Militaria
Nonnismo estremo nell’esercito tedesco
Gli abusi e il nonnismo diffusi tra i soldati stanno minando le forze armate tedesche, mentre la Bundeswehr – l’esercito tedesco – fatica a raggiungere gli obiettivi di personale e ad attrarre reclute. Lo riporta la stampa germanica, citando un rapporto parlamentare.
La valutazione annuale del Commissario parlamentare tedesco per le forze armate, Henning Otte, pubblicata martedì, descrive casi di eccessiva severità e maltrattamenti durante l’addestramento, affermando che le reclute vengono regolarmente umiliate o la loro «integrità fisica» viene violata, a volte sotto l’effetto dell’alcol.
Il rapporto descrive casi in cui le reclute «hanno spinto la testa di un compagno nel water e tirato lo sciacquone», o hanno picchiato un altro soldato mentre era a letto prima di bagnarlo con acqua. In un altro episodio, un ufficiale di riserva ha ordinato a un soldato subordinato di sdraiarsi in una pozzanghera profonda 10 cm per 90 minuti a una temperatura di 7 °C durante un’esercitazione.
Il rapporto afferma che nel 2024 oltre il 23% dei soldati arruolati ha revocato il proprio impegno entro il periodo di prova di sei mesi.
Rileva inoltre che le soldatesse segnalano «comportamenti sessisti o commenti discriminatori» durante il loro servizio quotidiano. Secondo Der Spiegel, la quota di donne è aumentata di poco, passando dal 13,62% del 2024 al 13,71% lo scorso anno, mentre l’obiettivo legale è del 20% al di fuori del corpo medico.
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Le conclusioni giungono nel contesto di indagini su unità d’élite dell’esercito tedesco. Il Reggimento Paracadutisti 26 è indagato per accuse di clima misogino, abusi, bullismo, saluti nazisti e uso di droghe, mentre la Brigata Aviotrasportata 1 e la Divisione Forze Rapide sono sotto inchiesta a seguito di denunce da parte di soldatesse.
La Germania ha intrapreso un’importante campagna di reclutamento. Nel 2011, il Paese ha sospeso la coscrizione obbligatoria, riducendo la Bundeswehr da circa 255.000 a 185.000 soldati e trasformandola in una forza di volontari professionisti.
Il governo tedesco, tuttavia, ha citato una presunta minaccia russa per tutto il 2025 per giustificare i piani di aumentare il personale dagli attuali 186.000 a 260.000 soldati attivi e altri 200.000 riservisti entro la metà degli anni 2030.
Nel rapporto, Otte esprime chiari dubbi sulla possibilità di realizzare l’espansione pianificata senza un ritorno alla coscrizione obbligatoria. Se il modello volontario «non dovesse generare una crescita sufficiente, il ritorno al servizio militare obbligatorio è il logico passo successivo», scrive.
Il nonnismo grave nell’esercito italiano ha segnato tragedie come la morte di Emanuele Scieri (1999), parà della Folgore trovato senza vita sotto una torre di asciugatura dei paracaduti a Pisa dopo aver subito violenze per non aver accettato umiliazioni.
Nel 2025 le condanne per omicidio sono diventate definitive: 22 anni a un «nonno» e quasi 10 a un altro. Casi estremi includono pestaggi, ustioni con cera fusa, lesioni gravi e sospetti suicidi legati a vessazioni. Nonostante l’abolizione della leva, episodi di sopraffazione e molestie (anche su donne) persistono, spingendo a continui richiami disciplinari e processi.
In altri Paesi, come la Russia, il nonnismo è stato affrontato ancora negli anni Novanta, dopo la trasmissione in TV di un video con umiliazioni dei soldati.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia; immagine tagliata
Droni
Caccia francesi abbattono un drone kamikaze sopra la Lettonia: le immagini
WATCH: French Rafale jet shoots down a Ukrainian kamikaze drone over Latvia this morning. pic.twitter.com/sZ3gJ3gf2m
— Clash Report (@clashreport) June 8, 2026
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Geopolitica
Cuba mobilita le milizie mentre crescono i timori di un’invasione USA
Settimane dopo che il leader cubano aveva messo in guardia sul fatto che qualsiasi azione militare statunitense contro l’isola caraibica controllata dai comunisti sarebbe sfociata in un «bagno di sangue» e avrebbe rischiato di destabilizzare l’intera regione, la stampa locale riferito che il regime aveva cominciato a distribuire armi ai cittadini comuni.
Altre fonti, tuttavia, contestano questa versione e suggeriscono che L’Avana stia invece mobilitando le sue milizie territoriali. In ogni caso, il segnale è chiaro: Cuba sta assumendo una postura più difensiva.
Secondo la testata venezuelano Diario Versión il governo dell’Avana ha iniziato a distribuire armi ai cittadini comuni, esortandoli ufficialmente a prepararsi a un’imminente invasione straniera.
Stephen Gibbs, giornalista del Times e del Sunday Times, ha sostenuto che le notizie secondo cui Cuba starebbe armando i civili non corrispondono al vero «per ovvie ragioni», aggiungendo: «Sta mobilitando le sue milizie territoriali e, a quanto pare, alcune armi sono state consegnate ai vigili del fuoco, etc.»
La scorsa settimana gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni al presidente cubano Miguel Díaz-Canel, a sua moglie Lis Cuesta Peraza, al figliastro Manuel Anido Cuesta e ad alcuni membri della famiglia Castro, nell’ambito di una campagna di pressione economica durata sei mesi lanciata dall’amministrazione Trump contro il regime comunista. Ulteriori misure hanno colpito reti di influenza cubana all’estero collegate a ONG di sinistra statunitensi.
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L’intensificarsi di questa pressione coincide con una crescente presenza navale americana nella regione, descritta come la più imponente al di fuori del Medio Oriente: il gruppo d’attacco della portaerei USS Nimitz, insieme a cacciatorpediniere, incrociatori lanciamissili, aerei da ricognizione e droni, opera nelle vicinanze dell’isola.
Il Segretario di Stato Marco Rubio ha recentemente dichiarato che L’Avana è «in grossi guai», avvertendo che uno Stato fallito a Sud della Florida rappresenterebbe una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
La scorsa settimana il presidente Díaz-Canel aveva ammonito: «Se l’invasione statunitense dovesse concretizzarsi, scatenerebbe un bagno di sangue con conseguenze incalcolabili, oltre all’impatto devastante sulla pace e la stabilità regionale».
Le «incalcolabili conseguenze» citate da Díaz-Canel non sono state meglio specificate. Tuttavia, recenti segnali indicano uno spettro di minacce più ampio, che spazia da possibili attacchi con droni contro il territorio statunitense al rischio che reti di ONG radicalizzate con base negli Stati Uniti, legate all’Istituto cubano di amicizia con i popoli (ICAP), possano essere attivate per provocare disordini nelle strade americane. Questo potrebbe contribuire a spiegare la decisione di Rubio di sanzionare l’organizzazione.
La preparazione di Cuba rispetto ad una possibile invasione USA va avanti da mesi. Tre mesi fa Trump aveva dichiarato che «con Cuba posso fare quello che voglio» e che rapire il presidente cubano «non sarebbe difficile», assicurando che Cuba andrà al collasso «molto presto».
Sul Paese grava un embargo petrolifero americano che sta causando problemi e blackout. Una delegazione USA due mesi fa ha sollecitato Cuba a passare all’economia di mercato. Sull’isola aveva fatto visita anche il capo della CIA John Ratcliffe.
Come riportato da Renovatio 21, la scorsa settimana funzionari militari statunitensi e cubani hanno tenuto un raro incontro faccia a faccia presso la base navale di Guantanamo Bay, che altre notizie sostengono che potrebbe essere attacata dalale forze dell’Avana. La settimana precedente, l’ex presidente cubano Raul Castro è stato incriminato dal dipartimento di Giustizia statunitense per l’abbattimento, avvenuto nel 1996, di due aerei americani operati da esuli cubani anticomunisti al largo delle coste dell’isola.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Militaria
Il piano di integrazione tra gli eserciti statunitensi e israeliani è il piano di Netanyahu
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