e noterete che è stata modificata e il soldato americano sopra la testa del presidente, il presidente con la testa di Gesù, è stato cambiato e ora, se guardate molto attentamente, è un demone, una specie di creatura alata dell’inferno.
Quindi si passa da un’immagine che suggerisce guarigione e luce a un’immagine che suggerisce, non so, una scena dell’Apocalisse, la visione di Giovanni sull’isola di Patmos, la fine dei tempi, l’apocalisse. Chissà, niente di buono. Suggerisce un potere demoniaco perché c’è un demone dentro. Quindi l’ha inviato. E poi l’ha ritirato. Ha cancellato il tweet da internet dopo le proteste, ma gli è stato chiesto. E lui ha detto: «sì, l’ho postato». Non ha spiegato come il demone sia finito lì dentro. Qualcuno alla Casa Bianca l’ha messo, non ha spiegato il perché.
E dice: «l’ho inviato, ma non ero io come Gesù, anche se ovviamente lo sono, ero io come medico, perché guarisco le persone». Gesù, ovviamente, si è fondamentalmente descritto come un medico, qualcuno che veniva dai malati per guarirli, cosa che faceva. Quindi forse una distinzione senza differenza, ma comunque un po’ confusionaria. E poi oggi, un giorno dopo, gli è stato chiesto di nuovo e lui ha detto: «No, no, non c’entro niente. Non l’ho inviato”
Esattamente una risposta alla domanda, ancora più confusionaria. Cos’era? E poi, per rendere il tutto ancora più misterioso, ha pubblicato questo meme su Truth Social, ritwittando qualcun altro, ed è lui, Donald Trump, che viene, non so, come lo descrivereste? Accarezzato da? Guarito da, forse approvato da, Gesù, che è inequivocabilmente Gesù, il Messia cristiano, l’uomo Dio al centro del Cristianesimo, con il braccio intorno a Donald Trump, come a dire, in pratica, vai Trump, io sono dalla tua parte.
Trump Posts AI Photo With Jesus—Days After He Was Slammed For ‘Blasphemy’https://t.co/1KDCpX1NXo pic.twitter.com/QZTIiik115
— Forbes (@Forbes) April 15, 2026
Quindi tutto questo in poco più di una settimana. Cosa significa? Perché certamente significa qualcosa. Non si tratta tanto di un paio di meme. Queste sono… Queste sono icone. Questi sono tentativi di inviare una dichiarazione sulla fede. Quale dichiarazione sta inviando il presidente? Beh, non una coerente. Non si tratta di una vera e propria teologia. È derisione. Sta deridendo Gesù. Sta prendendosi gioco del Cristianesimo. La figura centrale della religione viene sollevata. E la sua descrizione di come tutto ciò sia trapelato è di per sé una derisione. Una presa in giro dell’idea di verità.
Un giorno dice: «sì, l’ho fatto». Il giorno dopo dice: «no, non l’ho fatto». Entrambe le affermazioni sono state registrate in video. Non si tratta di una bugia, è più di una bugia, è più di una semplice frase. È un attacco, non solo a una serie specifica di fatti. È un attacco all’idea stessa che esistano dei fatti. È un attacco alla verità, apertamente. Nessuno lo nasconde.
La cosa è stata in qualche modo accantonata dopo un putiferio online durato qualche ora, con la gente indignata, poi placata, con la scusa di avere altre cose di cui preoccuparsi, e passata oltre. Ma per le persone sincere e religiose, per i cristiani che hanno a cuore Gesù e ciò che è vero e ciò che non lo è, molti si sono rivolti alla Bibbia per cercare di capire cosa stessero guardando, e molti hanno trovato un paio di versetti che sembravano adattarsi a ciò che stavano vedendo. Se sei un cristiano sincero o conosci qualcuno che lo è, forse hai ricevuto questi messaggi, ma li leggeremo comunque per farti sapere come molte persone di fede li interpretavano.
Il primo è tratto dalla seconda lettera di Paolo ai Tessalonicesi. Capitolo 2,Un versetto molto noto in cui descrive ciò che accadrà al ritorno di Gesù, e dice che sentirete dire che Gesù sta tornando. Non credete a ciò che sentite. Una serie di cose devono accadere prima che ritorni sulla terra, redima il mondo e la storia finisca. E saprete che sta tornando da questi eventi e tra questi ci sarà la rivolta. La figura che descrive come l’uomo dell’iniquità, a volte descritto come l’anticristo, ma l’uomo dell’iniquità è l’espressione tratta dalla sua seconda lettera ai Tessalonicesi, e dice questo: ci sarà una grande ribellione contro Dio guidata da quell’uomo dell’iniquità.
Quest’uomo, cito testualmente, si opporrà e si innalzerà al di sopra di tutto ciò che è chiamato Dio o che è adorato, tanto da insediarsi nel tempio di Dio, proclamandosi Dio. Si atteggerà a Dio. Si farà beffe degli altri dèi e si metterà al loro posto. Questo è tratto dalla seconda lettera ai Tessalonicesi. Ma questo non è il primo passo nella Bibbia, Antico e Nuovo Testamento, in cui viene descritto qualcosa del genere. Varianti di ciò si trovano in numerose profezie di quello che i cristiani chiamano Antico Testamento, comprese quelle contenute nel libro di Daniele. Il profeta Daniele descrive qualcosa di molto simile alla fine della storia, e descrive questo periodo, come spesso accade nei profeti, come una punizione. Una punizione per l’infedeltà e il peccato.
Il popolo di Dio viene punito per non aver seguito Dio, e questa punizione, descritta in parte nel capitolo 11 del libro di Daniele, predice la venuta di un re, e stiamo citando, un re che farà ciò che gli piace. Si esalterà e si magnificherà al di sopra di ogni Dio e dirà cose inaudite contro il Dio degli Dei. Avrà successo finché non sarà compiuto il tempo dell’ira. Perché ciò che è stato stabilito deve accadere. È tutto ordinato, in altre parole, preordinato. Non mostrerà alcun riguardo per gli dèi dei suoi antenati, né alcun altro dio, ma si innalzerà al di sopra di tutti. Quindi, per molti cristiani o persone che conoscono bene la Bibbia e ci credono, queste profezie sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, e ce ne sono altre, sembrano adattarsi a ciò che stavamo osservando.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Ecco un leader che deride gli dèi dei suoi antenati, deride il dio degli dèi e si innalza al di sopra di loro. Potrebbe essere l’Anticristo? Beh, chi lo sa? Almeno, questa è la mia conclusione. Chi lo sa? Ci viene anche ripetutamente detto, nel Nuovo Testamento, che non sapremo mai che Gesù tornerà come un ladro nella notte e faremmo meglio a essere pronti perché non possiamo prevederlo. Ma ci viene anche detto che ci sono dei segni, e questo è uno di essi? Beh, di nuovo, il modo si adatta al comportamento di altri leader nel corso della storia che si vedevano in una sorta di rivalità con gli dèi del loro popolo e cercavano di porsi al di sopra di quegli dèi, di innalzarsi al di sopra di Dio. Questo è in realtà abbastanza comune.
Questa è davvero la definizione di megalomania, ed è già successo e senza dubbio succederà di nuovo. Ma questo è opera di un leader temporale, di un uomo. Qui è il leader del nostro Paese che dice: «non accetterò istruzioni da Dio, perché, come ha dimostrato nel primo meme, io sono Dio». Quindi sorge spontanea la domanda: è giusto? A quanto pare sì. Non ci sono state proteste di massa davanti alla Casa Bianca. Non c’è stato alcun tentativo concreto di intervenire. Anzi, molti leader repubblicani hanno minimizzato la cosa. Persino i cristiani che si professano tali la minimizzano, niente di che. Sapete, è solo un meme. Non fateci caso. È solo uno scherzo. È uno scherzo, cosa, non avete senso dell’umorismo? Prendere in giro Gesù? Fare il dito medio a Dio? Siete così rigidi.
E per quanto riguarda i suoi attacchi al papa, un leader repubblicano dopo l’altro, incluso solo poche ore fa il presidente della Camera, l’autoproclamato cristiano, fervente cristiano, studioso della Bibbia, si è unito agli attacchi contro il papa. Viene da chiedersi: questo è il comportamento di una nazione cristiana? Gli Stati Uniti sono una nazione cristiana? Beh, dipende da come la si guarda. Gli Stati Uniti sono la nazione con il maggior numero di cristiani, oltre 200 milioni. Ci sono più cristiani negli Stati Uniti che in qualsiasi altro paese del pianeta Terra. Quindi, per definizione, è una nazione cristiana a livello nazionale. Certo, non è ufficialmente cristiana.
La nostra Costituzione vieta al governo degli Stati Uniti di creare una religione di Stato nel Primo Emendamento, nella Carta dei Diritti. Quindi no, non è ufficialmente cristiana, ma è fondamentalmente, materialmente cristiana perché è ancora a maggioranza cristiana. E ancora una volta, è il paese con il maggior numero di cristiani, ma è un paese cristiano. E in effetti, se facciamo tre passi indietro, è la nazione, o comunque il suo governo, che da tempo agisce in opposizione, in modo esplicito, agli interessi dei cristiani, non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo. La nostra politica estera, ad esempio, sembra prendere di mira i cristiani. E questo è accaduto con una frequenza tale da non poter essere considerato un effetto collaterale accidentale della politica stessa.
Potrebbe essere proprio questo l’obiettivo della politica, chissà quale sia la vera intenzione, ma certamente è una costante di ogni avventura di politica estera, almeno dai tempi del Vietnam, che alla fine, e questo viene spesso dimenticato, ha lasciato i cattolici, e ce n’erano molti in Vietnam, nei campi di concentramento. Non ha certo aiutato i cattolici. Il Vietnam è passato da un paese cattolico a un Paese comunista. E non è interamente colpa nostra, ma questo è stato l’effetto. È successo davvero.
La guerra in Iraq. C’erano milioni di cristiani in Iraq quando è iniziata. Ora non ce ne sono più. Molti di loro sono morti. Le nostre politiche in Siria, oggi in Libano, l’unico Paese del Medio Oriente con un presidente cristiano e un capo militare cristiano, vengono bombardate con le nostre bombe, sganciate dai nostri aerei. Le nostre munizioni vengono usate per uccidere i cristiani.Il nostro governo sta di fatto avallando la pulizia etnica del Libano meridionale, compresi i villaggi cristiani, antichi villaggi cristiani.
Quindi la nostra politica estera favorisce l’omicidio dei cristiani, e non solo la nostra politica estera, ma tutte le nostre politiche. L’Europa, l’Australia, il Canada, la Nuova Zelanda, e anche il nostro Paese, sono cambiati sostanzialmente dal punto di vista demografico. E sono diventati molto meno cristiani a causa dell’immigrazione. Quindi si sente spesso la gente lamentarsi: «Oh, l’Europa sta diventando musulmana». Perché? Beh, a causa delle migrazioni di massa. Noi le abbiamo favorite. I neoconservatori certamente le hanno favorite. Le hanno appoggiate. Hanno attaccato chiunque si opponesse. Viktor Orban, il primo ministro ungherese, che ha perso le elezioni l’altro giorno, era odiato dai neoconservatori a Washington. Perché? Perché si è opposto alle migrazioni di massa in Ungheria. E ha detto: «L’Ungheria fa parte dell’Europa cristiana. È un Paese cristiano. È uno dei motivi principali per cui non voglio le migrazioni di massa».
Ebbene, l’intero establishment della politica estera degli Stati Uniti lo ha definito un nemico per aver detto questo. Quindi non si tratta semplicemente del fatto che non hanno fermato la distruzione dell’Europa cristiana, ma che l’hanno pienamente appoggiata. Sono pienamente a favore della guerra tra Russia e Ucraina. Effetto netto: milioni di uomini cristiani morti. E non si tratta, ripeto, di un semplice effetto collaterale accidentale. Forse è proprio questo il punto.
Il governo degli Stati Uniti, a differenza del popolo americano, che è ancora in maggioranza cristiano, è stato aggressivamente anticristiano per molto tempo. Donald Trump non è il primo presidente a fare un gesto osceno a Gesù, tutt’altro, ma è il primo presidente a farlo pubblicamente. E questa situazione va avanti da abbastanza tempo, e sta raggiungendo un punto di ebollizione, da permetterci di iniziare a intravedere i contorni di quella che è la vera religione del governo degli Stati Uniti, certamente di questa amministrazione. Perché ce n’è sempre stata una. Non esiste un governo laico, non c’è mai stato e non ci sarà mai. Un governo veramente laico non avrebbe scopo. I suoi leader non avrebbero destino. Non ci sarebbe una vera ragione per continuare. Di certo non avrebbe alcun fervore evangelico. E il nostro governo ha degli evangelici qui. Stiamo diffondendo la democrazia e i principi del libero mercato in tutto il mondo, la libertà, o quel che sia. Quindi ogni governo è motivato da un impulso religioso, che lo ammetta o no. E il nostro certamente lo è.
Quindi qual è la religione civica degli Stati Uniti? Qual è la religione del governo degli Stati Uniti? Qual è la religione, onestamente, di Donald Trump? Non è il cristianesimo, chiaramente. È l’israelismo.
È la difesa di Israele. Ora, come lo sai? Beh, perché gli Stati Uniti hanno stabilito come principale politica estera la difesa di Israele, questo è un indizio. Ecco. Ma la questione è molto più complessa. Chi sono i principali nemici, secondo l’identificazione del presidente degli Stati Uniti, del suo governo a livello nazionale? Chi sono i suoi nemici? Chi non gli piace? Chi attacca? Chi cerca di indebolire? Persone che dubitano. Persone che ostacolano gli obiettivi del governo laico di Israele. E questo includerebbe Marjorie Taylor Greene, Thomas Massie e il Papa. Ora, come lo sappiamo? Beh, perché è l’unica cosa che hanno in comune.
Il papa, il papa americano, il primo papa americano – Papa Leone – è, in termini politici americani, un liberale. È, tra l’altro, a favore dell’immigrazione di massa. Vergognosamente, direi. Per essere un non cattolico. Ma pur non essendo anti-israeliano, non è un sionista perché il cattolicesimo non riconosce il sionismo come parte del suo catechismo.
Ci sono molti cattolici che amano Israele e alcuni che non lo amano, forse persino alcuni che lo odiano, ma questo non ha nulla a che vedere con i principi cardine del cattolicesimo. A differenza di tante altre versioni più recenti del cristianesimo, il cattolicesimo esiste da migliaia di anni e ha un catechismo molto chiaramente articolato: sapete cosa credono i cattolici o cosa crede la Chiesa. Cosa dice ai suoi membri, ai suoi parrocchiani, ai suoi cattolici, ai fedeli di credere. È tutto scritto e il sostegno incondizionato allo Stato di Israele non è contemplato.
Aiuta Renovatio 21
Nella migliore delle ipotesi, è una fede agnostica rispetto alle sorti politiche del governo Netanyahu. E questo non cambierà perché, ripeto, c’è una struttura e un elenco di credenze, un credo scritto. Quindi è piuttosto difficile costringere una chiesa come questa a cambiare le sue posizioni, perché sono di fatto scolpite nella pietra e lo sono da moltissimo tempo. Il problema del Presidente con Papa Leone probabilmente non ha nulla a che vedere con le sue opinioni sulla criminalità, che pure possono essere fastidiose. Le sue posizioni sull’immigrazione di massa sono molto difficili da difendere e molto distruttive. Ma non è questo il vero problema. Il problema è che papa Leone ha criticato la guerra con l’Iran, condotta in collaborazione con Israele, per conto di Israele e su istigazione di Israele. E l’ha criticata. Questo è il suo problema.
Così come Marjorie Taylor Greene e Thomas Massey. Thomas Massey ha commesso l’errore di criticare la lobby israeliana negli Stati Uniti, l’AIPAC. Questo è stato il suo peccato. Marjorie Taylor Greene non ha detto molto sull’AIPAC, ma non era entusiasta di intraprendere guerre contro Israele. Anche lei è stata attaccata. Questa è l’unica cosa che hanno in comune. Thomas Massey è un libertario piuttosto intransigente.
Marjorie Taylor Greene è quella che una volta chiamavamo una conservatrice MAGA. Credeva nel programma di Trump del 2016. Difficilmente una liberale. Totalmente contrario all’immigrazione di massa, intransigente contro la criminalità come si diceva una volta, ha praticamente ogni singola convinzione in comune con il Donald Trump che si è candidato alle elezioni del 2016, 2020 e 2024. Non c’è alcuna differenza tra loro. Si è candidata al Congresso perché ispirata da Donald Trump. Era la più grande seguace di Trump al Congresso. Perché si sono lasciati? Per Israele. Per il legame di Israele con Jeffrey Epstein. Per la pressione esercitata da Israele affinché gli Stati Uniti entrassero in ogni tipo di guerra all’estero, in particolare in una guerra con l’Iran. Ecco perché si sono lasciati. È questo che ha spezzato il loro rapporto e ha spinto il presidente ad attaccare lei, Thomas Massey e il papa.
Cosa ci dice questo? Ci dice qual è la religione. La religione è l’israelismo, è il sostegno a Israele. È questo che il presidente si sente perfettamente a suo agio a circondarsi di predicatori evangelici, ognuno dei quali ha una cosa in comune, che siano predicatori della parola della fede o carismatici o meno. Questa è un’enorme spaccatura tra gli evangelici. Sei carismatico o no? Credi che la glossolalia, il parlare in lingue, la profezia, abbiano un ruolo nel culto cristiano contemporaneo, nelle funzioni religiose? Sono furiosi l’uno con l’altro per questo.
Probabilmente Trump non è nemmeno a conoscenza di questa distinzione. Sono tutti benvenuti, purché la loro fede includa un sostegno incrollabile a Israele. Questo è il denominatore comune. Questa è l’unica cosa che conta. E poiché questa è l’unica cosa che conta, la coalizione, la coalizione che si restringe di giorno in giorno e si sgretola, che sostiene questo presidente, ora è in piena attività, spiegando che in realtà il papa e i cattolici, la Chiesa cattolica stessa, che circa… 20 minuti fa la maggior parte delle persone pensava fosse conservatrice in quanto pro-vita, per esempio. Questo era un principio del conservatorismo prima di questo presidente. Non era a favore dell’aborto. Che la Chiesa cattolica sia in qualche modo liberale e non solo liberale, ma antisemita. È malvagia. Odia gli ebrei. È in realtà filo-nazista. Sono tutti benvenuti, purché la loro fede includa un sostegno incrollabile a Israele. Questo è il denominatore comune.
Guardate Lindsey Graham che espone questa tesi.
Sen. Lindsey Graham:
“To the Pope: you’re a good, holy man. You don’t understand the evil of Iran, you’re miscalculating here. The Catholic Church, God bless it, in the 1930s didn’t really get Hitler. And to the Pope: you really don’t get this regime, the Ayatollah and his… pic.twitter.com/C3guM3N7IF
— Open Source Intel (@Osint613) April 14, 2026
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Oh, vedi, il papa non capisce proprio che il nazismo è malvagio. I cattolici in qualche modo si sono persi quel promemoria. Hitler era cattivo. Semplicemente non l’hanno capito, sono passati 80 anni, ma non hanno mai veramente accettato l’idea che l’Olocausto sia stato un male, che uccidere gli ebrei sia stato un male. Probabilmente in realtà sono un po’ a favore. È interessante perché un anno fa, nessun membro repubblicano del Congresso avrebbe osato dire una cosa del genere. Prima di tutto, è una follia.
È una calunnia contro i cattolici, dire che questo è un diritto di nascita per i protestanti di una vita, ma semplicemente non è vero. È una cosa orribile da dire su chiunque. Ma da un punto di vista politico, sarebbe stato folle dirlo perché i cattolici, i cattolici sinceri che vanno in chiesa, votano repubblicano. Anzi, più spesso vai a messa, più è probabile che tu voti repubblicano. E questo vale per tutte le etnie, tra l’altro. Quindi vedete tutti questi, sapete, gli ispanici stanno votando per Trump e lui ha ottenuto più voti dagli ispanici. È vero nel 2024 che per qualsiasi repubblicano, forse mai più di Jeb Bush che parlava spagnolo, sposato con una donna messicana. E perché, come ci è riuscito? Beh, uno dei motivi è perché molti ispanici sono molto cattolici. Sono cristiani, sono religiosi, vanno spesso a messa. E poiché lo fanno, poiché la loro fede… La loro fede è al centro della loro vita. Hanno votato per il candidato che sembrava più predisposto alle loro convinzioni religiose. Forse non è un cristiano o un fervente cristiano, ma sembrava un uomo che avrebbe protetto i cristiani, compresi i cattolici. E quindi hanno votato per lui.
Quindi un anno fa, e ogni repubblicano lo sa perché ci sono molti sondaggi a riguardo, poiché i politici pensano in termini di coalizioni e di chi voterà per me e perché, e lo sanno molto bene. Un anno fa, nessun repubblicano si sarebbe mai alzato in TV per dire: «Pensate ai cattolici come se fossero una specie di nazisti». Ma ecco che Lindsey Graham lo fa proprio ora. Questa è una rottura profonda, ed è una finestra molto chiara su cosa sia realmente la fede. Israele è il punto di non ritorno. Chiunque non sostenga gli obiettivi militari del governo israeliano moderno non può far parte della coalizione MAGA. E, come ci ha appena detto Lindsey Graham, non può essere cristiano. È incredibile. Ma non si tratta solo di Lindsey Graham. Questo è ovunque oggi, nel caso non ve ne foste accorti. Ecco Patrick Bet-David nel suo podcast di un giorno o due fa. Guardate.
I’ve never seen so much anti-Catholic bigotry from the Right. It’s as if Trump’s screed against the pope has given them all a green light to start attacking the Church and the Vicar of Christ.
Here’s podcaster Patrick Bet David (3 million followers) slandering Catholics and… pic.twitter.com/2FWpLLIZY4
— Christine Niles (@ChristineNiles1) April 15, 2026
Aiuta Renovatio 21
In realtà, il Vaticano è molto simile al governo nazista iraniano, al governo teocratico e ai mullah. È praticamente la stessa cosa. Hanno un abbigliamento complicato, odiano gli ebrei, come ha appena detto Patrick Bet-David. I cattolici hanno un problema con gli ebrei. Un problema con gli ebrei…
La calunnia è un attacco alla più grande e antica confessione cristiana del mondo e avviene apertamente. E proviene tutto dalla stessa fonte, che è Israele. Il problema è Israele, chiunque sostenga il governo Netanyahu, non Israele come concetto, non tutti gli ebrei, no, il governo Netanyahu. Chiunque ratifichi ogni decisione, non importa quanto violenta, grottesca o genocida del governo Netanyahu, quelle sono le brave persone. E chiunque non lo faccia è un nazista. E tra l’altro, la loro religione stessa è una religione nazista. È una religione intrinsecamente antisemita. Questo è quello che vi stanno dicendo. Alla luce del sole.
E quel tipo di disprezzo superficiale, la derisione, l’odio. La chiesa cristiana più antica e più grande, è semplicemente notevole. È qualcuno che, sai, ha molti problemi a mostrare rispetto verso altre figure potenti e questo non riguarda solo Trump. La maggior parte degli uomini come Trump sono così. Vanno d’accordo con le donne perché non si sentono minacciati da loro. Una donna probabilmente non sta cercando di ucciderti e diventare re. Sono in un certo senso leali, ma gli altri uomini, ogni altro uomo per un certo tipo di personalità maschile è una potenziale minaccia. Ecco perché i re uccidono i loro figli. Ogni uomo è una potenziale minaccia.
E quindi Trump, a livello viscerale, non è istintivamente rispettoso di niente e di nessuno. E questo è uno dei motivi per cui è stato una figura politica trasformativa di cui c’era tanto bisogno negli Stati Uniti per così tanto tempo, perché era disposto a porre domande a cui la maggior parte delle persone a Washington non aveva nemmeno pensato per deferenza verso il sistema esistente. Tipo, perché abbiamo la NATO? È davvero una buona idea delocalizzare la produzione? Il nostro sistema di immigrazione sta davvero aiutando gli Stati Uniti o li sta danneggiando? etc. etc. etc.
Tutte le domande che Trump ha posto sul modo in cui stavamo facendo le cose sono state possibili perché non ha alcun rispetto per nessuno. E quindi, quando Trump si prende gioco di Gesù, del Papa e dei cristiani e twitta parolacce la mattina di Pasqua, beh, questo è terribile, ma è anche in linea con il Trump che conosciamo. È solo Trump portato all’estremo. Ma la cosa interessante è che ci sono certe circostanze in cui Trump mostra sincera riverenza. Ci sono i contorni di una vera e propria fede religiosa. E non sono quelli che ci si aspetterebbe.
Quindi, ad esempio, Donald Trump, il mese prima delle ultime elezioni, nell’ottobre del 2024, visita la tomba di un uomo chiamato Rebbe Schneerson, Rabbi Menachem Schneerson, che era, e ora è deceduto, il leader di una grande setta ortodossa. È nato nell’Europa dell’Est, è arrivato con molti dei suoi seguaci a New York, a Brooklyn, e ha costruito un centro di pensiero religioso e di potere politico di grande successo, sebbene relativamente piccolo. È morto qualche anno fa. Lì c’è l’attuale presidente. Sembra forse Ben Shapiro, Howard Lutnick, con la kippah in testa.
Mentre lo guardate, chiedetevi: è possibile immaginare Donald Trump che si prende gioco del Rebbe Schneerson, che tra l’altro, e questo è il punto, è considerato da alcuni dei suoi seguaci il Messia? E per essere chiari, ogni americano ha il diritto di decidere per sé chi sia il Messia, quindi non si tratta di una derisione di quella fede. Personalmente non ci credo, ma uno dei motivi per cui siamo riusciti a convivere con persone di fedi diverse in questo paese per 250 anni è proprio il fatto che non ci crediamo
Deridere la fede religiosa altrui, a meno che non siate assolutamente costretti, a meno che non stiate cercando di obbligarmi a partecipare ai vostri rituali religiosi o a inchinarmi davanti a un dio che non considero tale, a meno che non si arrivi a questo, in genere ci lasciamo a vicenda le nostre convinzioni religiose. E questo ha funzionato. Sta però cambiando molto, molto velocemente. Ma chiedetevi: riuscite a immaginare Donald Trump che invia un meme che deride Rabbi Schneerson?
Ovviamente, in nessun caso potreste immaginarlo, perché in nessun caso accadrebbe mai. A Trump non sarebbe permesso farlo, e Trump non lo prenderebbe nemmeno in considerazione. Ma inviare diverse immagini che deridono Gesù? Nessun problema. Questo vi dà un’idea più precisa di cosa sia effettivamente la nostra religione civica. Una religione civica, tra l’altro, non è una religione convenzionale.
La religione civica è una serie di consuetudini, alcune sancite dalla legge, non tutte, che una società, una civiltà e il suo governo osservano. E non significa necessariamente che ci sia un dio al centro di tutto. Ecco perché è una religione civica piuttosto che una religione convenzionale. Ma la nostra religione civica, se fate tre passi indietro e osservate il paese con gli occhi di un visitatore, un moderno Tocqueville, potete vederla molto chiaramente. Quali sono gli eventi? Chi sono le persone che trattiamo con riverenza? Di cui non ci è permesso prenderci gioco.
Cos’è la bestemmia nell’America moderna? Queste sono le domande che ci si pone se si cerca di capire qual è la nostra religione operativa. Qual è la religione dei nostri leader? Di nuovo, non è necessariamente una religione convenzionale. Non è il giudaismo della Torah o il giudaismo rabbinico o il cristianesimo evangelico o il cristianesimo cattolico, la religione vera, l’insieme di credenze che trattiamo con riverenza. Beh, guarda caso oggi si stava svolgendo una cerimonia religiosa nel Campidoglio degli Stati Uniti, completa di iconografia e simbolismo religioso molto riconoscibili. Potreste anche non esservi nemmeno accorti che stava accadendo,Ma oggi si è svolto nell’ambito di una celebrazione di otto giorni in memoria dell’Olocausto.
Il periodo tra gli anni Trenta e Quaranta in cui il governo tedesco, il governo nazista, ha assassinato, oltre a molte altre persone, un gran numero di ebrei. E tutto ciò si è concluso in parte perché gli Stati Uniti hanno inviato truppe in Europa, milioni di soldati in Europa per sconfiggere il governo tedesco. E con l’aiuto dei sovietici, nostri alleati all’epoca, ci siamo riusciti. E nel farlo… Oltre un quarto di milione di americani, uomini americani, sono stati uccisi cercando di impedire al governo nazista di compiere le sue atrocità. Un quarto di milione di uomini americani in più sono morti combattendo i nazisti. Ma nella cerimonia odierna al Congresso, non c’è stata alcuna menzione di loro. C’è stato invece questo.
The Holocaust Museum for Holocaust Remembrance Day had young members of the US military light a menorah at the Capitol and declare, “I’m [insert name and title], and I remember.” https://t.co/pkTtiLQWVM pic.twitter.com/XPp4UXe7LL
— Chris Menahan 🇺🇸 (@infolibnews) April 15, 2026
Sostieni Renovatio 21
Quello è un militare americano in uniforme, della Vecchia Guardia, del 3° Reggimento di Fanteria, sempre presente ai nostri eventi pubblici a Washington, che accende una candela alla menorah e dice: «io ricordo». Nessuna spiegazione su «Io ricordo», ma cosa? Cosa stiamo ricordando qui? E abbiamo la sensazione che non stiamo ricordando i soldati americani che liberarono Dachau, per esempio.
Non stiamo ricordando i 250.000 uomini americani che si unirono a una guerra con cui non avevano nulla a che fare, intrinsecamente. Non si svolgeva in Nord America, si svolgeva in Europa, e la disputa riguardava la Polonia e la Cecoslovacchia. E sacrificarono le loro vite per sconfiggere il governo nazista che stava uccidendo ebrei e molte altre persone, polacchi, russi, zingari, cechi e molte altre persone, molti ebrei. Ma diedero la vita per fermare tutto questo. Ma non li ricordiamo, ricordiamo solo le vittime di una specifica etnia durante questi otto giorni di commemorazione, a differenza del giorno della memoria che abbiamo già, sancito dalla legge americana, a gennaio.
Quindi, in totale, nove giorni di commemorazione per un solo gruppo di vittime in una guerra che ha ucciso decine di milioni di persone in tutto il mondo, decine e decine e tonnellate di milioni, i numeri in realtà non sono nemmeno chiari, così tante persone sono morte, non sappiamo esattamente quante, ma molte decine di milioni sono morte, tra cui quasi mezzo milione di americani, oltre un quarto di milione in Europa, combattendo contro questo regime nazista, che non vengono ricordati.
Questo non significa mancare di rispetto alle vittime ebree dell’Olocausto o della Seconda Guerra Mondiale. Certo che no. Semplicemente per sottolineare che in questo paese, solo un gruppo ha il diritto di essere ricordato. E ricordato con grave solennità dai membri in uniforme delle nostre forze armate che non si prendono alcun merito per aver posto fine a questo Olocausto. Quindi, questo non ha alcun senso. Se non conoscessi il retroscena di tutto questo e qualcuno te lo scrivesse e te lo raccontasse, diresti: «beh, cosa? Non è… cosa?». E sembra quasi che ci sia una sorta di senso di colpa implicito, il che è un po’ strano. Ci sono paesi in cui, sai, potrebbe essere appropriato.
Questo non è uno di quelli perché, ripeto, questo è il paese che ha aiutato a liberare le persone da quei campi e ha combattuto il governo che li ha costruiti. Noi siamo i buoni. Cos’è questo? Non ha alcun senso se non quando lo si vede nell’unico modo in cui ha senso, ovvero come una religione civica. Che è ciò che è, e viene fornita completa di leggi sulla blasfemia. Ancora una volta, se vuoi sapere quale religione conta, è quella che non può essere derisa. Quindi chiaramente non è il cristianesimo. Oggi sono Gesù. No, non l’ho fatto. Oh, è il tuo Dio. Ok, manderò un meme in cui poso come il tuo Dio con un demone sulle spalle. Non puoi farci niente. Non ho nemmeno intenzione di spiegarti di cosa si trattasse.Non ne ho bisogno perché non mi interessa la tua fede. Ma ci sono certe cose che sono blasfemia. E in cima a questa lista c’è qualcosa chiamato antisemitismo.
Ora, cos’è esattamente l’antisemitismo? È uno di quei crimini che è, è un vero crimine negli Stati Uniti, e l’antisemitismo vero e proprio, odiare le persone a causa del loro sangue, è un crimine. Certamente, nel cristianesimo, questo è un crimine primario. È sbagliato, non è permesso farlo. Ma questo è un crimine universale. Si applica a tutte le persone. Bianchi, neri, asiatici, ebrei, tutti hanno il diritto di essere trattati come individui perché ognuno è stato creato da Dio come individuo. Questa è la concezione cristiana. È una concezione universalista dei diritti. E questa è la vecchia religione civica che avevamo, la religione civica dei diritti civili. Ora, c’è stato un movimento per i diritti civili che era, sai, fraudolento, forse nella sua essenza, forse i suoi obiettivi non sono stati pubblicizzati onestamente. Forse c’era un altro scopo in questo. È possibile.
Concettualmente, però, è difficile contestare il fatto che i presupposti alla base dei diritti civili siano presupposti cristiani, presupposti occidentali. Sono i presupposti su cui si fonda tutta la nostra civiltà. E il presupposto centrale è che gli standard, le regole, si applichino a tutti perché ogni essere umano possiede un’anima donatagli da Dio al momento della creazione. Un’anima che non è opera dell’uomo, ma che solo Dio può creare. Dio crea la vita, dona a ogni essere umano un’anima, un’anima eterna; pertanto, ogni individuo possiede diritti concessigli da Dio, non dal governo. Un buon governo protegge questi diritti e, così facendo, difende la legge di Dio. Questa è la civiltà occidentale. E in un modo illusorio e ingenuo, il movimento per i diritti civili sosteneva queste idee. Il termine «diritti civili», il termine «diritti umani», riflettono questa concezione. I diritti si applicano a te perché sei un essere umano, come a tutti gli esseri umani. Ma questa idea è finita. Quella religione civica è morta. E lo sappiamo, probabilmente stava morendo già da tempo.
La politica identitaria è una confutazione di tutto ciò. L’idea che alcuni gruppi abbiano più diritti di altri è l’opposto dei diritti civili. È l’opposto dei diritti umani. Non sono diritti umani, sono diritti di gruppo. Si applicano a determinati gruppi. Una stirpe è superiore a un’altra. Beh, non è questo che pensavamo di sostenere. È l’opposto di ciò che pensavamo di sostenere. All’improvviso ti svegli e ti rendi conto che non solo noi lo sosteniamo, ma anche il governo. Ed è per questo che sono in grado di arrestare non chi commette un genocidio, ma chi si lamenta di un genocidio. Alcuni di noi pensavano, stupidamente, come il bestiame che siamo, che la vera lezione della Seconda Guerra Mondiale fosse che ogni persona ha diritti inalienabili. Questo è ciò che ci è stato insegnato. Era un’idea piuttosto comune, diciamo, negli anni Settanta e Ottanta.
I nazisti sono cattivi perché hanno discriminato un gruppo, stabilendo che queste persone non avessero gli stessi diritti di tutti gli altri in virtù del loro sangue. Ed erano davvero interessati all’eugenetica. Erano interessati alla discendenza delle persone. A chi sei imparentato? Scopriremo se sei un ebreo segreto. Beh, è disgustoso. Dicevamo che questo era un comportamento nazista. E poi, all’improvviso, ogni altro modulo federale che ricevi ti chiede qual è la tua razza. E pensi: «beh, perché dovrebbe importarti? Pensavo mi avessi detto che non importava. Pensavo mi avesse detto che era malvagio preoccuparsene».
Ti svegli nel 2026 e il nostro alleato più stretto sta usando le nostre armi per uccidere e deportare persone a causa di come sono nate, e non solo questo è accettabile, ma l’unico vero crimine è lamentarsene. Beh, questo ti dice, beh, ti dice molte cose, ma ti dice che abbiamo un insieme di regole completamente nuovo. Abbiamo una religione civica completamente nuova. E questa religione civica, ancora una volta, si chiama israelismo e significa che qualsiasi critica a Israele è per definizione cattiva, e qualsiasi lode a Israele è per definizione virtuosa, perché l’unica cosa veramente buona è Israele. E lo sappiamo dalla definizione effettiva, e ce n’è una, di antisemitismo.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Quindi cos’è l’antisemitismo? E se vi hanno mai accusato di questo, o se qualcuno lo ha mai insinuato, significa che avete un problema con gli ebrei. Siete in qualche modo ossessionati dagli ebrei, diciamo persone completamente ossessionate dagli ebrei, probabilmente vi chiederete: di cosa mi accusano? Bene, ecco qui. Questa è la definizione di antisemitismo dell’IHRA, International Holocaust Remembrance Alliance, potreste averla sentita, la definizione di antisemitismo dell’IHRA. Sapete di cosa si tratta? È sul loro sito web, vale la pena darci un’occhiata. Ho passato la mattinata a leggerla, è affascinante. Quindi ecco la definizione effettiva di antisemitismo. E a proposito, questa è una definizione ormai riconosciuta a livello globale e sancita dalla legge in oltre 40 paesi del mondo. Questa è la definizione, e la cito testualmente: «L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei, che può essere espressa come odio verso gli ebrei».
Quindi, l’antisemitismo è una percezione, è un sentimento. Pensavo che si potesse avere qualsiasi sentimento o percezione. Si potevano esaminare i fatti e giungere a qualsiasi conclusione, no, no, no, no. Certe percezioni sono intrinsecamente immorali. Sono, cito testualmente, «antisemite», che possono essere espresse come odio verso gli ebrei. Oh, quindi non bisogna odiare gli ebrei per essere antisemiti? No. Bene, questo risponde alla domanda per quelli di noi che non odiano affatto gli ebrei. Come si può essere antisemiti se non si odiano gli ebrei? Beh, si può esserlo, secondo la definizione ufficiale. Continuando la citazione, retorico, retorico, che significa parlare, parole, discorso, precedentemente protetto, non più,Le manifestazioni retoriche e fisiche dell’antisemitismo sono dirette verso individui ebrei o non ebrei e/o verso le loro proprietà, verso le istituzioni della comunità ebraica e le strutture religiose. Aspetta un attimo. Quindi, l’antisemitismo non è necessariamente odio verso gli ebrei. E può essere espresso verso i non ebrei.
Quindi non devi odiare gli ebrei, e non devi esprimere o avere queste percezioni, questi sentimenti verso gli ebrei. Puoi essere anche non ebreo. Cos’è questo? Beh, le persone che l’hanno scritto all’IHRA probabilmente avevano previsto che questo ti avrebbe confuso. Quindi hanno fornito 11 esempi di cosa sia l’antisemitismo, giusto per farti sapere. Cioè, come faccio a sapere se sono antisemita? Bene, ecco 11 esempi. Di questi 11 esempi, e abbiamo fatto i conti, due terzi sono critiche a Israele, allo Stato di Israele. Alla nazione. Con il primo ministro, Benjamin Netanyahu, Bibi. Critiche a Israele in due terzi degli esempi forniti dall’IHRA. Questo è antisemitismo, incluso, cito testualmente, il paragone tra la politica israeliana contemporanea e quella nazista.
Oh, in altre parole, se pensi che quello che sta succedendo a Gaza sia un genocidio, beh, i nazisti hanno commesso un genocidio, ora lo Stato di Israele sta commettendo un genocidio a Gaza, il che significa che sta cercando di eliminare le persone in base al loro sangue, allora sei un antisemita. Oh, okay, sei un antisemita, se la pensi così. Ci dice anche che l’affermazione che gli ebrei abbiano ucciso Gesù è, cito testualmente, un classico antisemitismo. Classico antisemitismo.
Quindi addio Nuovo Testamento. Anche tutto il Nuovo Testamento è antisemita. Leggete i Vangeli e vedete se rientrano in questa definizione. Perché è importante? Beh, perché circa 40 Stati americani, il Distretto di Columbia e le nostre città più grandi, Miami, Los Angeles, hanno adottato questo. Questo è il loro standard, su cui hanno votato e che hanno adottato. È nella legge, questo standard. Quello che ti dice che criticare lo stato laico di Israele o parti del Nuovo Testamento è, cito testualmente, antisemitismo. Il governo di quasi 40 stati negli Stati Uniti, credo 39 stati. 40 paesi in tutto il mondo, ma non solo paesi, ONG, squadre sportive, la British Soccer League, il Chelsea United, tutti hanno adottato questo standard.
Ora, perché una squadra sportiva dovrebbe adottare questo standard? Beh, chi lo sa perché? Pensaci un attimo. Perché? Perché dichiarare qualcosa di illegale? Oh, perché vuoi punire le persone che lo violano. Ecco perché. Questo è successo oggi. L’Ucraina, quel faro di democrazia e libertà a cui abbiamo inviato centinaia di miliardi di dollari, oggi ha reso legge che l’antisemitismo, in altre parole la critica a Israele, è un reato punibile con fino a otto anni di carcere. Otto anni di carcere. Come potrebbe una persona razionale capirlo? Beh, una persona razionale non potrebbe capirlo. Perché un cittadino di un paese dovrebbe essere mandato in prigione per aver criticato la leadership di un altro paese?Un paese che non è il suo? Perché un cittadino di un paese dovrebbe essere mandato in prigione per aver espresso opinioni su eventi storici a cui non ha partecipato e che risalgono a quasi un secolo fa? Ha senso? Tranne che in termini religiosi. Si tratta di leggi sulla blasfemia, le stesse delle vecchie leggi sulla blasfemia.
E per quanto si parli di quanto siano cattivi i mullah, i mullah probabilmente sono cattivi, non li sto difendendo, ma perché ci viene detto che i mullah sono cattivi? I mullah lo sono perché sono estremisti religiosi. Hanno leggi sulla blasfemia. Ti faranno del male se dici certe cose. Beh, questo assomiglia molto a quello che stiamo vedendo qui. Quasi 40 stati? Ora è interessante, il presidente è stato, all’improvviso ha senso, questa potrebbe essere la Stele di Rosetta che ci aiuta a interpretare gli eventi a cui stiamo assistendo ora e che sono molto confusi. E questo includerebbe il presidente che sostiene il rinnovo del FISA. Senza entrare troppo nei dettagli, il FISA è la legge, che deve essere periodicamente approvata dal Congresso, che consente al governo degli Stati Uniti di spiare i cittadini americani. Spiarli. Il suo scopo principale dovrebbe essere quello di spiare gli stranieri che ci minacciano, ma data la natura della tecnologia, ci sono casi in cui intercettiamo comunicazioni di cittadini americani e, per rendere legale questa pratica, abbiamo bisogno del FISA.
La cosa interessante è che lo stesso presidente è stato vittima dell’abuso di queste leggi durante il suo primo mandato. Sono state usate contro di lui in quello che è diventato una sorta di tentativo di colpo di stato burocratico, noto come Russiagate. Il presidente era quindi molto sensibile a questo argomento. Era stato vittima dell’abuso di queste leggi e ha ripetuto più volte: «Non sono d’accordo. Non credo che gli americani debbano essere spiati dal proprio governo. Non credo che paghiate le tasse, oggi è il giorno della dichiarazione dei redditi, per poi essere spiati dal vostro governo quando non avete fatto nulla di male». Ma noi lo siamo, tutti lo sanno, e questo lo rende legale.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
All’improvviso, il presidente si fa promotore di questa nuova legge. Vuole che il Congresso permetta al governo degli Stati Uniti di spiare gli americani. Perché mai potrebbe essere possibile? Beh, ci sono un paio di indizi. Uno proviene dai documenti. Scoperti e resi pubblici, Dio lo benedica, da Ed Snowden alcuni anni fa, che hanno dimostrato che la NSA, l’agenzia per la sicurezza nazionale, la più grande di tutte le nostre agenzie di spionaggio, ha consegnato dati grezzi, indovinate un po’, al governo israeliano, che includevano informazioni private sugli americani.
Quindi raccolgono tutte queste informazioni, le comunicazioni dei cittadini americani, e le consegnano tutte senza prendere informazioni private, sugli americani, sui nostri cittadini, le consegnano a un governo straniero, ed è per un servizio. Per essere usate, Dio solo sa come, questo è uno. Il secondo è un momento molto rivelatore al Congresso due anni e mezzo fa con un uomo, un deputato dell’Ohio di nome Mike Turner,che all’epoca era il presidente della Commissione Intelligence della Camera. E sosteneva, in qualità di presidente della Commissione Intelligence della Camera, che si dovesse sempre fare di più per spiare gli americani. Quindi le commissioni Intelligence della Camera e del Senato dovevano supervisionare le agenzie di Intelligence, perché non si sa davvero cosa facciano, non si conosce il loro budget, è tutto segreto, non si può sapere. Quindi i vostri rappresentanti in queste commissioni vigilano solo per assicurarsi che non violino la Costituzione degli Stati Uniti o i vostri diritti umani, dati da Dio e protetti dal governo degli Stati Uniti.
Questo è il punto. Ma per tutta la mia vita, queste commissioni hanno lavorato di concerto con l’intelligence per violare i diritti civili degli americani e sono state quasi sempre guidate da alcune delle persone più disoneste e personalmente problematiche di tutto il Congresso. Quindi forse non è sempre vero, ma certamente nel caso di Mike Turner è vero. Sapete, quel tizio pubblicamente accusato di corruzione con una vita personale caotica che finisce per essere il presidente di una commissione Intelligence.
Hmm. Mi chiedo perché una persona vulnerabile al controllo finisca a capo della supervisione delle agenzie di intelligence. Ok, sicuramente si tratta di Mike Turner. Comunque, Mike Turner sta gestendo la situazione e sta presentando la sua proposta a circa 200 collaboratori al Congresso. E ha detto: «Dobbiamo farlo, dobbiamo farlo». E ha una serie di diapositive alle sue spalle. E una delle diapositive che mostra mostra persone che protestano contro l’uccisione di civili da parte del governo israeliano a Gaza. Quelle proteste di Gaza. E dice: «Abbiamo bisogno di questo perché queste persone prendono chiaramente ordini da Hamas. Sono come studenti universitari arrabbiati per i bambini uccisi dalle IDF. Ma siccome Mike Turner e molte persone come Mike Turner li guardano e dicono: “Avete connessioni straniere. Non potete essere giunti a questa conclusione da soli. Non avete semplicemente scelto l’apostasia. Siete stati chiaramente corrotti da qualche forza esterna, da qualche potenza straniera. Abbiamo il diritto di spiarvi”». Ha presentato questa tesi al congresso.
Quindi, come si collega questo alle leggi sulla blasfemia, così come delineate e adottate da quasi 40 stati dall’IHRA? Molto semplice: se avere queste, cito, percezioni è un crimine, allora questo dà al governo degli Stati Uniti il pretesto per spiarti e poi punirti. Un altro modo di pensarci è che quasi nessuna azione umana, o ora percezione, crimine di pensiero, viene mai codificata da un organo legislativo senza l’intento di punire le persone che la violano. Perché votare su qualcosa se non si avesse intenzione di punire le persone? Che vanno contro lo standard che hai stabilito. Beh, non lo faresti.
E quindi, il punto è che questa nuova religione civica è l’esatto opposto della vecchia religione civica in quanto non protegge i diritti civili, i diritti umani innati, è nemica di quei diritti. È nemica dell’universalismo, della convinzione che tutti noi siamo stati creati da Dio e abbiamo uguale valore morale. Ed è la nemica della comprensione delle persone che ha portato alla Dichiarazione dei Diritti, ovvero che questi diritti ci sono stati dati da Dio. Non ci crede, e lo sapete, perché il suo primo comando è che stiate zitti, e non solo zitti, ma che cambiate le vostre, cito, percezioni, cambiate i pensieri nella vostra testa, cambiate i vostri sentimenti, le vostre percezioni, le vostre conclusioni. Dovete cambiarle.
È una visione del mondo totalitaria. È una visione del mondo totalitaria in quanto cerca di controllare la totalità di una persona. Non solo le sue azioni. Non puoi prendere a pugni qualcuno in faccia perché non ti piace la sua etnia. Giusto. Giusto! Tutti sono a favore del rispetto di questa legge. Non puoi avere una certa percezione di un’altra persona. Se esiste una definizione migliore di obiettivo totalitario, è difficile immaginarla. Quindi questa è la nostra nuova religione. Ecco dove ci porta l’israelismo. Voglio concludere con quello che è probabilmente il più deriso e al tempo stesso il più chiaro evangelista di questa nuova fede, questo israelismo. S
i potrebbe dire che è cristianesimo senza il Nuovo Testamento, e questo sarebbe qualcuno che, ancora una volta, viene spesso deriso perché considerato stupido o perché non sa di cosa parla. Ma a volte sono proprio persone come queste a dare un quadro più chiaro di ciò di cui parlano realmente coloro che sono al potere. E questa persona è Sean Hannity di Fox News. Non è una persona cattiva, non è una persona meschina, è cattolico da sempre. Se gli chiedeste: «Sei cattolico?», risponderebbe: «certo, sì, sono cattolico». E penso che lo sia. Non è un aggressore, né pretende di comprendere la sua fede religiosa personale. Ma guardate Sean Hannity, cattolico fin dalla nascita, descrivere il Papa. Questa è la sua reazione. All’attacco del presidente degli Stati Uniti al Papa, capo della Chiesa Cattolica. Ed ecco la risposta di Sean Hannity, da cattolico, a tutto ciò. Guardate.
This has to be seen to be believed.
Hannity facts check the Pope’s anti-war message, says there’s conflict through975 the Bible, like the battle of David versus Goliath. pic.twitter.com/LbsSPF9uzo
— Richard Hanania (@RichardHanania) April 17, 2026
Aiuta Renovatio 21
Prendiamo un po’ la mentalità dei notiziari televisivi e diciamo al papa: «ehi, hai mai letto la Bibbia?». È esilarante. Il fatto è che il papa non ha mai letto la Bibbia. È solo il papa. Quindi c’è questo. Ok, è divertente. Ma ascoltiamo il contenuto, che in realtà è più interessante, meno divertente e un po’ più sostanzioso di quanto sembri a prima vista.
Quindi, il papa sta dicendo: «Guardate, sono un leader cristiano. Il Vangelo cristiano che rappresento, per quanto imperfettamente questo papa possa rappresentarlo dal mio punto di vista, imperfettamente, ma comunque… tutti i leader cristiani hanno il dovere di consultare il Vangelo quando pensano alle loro posizioni su determinate questioni, questo è il punto fondamentale, il Vangelo. E come leader cristiano, il leader della più grande denominazione cristiana, io non sono a favore della guerra e forse alcune guerre sono difendibili secondo la teoria della guerra giusta, che nessuno spiega mai veramente. Potete immaginare una guerra di autodifesa con cui la maggior parte dei cristiani si sentirebbe a proprio agio. Essere cristiani probabilmente non significa necessariamente opporsi a ogni forma di violenza in ogni circostanza».
Forse dovrebbe, ma in pratica non è così. Ma questo papa sta solo dicendo qualcosa di piuttosto convenzionale. Niente di folle, in realtà. Nessun insulto, nessuna grande deviazione dalla teologia o dall’etica cristiana come le persone le hanno intese per migliaia di anni. E la risposta è: «ehi, non hai letto la Bibbia? Ci sono un sacco di uccisioni nella Bibbia. Israele è costantemente sotto attacco dai suoi vicini, gli Amaleciti, i Filistei, e chi più ne ha più ne metta, e combatte con la benedizione di Dio, e uccide, ed è quello che dovrebbe fare». Il che è vero, tra l’altro, è tutto lì. Ma non è nel Nuovo Testamento. E per i cristiani, questa è la differenza. Non si tratta di irrilevanza dell’Antico Testamento, certamente no, e come disse Gesù in una sua famosa frase: «non sono venuto ad abolire la legge, ma a portarla a compimento, a compimento. Sono qui perché la legge abbia l’effetto desiderato su di voi». Gesù non dà mai un solo ordine di uccidere o ferire qualcuno, e non c’è un solo posto in tutto il Nuovo Testamento, nei quattro Vangeli, nelle lettere che seguono, per lo più di Paolo, e nella visione finale di San Giovanni chiamata Apocalisse.
Non c’è una sola pagina o frase in tutto il Nuovo Testamento in cui Gesù dica che gli ebrei sono fastidiosi, una minaccia, che non sono d’accordo con noi o che, appartenendo a un’altra fede, vadano uccisi. Nemmeno una volta. Anzi, è chiaramente l’opposto. Tanto che viene da chiedersi chi legga davvero la Bibbia.
Nel Vangelo di Matteo, al capitolo 5, nel famoso Sermone della Montagna, Gesù affronta questo tema in modo chiarissimo. Chiunque lo legga, per la prima o per la centesima volta, capisce che Gesù è radicalmente contrario alla violenza e all’avidità. Non si limita a condannarle: prende i comandamenti dell’Antico Testamento e li porta all’estremo, in modo scioccante per le orecchie antiche come per quelle moderne.
Dice: «Avete udito che fu detto agli antichi: Non uccidere. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello rischia il giudizio». Se maledici qualcuno, rischi l’inferno. È un insegnamento radicale, che non appartiene a questo mondo – ed è proprio questo il punto.
Da questo non si può in alcun modo dedurre che Gesù approvi il bombardamento di bambini, la distruzione di palazzi o lo stupro di persone nelle prigioni. È esattamente l’opposto.
Quindi, se qualcuno, facendo riferimento all’Antico Testamento o al Libro di Rut, sostiene principi violenti e li presenta come cristianesimo, in realtà sta abbracciando un’altra religione. Non è il Cristianesimo. È una nuova fede che potremmo chiamare «israelismo».
Siate onesti: datele un nome, scrivete il suo credo, elencate i suoi dieci punti. Smettetela di confondere le idee sostenendo che ciò che è chiaramente anticristiano sia invece il vero cristianesimo, perché non lo è.
Questo tipo di inganno sta disorientando molte persone. Proprio per questo ci è sembrato il momento giusto per riflettere su cosa i cristiani dovrebbero pensare oggi, mentre il Presidente degli Stati Uniti interviene su questioni teologiche e il mondo si muove verso un futuro incerto che tutti sentiamo pesare su di noi.
Josiah Trenum è un sacerdote ortodosso e pastore della California meridionale con cui abbiamo già parlato in passato. Pur non essendo ortodosso, ha una voce autorevole su ciò che i Vangeli dicono realmente. Siamo felici di riaverlo con noi. Padre, grazie per essere qui.
Tucker Carlson
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immigrazione
La violenza immigrata contro le famiglie, il culmine di un processo
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Spirito2 settimane faMons. Viganò sullo scontro tra Trump e Leone
-



Bizzarria2 settimane faL’uomo nudo continua a terrorizzare l’Italia: l’anarconudismo figlio dell’anarcotirannia
-



Arte2 settimane faMarina Abramovic definisce Trump «il mago di più alto livello»
-



Psicofarmaci2 settimane faLo Xanax richiamato in vari stati americani
-



Spirito1 settimana faMadre Teresa disse a un sacerdote: la Comunione sulla mano era «il peggior male» mai visto
-



Pensiero1 settimana faIl manifesto di Palantir in sintesi
-



Misteri1 settimana faEsperto di UFO trovato morto suicida. Aveva ripetuto che mai lo avrebbe fatto
-



Militaria2 settimane faPrigionieri palestinesi stuprati dai cani addestrati dell’esercito israeliano













